“Pronti a consegnare al designato presidente del Consiglio, Mario Draghi, le nostre proposte relative sia agli strumenti congiunturali, da adottare nell’immediato e strettamente connessi a salvaguardare la capacità economica delle famiglie, sia alle riforme strutturali, finalizzate a recuperare il gap con i Paesi più avanzati”. Lo ha detto il segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro. “Riforma del fisco con reale introduzione della ‘contrapposizione di interessi’, riforma del sistema pensionistico che favorisca concretamente il ricambio generazionale. Lavoro che punti su welfare attivo, formazione e strumenti di sostegno. Riforma della Pubblica Amministrazione, digitalizzazione, scuola, infrastrutture, burocrazia, giustizia. Tutti macrotemi – ha concluso Cavallaro – su cui intendiamo aprire un dialogo costruttivo con il nuovo Esecutivo, certi della forza delle Idee e proposte che da sempre contraddistingue la nostra organizzazione”.
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Governo, Cisal “Pronti a dialogo per rilancio Paese”
Draghi incassa l’appoggio dei big, Fdi non esclude l’astensione
Confermato l’ampio appoggio da parte dei gruppi parlamentari per un esecutivo a guida Mario Draghi che ha terminato il secondo giro di consultazioni con le forze politiche. Consultazioni iniziate ieri con i gruppi minori presenti in Parlamento e che hanno visto oggi il momento clou con ben tre colpi di scena: l’arrivo inatteso del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, lontano da Roma e dai palazzi della politica da mesi, l’arrivo alla Camera non annunciato di Beppe Grillo, già a colloquio con l’ex numero uno della Bce sabato scorso, e la mancata dichiarazione alla stampa di Matteo Renzi che ha guidato la delegazione di Italia Viva ma ha lasciato spazio alla senatrice ed ex ministra Teresa Bellanova. Al termine di questo secondo giro si iniziano a delineare i punti programmatici di quello che sarà il nuovo esecutivo, che oltre a una scontata e forte impronta europeista, vedrà un probabile no alla flat tax, una riforma fiscale basata sulla progressività, nessun aumento delle tasse, il green, come prevede del resto l’utilizzo dei fondi del Recovery Plan, forte attenzione verso il mondo della scuola con l’ipotesi di vaccinare subito insegnanti e personale scolastico e un prolungamento delle lezioni fino a fine giugno.
Ma a rubare la scena a tutti un commosso Silvio Berlusconi, quasi scortato dai parlamentari forzisti. “Ho confermato al Presidente incaricato il sostegno di Forza Italia, con la sollecitazione ad adottare scelte di grande profilo, tenendo conto delle indicazioni dei partiti, ma decidendo in piena autonomia. Quello che nasce è un governo che si fonda sull’unità del Paese e delle forze politiche senza preclusione alcuna”, ha detto il Cavaliere rimarcando che questo “non significa la nascita di una maggioranza politica fra partiti alternativi fra loro per cultura, per storia, per valori di riferimento. E’ invece la risposta ad una grave emergenza e durerà per il tempo necessario a superare questa drammatica crisi sanitaria, sociale ed economica. Noi faremo la nostra parte con lealtà e spirito costruttivo: la gravità dell’ora – ha esortato Berlusconi – impone a tutti di mettere da parte i calcoli, le tattiche, gli stessi interessi elettorali per mettere al primo posto la salvezza del Paese. Se questo avverrà, sono certo che l’Italia riuscirà ancora una volta a risollevarsi e ad andare avanti”.
Il segretario dem, Nicola Zingaretti, confermando il sostegno al premier incaricato si è detto molto soddisfatto “del contributo, dei contenuti e linee guida sulle quali Draghi sta lavorando e che ci ha illustrato, abbiamo apprezzato l’approccio culturale e strategico. Abbiamo trovato molto positiva la scelta della collocazione europeista del nuovo governo – ha aggiunto – ci ritroviamo molto in una prospettiva di un ulteriore salto in avanti dell’integrazione dell’Europa”. Parlando della maggioranza allargata anche al Carroccio, Zingaretti ha ribadito che Pd e la Lega “sono e rimangono due forze alternative, credo sia un approccio condiviso anche da Salvini, nessuno pensa che possa cambiare collocazione politica. Per questo abbiamo detto nessun veto a prescindere”. E sul rapporto con gli ex alleati del Conte bis ha spiegato: “Noi continuiamo a ritenere l’esistenza di questo rapporto molto importante per condizionare la vita parlamentare dei prossimi mesi. Le alleanze si decidono nei territori e noi rispetteremo la loro autonomia, ma al tempo stesso è necessario avere lo spazio di un campo di alleanze che dobbiamo tenere vivo”.
