ROMA (ITALPRESS) – “Oggi tocca al premier decidere se ciò che abbiamo detto su vaccini, Mes, cantieri da sbloccare, scuola e cultura, è degno di nota oppure no” e nella conferenza stampa di fine anno “Conte ha risposto alle sollecitazioni di Italia viva, dicendo: ‘Ci vediamo in Parlamentò. Lo aspettiamo al Senato, allora, che posso dire di più?”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
Sulla possibilità di un Conte ter oppure un nuovo esecutivo, osserva: “Non so che formula prevarrà. So che questo è il tempo di mettere al centro l’interesse dell’Italia e degli italiani contro gli egoismi di parte. L’appello del presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno perchè prevalgano le ragioni dei ‘costruttorì mi sembra saggio e illuminante”.
Alla domanda se lui o i suoi senatori abbiano paura delle elezioni, Renzi risponde secco: “Io non ho paura di niente, meno che mai della democrazia. Quanto ai diciotto senatori di Italia viva sono orgoglioso di loro: stanno resistendo a ogni forma di pressione, di lusinga, di minaccia. Sono diciotto persone serie. Che sanno fare politica. E che non hanno paura delle elezioni”, anche perchè “tutti sanno che non ci saranno elezioni. Dobbiamo aprire le scuole, non i seggi. Dobbiamo aumentare il numero dei vaccinati, non dei candidati. Dobbiamo scrivere il Recovery plan, non i libri dei sogni elettorali. Le elezioni fanno paura a chi verrebbe politicamente decimato come i trecento parlamentari del Movimento Cinque Stelle, non ai diciotto senatori di Italia viva”.
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Governo, Renzi “Aspettiamo Conte al Senato”
Renzi “Conte verrà in Parlamento? Accettiamo la sfida”
ROMA (ITALPRESS) – “Conte ha detto che verrà in Parlamento. A mio giudizio ha sbagliato a chiudere così la verifica di governo. Ma se ha scelto di andare a contarsi in aula accettiamo la sfida. Peraltro lo ha fatto dal pulpito di una conferenza stampa mentre il Senato votava per la prima volta una legge di bilancio il 30 dicembre senza possibilità di cambiarla. Uno scandalo istituzionale. Peccato che Conte abbia preferito evitare l’Aula per inseguire l’ennesima diretta tv”. Lo dice il leader di Italia viva Matteo Renzi in un’intervista al “Messaggero”. L’invito forte alla coesione “è un passaggio che condivido totalmente. Abbiamo la piu’ grande chance della storia degli ultimi trent’anni: una mole di risorse mai vista per ricostruire l’Italia. Non possiamo sprecarla. Ora o mai piu'”. “Noi abbiamo messo per iscritto in due documenti le cose che non ci convincono. Sono argomenti di merito, tanti” ma “se pero’ le nostre idee danno fastidio, andiamo all’opposizione”. E ancora: “Abbiamo la schiena dritta, non cediamo sui contenuti in cambio di tre poltrone”.
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Fico “Crisi ora sarebbe disastrosa, tutti facciano un passo avanti”
“Credo serva che tutti i soggetti della maggioranza facciano uno sforzo per scongiurare una crisi che sarebbe incomprensibile e disastrosa”. Lo dice il presidente della Camera, Roberto Fico, in un’intervista a “La Stampa”. “L’appello alla responsabilità e allo spirito costruttivo del presidente Mattarella – afferma – è stato molto significativo. Siamo in un momento storico delicatissimo, cruciale, verso il quale è impensabile approcciarsi coltivando meri interessi di parte. Sarebbe imperdonabile. Per questo credo che alla fine prevarranno ascolto e responsabilità. Tutti devono fare un passo verso gli altri”.
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Mattarella “Vaccinarsi è un dovere, il 2021 sia l’anno della ripresa”
“La ripartenza sarà al centro di quest’ultimo tratto del mio mandato. Sarà un anno di lavoro intenso. Abbiamo le risorse per farcela”. Questo l’auspicio espresso dal Capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo messaggio agli italiani per la fine dell’anno. Discorso improntato principalmente sugli effetti della pandemia e sull’importanza del vaccino. “Vaccinarsi – afferma – è una scelta di responsabilità, un dovere. Tanto più per chi opera a contatto con i malati e le persone più fragili.
Di fronte a una malattia così fortemente contagiosa, che provoca tante morti, è necessario tutelare la propria salute ed è doveroso proteggere quella degli altri, familiari, amici, colleghi. Io mi vaccinerò appena possibile, dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza”.
“Rivolgendomi a voi – aggiunge -parto dalla necessità di dare insieme memoria di quello che abbiamo vissuto in questo anno. Senza chiudere gli occhi di fronte alla realtà.
