ROMA (ITALPRESS) – “In questo momento stiamo completando il confronto con le forze politiche, il rimpasto è uno dei temi. Se ci sono delle richieste bisogna ascoltarlo, se c’è del malessere bisogna ascoltarlo e comprenderlo. Dopodichè ci ritroveremo insieme e tireremo le fila delle diverse posizioni”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte durante la registrazione di “Accordi&Disaccordi” in onda sul Nove stasera alle 21:25.
“Sulle parole di Renzi si sta creando una gara a chi mette più poltrone a disposizione. A parte le battute dobbiamo tutti assumerci le responsabilità – ha sottolineato Conte -, Italia Viva è parte di questo progetto politico, dobbiamo adesso chiarirci, dirci le cose che non vanno, affrontare i problemi nel merito, non dobbiamo parlare in Tv. Domani ci confronteremo nel merito e vedremo se ci sono le condizioni di andare avanti, i cittadini ce lo chiedono, sarebbe una grave responsabilità arrestarsi per mancanza di un confronto”.
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Conte non esclude il rimpasto “Se c’è malcontento bisogna ascoltarlo”
Fico “No a giochi politici, avanti compatti per il bene del Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo il grande onere di saper gestire al meglio questi fondi, questa classe politica avrà o la colpa di non aver fatto bene oppure avrà il grande pregio e vanto di aver cambiato passo al Paese. Siamo in un momento in cui c’è un bivio storico tra un Paese che potrà migliorare e modificarsi nel dna, oppure avere un pò di progetti realizzati ma saranno progetti spot, dobbiamo ragionare sulla giustizia generazionale su cosa lasciamo ai nostri figli. E’ il momento in cui il Paese deve fare un salto di qualità senza giochi politici, dobbiamo andare avanti compatti per portare a casa un risultato per il bene del Paese”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, nel corso dello scambio di auguri con la Stampa parlamentare, parlando dei fondi del Recovery Fund, ricordando che gli italiani chiedono cose concrete e non litigiosità.
“Mi sento ottimista per il futuro, fermo restando che dobbiamo fare un lavoro mai fatto prima e dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare tutti insieme, istituzioni, cittadini, comuni e regioni. E’ chiaro che ci saranno sempre discussioni all’interno della maggioranza o nelle opposizioni – ha aggiunto – ma in un momento così importante vorrei che ognuno sentisse dentro di se la responsabilità che si ha in questo momento. Se si sente questa responsabilità si troverà sempre un punto di caduta per il bene del nostro Paese, questa la classe politica tutta la deve sentire”.
Parlando delle fibrillazioni all’interno della maggioranza e di una possibile crisi di governo ha sottolineato come “sarà il Presidente della Repubblica a gestirla, poi siamo in una democrazia parlamentare e tutto può accadere se si forma una nuova maggioranza. La mia opinione personale è credo che sia un percorso molto stretto e difficile e che porterebbe a nuove elezioni. Gli schemi sono stati già adottati tutti, per questo mi sembra difficile una terza via”.
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Renzi “Se serve, siamo pronti a lasciare il Governo”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Presidente del Consiglio ha convocato i partiti di maggioranza. Il blitz notturno che avrebbe fatto approvare un documento non condiviso da nessuno e una task force in grado di sostituirsi al Governo e al Parlamento è stato ufficialmente bloccato. Lo avevo chiesto in Parlamento e oggi sono felice che tutti diano ragione a Italia Viva”. Lo scrive il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nella sua e-News.
“Sui temi del “salto di qualità” del Governo diremo la nostra al Premier con un documento scritto appena ci sarà occasione di incontrarci (non oggi perchè la Ministra Bellanova, nostra capodelegazione, è a Bruxelles per difendere i prodotti agroalimentari italiani) – aggiunge -. Appena consegnato al Premier, manderemo il documento anche a tutti gli amici del popolo delle Enews. Stiamo facendo una battaglia per le idee, non per le poltrone: all’incontro verranno anche le ministre, che sono pronte a rimettere il mandato, se serve. Perchè chi dice che noi facciamo confusione per avere mezza poltrona in più deve prendere atto che noi siamo l’unico partito che è pronto a rinunciare alle poltrone, non a chiederle”.