In merito allo stato di salute del Pd, Zingaretti ha detto di non avere “memoria di un partito così unito come in questo momento. Chi riduce questa discussione sull’assillo di un dibattito congressuale a me sembra un po’ un marziano fuori dalla realtà e dal vicinanza della condizione umana delle persone”. Anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, con una inaspettata svolta europeista ha ribadito l’ok al governo. “E’ stato un incontro molto intenso e utile, spero reciprocamente stimolante. Abbiamo parlato di tante cose, non di ministeri equilibri di governo e non ne parleremo perché abbiamo fiducia dell’idea di squadra che ha Draghi – ha precisato – è chiaro a noi come è chiaro a lui che qualcosa non ha funzionato. Se siamo qua a mettere riparo a dei pasticci è chiaro che occorre un cambio di passo, non sta a me dire quale cambio di nomi. Vogliamo che l’Italia torni a essere protagonista in Europa, che si faccia l’interesse nazionale con spirito europeo. Sull’immigrazione chiediamo che le politiche adottate in Italia siano di stampo europeo, quindi che l’Italia tratti il fenomeno migratorio come fanno altri Paesi”.
Su un possibile voto favorevole del Carroccio al Parlamento europeo sul Recovery Plan, ha aggiunto: “sentirò i miei europarlamentari alle 18:30 e la decisione la prenderemo insieme. Noi siamo in Ue saldamente e convintamente per cambiare alcune regole europee che lo stesso Draghi ha riconosciuto non più adatte al nostro tempo. Non siamo in Ue per cambiare gruppi, guardiamo alla sostanza”. Il leader leghista ha infine auspicato: “E’ stato il secondo incontro e dal nostro punto di vista è stato utile, proficuo e positivo, speriamo che nessuno si metta di traverso”. Ancora un punto interrogativo il sostegno del MoVimento 5 Stelle che fortemente spaccato al proprio interno ha deciso di interpellare la propria base, domani e giovedì si voterà infatti sulla piattaforma Rousseau. “Faremo parlare i nostri iscritti che ci daranno indicazioni in questa direzione o in un’altra”, ha detto il capo politico, Vito Crimi che ha rassicurato su una serie di capisaldi: green, reddito di cittadinanza, Mes.
“Sul reddito di cittadinanza abbiamo avuto la rassicurazione che oggi più che mai è necessario rafforzare le misure di sostegno, cercare di fare razionalizzazione e creare misure universali che possano mettere all’interno le misure di ammortizzatori sociali o di sussidi di vario tipo che possano diventare un sostegno universale. Altra parola chiave – ha assicurato Crimi – è investimenti che devono partire dal Pnrr. Abbiamo avuto assicurazioni che il Recovery partirà da quello che c’è già, nessuno stravolgimento. Abbiamo affrontato il tema del Mes, una misura che va fatta se c’è una convenienza e dei motivi che non ci sono, infatti non è stato neanche minimamente citato da Draghi”.
Un appoggio pieno da Italia Viva arriva tramite Teresa Bellanova, “abbiamo garantito il totale sostegno di Italia Viva a questo impianto e alle scelte che il presidente vorrà portare avanti. Per la composizione del governo abbiamo sempre detto dal primo incontro che noi in base alla scelta che lui farà comunque lo sosterremo, sarà nella sua disponibilità scegliere se sarà un governo composto solo da tecnici o da tecnici. Noi sosteniamo il percorso”, ha concluso.
‘Abbiamo riconfermato la nostra disponibilità ad accogliere l’appello del Presidente Mattarella’, ha sottolineato dal canto suo Federico Fornaro, capogruppo di LeU alla Camera.