La pandemia ha scavato solchi profondi nelle nostre vite, nella nostra società. Ha acuito fragilità del passato. Ha aggravato vecchie diseguaglianze e ne ha generate di nuove.
Tutto ciò ha prodotto pesanti conseguenze sociali ed economiche. Abbiamo perso posti di lavoro. Donne e giovani sono stati particolarmente penalizzati. Lo sono le persone con disabilità. Tante imprese temono per il loro futuro. Una larga fascia di lavoratori autonomi e di precari ha visto azzerare o bruscamente calare il proprio reddito. Nella comune difficoltà alcuni settori hanno sofferto più di altri.La pandemia ha seminato un senso di smarrimento: pone in discussione prospettive di vita”.
Adesso “stiamo mettendo in atto strategie più complesse, a partire dal piano di vaccinazione, iniziato nel medesimo giorno in tutta Europa.
Inoltre, per fronteggiare le gravi conseguenze economiche sono in campo interventi europei innovativi e di straordinaria importanza”.
Il vaccino e le iniziative dell’Unione Europea “sono due vettori decisivi della nostra rinascita. L’Unione Europea è stata capace di compiere un balzo in avanti. Ha prevalso l’Europa dei valori comuni e dei cittadini. Non era scontato. Alla crisi finanziaria di un decennio or sono l’Europa rispose senza solidarietà e senza una visione chiara del proprio futuro. Gli interessi egoistici prevalsero. Vecchi canoni politici ed economici mostrarono tutta la loro inadeguatezza.
Ora le scelte dell’Unione Europea poggiano su basi nuove. L’Italia è stata protagonista in questo cambiamento.
Ci accingiamo – sul versante della salute e su quello economico – a un grande compito. Tutto questo richiama e sollecita ancor di più la responsabilità delle istituzioni anzitutto, delle forze economiche, dei corpi sociali, di ciascuno di noi. Serietà, collaborazione, e anche senso del dovere, sono necessari per proteggerci e per ripartire”.
Per Mattarella “il piano europeo per la ripresa, e la sua declinazione nazionale – che deve essere concreta, efficace, rigorosa, senza disperdere risorse – possono permetterci di superare fragilità strutturali che hanno impedito all’Italia di crescere come avrebbe potuto.
Cambiamo ciò che va cambiato, rimettendoci coraggiosamente in gioco. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo alle giovani generazioni. Ognuno faccia la propria parte.
Il 2021 deve essere l’anno della sconfitta del virus e il primo della ripresa. Un anno in cui ciascuno di noi è chiamato anche all’impegno di ricambiare quanto ricevuto con gesti gratuiti, spesso da sconosciuti. Da persone che hanno posto la stessa loro vita in gioco per la nostra, come è accaduto con tanti medici e operatori sanitari. Ci siamo ritrovati nei gesti concreti di molti. Hanno manifestato una fraternità che si nutre non di parole bensì di umanità, che prescinde dall’origine di ognuno di noi, dalla cultura di ognuno e dalla sua condizione sociale.
È lo spirito autentico della Repubblica”.
La pandemia “ha accentuato limiti e ritardi del nostro Paese. Ci sono stati certamente anche errori nel fronteggiare una realtà improvvisa e sconosciuta.
Si poteva fare di più e meglio? Probabilmente sì, come sempre. Ma non va ignorato neppure quanto di positivo è stato realizzato e ha consentito la tenuta del Paese grazie all’impegno dispiegato da tante parti. Tra queste le Forze Armate e le Forze dell’Ordine che ringrazio. Abbiamo avuto la capacità di reagire.
La società ha dovuto rallentare ma non si è fermata.
Non siamo in balìa degli eventi. Ora dobbiamo preparare il futuro.
Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova. Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo. Non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte. E’ questo quel che i cittadini si attendono”.
La sfida “che è dinanzi a quanti rivestono ruoli dirigenziali nei vari ambiti, e davanti a tutti noi, richiama l’unità morale e civile degli italiani. Non si tratta di annullare le diversità di idee, di ruoli, di interessi ma di realizzare quella convergenza di fondo che ha permesso al nostro Paese di superare momenti storici di grande, talvolta drammatica, difficoltà.
L’Italia ha le carte in regola per riuscire in questa impresa”.
Nel momento in cui, a livello mondiale, “si sta riscrivendo l’agenda delle priorità, si modificano le strategie di sviluppo ed emergono nuove leadership, dobbiamo agire da protagonisti nella comunità internazionale.
In questa prospettiva sarà molto importante, nel prossimo anno, il G20, che l’Italia presiede per la prima volta: un’occasione preziosa per affrontare le grandi sfide globali e un’opportunità per rafforzare il prestigio del nostro Paese”.
