ROMA (ITALPRESS) – “In relazione a notizie di stampa diffuse in questi giorni, voglio chiarire ancora una volta che nessuna trattativa è in corso, nè ovviamente da parte mia, nè di alcuno dei miei collaboratori, nè di deputati o senatori di Forza Italia, per un eventuale sostegno di qualunque tipo al governo in carica”. Lo afferma in una nota il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.
“L’implosione dell’attuale maggioranza sotto il peso delle sue contraddizioni è naturale conseguenza della sua origine improvvisata e contraddittoria, che contraddiceva il responso delle urne e che era finalizzata esclusivamente ad impedire al centro-destra di governare”, prosegue.
“La strada maestra è una sola: rimettere alla saggezza politica e all’autorevolezza istituzionale del Capo dello Stato di indicare la soluzione della crisi, attraverso un nuovo governo che rappresenti l’unità sostanziale del paese in un momento di emergenza oppure restituire la parola agli italiani.
Mi auguro che il Presidente del Consiglio sia consapevole dell’ineludibilità di questa strada – conclude Berlusconi -. Qualunque altra soluzione significa prolungare una paralisi che il Paese non si può permettere e che quindi ovviamente non ci vede disponibili. Di tutto questo ho ragionato a lungo con i miei collaboratori e con i vertici di Forza Italia e posso garantire un’assoluta unità di valutazioni o di intenti. Tentare di dividerci è impossibile ed inutile: chi si illudesse del contrario commetterebbe un grave errore di valutazione”.
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Berlusconi “Nessuna trattativa per il sostegno al Governo”
Regeni, Mattarella “Attendiamo adeguate risposte dall’Egitto”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono trascorsi cinque anni dal rapimento a Il Cairo di Giulio Regeni, poi torturato e barbaramente ucciso dai suoi spietati aguzzini. Un giovane italiano, impegnato nel completare il percorso di studi, ha visto crudelmente strappati i propri progetti di vita con una tale ferocia da infliggere una ferita assai profonda nell’animo di tutti gli italiani”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“In questo giorno di memoria desidero anzitutto rinnovare sentimenti di vicinanza e solidarietà ai genitori di Giulio Regeni, che nel dolore più straziante sono stati capaci in questi anni di riversare ogni energia per ottenere la verità, per chiedere che vengano ricostruite le responsabilità e affermare così quel principio di giustizia che costituisce principio fondamentale di ogni convivenza umana e diritto inalienabile di ogni persona”, aggiunge il capo dello Stato.
“L’azione della Procura della Repubblica di Roma, tra molte difficoltà, ha portato a conclusione indagini che hanno individuato un quadro di gravi responsabilità, che, presto, saranno sottoposte al vaglio di un processo, per le conseguenti sanzioni ai colpevoli. Ci attendiamo piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, sollecitate a questo fine, senza sosta, dalla nostra diplomazia – conclude Mattarella -. In questo doloroso anniversario rinnovo l’auspicio di un impegno comune e convergente per giungere alla verità e assicurare alla giustizia chi si è macchiato di un crimine che ha giustamente sollecitato attenzione e solidarietà da parte dell’Unione Europea. Si tratta di un impegno responsabile, unanimemente atteso dai familiari, dalle istituzioni della Repubblica, dalla intera opinione pubblica europea”.
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Fico “Fermare la vendita di armi al Cairo”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ una tappa importante, merito del lavoro serio e incessante dei nostri magistrati. Voglio ringraziarli ancora perchè in questi anni non si sono arresi mai e anche di fronte alla mancanza di collaborazione degli inquirenti egiziani hanno continuato a lavorare, a mettere insieme i pezzi. Di certo non finisce qui. Vogliamo verità e giustizia. Fino in fondo”. Così in un’intervista al quotidiano La Repubblica il presidente della Camera, Roberto Fico, nel quinto anniversario dell’omicidio di Giulio Regeni, commenta i passi avanti della magistratura italiana, che giudicherà le responsabilità di quattro ufficiali dei servizi segreti del Cairo.
“La rottura dei rapporti diplomatici fra la Camera dei deputati e il Parlamento egiziano è stato un gesto forte, condiviso da tutti i gruppi parlamentari. Non esistono le condizioni affinchè i rapporti fra i nostri parlamenti tornino alla normalità”, spiega Fico.
