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Mattarella “Supereremo prova pandemia anche grazie all’Esercito”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 160° anniversario della fondazione dell’Esercito Italiano, offre l’occasione di esprimere gratitudine verso una Forza Armata, risorsa importante per il Paese e protagonista in momenti significativi della nostra storia unitaria. Un patrimonio professionale giustamente riconosciuto e valorizzato anche in occasione della presente crisi pandemica”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata, Pietro Serino. “Giungano così a voi ufficiali, sottufficiali, graduati, militari di truppa e personale civile, sentimenti di riconoscenza per il servizio che rendete alle istituzioni della Repubblica, alla quale siete legati da giuramento di fedeltà e, in particolare, l’apprezzamento per quanto avete fatto e state facendo per contrastare la grave emergenza sanitaria”, aggiunge.
“Il vostro prezioso e qualificato contributo al funzionamento del Sistema Sanitario Nazionale e, in concorso alle Forze di polizia, per garantire nella sicurezza la cornice dell’esercizio delle libere attività delle nostre comunità, si è confermato di assoluto valore. Supereremo questa prova e sarà anche per il vostro contributo. In questa importante giornata desidero innanzitutto rivolgere il mio pensiero alla bandiera dell’Esercito, simbolo di onore e valore scritto nelle pagine secolari dei suoi corpi e delle sue specialità, e a tutti coloro che hanno donato la vita o che sono rimasti feriti per il bene della Patria. Il loro sacrificio è per tutti noi chiaro esempio della dedizione e delle virtù proprie ai cittadini in uniforme.
L’Esercito, fiero delle proprie tradizioni, ha confermato la sua funzione di componente fondamentale nella gestione dei molteplici impegni assunti nell’ambito delle alleanze e delle coalizioni cui aderiamo per decisione del Parlamento”, conclude Mattarella.
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Rai, Fico “Basta lottizzazione, va riformata la governance”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è tutto il tempo per fare una riforma della governance del sistema radiotelevisivo pubblico, entro la fine della legislatura. I modelli sono tanti, io ho proposto un avviso pubblico di gara che parte dall’Agcom, con una riforma del sistema di nomine. Ma possiamo fare tutte le leggi del mondo, anche sul modello della Bbc con un trust, senza che nulla cambi se non ci decidiamo a cambiare noi. Se i partiti non aiutano, venir fuori da situazioni come queste è impossibile”. Lo afferma in un’intervista al quotidiano La Repubblica il presidente della Camera, Roberto Fico, che aggiunge: “L’obiettivo deve essere l’autonomia dei vertici perchè la Rai possa fare il suo percorso nel rispetto dei cittadini con il controllo parlamentare”.
A chi sottolinea che il Movimento non ha intrapreso questa linea quando è andato al governo, Fico risponde: “E’ una critica giusta. Penso sia arrivato il momento di insistere e provare nuovamente a cambiare. All’epoca, quando presentammo la mia legge in Parlamento, il Movimento fu compatto nel votarla, ma non passò per i no degli altri”.
Per Fico “è molto interessante ascoltare tutti i propositi pubblici dei politici, sentir dire loro che la Rai deve finalmente essere libera dalle mani dei partiti. Ne approfitto per dire: facciamolo. Facciamolo adesso, nei giorni in cui ci sono le nomine del prossimo cda sulla base di una legge che io ritengo sbagliata, ma che il Parlamento in questi anni non è stato in grado di modificare. Al di là delle norme – prosegue -, c’è una cultura politica di lottizzazione pura e una cultura della Rai permeabile alla lottizzazione. Per questo dico, prendiamo a pretesto questa discussione per promettere ai cittadini, che sono i veri editori della Rai perchè è a questo che serve il canone, di fare delle nomine assolutamente fuori da ogni logica di partito. Mettiamo al centro la competenza e l’indipendenza”.
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Fedez al Concertone diventa caso politico, Rai “Nessuna censura”

