“Nei 209 miliardi destinati all’Italia, una parte considerevole andranno al Mezzogiorno per infrastrutture, digitalizzazione, sanità, transizione ecologica. In più avremo i fondi europei per il settennato che va dal 2021 al 2027 e il fondo nazionale di sviluppo e coesione. Saranno circa 150 miliardi, oltre a quelli del Piano di ripresa e resilienza, il lavoro da fare è individuare i giusti progetti su cui investire”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro del Sud Mara Carfagna, sottolineando come “i cittadini hanno il diritto a ricevere la stessa qualità di servizi indipendentemente dal comune di residenza. Ho chiesto che il ministero per il Sud partecipi alla commissione tecnica istituita presso il Mef che periodicamente aggiorna i criteri per l’assegnazione dei fondi, per garantire che il calcolo del fabbisogno e delle risorse sia equo per tutti”.
Quanto al reddito di cittadinanza, osserva: “Oggi uno strumento di sostegno universale al reddito va mantenuto, è previsto in tutti i Paesi, tanto più in tempi di crisi pandemica. Ma il reddito di cittadinanza ha limiti enormi perché, come ha ammesso anche Di Maio, mette assieme sostegno alla povertà e sostegno a politiche del lavoro, che sono cose diverse. Una correzione sarà obbligata”. Infine, secondo il ministro “va attivata e potenziata per il Sud la leva della fiscalità di vantaggio. La prima cosa da fare è negoziare con l’Europa la misura che è stata introdotta per gli sgravi fiscali del 30% alle aziende che operano al Sud: oggi è ammessa fino al 2022, ma l’obiettivo è portarla al 2029. E vanno potenziate le Zone economiche speciali, rivedendo il complesso sistema autorizzativo”.
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Sud, Carfagna “Ci sono 150 miliardi ma servono progetti giusti”
Il generale Figliuolo nuovo commissario per l’emergenza Covid
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato il generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo nuovo commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. “A Domenico Arcuri i ringraziamenti del Governo per l’impegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Figliuolo, originario di Potenza, ha maturato esperienze e ricoperto molteplici incarichi nella Forza Armata dell’Esercito, interforze e internazionale.
Ha ricoperto l’incarico di Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa, dal 7 novembre 2018 è comandante logistico dell’Esercito.
In ambito internazionale ha maturato esperienza come comandante del Contingente nazionale in Afghanistan, nell’ambito dell’operazione ISAF e come comandante delle Forze NATO in Kosovo (settembre 2014 – agosto 2015).
Il generale Figliuolo è stato insignito di numerose onorificenze. Tra le più significative la Decorazione di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, la Croce d’Oro ed una Croce d’Argento al Merito dell’Esercito e NATO Meritorius Service Medal.
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Garavaglia “Sul passaporto vaccinale no a soluzioni unilaterali”
ROMA (ITALPRESS) – “Sul passaporto sanitario la discussione è aperta in Europa. L’importante è che si arrivi a soluzioni comuni e non unilaterali, che porterebbero a più problemi che soluzioni. Il mercato non si ferma, gli operatori che ne hanno possibilità si muovono in questa direzione e la politica seguirà un pò il mercato”. Lo ha detto Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, intervistato a 24Mattino su Radio 24.
“Bisogna lavorare a livello europeo per garantire una mobilità in sicurezza – ha sottolineato Garavaglia -. Questo è oggetto di discussione. Noi siamo in ritardo sul piano vaccinale, va data una forte accelerata e va data priorità agli operatori del turismo perchè chi viaggia deve viaggiare in sicurezza”.
E riguardo a eventuali aperture a Pasqua, il ministro ha frenato: “Anche quest’anno sarà un marzo complicato, meglio essere prudenti per poter stare più tranquilli nei mesi successivi. Il calendario non si inventa. Si apre se ci sono le condizioni. Si apre tutto quello che si può aprire in sicurezza. Con programmazione e prudenza”.
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M5S, a Conte ruolo di primo piano per “progetto rifondativo”
ROMA (ITALPRESS) – Non c’è ancora la formula precisa, ma Giuseppe Conte avrà un ruolo di primo piano nel MoVimento 5 Stelle. Questo l’esito di un vertice che si è tenuto all’hotel Forum, a Roma, e durato circa 4 ore. Presenti, oltre allo stesso ex premier e al garante del movimento, Beppe Grillo, tra gli altri Vito Crimi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il presidente della Camera Roberto Fico, i capigruppo al Senato e alla Camera, Ettore Licheri e Davide Crippa, l’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, mentre il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli era collegato in videconferenza. Adesso si apre il fronte di una possibile modifica statutaria e dell’eventuale via libera degli iscritti tramite la piattaforma Rousseau.
