Home Politica Pagina 514

Politica

Covid, Conte “Dobbiamo scongiurare la terza ondata a gennaio”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo previsto ulteriori restrizioni limitate dal 21 dicembre al 6 gennaio. La strada per uscire dalla pandemia è ancora lunga, dobbiamo scongiurare una terza ondata a gennaio”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi sul nuovo Dpcm, che introduce il divieto di spostamento tra comuni diversi il 25 e 26 dicembre e l’1 gennaio.
“Dobbiamo continuare a lungo su questa strada, attendere che il piano dei vaccini sarà operativo e le cure con l’inizio dell’anno. Sarà un Natale diverso da tutti gli anni, ma non meno autentico”, ha proseguito.
“Gli italiani che tornano dall’estero tra il 21 dicembre e il 6 gennaio dovranno sottoporsi alla quarantena, è una misura dissuasiva. Gli impianti sciistici resteranno chiusi fino al 6 gennaio, sono sospese le crociere”, ha sottolineato il premier.
“Dal 7 gennaio riprenderà la didattica in presenza per il 75% degli studenti delle scuole secondarie”, ha aggiunto Conte, che ha anche risposto a una domanda sul Mes: “Il giorno 9 non c’è da decidere se si attiverà, ma spiegherò quali sono i temi che affronterò il giorno dopo al Consiglio europeo. In ogni caso la riforma del Mes o l’attivazione sono decisioni che passeranno in Parlamento, non drammatizziamo i passaggi”.
(ITALPRESS).

Spostamenti tra Comuni vietati a Natale, S.Stefano e Capodanno

ROMA (ITALPRESS) – Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 saranno vietati gli spostamenti tra Regioni diverse (compresi quelli da o verso le province autonome di Trento e Bolzano), mentre il 25 e il 26 dicembre 2020 e l’1 gennaio 2021 saranno vietati anche gli spostamenti tra Comuni diversi. Entrambi i provvedimenti prevedono eccezioni per “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute”. Queste le misure contenute nel decreto legge approvato nella notte dal Consiglio dei ministri per l’emergenza coronavirus.
Il testo estende il limite massimo di vigenza dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) attuativi delle norme emergenziali, portandolo dagli attuali trenta a cinquanta giorni. Inoltre, si stabilisce che sarà sempre possibile, anche dal 21 dicembre al 6 gennaio, rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione. Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 sarà vietato spostarsi nelle seconde case che si trovino in una Regione o Provincia autonoma diversa dalla propria. Il 25 e 26 dicembre 2020 e il 1° gennaio 2021 il divieto varrà anche per le seconde case situate in un Comune diverso dal proprio.
Infine, le nuove norme stabiliscono che “i DPCM emergenziali, indipendentemente dalla classificazione in livelli di rischio e di scenario delle diverse Regioni e Province autonome, possano disporre, nel periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, su tutto il territorio nazionale, specifiche misure tra quelle già previste elencate dalle norme primarie”, spiega Palazzo Chigi nel comunicato diffuso dopo il Cdm.
(ITALPRESS).

Mattarella “Rispettare le norme malgrado i disagi anche gravi”

ROMA (ITALPRESS) – “Se l’isolamento per le esigenze sanitarie è di per sè una condizione pesante, può diventare un vero dramma se a provarlo sono persone con disabilità fisica o psichica”, e anche per questo è necessario sconfiggere al più presto il Covid-19, “rispettando – malgrado i disagi anche gravi – le norme di comportamento contro il contagio”. Lo evidenzia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità.
“Desidero esprimere attenzione e vicinanza ai nostri concittadini che presentano disabilità, ai loro familiari e a tutti coloro – professionisti e volontari – che se ne occupano quotidianamente con competenza e dedizione – spiega il capo dello Stato -. E’ indubbio che la difficile condizione dovuta alla pandemia sta creando disagi e difficoltà a tutti, anche per via delle necessarie ma dolorose restrizioni nella mobilità e nei contatti sociali”.
“Ma queste diventano un impedimento assai più grave per persone che si trovano già a convivere con difficoltà di movimento o di relazione – prosegue Mattarella -. Se l’isolamento per le esigenze sanitarie è di per sè una condizione pesante, può diventare un vero dramma se a provarlo sono persone con disabilità fisica o psichica. Penso a chi ha bisogno continuo di assistenza, a chi vive negli istituti, a chi in qualche modo dipende, per la sua esistenza quotidiana, da farmaci, macchinari o dal sostegno di altre persone. Preoccupano le difficoltà e i rischi per ottenere l’assistenza e le cure ordinarie presso i presidi medici e ospedalieri, impegnati faticosamente a fronteggiare l’emergenza Covid”.
“Anche per eliminare queste conseguenze e per tornare a condizioni normali è necessario sconfiggere al più presto il virus, rispettando – malgrado i disagi anche gravi – le norme di comportamento contro il contagio – dice il presidente della Repubblica -. La disabilità, personale o di un familiare, in molti casi è associata a condizioni precarie di reddito e di occupazione. L’accesso al mondo del lavoro delle persone con disabilità rappresenta un nodo centrale”.
Per Mattarella “è necessario – particolarmente in questa emergenza sanitaria – un impegno ancora maggiore per mantenere e migliorare i livelli di cura, di sostegno e di attenzione. Anche attraverso l’ascolto e il coinvolgimento, in questa preziosa attività, delle associazioni e delle organizzazioni che esprimono la voce delle persone con disabilità. Il livello di civiltà di un popolo e di uno Stato si misura anche dalla capacità di assicurare alle persone con disabilità inclusione, pari opportunità, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica”.
(ITALPRESS).