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Conte “Si va avanti solo se c’è unità”
ROMA (ITALPRESS) – “Ovviamente secondo me il governo deve andare avanti. Abbiamo la responsabilità di andare avanti. Ma possiamo andare avanti a determinate condizioni. Possiamo andare avanti solo se c’è fiducia e siamo uniti tra noi. Avendo ben chiari gli obiettivi comuni e avendo ben chiaro lo spirito di coesione e di solidarietà che occorre in questa fase. Non possiamo permetterci di affrontare le sfide enormi che ci aspettano senza condivisione. Qui nessuno vuole galleggiare, e meno che mai scaldare poltrone”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Stampa il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Alla domanda se abbia la sindrome da «uomo solo al comando», Conte risponde così: “Assolutamente no. Guardi, il mio metodo è forse il più partecipato che sia stato realizzato negli ultimi anni. Anche i famosi Dpcm, che pure portano la mia firma, sono provvedimenti assolutamente partecipati. Ormai siamo arrivati a quattro livelli di condivisione – prosegue -. Lavoriamo con la delegazione ministeriale, poi sentiamo gli esperti del Cts, poi incontriamo le regioni e poi i capigruppo di maggioranza. Non solo, poi andiamo anche in Parlamento, dove ascoltiamo anche tutte le opposizioni. Quindi sfido chiunque a parlare di dittatura o di Conte che vuol decidere tutto da solo. Sono solo slogan, ma francamente non corrispondono alla realtà. Chiudersi e sottrarsi al confronto non è nel mio stile, non l’ho mai fatto nella mia vita”.
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Governo, dopo la verifica M5S e Pd dicono no al rimpasto
In attesa del “piatto forte” con il faccia a faccia fra il premier Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi, a Palazzo Chigi è andata in scena la prima giornata della verifica di governo. Le “consultazioni” hanno avuto al centro dei colloqui il tema dei temi: il rimpasto. Le prime delegazioni ricevute dal presidente del Consiglio, M5S e Pd, hanno rispedito al mittente l’ipotesi, allontanando di fatto lo spettro della crisi. “Abbiamo ovviamente affrontato anche il tema che riteniamo surreale che da settimane sta imperversando, che è il tema del rimpasto, ribadendo che dal nostro punto di vista non c’è alcuna disponibilità ad alcun rimpasto e ci sembra surreale che in questa situazione di pandemia e di seconda ondata in cui non si riducono nè i morti nè i contagi, si discuta di rimpasto”, ha detto il capo politico del M5S, Vito Crimi, al termine della riunione. “Quindi non si discute di rimpasto. Abbiamo rilanciato sulle questioni che ci stanno piu’ a cuore: la proroga del superbonus fino al 2023, che e’ una misura fondamentale per il rilancio dell’economia. Poi – ha aggiunto – abbiamo tanti dossier fermi: penso alla legge sul conflitto di interessi e quella sulle lobby, che vanno sbloccate in Parlamento. Abbiamo parlato naturalmente anche del Recovery Fund e abbiamo cercato di fare capire che tutti i ministri siamo messi in condizione di approfondire i progetti presentati e cercare di capire quale sia la migliore configurazione di questo piano per il rilancio del Paese”. A stretto giro è arrivata anche la “benedizione” di Luigi Di Maio: “Parlare di poltrone davanti a una crisi come quella che stiamo vivendo è surreale. Oggi a Palazzo Chigi abbiamo incontrato il presidente Giuseppe Conte per confrontarci su temi e obiettivi da raggiungere. Siamo la prima forza politica in Parlamento e il messaggio che abbiamo portato è stato uno: il Governo deve lavorare per gli italiani, punto”. Per il ministro degli Esteri “questa pandemia ci sta mettendo davanti a una dura sfida e dobbiamo rimboccarci