L’anno che si apre, ricorda il Capo dello Stato, propone “diverse ricorrenze importanti. Tappe della nostra storia, anniversari che raccontano il cammino che ci ha condotto ad una unità che non è soltanto di territorio. Ricorderemo il settimo centenario della morte di Dante.
Celebreremo poi il centosessantesimo dell’Unità d’Italia, il centenario della collocazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria. E ancora i settantacinque anni della Repubblica.
Dal Risorgimento alla Liberazione: le radici della nostra Costituzione. Memoria e consapevolezza della nostra identità nazionale ci aiutano per costruire il futuro”.
Mattarella esprime “un ringraziamento a Papa Francesco per il suo magistero e per l’affetto che trasmette al popolo italiano, facendosi testimone di speranza e di giustizia. A lui rivolgo l’augurio più sincero per l’anno che inizia.
Complimenti e auguri ai goriziani per la designazione di Gorizia e Nova Gorica, congiuntamente, a capitale europea della cultura per il 2025. Si tratta di un segnale che rende onore a Italia e Slovenia per avere sviluppato relazioni che vanno oltre la convivenza e il rispetto reciproco ed esprimono collaborazione e prospettive di futuro comune. Mi auguro che questo messaggio sia raccolto nelle zone di confine di tante parti del mondo, anche d’ Europa, in cui vi sono scontri spesso aspri e talvolta guerre anziché la ricerca di incontro tra culture e tradizioni diverse.
Vorrei infine dare atto a tutti voi – con un ringraziamento particolarmente intenso – dei sacrifici fatti in questi mesi con senso di responsabilità. E vorrei sottolineare l’importanza di mantenere le precauzioni raccomandate fintanto che la campagna vaccinale non avrà definitivamente sconfitto la pandemia”.
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Governo, sondaggio Euromedia: per 34% degli italiani durerà pochi mesi
ROMA (ITALPRESS) – Nelle ultime settimane, il Governo ha subito delle critiche anche da soggetti della sua stessa maggioranza e, in particolare, dagli esponenti di Italia Viva, secondo i quali non c’è più fiducia tra maggioranza e premier e, se questo problema non dovesse essere risolto, il Governo può considerarsi finito. Affermazioni che trovano la condivisione di quasi la metà degli intervistati di un sondaggio di Euromedia Research, e, in modo trasversale, tra gli elettori di tutti i partiti, a esclusione di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.
A causa di queste tensioni, l’elettorato si divide sull’ipotetica durata del Governo. Se da un lato, un terzo (il 34,8% degli intervistati crede che questo Governo durerà solo pochi mesi ancora, fino alle amministrative del 2021), un altro terzo è convinto che arriverà tranquillamente a fine legislatura.
I più fiduciosi risultano essere gli elettori dell’area di Governo e del centrosinistra, mentre tutto il centrodestra – più una parte di Italia Viva – è maggiormente convinto che l’alleanza giallorossa non supererà le prossime amministrative.
Dati Euromedia Research – Realizzato 21/12/2020 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
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Conte “Senza fiducia di un partito andrò in Parlamento”
ROMA (ITALPRESS) – “Nel caso di crisi? Non mi ci metto in questi scenari, ho detto che se verrà meno la fiducia di una forza di maggioranza ci sarà un passaggio parlamentare dove tutti esprimeranno la propria opinione e si assumeranno la propria responsabilità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa di fine anno.
“Io sono qui per programmare il futuro, non potrei mai mettermi a programmare una campagna elettorale, non mi appartiene questa prospettiva”, ha osservato. “Io dico sempre che in questo momento abbiamo una prospettiva di fine legislatura, è una prospettiva politica molto particolare perchè stiamo attraversando una pandemia. Questo può apparire singolare nel nostro sistema paese, pur avendo una sofferenza diffusa siamo riusciti a rafforzare la nostra credibilità in Italia e Ue e non dobbiamo disperdere questo patrimonio”, ha aggiunto. Per Conte “dobbiamo continuare nel confronto a rafforzare le nostre priorità, abbiamo pochi giorni davanti perchè non possiamo permetterci di galleggiare e procedere in questo clima di azione sospesa. Noi continuiamo a operare, ma il senso che restituiamo ai cittadini è il rischio che ci chiudiamo in un palazzo e nascono discorsi astratti”. Quanto alle priorità, il premier ha sottolineato come “dobbiamo affrettare delle risposte che il Paese attende, oggi è in approvazione la legge di Bilancio e il prossimo passaggio urgente è il Recovery. Ci sono stati degli incontri con le delegazioni e dopo la bozza tecnica ora dobbiamo fare la sintesi politica, la sintesi politica è urgente, va fatta nei prossimi giorni e non valgono i giorni di festa. Dobbiamo aprirci al confronto con le parti sociali, mandare il documento di aggiornamento al Parlamento il prima possibile o rischiamo di andare in ritardo. E’ una occasione storica e dobbiamo procedere a questo confronto, l’atteggiamento di critica costruttiva ci predispone ad arrivare prima a una sintesi”. In tal senso “vorrei andare in Consiglio dei Ministri già dopo i primi giorni di gennaio, vorrei subito partire con il confronto con tutte le parti sociali e dare la possibilità al Parlamento di dare un contributo ulteriore. Questo ci permetterà di arrivare in tempo; al momento i tempi sono febbraio”.