L’unico ‘no’ che ha ricevuto il presidente incaricato è arrivato dalla componente di Fratelli d’Italia, che si candida ad essere l’unica forza di opposizione presente in Parlamento. “E’ stato un incontro interessante tutto basato sui contenuti. Fratelli d’Italia non voterà la fiducia a Draghi ma siamo a disposizione della nazione per tutto quello che può essere utile. Il nostro approccio è pragmatico. La nostra sarà un’opposizione patriottica”, ha detto la leader Giorgia Meloni che su una possibile astensione sul voto di fiducia ha spiegato: “Noi aspettiamo di avere il quadro completo che oggi non abbiamo, la squadra di governo e il programma, poi convocheremo gli organi preposti e prenderemo una decisione definitiva”. Il premier incaricato, Mario Draghi, prima di sciogliere la riserva con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrerà domani anche le parti sociali e gli enti locali.
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Governo, Grillo “Voto su Rousseau? Aspettiamo le idee di Draghi”
ROMA (ITALPRESS) – Draghi “mi ha dato ragione su tutto, ma domani votare” su Rousseau “no, aspettiamo un attimo. Attendiamo che lui dica cosa vuol fare”. A parlare è Beppe Grillo in un video pubblicato sul profilo Facebook del Movimento cinque stelle.
“Mi aspettavo il banchiere di Dio, e invece è un grillino, mi ha detto ‘vorrei iscrivermì. Il discorso è: questa persona è aperta, finge o non finge, è sincera o no? Io aspetterei quando farà pubblicamente le dichiarazioni che ha fatto a noi. Ha parlato di reddito di cittadinanza, che è una grande idea. Ha detto che noi abbiamo cambiato la politica con onestà e abbiamo fatto un miracolo. Ha detto che un reddito ci vuole per la pandemia”.
“Ho proposto a Draghi – prosegue – un ministero della transizione ecologica sostenibile, dove il Ministero delle Finanze con quello dell’Ambiente e dell’Energia convergono in un settore in cui ci saranno 2-3 persone che filtreranno tutti i grandi investimenti di questo Paese”.
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E’ morto l’ex presidente del Senato Franco Marini
ROMA (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 87 anni Franco Marini. Nella sua lunga carriera è stato tra l’altro segretario generale della Cisl e presidente del Senato.
“La morte di Franco Marini mi addolora profondamente. Rivolgo un pensiero di grande vicinanza ai familiari e a quanti hanno condiviso con lui percorsi di vita e ideali. Franco Marini è stato un eminente esponente della Repubblica. Espressione del mondo del lavoro portò le istanze dei lavoratori italiani sino alla più alta carica alla quale venne eletto, quella di Presidente del Senato”, afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Apparteneva alla schiera di quanti hanno saputo trasfondere nelle istituzioni la passione e il valore di aspirazioni autentiche maturate fra la gente – aggiunge il capo dello Stato -. Non dimenticò mai le battaglie sociali che hanno costantemente caratterizzato la sua vita. In essa possiamo leggere l’ansia di riscatto delle popolazioni delle periferie del Paese, il contributo alla modernizzazione dell’Italia nel segno del progresso, la rigorosa testimonianza di chi poneva i principi del cattolicesimo democratico al servizio della crescita, della coesione e della giustizia sociale”.
“Dalla Cisl alle istituzioni, da Ministro del Lavoro poi nel Parlamento, poi nella responsabilità di Segretario del Partito Popolare Italiano – conclude Mattarella -: il suo contributo, in una fase di transizione della società italiana, è sempre stato connotato dalla intransigente difesa delle ragioni dei più deboli e della libertà dei corpi sociali nel quadro della Costituzione: credeva fermamente nella loro funzione. È stato esempio di un impegno politico onesto e autentico”.
