ROMA (ITALPRESS) – “La governance del Recovery? Un colossale fraintendimento”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, in un colloquio con alcuni quotidiani, tra cui il Corriere della Sera, dopo il voto di ieri sera in Senato.
“Non possiamo permettere che la dialettica politica ci faccia precipitare in una condizione sterile di distacco dalle urgenze del Paese. Questo interrogarci chiassoso tra noi non ha significato, mentre i cittadini attendono e le sfide corrono”, sottolinea Conte, in merito alle fibrillazioni nella maggioranza.
Il premier chiarisce che la “struttura di missione” sul Recovery Plan “avrà compiti di monitoraggio ma non sottrarrà potere e competenze ai ministeri”. E spiega: “La politica non verrà commissariata, dobbiamo assicurare tempi certi e velocità. Dovrebbe solo essere prevista una clausola di salvaguardia nel caso in cui le amministrazioni centrali non possano intervenire per esercitare i poteri sostitutivi”.
Ma sulla struttura non ci saranno marce indietro: “I responsabili di missione resteranno”. E la task force di 300 esperti? “Non c’è scritto da nessuna parte quanti dovranno essere, comunque serve una struttura che assicuri il monitoraggio dei cantieri e il rispetto dei tempi – dice ancora il premier -. Tutto ciò non andrà in manovra ma in un apposito decreto legge – proprio come chiede Renzi – Troveremo la formula giusta nella sede propria, governo e Cdm”.
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Recovery Plan, Conte “Nessun potere sottratto ai ministri”
Berlusconi “I voti di Forza Italia non aiuteranno la maggioranza”
ROMA (ITALPRESS) – “L’appartenenza al Partito Popolare Europeo è parte essenziale dell’identità cristiana, liberale, europeista di Forza Italia. Ma la riforma del MES non è un tema che riguarda le istituzioni europee e tento meno i valori fondanti del PPE, è un tema che riguarda il rapporto fra stati, e in quest’ambito la signora Merkel ha agito correttamente da Cancelliere tedesco tutelando le ragioni e gli interessi della Germania”. Lo dice al quotidiano La Stampa il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
“Il mio rapporto con Angela Merkel è eccellente oggi come ieri. E le mie critiche al MES sono critiche di un europeista: il nostro voto contrario è uno stimolo per giungere ad un vero Fondo Monetario Europeo, sotto il controllo delle istituzioni dell’Unione – prosegue -. Si tratta di una scelta coerente ed in sintonia con ciò che ho sempre sostenuto a proposito della riforma del Meccanismo di stabilità. Quello che io vado affermando da tempo è ciò che condividono tutti gli europeisti, a cominciare dai componenti della fondazione Delors”.
Se ieri al Senato fosse mancata la maggioranza dei voti, FI avrebbe aiutato il governo? “Lo escludo – risponde Berlusconi -. I nostri voti sono a disposizione per aiutare il Paese, non per aiutare una maggioranza prigioniera delle sue difficoltà e delle sue contraddizioni”.
E se il governo Conte dovesse rischiare di entrare in crisi per esempio sulla governance del Recovery Fund a causa delle critiche che vengono da Italia Viva e da Matteo Renzi? “E’ chiaro a tutti che se la maggioranza si rompesse su un tema così strategico il governo non durerebbe un giorno in più – evidenzia il leader di Forza Italia -. Nel merito se la governance e i contenuti del progetto italiano per l’utilizzo del Recovery Fund fossero modificati e condivisi con l’opposizione, lo potremmo sostenere. Ma oggi siamo molto lontani da questo”.
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Recovery Fund, Renzi “Pronti a votare No sulla governance”
ROMA (ITALPRESS) – “Nove miliardi per la sanità? E’ poco. Sul turismo ci sono solo 3 miliardi di euro. Chi ha deciso che sulla scuola mettiamo una paginetta striminzita. Noi siamo pronti discutere tutto in un dibattito aperto, in parlamento, non siamo disponibili ad usare la legge di bilancio nella quale si introduce quello che abbiamo letto sui giornali”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo in replica alle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla vigilia del Consiglio Ue. “Se c’è un provvedimento che tiene la governance del Next Generation Eu e una fondazione sui servizi segreti noi votiamo no”, ha aggiunto.
“I 200 miliardi del Next Generation Eu sono una grande conquista e gigantesca responsabilità: la posizione di Italia Viva è legata a un qualche interesse? No, noi non scambieremo il nostro si alla proposta di governance in cambio di un ‘aggiungi un posto al tavolò”, ha sottolineato l’ex premier.
“Non stiamo chiedendo un posto nella cabina di regia per un ministro di Italia Viva – ha aggiunto -. Il 22 luglio noi avevamo chiesto una cosa: di fronte ai 200 miliardi da spendere o il parlamento fa un dibattito serio oppure perdiamo la dignità delle istituzioni. E’ in ballo la credibilità del paese, 300 consulenti quando si tagliano 300 parlamentari è la dimostrazione di un’idea di politica che non condivido”. Per Renzi “un governo non può essere sostituito da una task force, dove sono i sindaci, dove sono i sindacati, dove sono le associazioni di categoria?”.