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ROMA (ITALPRESS) – E’ diventata un caso politico la partecipazione di Fedez al Concertone del Primo Maggio, trasmesso ieri da Raitre.
‘È la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione che purtroppo non c’è stata in prima battuta, o meglio dai vertici di Rai3 mi hanno chiesto di omettere i partiti e i nomi e di edulcorarne il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente’, aveva dichiarato nel pomeriggio l’artista, che già nei giorni precedenti si era schierato in più occasioni a favore del ddl Zan contro l’omotransfobia.
‘Se Fedez userà a fini personali il concerto dell’1 maggio per fare politica, calpestando il senso della festa dei lavoratori, la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento – avevano quindi affermato in una nota congiunta i senatori e deputati della Lega in Vigilanza Rai Massimiliano Capitanio (capogruppo), Giorgio Bergesio, Laura Cavandoli, Dimitri Coin, Umberto Fusco, Elena Maccanti e Simona Pergreffi -. Con 945.000 posti di lavoro persi in un anno e la disoccupazione giovanile al 33%, se davvero il signor Federico Leonardo Lucia deciderà di promuovere la propria figura attaccando Lega e Vaticano, sarà un insulto all’1 maggio. Non si usano i diritti dei lavoratori per promuovere la propria immagine e fare ulteriori profitti’.
“La Rai non può comprare interventi d’odio a scatola chiusa e non si invochi la censura, perché al rapper non mancano certo spazi per manifestare il suo pensiero, tra l’altro noto anche ai sassi. Viale Mazzini ha ancora qualche ora per rimediare, dopodiché la Lega si muoverà in tutte le sedi competenti. E i sindacati si ricordino che il lavoro appartiene a tutti, non lo si svilisca per regalare qualche like a un cantante milionario”, avevano aggiunto.
Sempre nel pomeriggio il segretario della Lega è intervenuto su Twitter: ‘Il “concertone” costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, quindi i comizi “de sinistra” sarebbero fuori luogo”, ha scritto Matteo Salvini. E a stretto giro è arrivata la risposta di Fedez, sempre su Twitter: ‘Io vado al concertone a gratis e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uomo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici. Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro”.
In serata, sul palco Fedez ha chiarito di prendersi tutte le responsabilità di quello che dice, e ha dedicato la prima parte del suo intervento a un appello al premier Mario Draghi per tutelare il settore dello spettacolo “decimato dall’emergenza Covid e regolato da una legge che risale gli anni 40. Così come è intervenuto tempestivamente sulla Superlega lo faccia anche sullo spettacolo, che ha un numero di lavoratori equivalente al calcio”. Poi la parte sul ddl Zan, con una forte critica alla Lega, citazioni di esponenti locali del partito contro i gay, e una polemica contro l’associazione Pro Vita.
È intervenuta sulla vicenda anche Viale Mazzini, con una nota di Rai3 condivisa dall’Ad Fabrizio Salini: “Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. E’ fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta”.
“Né la Rai né la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti – prosegue la nota -. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi. La Festa del lavoro, come hanno ricordato nei loro interventi i segretari di Cgil, Cisl e Uil, è appunto una festa, vale a dire la celebrazione delle conquiste dei lavoratori e dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, di cui i sindacati si fanno custodi e paladini. Ed è proprio a quelle conquiste e a quei diritti, oggi minacciati da una pandemia mondiale che erode l’occupazione, che è dedicato questo Primo Maggio”.
“La Rai smentisce la censura – ha poi twittato Fedez, pubblicando un video con alcuni passaggi del colloquio con i dirigenti Rai -. Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad “adeguarmi ad un SISTEMA” dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi”.
“Un cantante di sinistra litiga coi vertici Rai di sinistra. Così è. L’Italia se ne farà una ragione”, ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini, che sul ddl Zan ha così replicato a Fedez: “Adoro la Libertà. Adoro la musica, l’arte, il sorriso.
Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna – ha spiegato Salvini -. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così. Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti. Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono. Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo – ha concluso il leader leghista -. Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo”.

Salini “Nessuna censura dalla Rai”

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti”, afferma in una nota diramata il 2 maggio l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini.
“In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay – prosegue -. Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo non appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali. Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese”.

La direzione di Rai3 in una nota del 2 maggio “conferma di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo Maggio – richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto – e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista. In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez, notiamo che l’intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli. Le parole realmente dette sono: ‘Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà’. […] ‘Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo […] Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua’”.

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Letta “Proveremo a portare avanti alleanza con M5s”

ROMA (ITALPRESS) – “Sappiamo che dobbiamo fare delle alleanze perchè nel nostro sistema nessuno può governare da solo. Le costruiremo con chi è compatibile col nostro programma. Posso già dire che con Salvini e Meloni sarà impossibile, col M5S le
abbiamo già verificate nel governo Conte e proveremo a portarle avanti queste compatibilità”. Così Enrico Letta, segretario del Pd, intervistato da Maria Latella a ‘Il caffè della domenica’ su Radio 24. Tra i punti toccati nell’intervista, anche quello del lavoro. “E’ un momento nel quale i soldi bisogna darli e non chiederli da parte dello Stato – ha detto il segretario del Pd – Parole chiare e giuste, è il momento degli ammortizzatori sociali. Stanno funzionando a fatica, il nostro sistema è pieno di intoppi burocratici e i ritardi nei pagamenti sono un grandissimo guaio ma dobbiamo pensare a dopo e bisognerà ripartire”. “Per questo faccio una proposta a governo, forze politiche e forze sociali – ha concluso Letta – sedersi attorno a un tavolo e fare un patto per la ricostruzione e il lavoro con alcune misure che siano il cuore, decontribuzione totale per i nuovi assunti e detassazione per creazione di nuove attività imprenditoriali e commerciali”.
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Covid, Salvini “A maggio si ritorna alla vita senza coprifuoco”

