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Governo, D’Incà “Andare avanti con Conte”

ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo andare avanti velocemente, non è questione di Conte Ter, dobbiamo mettere a terra 200 milioni di euro con il Recovery Plan, occorre cogliere questa occasione il prima possibile”. Lo ha detto a 24 Mattino, su Radio 24, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.
“Questa crisi politica genera instabilità, ma il Paese ha bisogno di stabilità in questa fase. Il M5S crede nel presidente Conte e vuole andare avanti con questa squadra”, aggiunge.
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Governo, Renzi: “Se Conte va in aula fa un errore”

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“Il governo è immobile: si vive di rinvio in rinvio. Vogliamo sciogliere i tanti nodi aperti, dalle infrastrutture ai soldi per la sanità. Vogliamo chiarezza su scuola, cultura, lavoro. Questo abbiamo chiesto al premier con lettere, sms, documenti, riunioni. La risposta è stata sprezzante e sorprendente: ci vedremo in Parlamento, ha detto Conte. Evidentemente è già convinto di avere i voti in Aula, forse di Forza Italia: mi sembra un errore politico e un azzardo numerico”. Lo dice al quotidiano la Repubblica Matteo Renzi, in un’intervista dove ribadisce le richieste di Italia Viva all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. L’ex premier sottolinea che i numeri per sostituire il suo partito nella maggioranza non ci sono, è che piuttosto “è più facile che Salvini ne rubi altri tre al M5S che il contrario”. (ITALPRESS) – (SEGUE). Renzi giudica insufficienti le aperture fatte ieri dal Presidente del Consiglio in un lungo post su Facebook. “Quando la smetterà di scrivere post retorici e inizierà a confrontarsi sui temi di merito facendo davvero politica, ci troverà a fare l’interesse dell’Italia e degli italiani. Basta che faccia presto, perché non c’è più tempo”, dice Renzi. Circa l’ipotesi di chiudere la verifica con un rimpasto e un posto “pesante” nel governo per lui, Renzi risponde no: “Né per me, né per i miei. Se pensano di comprarci sappiano che noi le poltrone le lasciamo, non le chiediamo. Se Conte è certo di avere la squadra migliore del mondo, come dice, buon lavoro. Per ora i risultati non sembrano mostrarlo ma siamo patrioti e facciamo sempre il tifo per il Paese. Anche senza ministre”.

Conte “Lavoro per rafforzare coesione e solidità squadra”

ROMA (ITALPRESS) – “Sto lavorando anche a rafforzare la coesione delle forze di maggioranza e la solidità della squadra di governo. Senza queste premesse diventa arduo perseguire obiettivi che richiedono piena dedizione e acuta lungimiranza. E non consentono distrazioni, per rispetto dei cittadini e del momento che stiamo vivendo”. Così, in un post su Facebook, il premier Giuseppe Conte. “In questi giorni sto ricevendo molti inviti, anche autorevoli, a essere ‘pazientè. Ma io non sono affatto paziente. Al contrario. Sono impaziente. Perchè il Paese sta soffrendo e abbiamo una chance storica di poterlo rilanciare e ricostruire ancora migliore di prima. Abbiamo così tanti problemi da risolvere e così tante soluzioni da offrire, soluzioni a cui hanno contribuito tutte le forze di maggioranza e che ritengo valide ed efficaci, che non vedo l’ora di poter superare le fibrillazioni in corso”, aggiunge. “In questi giorni sto preparando una lista di priorità che valgano a indirizzare e a rafforzare l’azione del governo sino alla fine della legislatura. Un programma da poter discutere e condividere con tutte le forze di maggioranza. Sin dall’inizio del mio mandato ho preso un impegno con tutti i cittadini: lavorerò sempre per il bene vostro, il bene comune, e non per il mio utile personale. Fino alla fine farò ogni sforzo possibile per assolvere questo delicato incarico con ‘disciplina e onorè, come richiede la nostra Costituzione”, conclude Conte.
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Covid, Speranza “Per alcuni mesi sarà ancora dura”

MILANO (ITALPRESS) – “I vaccini sono la luce, la svolta che apre un’altra fase, ma la verità è semplice. Per avere un impatto il vaccino ha bisogno di mesi e dobbiamo resistere, la battaglia è ancora dura. Dopo sei settimane l’indice rt è scattato sopra 1….La seconda ondata non è mai finita davvero. Adesso c’è una ripartenza e probabilmente sì, il terzo picco arriverà”. A dirlo, in un colloquio con il “Corriere della Sera”, è il ministro della Salute, Roberto Speranza. Quanto alla campagna vaccinale che sta facendo registrare buoni risultati dopo un avvio in salita, Speranza sottolinea che “la macchina sta entrando a regime. Non è una gara, però dopo tante critiche prive di senso è bello vedere che siamo secondi in Europa in valore assoluto. Abbiamo 470 mila dosi a settimana e riusciamo a farle tutte”.
Ora l’Italia, spiega, “va veloce, tutte le regioni lavorano a regime. Poche dosi? Ora arriva anche il milione e 300 mila di Moderna, purtroppo sono numeri molto limitati per il primo trimestre”. “La buona notizia è l’annuncio della presidente Ursula von der Leyen di ulteriori acquisti Pfizer per 300 milioni, di cui all’Italia tocca il 13,46%”, che però “arriveranno a partire dal secondo trimestre”, ma da qui a marzo non saremo a corto di fiale: “No, usiamo le 470 mila settimanali di Pfizer e da lunedì cominciano con Moderna”.
Se Angela Merkel ha detto ai tedeschi che i prossimi tre mesi saranno i più difficili “non lo ha fatto certo per spaventarli”, è la citazione con cui Speranza spiega il quadro epidemiologico. “E adesso c’è anche la variante inglese come ulteriore elemento di rischio, perchè sembra essere più veloce e ti può alzare facilmente l’indice rt”.
Tanti gli chiedono quando ne usciremo e Speranza, che parla ogni giorno con gli scienziati, ci va cauto: “Prima dell’estate, quando 10 o 15 milioni di italiani saranno stati vaccinati. Dobbiamo resistere alcuni mesi”. Nelle prossime settimane “la curva può facilmente risalire, come purtroppo vediamo in larga parte dei Paesi europei, dove i numeri sono significativamente peggiori dei nostri”. Ecco perchè il nuovo Dpcm, conclude Speranza, “manterrà l’attenzione al rigore, con misure di contenimento significative”.
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Governo, Zingaretti “Andare avanti nel confronto”

