ROMA (ITALPRESS) – “Ricorrono 140 anni dalla nascita di Alcide De Gasperi. La Repubblica ne ricorda la figura di Padre fondatore e il Paese è riconoscente per la sua opera di artefice della ricostruzione morale, civile, economica, democratica, dopo la tragedia della guerra voluta dal fascismo. Ricostruzione, ripartenza, rinascita sono parole di allora che ricorrono in questi nostri giorni, in cui siamo duramente impegnati nel contrasto alla pandemia, con lo sguardo rivolto al futuro. De Gasperi ebbe il coraggio di scelte difficili”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La sua capacità di visione contribuì a sviluppare il capitale di libertà conquistato con la Resistenza in un ordinamento pienamente democratico, in una politica orientata alla lotta alla miseria, all’analfabetismo, al superamento di fratture sociali impedimento alla crescita del Paese. Riuscì a dare un nuovo fondamento all’idea di Patria – osserva Mattarella -, lontana dai nazionalismi regressivi che avevano gettato il Continente nella barbarie e lo fece anche aprendo le porte al risorgere dell’idea di Europa. La necessaria ricomposizione dell’unità nazionale, dilaniata negli anni dell’alleanza nazi-fascista, trovava per De Gasperi una garanzia nella scelta occidentale e in quel progetto di unità europea, allora un ideale e oggi una straordinaria opportunità oltre che una responsabilità storica. ‘Non abbiamo il diritto di disperare!’ disse lo statista trentino in un celebre discorso a Bruxelles. Nessuno può togliere ai giovani la speranza del futuro perchè oscurerebbe il futuro dell’intera comunità. E’ questo un compito che accomuna quanti rivestono responsabilità pubbliche e tutti i cittadini. Compito che nei momenti di crisi più acuta diviene ancora più esigente perchè pone il bene comune nel massimo rilievo”, conclude il capo dello Stato.
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Mattarella “Non togliere ai giovani speranza del futuro”
Coronavirus, Salvini “Parlerò con Draghi di ritorno alla vita”
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo il Covid ci sarà un’altra ondata epidemica, quella psicologica e psichiatrica. Continuano a dirmi che chiusure come quelle che stiamo attraversando stiano creando problemi giganteschi ad adulti e bambini. Che un ministro della Salute lo sottovaluti… Non va bene”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in un’intervista al Corriere della Sera, sottolineando di avere chiesto un incontro con il premier Draghi “per parlare di ritorno alla vita. Ma l’asse con Draghi è ferreo, lui dice che si riaprirà sulla base della scienza e dei dati medici. E io sono d’accordo. Ma siccome ci sono intere regioni in cui la situazione per fortuna è più tranquilla, aggiungo che il riaprire in questi territori non è un capriccio di Salvini, ma la risposta a un’emergenza economica drammatica. Speranza però continua a dire ‘rosso, rosso, rosso…’. Sarà un riflesso condizionato indotto dalla sua storia”. Quanto all’incontro con il ministro Speranza, dice: “sulle riaperture mi è sembrato di parlare con una parete. Gli ho detto che l’Italia è lunga, sono 8 mila comuni, che si apre solo dove i contagi e il sistema ospedaliero non sono sotto pressione. Lui mi ha detto che no, ad aprile la scienza non vale”. Sulle reazioni provocate dal suo incontro con i premier di Ungheria e Polonia, osserva: “Sono ossessionati, non pensano ad altro. Tutta la sinistra all’attacco di Salvini. Un atteggiamento del genere denota ignoranza, provincialismo e soprattutto razzismo da parte della sinistra”. A suo avviso “c’è una campagna di odio politico e personale che in un momento così delicato non aiuta”.
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Covid, Speranza “Non possiamo indicare una data per le riaperture”
ROMA (ITALPRESS) – “Salvini? Non faccio mai polemica, ma penso che nessuno dovrebbe soffiare sul fuoco dell’inquietudine, del tormento di tanti italiani. Di fronte alla difesa della salute dobbiamo unire il Paese e non dividerlo, perchè la battaglia è ancora complicata”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Salute Roberto Speranza.
“Vedo bene che un bel pezzo di Paese è in forte sofferenza. Sono consapevole che ogni mia scelta provoca un sacrificio e che ci sono settori in grande difficoltà, per cui ritengo che sostegni economici mirati siano fondamentali – spiega Speranza -. Ma la maggior parte degli italiani capisce che queste misure, per quanto costose e dolorose, sono necessarie e io le assumo con animo sereno. Tutelare la vita non è un lavoro sporco, ho giurato sulla Costituzione per questo”. Il ministro si dice “scettico su questi derby tra rigoristi e aperturisti, il quadro è ancora molto serio e il punto è adeguare le misure alla situazione epidemiologica. La principale preoccupazione sono le varianti, quella inglese è arrivata all’86,7% di prevalenza e ha una capacità diffusiva maggiore del 37% rispetto al ceppo originario. Le misure rigorose sono una risposta necessaria, come scrive l’ISS”.