ROMA (ITALPRESS) – “Le vaccinazioni stanno andando bene, ieri in Lombardia ne sono state fatte 115 mila e siamo ormai vicini, in tutto il paese, a quota 500 mila, stanno aumentando i guariti, si stanno svuotando i letti in terapia intensiva, se i dati andranno avanti così, con 400 mila vaccinazioni al giorno, penso che entro maggio il ritorno alla vita senza coprifuoco sia un obiettivo raggiungibile”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di Radio Capital.
“Il mio obiettivo è arrivare alla cancellazione del coprifuoco, alla libertà – ha aggiunto -. Entro metà maggio il coprifuoco può essere tranquillamente cancellato”.
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Dal Cdm via libera al Recovery Plan e al fondo complementare

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Approvato anche il decreto collegato sugli investimenti da 30 miliardi previsti nel fondo complementare. Il Pnrr sarà quindi inviato alla Commissione Ue domani, come confermano fonti di Palazzo Chigi.
Il Cdm ha approvato anche il decreto legge con le proroghe di alcune misure come lo smart working semplificato, la validità dei documenti d’identità e i bilanci degli enti locali. Più tempo anche per esercitare il golden power nei settori di rilevanza strategica (fino al 31 dicembre), mentre slitta al 30 giugno il termine per la redazione dei bilanci delle Camere di commercio.
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Droga, Meloni “In Italia situazione fuori controllo”

ROMA (ITALPRESS) – “Liberi dalla droga, mai schiavi” è il manifesto per la lotta alla droga di Fratelli d’Italia, lanciato nel corso di una iniziativa in Piazza Montecitorio, dove i parlamentari del partito si sono sottoposti al test antridroga. Dieci i punti: le droghe fanno tutte male, sì alla cultura della vita contro la cultura dello sballo e della morte, la liberalizzazione aumenta le dipendenze patologiche e non sconfigge la mafia, diritto alla cura e libertà di scelta, potenziamento del sistema integrato di servizi pubblico-privato per prevenzione, cura, reinserimento socio lavorativo. Inoltre, più risorse per attività di contrasto delle forze dell’ordine, certezza della pena per chi spaccia e rimpatrio per spacciatori stranieri, chiusura cannabis shop, si all’uso medico della cannabis per gravi patologie.
Infine promozione di campagne di prevenzione nazionale contro la droga e promozione di stili di vita sani. “Effettuare oggi il test antidroga è un modo per accendere i riflettori sulla devastazione del problema delle dipendenze in Italia, un problema abbandonato e dimenticato dalle istituzioni. C’è un morto di overdose al giorno, l’Italia è la prima nazione in Ue per diffusione di cannabis tra gli studenti, la terza per uso di cocaina. E’ una situazione totalmente fuori controllo”, ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in piazza Montecitorio.
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Mattarella “Lavorare a nuova stagione di sviluppo equo e sostenibile”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Congresso nazionale della Fuci costituisce da oltre un secolo un’occasione di riflessione e di confronto non soltanto per il mondo universitario e per la comunità religiosa di cui la Fuci è parte, ma per l’intera società italiana. L’augurio che rivolgo ai dirigenti, ai delegati e a tutti coloro che parteciperanno in modalità telematica all’incontro è intenso, nella certezza che i temi e lo svolgimento del dibattito porteranno risultati positivi. La vitalità dei corpi sociali e delle formazioni intermedie è decisiva per la qualità del nostro modello sociale e della stessa democrazia”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del LXIX Congresso della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, in un messaggio inviato ai presidenti nazionali Marina Occhipinti e Lorenzo Cattaneo.
“Siamo fin d’ora consapevoli che la ripresa dei pieni ritmi della vita dell’Italia produrrà una nuova stagione di sviluppo, più equo e sostenibile, se ci sarà un ampio concorso di forze e una significativa alleanza tra istituzioni ed espressioni della società”, prosegue Mattarella.
“La Fuci può vantare nella propria storia testimoni di straordinario valore che hanno contribuito alla liberazione del Paese, alla Costituzione e alla ricostruzione nella libertà – sottolinea il capo dello Stato -. Anche oggi siamo chiamati a porre in campo la necessaria innovazione con il rispetto della pluralità, delle differenze, dei diritti della persona. Il titolo scelto per il congresso è una promessa di impegno: le giovani generazioni non potranno che essere protagoniste del futuro dell’Italia e dell’Europa che a loro appartiene”.
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