“Nei mesi scorsi, ho lavorato molto per coinvolgere altri Parlamenti. Nei colloqui con i miei omologhi ho spesso affrontato la questione, perchè sono convinto che debba essere considerata a livello europeo. Giulio era un cittadino europeo e la questione dei diritti umani è essenziale per la natura e il senso dell’Unione europea – sottolinea il presidente della Camera -. Lo stesso Parlamento europeo ha adottato risoluzioni severe nei confronti dell’Egitto. Portare la storia di Giulio Regeni nel cuore dell’Unione significa superare gli egoismi nazionali. L’Europa deve iniziare a ragionare ed agire come una vera comunità, solidale anche su vicende come questa. Deve fare di più e deve essere più coesa”. Secondo Fico “le risposte più recenti della Procura generale del Cairo rasentano la provocazione, e offendono la nostra intelligenza”. E aggiunge: “La vendita di armi all’Egitto è stata un’immagine che non avremmo voluto vedere. Rispetto alla violazione della legge che definisce i criteri per la vendita di armamenti sarà la magistratura a valutare. Personalmente comunque sarei per una revisione della legge, inserendo paletti più rigidi”.
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Governo, Di Maio “Risolvere in 48 ore o si scivola verso il voto”
ROMA (ITALPRESS) – “Tutte le volte che si parla di me è per mettermi contro Conte. Io non voglio alimentare questa contrapposizione. Due giorni prima del ritiro delle Ministre abbiamo provato in tutti i modi a dialogare, tanto che il Recovery fund è cambiato. Attenzione, la fiducia l’abbiamo incassata, ma va consolidata. La situazione va risolta nelle prossime 48 ore. Se ci sono forze politiche che vogliono avvicinarsi sui temi allora ben venga, altrimenti sono il primo a dire andiamo al voto. Se penso che qualcuno si farà avanti? Posso dire che stiamo consolidando la maggioranza sulla scorta di un programma innovato. 48 ore sono poche? Vediamo. chi è interessato al governo deve fare il primo passo. Renzi? Abbiamo detto che se staccava la fiducia non ci sarebbe stato ritorno”. Lo ha dichiarato Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri, a “Mezz’ora in più” su Rai3.
“Se tra 10 giorni si consolida la maggioranza bene, sennò sono il primo a dire che si sta scivolando verso il voto. Ci sono preoccupazioni ma in questi tempi ci giochiamo vaccini, Recovery e Europa. Se non ci sono i voti adesso, non ci sarà nemmeno il Conte ter. Ricucire con Renzi? Lo ha etto Conte dopo la rottura: non c’è la possibilità di un ritorno. Noi tra Conte e Renzi, scegliamo Conte”, ha aggiunto: “Dobbiamo distribuire 32 miliardi di ristori e non lo possiamo fare perchè stiamo cercando i voti”.
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Boccia “Sempre pronti al dialogo con Renzi, ma no ai ricatti”
ROMA (ITALPRESS) – “Renzi sa che siamo sempre pronti al dialogo, non siamo stati noi a ritirare i Ministri. Non è accettabile il confronto con il ricatto, siamo in Parlamento che è una casa di vetro e si può sempre trovare una soluzione”. Lo ha dichiarato Francesco Boccia, Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie a SkyTg24 Agenda aggiungendo: “Noi un Governo con i sovranisti non lo faremo mai. Con Forza Italia? Non deve fare la domanda a me, è Tajani alleato con i sovranisti. Su certe cose, come l’Europa, non si può mediare. Con il governo gialloverde, l’Italia era ai margini e ora l’abbiamo riportata all’interno dell’albero dell’Europa. Siamo il paese che ha ottenuto maggiori risorse dall’Ue grazie al lavoro di Conte, Gentiloni, Sassoli: tutta famiglia Pd”. “Mi sembra chiaro che o noi troviamo le ragioni di questa alleanza sociale che abbiamo costruito un anno fa oppure mi pare evidente che non c’è una strada alternativa al giudizio degli italiani – ha aggiunto il ministro – Non è una minaccia, ma una considerazione”.