Nel nuovo decreto anti-Covid “non c’è nessun automatismo, c’è l’impegno a valutare costantemente i dati, come facciamo ogni settimana – spiega -. Il presidente Draghi sta tenendo una posizione di grande realismo e pragmatismo, vuole programmare con fiducia il futuro, ma fronteggiando duramente l’epidemia”.
E alla domanda su perchè il Governo non fissi una data per le riaperture, Speranza risponde così: “Dobbiamo dire la verità, non possiamo suscitare illusioni che finiscono per rivelarsi un boomerang. Io però sono ottimista, grazie ai sacrifici di queste settimane e all’accelerazione della campagna di vaccinazione, già nella seconda parte della primavera vedremo risultati incoraggianti e staremo meglio”.
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Figliuolo “In arrivo 1,3 milioni di dosi AstraZeneca”
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Stiamo continuando il nostro giro di verifica perchè la macchina sia pronta quando avremo ulteriore disponibilità di vaccini – ha detto ancora Figliuolo – già oggi a livello nazionale sono in arrivo 500 mila Moderna, ieri oltre un milione di Pfizer e tra oggi e domani 1 milione e 300 mila dosi di AstraZeneca, questo darà nuovo fiato alle trombe per poter fare il piano in maniera coerente”. Così il generale Francesco Paolo Figliuolo in visita all’hub vaccinale della Fiera di Cagliari. Il commissario per l’emergenza ha verificato l’andamento dei lavori nella struttura scortato dal presidente Christian Solinas, dall’assessore alla Sanità Mario Nieddu, dal sindaco Paolo Truzzu e dai vertici della protezione Civile. “In Sardegna abbiamo visto un hub ben fatto, poi dobbiamo arrivare ad incrementare. L’isola arriva ad inoculare 6-7 mila dosi al giorno, dobbiamo arrivare a metà del mese a 11-12 mila e poi arrivare a pieno regime a 17 mila”. E ha concluso: “Non do voti a nessuno, vengo per lavorare e per migliorare”.
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Via libera al decreto anti-Covid
Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto che contiene le nuove misure anti-Covid. Il provvedimento che entrerà in vigore il 7 aprile e sarà valido fino a fine mese, proroga il dpcm dello scorso 2 marzo e prevede che si applichino solo misure da zona arancione e rossa. Dunque, via la zona gialla fino al 30 aprile ma con la possibilità di prevedere allentamenti delle misure in caso di contagi bassi e in base all’attuazione della campagna vaccinale con particolare riferimento ad anziani e fragili, le eventuali deroghe potrà deciderle solo il Cdm. Nelle zone rosse saranno vietate le visite ad amici e parenti, a differenza di quanto sarà previsto per le festività pasquali, mentre per le zone arancioni saranno consentite una volta al giorno, non più di due persone e all’interno del comune di residenza. Approvato dal Consiglio dei ministri anche l’obbligo di vaccino per medici, infermieri, operatori sanitari che svolgono la loro attività in strutture pubbliche e private e farmacisti, per chi rifiuta è previsto lo spostamento verso mansioni diverse, anche inferiori, ove questo non sia possibile è prevista la sospensione senza retribuzione. Arriva anche lo scudo penale per i sanitari impegnati nel piano nazionale vaccini, la punibilità per omicidio colposo e lesioni verificatesi a seguito della somministrazione è esclusa quando l’uso dei vaccini è conforme alle indicazioni. Rientro in classe in tutta Italia, anche nelle zone rosse, per gli studenti più piccoli, le classi fino alla prima media potranno studiare in presenza e non saranno ammesse ordinanze più restrittive da parte dei governatori. Nelle zone arancioni e gialle la presenza è assicurata fino alla terza media e con un minimo del 50% per i ragazzi delle superiori. Il Cdm ha approvato anche lo stop del transito delle grandi navi a Venezia. Le misure previste nel decreto-legge hanno come obiettivo quello di risolvere in maniera strutturale il problema prevedendo punti di attracco al di fuori della Laguna. Per contemperare le esigenze di tutela del patrimonio artistico, culturale e ambientale di Venezia e della sua laguna con quelle legate allo svolgimento dell’attività crocieristica e alle esigenze del traffico delle merci, il decreto prevede che l’Autorità portuale del Mare Adriatico Settentrionale lanci un concorso di idee che raccoglierà proposte ideative e progetti di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione di punti di attracco.
Sempre in materia di trasporto marittimo per garantire la mobilità delle persone e la circolazione delle merci su tutto il territorio nazionale vengono prorogati i collegamenti marittimi con Sardegna, Sicilia e isole Tremiti svolti in regime di servizio pubblico per il tempo necessario a consentire la fine delle procedure di aggiudicazione dei contratti di servizio e, in ogni caso, fino al 31 maggio 2021. Infine la proroga di 3 mesi (dal 31 marzo al 30 giugno 2021) l’entrata a regime del documento unico per la circolazione dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Lo slittamento consente di perfezionare le procedure telematiche relative ai veicoli adibiti al trasporto delle merci e agli autobus, sottoposti a particolari normative di settore, e di completare la fase di rodaggio di tutte le procedure.