Proprio da Rousseau a metà febbraio era arrivato l’ok alla nuova governance, con il superamento del capo politico e l’istituzione di un direttorio a cinque.
“Bellissima giornata. Tutte le cose che non verranno pubblicate sono vere”, commenta su Twitter il garante del M5S, Beppe Grillo.
“Giuseppe Conte ha raccolto l’invito a elaborare nei prossimi giorni un progetto rifondativo con il Movimento 5 Stelle. Una sfida cruciale per il Movimento, una ristrutturazione integrale per trasformarlo in una forza politica sempre più aperta alla società civile, capace di diventare punto centrale di riferimento nell’attuale quadro politico e di avere un ruolo determinante da qui al 2050”, scrive su Facebook il MoVimento 5 Stelle.
“Il Movimento sarà la forza trainante della transizione ecologica e digitale, poggiando però su pilastri insostituibili, quei valori originari che lo hanno sempre contraddistinto – prosegue il post -: la tutela dell’ambiente, l’importanza dell’etica pubblica e della lotta alla corruzione, il contrasto delle diseguaglianze di genere, intergenerazionali, territoriali, la lotta contro le rendite di posizione e i privilegi, la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita democratica attraverso il rafforzamento degli istituti di democrazia diretta”.
“Dobbiamo fare ora un’analisi di quello che è successo. Il vertice con Grillo è stato rapido e la soluzione è coinvolgere il presidente Conte come leader del M5S, è una buona soluzione purchè non serva a coprire i problemi e le differenze all’interno del Movimento”, ha commentato a “Mezz’ora in più” su Raitre l’ex ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora.
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Bonetti “Confermati congedi parentali e nuove misure nel Dpcm”
ROMA – (ITALPRESS) – “Governo pronto a reintrodurre misure straordinarie come i congedi parentali retribuiti ed estesi come età fino ai 14 anni e non retribuiti sopra i 14 anni, smart working come diritto dei genitori e sostegno come un voucher economico come sostegno per baby sitter e aiuto domestico per professionisti e partite iva. Siamo al lavoro e il Governo è pronto. Questo tipo di misure saranno applicate non solo in base ai colori delle Regioni ma anche per provvedere a quelle chiusure che le regioni stanno predisponendo e rispetto alle quali dobbiamo dare garanzie e tutele. Questi provvedimenti saranno già nel Decreto in uscita. I provvedimenti saranno retroattivi. Le cifre? Vanno riproposte almeno quelle già presenti: un congedo retribuito al 50% e il diritto allo smart working. Il MEF sta quantificando dal punto di vista del voucher lo smart working che va tarato in base alle ore e alle giornate di chiusura della scuola”. Lo ha dichiarato Elena Bonetti, Ministro della Famiglia e per le Pari Opportunità, a SkyTg24 e ha aggiunto: “Non ho data precisa di uscita del Decreto, sarà il prima possibile, il MEF è al lavoro. Stiamo costruendo la norma in maniera retroattiva in modo da non lasciare buchi normativi”.
“Se si poteva fare di più in passato? Si deve far sempre i conti con le risorse destinate. Abbiamo introdotto una norma che a fronte della chiusura delle scuole è prevista in automatico la misura dei congedi parentali che sono diversi. E’ necessaria anche la riattivazione di tutti i centri educativi per famiglie e studenti che non possono rimanere a casa. I congedi non erano stati rinnovati dopo le mie dimissioni ed è il primo atto che ho ripreso in mano” ha continuato Bonetti. “Alle critiche sulla crisi aperta da Italia Viva rispondo che abbiamo fatto un’azione di coraggio che ha aperto percorso di bene per il Paese. Abbiamo rinunciato nostro incarico per una situazione di stallo di cui non volevamo renderci complici. Oggi c’è Draghi che ha disegnato un percorso con estrema chiarezza, c’è un sostengo ampio delle forze di maggioranza e io sono stata richiamata”.
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Bertolaso “Una dose di vaccino a tutti, le sole chiusure non bastano”
MILANO (ITALPRESS) – Le nuove chiusure “sono misure giuste, servono a limitare la diffusione del virus. Ma il vaccino è un’arma che fino a pochi mesi fa non avevamo”, un’arma “purtroppo ancora in quantità scarsa. Bisogna usarla meglio”. Lo dice Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile e oggi coordinatore della campagna vaccinale lombarda, in un’intervista al “Corriere della Sera”. In provincia di Brescia “siamo allo stesso livello di incidenza che c’era a novembre in occasione della seconda” ondata, e ora “ci sono territori vicini, che hanno già sofferto molto, in cui le varianti, soprattutto quella inglese, stanno correndo parecchio e si rivelano più contagiose della prima versione del coronavirus. Sul territorio ho visto tanta preoccupazione ma anche tanta fiducia in ciò che stiamo facendo, è l’unico modo per bloccare il diffondersi dell’epidemia”, sottolinea.