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Di Maio “L’Italia riparte solo con un progetto chiaro”
ROMA (ITALPRESS) – “Il momento che stiamo attraversando è complicatissimo. La crisi in corso rischia di avere pesanti ripercussioni sulla nostra economia e in queste ore stiamo lavorando intensamente per offrire un’opportunità di coesione intorno a un progetto politico chiaro e trasparente”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un intervento su Il Sole 24 Ore. Secondo il ministro “ci attendono ancora mesi assai complessi. La speranza che questi dati oggettivamente ci infondono non deve far abbassare la guardia”. Ecco perchè, sottolinea Di Maio, “l’Italia riparte solo con un progetto chiaro, attorno al quale possano convergere tutti i portatori di interesse. Siamo immersi, forse senza esserne pienamente consapevoli, in uno dei più intensi cambi di paradigma della storia”. Quindi “dobbiamo ricostruire il Paese dalle fondamenta, ancorandolo fortemente alla ripresa di un progetto europeo; valorizzando il suo ruolo nel mondo, in posizione convintamente transatlantica e ribadendo la sua vocazione ad essere alfiere di quella multilateralità che ispirerà tutto il nostro esercizio del G20”. Per Di Maio “servono tempo, agibilità politica, coesione, chiarezza di visione e capacità attuativa: una sfida nella sfida, per l’Italia, che però vogliamo cogliere e che possiamo vincere”.
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Berlusconi “Un nuovo Governo o le elezioni”
ROMA (ITALPRESS) – “Su questo credo che solo le autorità sanitarie possano dare un’ indicazione utile e che starà ancora una volta alla saggezza del presidente della Repubblica contemperare le esigenze della salute degli italiani e quelle della democrazia”. Lo dice il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, in un’intervista al quotidiano La Verità, in merito a chi ritiene inattuabile il voto anticipato, per via della pandemia.
“Personalmente temo soprattutto che la campagna elettorale determini una paralisi delle decisioni politiche che l’ Italia nell’ emergenza non può permettersi – aggiunge -. Ma forse una paralisi di due mesi fa meno danni di una paralisi di due anni, determinata da una maggioranza che non fosse in grado di governare”.
L’ex premier ribadisce il secco no di Forza Italia a un appoggio al governo Conte: “E’ espressione di forze politiche incompatibili con noi e del resto non ha ottenuto risultati soddisfacenti, tanto è vero che lo stesso presidente del Consiglio ha parlato più volte in questi giorni della necessità di una svolta, di un cambio di passo. Come sarebbe possibile una svolta con gli stessi partiti, le stesse idee, le stesse persone che hanno governato finora?”.
“Credo che questa crisi sia davvero pericolosa e vada risolta molto in fretta o con un governo di segno diverso oppure con le elezioni, secondo ciò che il presidente della Repubblica riterrà più opportuno – sottolinea Berlusconi -. L’Italia non può permettersi la paralisi. Il piano di vaccinazione di massa di Arcuri non decolla, l’economia va sempre peggio e siamo in ritardo con il Recovery plan. Renzi, che dice spesso cose giuste, ha ancora l’occasione, fin dai prossimi passaggi parlamentari, di trarne le conseguenze”.
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Fraccaro “L’alternativa a Conte è il voto”
ROMA (ITALPRESS) – “Il governo ha ottenuto la maggioranza, ma non è solo una questione di numeri: in questo passaggio cruciale la vera sfida del governo è quella degli obiettivi concreti, e per realizzarli serve quella prospettiva che il presidente Conte ha portato in Aula. Solo con una visione politica a lungo termine il governo potrà durare, ma soprattutto costruire il rilancio del Paese”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.
“L’appello del presidente Conte in Aula è stato trasparente: ci rivolgiamo alle forze moderate e popolari che vogliono contribuire per portare a termine i compiti che ci attendono – prosegue l’esponente del M5S -. Siamo post-ideologici, guardiamo ai temi e ovviamente al rispetto dei nostri valori”.
Alla domanda se sia favorevole a un rimpasto, il sottosegretario risponde così: “Non è un tema di cui mi occupo. Posso però dire che tutta l’attuale squadra di governo ha svolto un lavoro eccezionale in un momento inedito nella storia del Paese”. E l’ipotesi di un esecutivo con un altro premier? “No, il presidente Conte sta facendo un lavoro egregio e ha tutto il nostro sostegno”, risponde Fraccaro, che alla domanda se l’altra possibilità sia un governo di unità nazionale o il voto risponde: “Non spetta a me stabilire quale sarebbe il percorso, ma credo che si andrebbe al voto: uno scenario che non auguro per il Paese in un momento così delicato, in cui dobbiamo gestire la pandemia e le risorse del Recovery”.
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