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Lamorgese “In vista dell’estate vaccineremo anche i giovani”
ROMA (ITALPRESS) – “Non è il momento di abbassare la guardia, e di far venir meno quel senso di responsabilità dimostrato finora: perchè i progressi registrati dalla campagna per i vaccini fanno finalmente intravvedere un orizzonte diverso che ci consentirà di tornare gradualmente alla normalità. In questo contesto sociale molto delicato, le forze di polizia continuano a svolgere un’attenta attività di vigilanza e per questo voglio ringraziare tutti gli uomini e le donne impegnati con professionalità nelle nostre città”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in un’intervista al Messaggero.
Per il week end pasquale saranno impiegati “70 mila donne e uomini in divisa”, spiega il titolare del Viminale.
Ci saranno “specifici servizi programmati a livello territoriale che riguarderanno, in particolare, le aree urbane più esposte al rischio di assembramenti, i parchi, i litorali più frequentati, le arterie stradali e autostradali, le stazioni ferroviarie, i porti e gli aeroporti – prosegue -. Proprio per la valutazione di tutti questi aspetti ho convocato per domani mattina al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
“I ragazzi stanno pagando un prezzo molto alto – sottolinea Lamorgese -: in termini di assenza forzata dalle aule di scuola e delle Università, di riduzione degli spazi di socialità e della libertà di viaggiare per motivi di studio e di vacanza. In vista dell’estate, per limitare al massimo il contagio, c’è bisogno di uno sforzo straordinario: ora che è stato raggiunto l’accordo con le Regioni per l’utilizzo della rete delle farmacie, tra maggio e giugno dovremmo iniziare a vaccinare anche le classi di età dei più giovani che, notoriamente, si spostano e socializzano più delle altre”.
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Pd, Serracchiani eletta capogruppo alla Camera
ROMA (ITALPRESS) – Debora Serracchiani è stata eletta nuova capogruppo del Pd alla Camera. Ha ottenuto 66 voti, contro i 24 di Marianna Madia, uno di Barbara Pollastrini, una scheda bianca e una nulla. Hanno votato 93 deputati su 93.
“Sono certamente soddisfatta, voglio ringraziare Graziano Delrio che ha guidato il gruppo con saggezza e autorevolezza. Il Parlamento è centrale nelle decisioni che verranno prese per superare l’emergenza sanitaria ed economica. Il Pd vuole continuare a combattere in questa direzione”, ha commentato Serracchiani ai microfoni di Rainews24.
“Dopo il voto di oggi sarò felice di lavorare insieme a Debora Serracchiani e Simona Malpezzi. Due donne determinate, di qualità e competenti. Saremo un’ottima squadra. Guardare avanti, Pd”, scrive su Twitter il segretario del Partito Democratico Enrico Letta.
“Buon lavoro a Debora Serracchiani, nostra nuova capogruppo. C’è tanto da costruire insieme”, commenta la Madia sempre su Twitter.
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Famiglia, via libera definitivo all’assegno unico universale
ROMA (ITALPRESS) – L’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il ddl delega sull’assegno unico e universale per i figli. I voti favorevoli sono stati 227, gli astenuti 4 e nessuno contrario. Il provvedimento era stato già approvato dalla Camera e diventa così legge.
La legge prevede un assegno fino a 250 euro al mese per ogni figlio fino a 21 anni di età. Le famiglie lo riceveranno dal 1° luglio 2021 con una maggiorazione per i figli disabili. L’importo massimo di 250 euro al mese, calcolato in base all’Isee, verrà diviso in parti uguali tra i genitori e andrà a sostituire tutte le attuali forme di sostegno riconosciute alla famiglia, dai vari bonus alle detrazioni per figli. Sarà corrisposto a tutti, compresi incapienti, autonomi e partite Iva, finora escluse. Arriverà sotto forma di denaro o di credito d’imposta e sarà riconosciuto per ogni figlio a carico dal 7° mese di gravidanza fino al diciottesimo anno di età, con importo maggiorato dal secondo figlio in poi e un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili.
L’assegno prevede un importo pieno fino al diciottesimo anno di età per poi essere ridotto fino al compimento del ventunesimo anno ed erogato direttamente al figlio maggiorenne nel caso in cui questo sia iscritto all’università, svolga un tirocinio, frequenti un corso professionale o risulti disoccupato. Non è incompatibile con il reddito di cittadinanza. Entro 12 mesi il governo dovrà attuare la delega. “E’ un risultato storico perchè in Italia facciamo finalmente un primo passo per cambiare le politiche familiari, rimettendo al centro le nuove generazioni, le donne, il sostegno alla genitorialità e la parità di genere”, afferma la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti, che sottolinea come si tratti del “primo pezzo di un’ampia riforma a servizio delle famiglie, che diventa legge dello Stato. Alla fine del percorso avremo una visione organica delle politiche familiari. Se ci limitassimo solo all’assegno – prosegue – sbaglieremmo di nuovo strategia: ragion per cui questa misura sta dentro al Family act, agganciata ad altre altrettanto rilevanti”.
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