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Salvini “Siamo pronti a governare”
ROMA (ITALPRESS) – “Le scelte di questo periodo saranno determinanti per plasmare il futuro nostro, dei nostri figli e dei nostri nipoti. La Lega e tutto il centrodestra hanno confermato di essere opposizione seria e costruttiva”, ma “non è facile interloquire con un governo perennemente paralizzato dalle lotte di potere. Il capo dello Stato ha auspicato un dialogo tra maggioranza e opposizione. Eppure è dal 10 dicembre che attendo un cenno dal presidente del Consiglio”. Così, in una lettera al Corriere della Sera, il leader della Lega Matteo Salvini.
“Il governo non ha una visione”, sottolinea, e “a differenza dell’attuale maggioranza parlamentare abbiamo progetti, visione e consenso. Siamo pronti per governare”. Salvini osserva poi che “mentre Conte è impegnato a respingere gli attacchi della sua stessa maggioranza, noi stiamo pensando alle priorità su cui concentreremo i nostri sforzi nel 2021. Siamo già al lavoro per una nostra proposta di Recovery plan e ci piacerebbe avere indicazioni precise”. Inoltre “sul lavoro abbiamo già elaborato proposte sotto forma di emendamenti” e “non è rimandabile il tema del saldo e stralcio e della rottamazione delle cartelle esattoriali. Sempre a proposito di lavoro, difenderemo a tutti i costi il diritto alla pensione”. Salvini incalza, “il tutto senza dimenticare la scuola: il ministro Azzolina non ci ha mai coinvolto e il rientro in aula il 7 gennaio è a rischio”. Il leader della Lega ricorda che sono “tutte osservazioni che stiamo avanzando da mesi. La politica del rinvio e dei bonus-mancetta non può durare per sempre. Sono anche questi atteggiamenti che ci fanno perdere credibilità in Europa, non i ‘sovranistì”. Infine un augurio: “Visto il momento drammatico, auspico nel 2021 una diminuzione delle polemiche strumentali. Meno chiacchiere e insulti, più solidarietà e risposte concrete”.
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Recovery, Gentiloni “Italia introduca procedure straordinarie”
ROMA (ITALPRESS) – “Non mi preoccupano le scadenze di queste settimane, rispetto alle quali non c’è un particolare ritardo italiano. Piuttosto penso alla seconda metà del 2021 e nel 2022, va evitato il rischio di mancare un appuntamento storico. Qualità del piano e sua attuazione sono sfide che potrebbero diventare molto difficili”. Così il commissario agli Affari economici della Ue, Paolo Gentiloni, in un’intervista a la Repubblica a proposito di Recovery fund e Recovery plan. “Ho due osservazioni da fare su altrettante priorità”, aggiunge. “La prima – spiega Gentiloni – è che lo sforzo della Commissione Ue con tutti i Paesi è di insistere sul fatto che le spese da fare devono essere prevalentemente su investimenti e riforme. Non bastano gli incentivi, che pur non essendo esclusi non sono una priorità”.
La seconda “è quella che mi preoccupa di più: l’attuazione, l’esecuzione del piano. Perchè il Diavolo non è nei dettagli del piano ma nelle procedure per eseguirlo. Vista l’esperienza che abbiamo in Paesi come Italia e Spagna sulla difficoltà dell’assorbimento delle risorse europee, si tratta di una sfida enorme perchè questi fondi vanno impegnati entro il 2023 e spesi entro il 2026”. Quindi “servono procedure straordinarie e corsie preferenziali, ovvero uno sforzo straordinario. Non possiamo definire ‘senza precedentì il Recovery Fund e poi non prendere decisioni conseguenti sulle procedure ordinarie”. Ciò significa che all’Italia serve una governance capace di dotarsi di corsie preferenziali per superare le resistenze della burocrazia? “Solo il Parlamento può creare queste corsie preferenziali e procedure straordinarie. Servono leggi. Nessuna autorità politica o tecnica può fare miracoli se non si sbloccano i colli di bottiglia sul piano normativo”, chiosa Gentiloni.
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