Speranza “Se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo”

ROMA (ITALPRESS) – “Per la stabilizzazione dei risultati positivi, c’è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi una robusta cura di mantenimento. Attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con lo scampato pericolo, l’onda resta ancora molto alta e la nostra navigazione resta ancora difficile. Non facciamoci illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso dell’informativa in Senato.
Durante l’estate “si è determinato un clima da liberi tutti sbagliato”, ha aggiunto. Quindi “le prossime festività vanno affrontate con estrema serietà, non vogliamo nuove pesanti chiusure a gennaio e febbraio, senza consistente limitazioni e un cambio delle nostre abitudine la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata al fallimento”. Speranza ha poi annunciato che “è possibile che a partire da gennaio avremo i primi vaccini e poi saremo in grado di vaccinare un numero sempre più alto di italiani. E’ la svolta che auspichiamo e sulla quale lavoriamo da mesi. Al momento non è intenzione del governo disporre l’obbligarietà della vaccinazione, il nostro obiettivo è quello di raggiungere al più presto l’immunità di gregge. La campagna di vaccinazione sarà imponente e richiederà uno sforzo senza precedenti”. In tal senso “sarà compresa tra la prossima primavera e l’estate” e “nelle fasi iniziali saranno vaccinati gli operatori sanitari e socio sanitari, residenti e personali nelle Rsa, persone in età avanzata. Poi gli operatori dei servizi essenziali, da insegnati a uomini e donne delle forze dell’ordine”. Il ministro ha infine garantito che “il vaccino sarà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani e l’acquisto sarà centralizzato”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, verso la linea dura per il Dpcm di Natale

ROMA (ITALPRESS) – Sembra emergere una linea dura per il Dpcm che entrerà in vigore venerdì prossimo e che dovrà contenere le indicazioni in vista delle festività natalizie. Al termine della riunione nella notte tra il premier Conte e i capi delegazione di maggioranza, infatti, non cambierà nulla nelle Regioni che attualmente si trovano in zona gialla, arancione o rossa. Dovrebbe entrare in vigore in prossimità di Natale, però, la “zona gialla rafforzata” per evitare una possibile risalita della curva del contagio. Secondo quanto emerso dovrebbero essere consentiti, forse dal 21 dicembre, gli spostamenti per il rientro dei residenti o per chi fa rientro al domicilio. Niente ricongiungimenti familiari nè spostamenti verso le seconde case. Inoltre il 25, il 26 dicembre e il 1 gennaio non saranno consentiti spostamenti tra i Comuni, ma si va verso l’apertura dei ristoranti a pranzo a Natale e Santo Stefano (resta la chiusura alle 18). Rimane il coprifuoco alle 22 sempre, anche nei giorni di festa, Capodanno compreso. Restano invece ancora aperti i fronti riguardanti la possibilità di un ritorno a scuola prima di Natale e quello sulle piste da sci che dovrebbero restare chiuse fino. Ma, a sorpresa, arriva la decisione sugli alberghi in montagna che resteranno aperti. Per evitare però veglioni e festeggiamenti alle ore 18 del 31 dicembre i ristoranti delle strutture alberghiere dovranno chiudere e sarà consentito solo il servizio in camera. L’ipotesi è che le misure più restrittive per le festività valgano dal 21 dicembre al 6 gennaio, ma non sono escluse variazioni dopo il confronto con il Parlamento e le Regioni. Infine, resterà il coprifuoco dalle 22 e l’apertura dei negozi fino alle 21. La messa di Natale dovrebbe svolgersi alle 20.
(ITALPRESS).