Al termine degli interventi, con 156 voti a favore e 129 contrari il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in merito alla riforma del Mes, in vista del Consiglio europeo di domani.
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Conte “Serve maggioranza coesa per battersi in Ue”
ROMA (ITALPRESS) – “Il governo ha bisogno della massima coesione delle forze di maggioranza per continuare a battersi in Europa e svolgere il suo lavoro. Il confronto dialettico all’interno delle forze di maggioranza è segno di vitalità e ricchezza, ma è senz’altro salutare che sia fatto con spirito costruttivo e non ci faccia disperdere energie, che non ci distragga dagli obiettivi della nostra azione”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, nel corso delle comunicazioni in Aula in vista del prossimo Consiglio europeo. “Sono sfide complesse, numerose, di varia natura e intensità. Siamo tutti chiamati a compiere uno sforzo collettivo per essere all’altezza di questo compito. Spesso in Aula ho rivolto appelli alle forze di opposizione e devo riconoscere che in alcuni passaggi hanno trovato ascolto. Ribadisco che il tavolo del confronto da parte del governo con le opposizioni rimane sempre aperto”, ha aggiunto.
Secondo il premier “per cambiare l’Ue è decisivo ben altro percorso. In questa prospettiva ritengo che debbano essere riconsiderate in modo radicale struttura e funzione del Mes, affinchè sia trasformato in uno strumento completamente diverso. L’Italia si farà promotrice di una proposta innovatrice che porti a superare la natura di accordo intergovernativo legato a un paradigma che ritengo obsoleto, rispetto alle sfide che abbiamo davanti. L’obiettivo è integrare il nuovo Mes nel quadro dell’intera architettura”.
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Bellanova “Conte ritiri norma su task force, non generi tensioni”
ROMA (ITALPRESS) – “Chi ha l’onore di governare una maggioranza, ha l’onere della sintesi e non deve generare tensioni”. Così, in un’intervista a la Repubblica, la ministra delle Politiche agricole ed esponete di Italia Viva, Teresa Bellanova, in merito alle tensioni sul Recovery Plan, spiegando che il problema della cabina di regia è che “se quella norma dovesse passare così com’è, si darebbe il via libera a una sorta di esautoramento delle funzioni e del ruolo dello Stato. Aggiungo che il premier non può dire ‘ce la chiede l’Europà e poi essere smentito dalla stessa Ue: così si logorano i rapporti e si diventa inaffidabili”. Quindi “quella norma va ritirata. Non si possono sostituire le funzioni del governo e della pubblica amministrazione, che invece va rafforzata e potenziata. Bisogna rispettare il Parlamento”, osserva Belanova che poi aggiunge: “so per certo che se la proposta è inserita in un decreto legge, Italia Viva voterà contro in Cdm e in Parlamento lavorerà senza sconti per modificarlo. Se malauguratamente dovesse essere presentato surrettiziamente un emendamento al Bilancio, ci costringerà a votare contro la legge di Bilancio”. Per la ministra il punto di compromesso è “portare la maggioranza a lavorare in modo coeso, senza forzature. Il premier non può pensare di avere una maggioranza nella maggioranza. Ci deve essere pari dignità e soprattutto grande attenzione alla proposta piuttosto che, come registriamo, alle nomine”. Infine su un possibile rimpasto, Bellanova chiosa: “Visto che il presidente Conte ha riconosciuto di avere i migliori ministri del mondo, a questo punto lo invitiamo a non discutere più di rimpasto ma di valorizzare le donne e gli uomini del suo governo”.
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Conte “Nel Recovery Plan 9 miliardi per la sanità”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Piano contribuirà, insieme alle altre azioni del governo già intraprese, a rafforzare la nostra sanità, così duramente colpita dalla pandemia, per tutelare la salute di tutti. Due direttrici sono emerse come fondamentali: l’importanza dei presidi territoriali sociosanitari per una rete di assistenza diffusa e prossima ai cittadini e l’esigenza di promuovere l’ammodernamento tecnologico e strutturale degli ospedali progredendo al contempo nello sviluppo della telemedicina e promuovendo la ricerca di base e applicata in campo medico”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nell’introduzione della bozza del Piano di ripresa e resilienza, in discussione al Consiglio dei ministri.
Al capitolo salute, secondo la bozza del piano, sono destinati 9 miliardi, mentre il capitolo di spesa più importante, quello sulla transizione green, prevede un investimento di 80 miliardi, pari al 40,8% del totale. “Il piano prevede interventi per aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, migliorare l efficienza energetica degli immobili, a partire da scuole e ospedali. Saranno promosse nuove forme di mobilità locale sostenibile e le grandi opere di completamento dei collegamenti ferroviari del Paese”, si legge nella bozza, che prosegue: “il Pnrr ha azioni specifiche anche per migliorare la qualità dell’ aria nei centri urbani, favorire l economia circolare, mitigare i rischi di dissesto idrogeologico e ripulire le acque interne e marine. Questi interventi saranno anche un investimento nella bellezza del nostro Paese, nei suoi borghi, nei suoi edifici storici, nelle aree verdi urbane e nella salvaguardia del territorio e delle foreste”.