Per Bertolaso quindi “bisogna subito puntare sulla prima dose, lo sto dicendo da una settimana e mi pare che anche il presidente del Consiglio lo stia sottolineando. Se ho 100 mila dosi di vaccino le uso per 100 mila persone, non mi riduco a 50 mila per poi fare il richiamo. Se basterà? C’è tanto di studio che dice che con la prima dose c’è copertura immunitaria. Parlo da uomo delle emergenze, che deve ridurre il danno. Il mio compito non è estirpare definitivamente il Covid. L’obiettivo, con la prima dose, è ridurre l’ospedalizzazione. E’ ciò che dicono i numeri di altri Paesi, come Israele”. “Non si può continuare a chiudere e a limitare. E’ giusto farlo, ma non basta”, conclude.
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Nasce il ministero della Transizione Ecologica
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge “Ministeri”, che riorganizza competenze e strutture di alcuni dicasteri. Nasce così con questo provvedimento il ministero della Transizione ecologica (Mite), che sostituisce il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Ampio l’ambito di azione del nuovo dicastero, che assorbe, oltre a tutte le competenze dell’ex ministero dell’Ambiente, anche alcune delle competenze chiave nel processo della transizione ecologica, inerenti principalmente il settore dell’energia. In quest’ottica è previsto il passaggio nella nuova struttura di alcune Direzioni del Ministero dello Sviluppo economico.
“Oggi il Consiglio dei Ministri ha decretato la nascita del MiTE, il Ministero della transizione ecologica – commenta il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani – e parte quel percorso di costruzione che vede il governo intero impegnato nella realizzazione di questa nuova visione. Tutte le politiche afferenti a questo obiettivo primario faranno riferimento al MiTE: quella energetica, delle emissioni, lo sviluppo sostenibile, la mobilità green, le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Senza dimenticare la mission storica del ministero: la valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema, la conservazione delle aree naturali protette e della biodiversità, l’economia circolare, le bonifiche, la difesa del territorio e la lotta ai danni ambientali. E’ una sfida imponente, e tutto il Governo è impegnato a lavorare per portarla a termine. Abbiamo davanti a noi poco tempo per vincerla, ce lo dicono i dati scientifici sui cambiamenti climatici”.
“Infine – conclude il ministro – voglio porre l’accento sul nuovo acronimo del ministero: MiTE. La mitezza è la virtù perduta che va recuperata e che indica il modo in cui intendiamo operare: puntare sulla forza degli argomenti e sulla consapevolezza della sfida ambientale e sociale, confrontandosi con grande apertura, avendo a cuore le future generazioni”.
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Bonetti “Con il Governo Draghi un evidente cambio di passo”
ROMA (ITALPRESS) – “Il governo Draghi non è tecnico, ma nasce con una progettualità politica chiara. Chi mette in campo un’azione di governo sulla base di una visione strategica fa la migliore politica. Lo fa con una coesione ampia delle forze politiche, con la presenza anche di persone che vengono dal mondo tecnico ma portatori di questa strategia. Il cambio di passo c’è ed è evidente, credo che fosse ciò che mancava nella fase precedente. C’è un cambio di passo positivo dato dalla concretezza delle scelte”. Lo ha detto la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress.
“L’Italia doveva avere un governo con una visione strategia e che disegnasse un percorso di ripartenza – ha sottolineato la Bonetti -. Oggi l’esecutivo ha queste caratteristiche. La proposta che Draghi ha fatto alle Camere è chiara. Ne valeva la pena? Sì, bisognava farlo. L’Italia rischiava uno stallo che non potevamo permetterci. Draghi è un uomo delle istituzioni che sta guidando il paese, un uomo capace di grande ascolto, capace di organizzare una strategia coinvolgendo i punti di vista diversi. Credo sia una dote straordinaria e questo ci rassicura”.
Quanto alla durata dell’esecutivo, per la ministra “deciderà il Parlamento, ma questo è un governo che si darà l’orizzonte della legislatura”.
Sul fronte della parità di genere, Bonetti l’ha definita “non solo una questione di giustizia sociale ma di convenienza per l’Italia. Solo un mondo paritario può mettere in campo tutte le energie di cui dispone e ha più chance”.
“La maternità e il lavoro purtroppo sono stati messi in contraddizione, la donna per troppo tempo è stata costretta a scegliere ed è quanto di più sbagliato possa esserci – ha spiegato l’esponente di Italia Viva -. Bisogna incentivare politiche aziendali che da un lato proteggono la donna e dall’altro rendono conveniente la maternità anche per l’azienda. Non possiamo permetterci di restare nella denatalità che ci caratterizza, quindi è conveniente per tutti un investimento nella natalità”.
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