“Oggi piangiamo la scomparsa di Franco Marini, politico e sindacalista di spessore, uomo di indiscussa integrità morale. Presidente del Senato e Ministro, è stato un importante protagonista della nostra storia repubblicana. L’Italia ricorderà il suo prezioso contributo, nei ruoli politici e istituzionali, sui temi del lavoro e sul rafforzamento della democrazia parlamentare. Ai familiari giunga il mio cordoglio e quello del Senato della Repubblica”, dice il presidente del Senato Elisabetta Casellati.
“Il mio cordoglio per la scomparsa di Franco Marini, un uomo delle istituzioni. Grande protagonista nella politica e nel sindacato. Ai suoi cari va la vicinanza mia e di
Montecitorio”, scrive su Twitter il presidente della Camera, Roberto Fico.
“La scomparsa di Franco Marini è una notizia che ci addolora profondamente. Marini è stato uno dei padri fondatori della Cisl, per tanti anni segretario generale della nostra organizzazione in tempi difficili per il nostro paese, caratterizzati dall’attacco del terrorismo alle istituzioni”, sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Franco Marini con il suo pragmatismo, la sua storia e cultura di cattolico popolare è stato un baluardo di democrazia, un riformista convinto, un sindacalista autorevole e saggio, sempre vicino ai lavoratori ed ai più deboli”, aggiunge. “E successivamente ha trasferito queste sue grandi doti umane e la sua sensibilità sociale alla politica e nei ruoli istitituzionali come Presidente del Senato. È stato sempre per la Cisl un punto di riferimento costante, oltre che un amico sincero ed affettuoso che ci è sempre stato vicino con la sua grande umanità e la sua grande personalità – conclude Furlan -. Per questo non lo dimenticheremo mai. La sua scomparsa siamo convinti addolori non solo tutti gli iscritti della Cisl ma tutti gli italiani. Lascia una grande eredità morale, sociale e culturale. In questo momento di profondo dolore, siamo vicini al figlio, alla sua famiglia ed a quanti lo hanno amato ed accompagnato nel corso della sua lunga prestigiosa carriera sindacale e politica”.
“Ci ha lasciato uno dei grandi protagonisti del sindacato e della politica degli ultimi 40 anni. Uno degli artefici della nascita dell’Ulivo e del centrosinistra, quando con coraggio impedì che il PPI scivolasse a destra. Io perdo un Maestro, un Padre, un Amico”, afferma in una nota il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini, mentre il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni commenta: “La politica come passione e organizzazione, il mondo del lavoro la sua bussola, il calore nei rapporti umani. Ci mancherà Franco Marini. Ha accompagnato i cattolici democratici nel nuovo secolo”.
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Governo, Crimi “Adesso faremo parlare i nostri iscritti”
ROMA (ITALPRESS) – “Nelle prossime ore verificheremo l’aspetto complessivo e la configurazione di governo che il professor Draghi intende adottare. Faremo parlare i nostri iscritti che ci daranno indicazioni in questa direzione o in un’altra. Come abbiamo sempre fatto contiamo nell’intelligenza collettiva per fare la scelta giusta nell’interesse del Paese”. Lo ha detto il capo politico del M5S, Vito Crimi, al termine delle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi.
“Abbiamo affrontato il tema del Mes – ha spiegato Crimi -, è stato molto chiaro in questo senso, una misura come il Mes va fatta se c’è una convenienza e dei motivi per utilizzarlo e non ci sono ad oggi. Infatti non è stato neanche minimamente citato nella sua elencazione di intenzioni di programma dell’azione governativa”.
“L’interlocuzione è proseguita e abbiamo ascoltato le idee base di programma, le riforme e gli ambiti entro il quale intende esercitare l’azione di governo – ha proseguito -. Abbiamo trovato una serie di spunti sulle cose che avevamo già anticipato ma la cosa più importante era che l’azione di governo si concentrasse e che avesse come pilastro la transizione ambientale ed energetica”.
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Salvini “Fiducia in Draghi, spero che nessuno si metta di traverso”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi abbiamo fiducia in Draghi. Non abbiamo parlato e non parleremo di ministri e ministeri, è chiaro a noi come è chiaro a lui che qualcosa non ha funzionato. Se siamo qua a mettere riparo a dei pasticci è chiaro che occorre un cambio di passo, non sta a me dire quale cambio di nomi”. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, al termine delle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. Per Salvini è stato “un altro incontro molto intenso e utile, spero reciprocamente stimolante. Abbiamo parlato di tante cose,non di ministeri equilibri di governo e non ne parleremo perchè abbiamo fiducia dell’idea di squadra che ha Draghi. Speriamo che nessuno si metta di traverso”.