Il premier Conte nell’introduzione insiste sull’importanza del New green deal: “Vogliamo un Paese più verde, con sistemi di produzione e trasporto dell’energia compatibili con gli obiettivi di riduzione dei gas clima alteranti e più resiliente rispetto agli eventi climatici estremi. Vogliamo un Paese più coeso, più attento al benessere dei cittadini, sia nei grandi centri urbani, sia nei borghi sia nelle tante, troppe ‘periferiè d’Italia. Non si può tollerare l’aumento disuguaglianze di genere, nella società, tra Regioni e territori, indotto da politiche passate errate, che non hanno saputo frenare una dinamica dannosa per la crescita economica e per la tenuta del tessuto sociale. Nessuno deve essere lasciato solo”.
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Recovery Fund, Renzi “Conte si fermi, basta metodi sprezzanti”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Recovery è l’ultima occasione che abbiamo per progettare il futuro del nostro Paese. Penso che la maggioranza debba fare una riflessione seria su cosa fare e su come farlo. A luglio ho chiesto pubblicamente a Conte, in aula, di avere un dibattito parlamentare su questo tema, anche utilizzando agosto se necessario. Per mesi abbiamo ricevuto solo silenzio e task force. Poi all’improvviso, dopo tante dirette Facebook, in una intervista al direttore di Repubblica il premier comunica agli italiani che è tutto già pronto e che ci saranno dei tecnici a gestire il tutto”. Lo afferma il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un’intervista al quotidiano La Repubblica.
“Del merito non sappiamo niente. Sul metodo siamo contrari. Questo modo di fare non è solo sprezzante: è sbagliato – aggiunge -. Noi siamo contrari a sovrastrutture di centinaia di consulenti che stanno al Recovery Fund come i navigator stanno al reddito di cittadinanza. Il futuro dell’Italia dei prossimi vent’anni non lo scrivono Conte e Casalino nottetempo in uno stanzino di Palazzo Chigi”.
“Spero che il premier si fermi prima di mettere ai voti una scelta non condivisa”, sottolinea Renzi, che prosegue: “L’Italia ha già decine di migliaia di funzionari pubblici, migliaia di dirigenti, venti ministeri. Il problema non è assumere altra gente, ma capire qual è la visione dei prossimi anni. Se la risposta è un’altra inutile task force di 300 consulenti, se la votino da soli”. Alla domanda sul rischio di una crisi di governo, il leader di Italia Viva risponde: “No. Noi siamo impegnati fino alla Legge di Bilancio per assicurare all’Italia l’approvazione del decreto ristori e dei denari alle famiglie che non ce la fanno. Sul futuro dipende da Conte: Zingaretti ha chiesto un rilancio dell’azione di governo, noi siamo d’accordo con il segretario del Pd. C’è da guidare il G20, ci sono da gestire i 200 miliardi del Next Generation, c’è da affrontare la distribuzione dei vaccini. Iniziamo finalmente a fare sul serio?”.
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Mes, Di Maio “Gli alleati non provochino, l’incidente sarà evitato”
ROMA (ITALPRESS) – La riforma del Mes “non piace nemmeno a me e infatti ritengo non sia necessario usare nè il Mes pre-riforma, nè quello post-riforma, nè quello sanitario. Stiamo costruendo una montagna sul nulla. Perchè i numeri in Parlamento per accedere a questo strumento non ci sono mai stati. Dall’altra parte, mi faccia dire, vedo un pressing ingiustificato: io rispetto le opinioni di tutti, ma bisogna evitare di incendiare il dibattito politico”. Lo dice al quotidiano La Repubblica il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“Questo Parlamento è espressione del voto elettorale del 2018: il M5S è la prima forza politica, la sua voce non ha solo un peso, è determinante nell’architettura istituzionale. Le provocazioni lasciano il tempo che trovano e mi riferisco non solo a quelle interne al M5S, ma anche a quelle interne alla coalizione di governo. Il no al Mes è un fatto numerico, matematico, democratico. Perchè alzare i toni? Perchè complicare le cose? Perchè nessuno comprende che gli interessi qui sono molto più grandi di quelli dei partiti? Riguardano il Paese, il nostro futuro”, aggiunge.
“Il 9 Conte verrà in aula, la maggioranza dovrà votare compatta e in modo responsabile”, spiega il ministro, che aggiunge: “Credo che nessuno speri nell’incidente parlamentare e penso, mi auguro, che non si verificherà”.
“Mercoledì in aula si vota una risoluzione sulle dichiarazioni del presidente del Consiglio, che sosteniamo pienamente e già sostenuto due volte dai nostri iscritti con votazioni plebiscitarie per questo governo. Vogliamo mettere al voto degli iscritti Giuseppe Conte a 24 ore dal vertice europeo più importante degli ultimi anni?”, sottolinea Di Maio.
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