le maniche per superare tutte le difficoltà. Bisogna sostenere le imprese, dare loro strumenti e risorse per creare nuovi posti di lavoro. Su questo dobbiamo confrontarci e trovare soluzioni. Il resto non ci interessa. Abbiamo chiesto rispetto su misure molto importanti come il rinnovo dell’ecobonus, il conflitto di interessi, lo stop alle trivelle e l’abbassamento delle tasse. Sono punti centrali per il MoVimento 5 Stelle e ci batteremo facendo sentire il nostro peso in Parlamento. Se ci sono divergenze di vedute se ne discute, ma stop polemiche. Adesso serve uno sprint decisivo per il Paese”, ha concluso Di Maio. Quanto ai Dem, è stato il segretario Nicola Zingaretti a tenere il punto della situazione, dopo circa due ore di vertice: “Credo che si stato un incontro utile che ha ripreso lo spirito iniziato a Palazzo Chigi il 5 novembre, cioe’ di mettere sul tappeto tutti i temi e i nodi per un rilancio dell’azione di governo. Cioè i temi dell’agenda sociale, del lavoro, del rilancio delle imprese, anche la grande questione della sanita’, ma in uno spirito costruttivo. Crediamo che l’azione di governo deve andare avanti e deve andare avanti in uno spirito di grande sintonia con i problemi degli italiani”. Intanto, circolano alcuni rumors che vorrebbero Di Maio e un esponente di spicco del Pd come vicepremier, con Renzi agli Esteri e l’ex capo politico M5S all’Interno, ovviamente negati dai diretti interessati. Insomma, un primo giro che mette da parte il rimpasto in attesa di capire se la crisi ci sarà o meno e se il gran parlare di questi giorni sia solo fantapolitica o qualcosa di più reale. (ITALPRESS).
Manovra, Berlusconi “Spero in una convergenza per il bene del Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Essere opposizione per un Movimento politico come il nostro, basato sui principi liberali, cristiani, europeisti, garantisti, non significa assolutamente tifare per il «tanto peggio tanto meglio», sperare di guadagnare consenso sulle difficoltà dell’Italia. Non significa neppure dedicarci a tattiche parlamentari più o meno efficaci per il nostro posizionamento. Significa al contrario, nella chiarezza del nostro ruolo di opposizione, lavorare per l’Italia, cercare di tutelare – trovando le necessarie convergenze – i comparti e le categorie più penalizzate dalla crisi”. Lo scrive in una lettera al Corriere della Sera il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.
“La nostra battaglia per il lavoro autonomo continuerà in occasione della legge di Bilancio, che comunque non potremo votare, perchè sarebbe un atto di fiducia politica al governo – aggiunge -. Tuttavia Forza Italia sta lavorando per ottenere alcune modifiche, anche questa volta, a tutela delle categorie e degli ambiti meno garantiti. Abbiamo individuato due settori ai quali dare la priorità. Il primo è ancora una volta quello del lavoro autonomo, delle professioni, delle partite Iva, dei commercianti e degli artigiani. L’altro sono i giovani, i nostri ragazzi, una generazione drammaticamente penalizzata dalla crisi parallela della formazione e del mercato del lavoro, fortemente aggravata dalla pandemia”.
“Forza Italia con i nostri amici del centro-destra, li ha posti all’attenzione del Parlamento, con gli emendamenti che abbiamo presentato e li ripropone nei colloqui che in questi giorni, con i colleghi dell’opposizione, stiamo svolgendo con il governo – sottolinea Berlusconi -. Voglio essere per quanto possibile ottimista. Confido che al di là delle ragioni di schieramento si possa trovare una convergenza sulle concrete esigenze del Paese. Da parte nostra, faremo tutto il possibile, come sempre, non per una parte politica ma per gli italiani”.