ROMA (ITALPRESS) – Un piano serio che offra un futuro all’Italia, non una crisi di governo. Il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, traccia la strada da imboccare nelle prossime settimane, lo fa convocando una direzione nazionale del Partito, “anche se siamo nel pieno di una vicenda politica in continua evoluzione”. Nella sua relazione il segretario Dem riconosce che “l’Italia, a dispetto di tanti profeti di sventura, finora si è mossa bene. Nel modo giusto. I risultati di questa prima fase della campagna di vaccinazione sono ottimi, ma la strada è ancora lunga”. Accanto all’emergenza sanitaria c’è da lavorare per quella sociale ed economica: “Il Pd, non si distrae, questa è la priorità: contrastare gli effetti negativi a medio-lungo termine della pandemia, in particolare sulle persone più svantaggiate, diventa un nostro impegno fondamentale”.
Secondo Zingaretti “sarebbe davvero incredibile e privo di senso, dopo aver vinto una battaglia storica in Europa e avere ottenuto il risultato di centinaia di miliardi, riconoscere che questa maggioranza non è in grado di dettare le linee di indirizzo per impegnare quelle risorse”. Per Zingaretti ora bisogna accelerare sui passaggi successivi perchè “in ballo, ancora una volta, non ci sono i destini di un partito. Vedo piuttosto il rischio serio che il protrarsi di una situazione di incertezza allarghi in modo irrimediabile il distacco tra la politica, le istituzioni e i sentimenti e le aspettative delle famiglie” e “non servono davvero richieste ultimative, prepotenze o imposizioni, pretese unilaterali che impediscono un’autentica collaborazione per raggiungere insieme il risultato di un rafforzamento e di una ripartenza del governo che in questi mesi ha retto bene e con molta dignità le sorti della nazione”.
Il Partito Democratico non crede in un voto anticipato o a un nuovo governo: “Alla fine tornare al popolo è sempre un’ultima istanza democratica. Ma in questo momento davvero occorrerebbe fare altro, si vada quindi avanti sul confronto sul Recovery. Non vedo ostacoli insormontabili che impediscano l’arrivo a un progetto serio, condiviso e coraggioso. Nelle prossime ore si faccia un passo in avanti”.
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Covid, da domenica cinque regioni in zona arancione

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia firmerà in serata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 10 gennaio. Passano in area arancione le Regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto.
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Covid, tampone falso positivo per il ministro D’Incà

Dopo la notizia del tampone positivo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà si è sottoposto a un nuovo tampone, che ha dato esito negativo.
Quindi l’esame effettuato in precedenza rappresentava un falso positivo.
“Per il numero delle persone coinvolte e per la delicatezza della questione – fa sapere il suo staff -, il ministro ha preferito informare immediatamente tutti dell’accaduto ricostruendo la catena degli eventuali contagi. Allo stesso modo informiamo della negatività del nuovo tampone, ringraziando gli operatori sanitari e quanti in queste ore non hanno fatto mancare messaggi di vicinanza”.
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Di Maio “Il Governo deve andare avanti, ora un patto per le riforme”

MILANO (ITALPRESS) – “Questo governo deve andare avanti, il Paese non può rischiare di cadere nell’immobilismo, non sono accettabili giochi di palazzo”. Lo afferma in un colloquio con il Corriere della Sera il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“Il problema non è Conte, anzi Conte va rispettato e sostenuto, se dobbiamo discutere di qualcosa non discutiamo di poltrone ma di temi – aggiunge -. Se la direzione è quella di individuare un percorso che porti a una maggiore efficienza e concretezza in questo delicato momento storico ben venga”. L’ex capo politico del M5S si dice contrario all’ipotesi di un governo tecnico: “Non serve cambiare il premier ed è inconcepibile il dibattito in corso in queste ore”. Per Di Maio “servono idee, pianificazione, programmazione”.
Da qui la proposta: “Lavoriamo tutti a un patto di governo più articolato che dia certezze sui temi ad ogni forza politica, ma insieme a Conte. Il Movimento è la prima forza in Parlamento e perchè niente sia più come prima in un paese arretrato e ingiusto, va proposto ai nostri partner un nuovo patto per l’Italia anche con le riforme costituzionali e nuovi strumenti e diritti nell’economia e nel sociale”.
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