“Vogliamo che l’Italia torni a essere protagonista in Europa – ha evidenziato il leader del Carroccio -, ci interessa che si faccia l’interesse nazionale in Europa con spirito europeo, no al ritorno dell’austerità, del patto di stabilità e di tagli lacrime e sangue”. “Per il fisco abbiamo presentato la nostra idea di pace fiscale che abbiamo approvato quando eravamo al governo, la nostra proposta visto l’anno di totale eccezionalità è ripetere questa pace fiscale – ha proseguito -. Usciamo sollevati da questo incontro perchè c’è l’impegno a nessuna nuova tassa, nessun aumento, nessuna patrimoniale, anzi un tavolo di lavoro per la riduzione del carico fiscale soprattutto per l’Irpef”.
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Zingaretti “Non poniamo veti, ma Pd e Lega restano forze alternative”
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo molto soddisfatti del contributo, dei contenuti e linee guida sulle quali Draghi sta lavorando e che ci ha illustrato, abbiamo apprezzato l’approccio culturale e strategico. Crediamo che contenuti e visione chiari siano garanzia di serietà, stabilità, forza e autorevolezza”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al termine delle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi.
“Non possiamo che confermare la nostra fiducia al presidente incaricato”, ha sottolineato Zingaretti, che ha aggiunto: “Con Draghi non abbiamo parlato di rapporti con altri partiti e in particolare con la Lega. Il Pd e la Lega qualsiasi cosa accada sono e rimangono due forze alternative, credo sia un approccio condiviso anche da Salvini, nessuno pensa che possa cambiare collocazione politica, siamo e saremo forze alternative. Per questo abbiamo detto nessun veto a prescindere, il punto è verificare sull’appello lanciato da Mattarella quale perimetro programmatico il governo dovrà avere, questa è una valutazione che dovrò fare Draghi e credo sia il cuore di questi colloqui. Noi abbiamo apprezzato i contenuti e la visione di questa sintesi”.
“Noi continuiamo a ritenere l’esistenza di questo rapporto molto importante per condizionare la vita parlamentare dei prossimi mesi, il contributo che potrà dare quest’area parlamentare permette di incidere e far pesare tanti nostri valori e punti programmatici”, ha sottolineato il leader dem, che ha proseguito: “Crediamo in un sistema di alleanze proprio perchè vogliamo essere autonomi e competitivi”.
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Berlusconi “Governo durerà il tempo necessario, faremo la nostra parte”
ROMA (ITALPRESS) – “Ho confermato al presidente incaricato il sostegno di Forza Italia, con la sollecitazione ad adottare scelte di grande profilo, tenendo conto delle indicazioni dei partiti, ma decidendo in piena autonomia. Quello che nasce è un governo che si fonda sull’unità del Paese e delle forze politiche senza preclusione alcuna”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, al termine delle consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi.
“Questo naturalmente non significa la nascita di una maggioranza politica fra partiti alternativi fra loro per cultura, per storia, per valori di riferimento – ha proseguito Berlusconi -.
E’ invece la risposta ad una grave emergenza e durerà per il tempo necessario a superare questa drammatica crisi sanitaria, sociale ed economica. Una risposta credibile di fronte all’Europa e al mondo”.
“Una risposta unitaria che avevamo chiesto per primi e che trova piena corrispondenza nell’invito rivolto dal Capo dello Stato a tutte le forze politiche ad assumersi le loro responsabilità – ha concluso l’ex premier -. Noi faremo la nostra parte con lealtà e spirito costruttivo: la gravità dell’ora impone a tutti di mettere da parte i calcoli, le tattiche, gli stessi interessi elettorali per mettere al primo posto la salvezza del Paese. Se questo avverrà, sono certo che l’Italia riuscirà ancora una volta a risollevarsi e ad andare avanti”.
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