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Covid, Boccia “Folle ingiustificabili, condivido il lockdown tedesco”
ROMA (ITALPRESS) – “Le foto degli assembramenti mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia.
“Comprendo la voglia delle persone di uscire, ma basterebbe entrare in un ospedale per rendersi conto della condizione generale in cui il Paese si trova – prosegue -. In alcune strade ci sono assembramenti intollerabili, mentre dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale”.
“Conte è sempre stato rigoroso, ma ascolta le proposte di tutti. Una cosa è lo spostamento tra piccolissimi comuni e borghi confinanti – spiega il ministro -. Ma allargare i confini comunali a tutta la provincia, come chiede la destra, sarebbe un errore. I cittadini lo prenderebbero come un liberi tutti”.
Rispondendo a una domanda sul lockdown generale deciso dalla Germania, Boccia sottolinea: “E’ una scelta che personalmente condivido. Dobbiamo dirci fino in fondo se la pausa natalizia deve servirci a mettere in sicurezza il Paese o se deve essere guidata solo dalla volontà di favorire il business. In questo momento affari e salute non solo conciliabili. E ho il massimo rispetto per chi ha sulle spalle il peso delle attività economiche”. E al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti per il quale non si può penalizzare l’economia a Natale, risponde: “Già, perchè per noi invece il commercio non è importante… Trovo semplicistica questa rappresentazione della realtà, questa divisione tra aperturisti e rigoristi. Dobbiamo metterci in testa che quando c’è un’epidemia e non c’è un farmaco, bisogna evitare gli spostamenti. Non lo dico io, ma la scienza. Noi del Pd come ha ribadito Zingaretti vogliamo misure più restrittive, altro che apertura. Quanto all’economia, il governo ha stanziato in miliardi il più grande piano dal Dopoguerra”.
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Governo, Zingaretti “Serve un rilancio ma no a una crisi al buio”
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo stati determinanti nel dar vita al governo Conte. Non ci pentiamo affatto di questa scelta. I risultati sono stati di grande importanza per l’Italia”, ma “oggi siamo in una nuova fase: dall’emergenza occorre passare alla ricostruzione. Per fare questo occorre un rilancio, una ripartenza. Non bisogna nasconderlo questa esigenza è avvertita da tutti. Dal Pd, dai 5 Stelle, da Italia viva, da Leu e, sono convinto, anche dal presidente Conte. D’altra parte essa era al centro dell’incontro del 5 novembre tra il premier e i segretari dei partiti della maggioranza”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
Per l’esponente Dem “hanno prevalso rigidità, timori e sono tornate le divisioni. Per quanto riguarda il Pd, comunque, la questione è chiara e siamo davvero uniti: siamo contrari all’immobilismo, alla chiusura in se stessi, a ogni forma di auto celebrazione e nello stesso tempo consideriamo la conclusione dell’attuale esperienza di governo come un’avventura pericolosa. Una crisi al buio che non prospetta alcunchè di buono per il futuro della Repubblica”. Quanto al Pd “continuerà, in presenza di questo passaggio difficile, a svolgere una funzione unitaria. Di collante”, assicura, sottolineando che “non è prioritario il tema degli assetti, degli organigrammi, degli equilibri di potere. Non ci interessa tutto questo. Ci interessa solo che la coalizione sia all’altezza delle sfide che oggi diventano via via più difficili. Ecco perchè ci vuole il massimo della corresponsabilizzazione e della collegialità”. Sui rilievi rivolti in queste ore a Conte da esponenti del Pd, Zingaretti osserva: “In questo quadro cercare di migliorare l’azione del governo Conte, al quale abbiamo creduto e continuiamo a credere, non è una mina posta sotto la stabilità del quadro politico, ma è la condizione stessa per andare avanti”.
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