Il centrodestra si ricompatta e dice no alla riforma del Mes

ROMA (ITALPRESS) – “Il 9 dicembre non sosterremo in Parlamento la riforma del MES perchè non riteniamo che la modifica del Meccanismo di Stabilità approvata dall’eurogruppo sia soddisfacente per l’Italia e non va neppure nella direzione proposta dal Parlamento europeo”. Lo afferma in una nota il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.
“Due sono i motivi che principalmente ci preoccupano – prosegue -. Il primo: le decisioni sull’utilizzo del fondo verranno prese a maggioranza dagli Stati. Il che vuol dire che i soldi versati dall’Italia potranno essere utilizzati altrove anche contro la volontà italiana. Il secondo: il Fondo sarà europeo solo nella forma perchè il Parlamento europeo non avrà alcun potere di controllo e la Commissione europea sarà chiamata a svolgere un ruolo puramente notarile”.
“Purtroppo sono state ignorate le nostre proposte per una indispensabile riforma del MES che sono state confermate dal voto del Parlamento europeo. E questo non rappresenta certamente un fatto positivo. Per queste ragioni quindi Forza Italia non voterà in Parlamento per questa riforma del MES – conclude Berlusconi -.
La riforma in questione non ha nulla a che vedere con l’utilizzo dei 37 miliardi destinati alla lotta contro il COVID”.
“Fratelli d’Italia ringrazia gli alleati di Forza Italia, e in particolare Silvio Berlusconi, per averci seguito sul tema del MES e aver deciso di votare no insieme a noi il 9 dicembre in Parlamento – commenta Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia -. E’ una battaglia di cui Fratelli d’Italia si è fatto promotore fin da subito, che da sempre condividiamo con Matteo Salvini e la Lega e che siamo felici oggi raccolga la posizione del centrodestra unito. Il 9 dicembre scriveremo insieme una pagina di storia per difendere la sovranità nazionale dal cappio che l’eurosistema vorrebbe stringere al collo dell’Italia. Sarà l’ennesima prova di unità e di compattezza di un centrodestra che la maggioranza sperava inutilmente di riuscire a dividere”.
(ITALPRESS).

Recovery Fund, Di Maio “Preoccupante il veto di alcuni Paesi Ue”

ROMA (ITALPRESS) – “Mi preoccupa il veto di alcuni Paesi Ue sul Recovery, mi preoccupano i contagi, mi preoccupano le imprese che chiedono, giustamente, risposte, mi preoccupa l’incertezza delle famiglie, i consumi, lo sfrenato bisogno di visibilità di qualcuno che improvvisa una proposta di patrimoniale in questo momento. Le pare normale? Praticamente vogliono tassare il ceto medio”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Per Di Maio “non si può tassare in questo momento chi crea posti di lavoro, ma non solo, con questo approccio si finirebbe per colpire soprattutto il ceto medio-basso. Guardi che la patrimoniale, quanto a prelievo, non è diversa dall’imposta sul reddito. Gran parte della ricchezza degli italiani è investita in immobili e altre attività finanziarie e una tassa sui risparmi produrrebbe un crollo del valore delle case. Il M5S non sosterrà mai una simile iniziativa”.
Il ministro chiude poi ogni spiraglio sul Mes: “Non ci sono i numeri in Parlamento, finchè il M5S sarà al governo il Mes non metterà piede in Italia. Nell’Ue, peraltro, non lo ha chiesto nessuno, questo è un dibattito solo italiano. Concentriamoci sul Recovery, lo stesso premier Conte ha ribadito più volte che è il Recovery lo strumento su cui l’Italia e molti altri Paesi Ue stanno puntando”.
(ITALPRESS).

Conte “Sul Recovery Fund coinvolgeremo tutto il Parlamento”

ROMA (ITALPRESS) – “Quei 209 miliardi sono per il nostro Paese la sfida della vita, sarebbe doloroso non arrivare fino in fondo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, in un colloquio con il Corriere della Sera, in merito al Recovery Fund.
“Riusciremo a dare la svolta, con l’Europa abbiamo studiato un percorso a scorrimento veloce del Recovery. Stiamo facendo tantissimo, nonostante il clima di confusione che ogni tanto si alza”, aggiunge.
Conte chiarisce che non c’è alcun gelo con il leader del Pd Nicola Zingaretti per la governance del Recovery: “Lo sento tutti i giorni e non è vero che non sia d’accordo sulla cabina di regia a tre. Ne avevamo parlato, c’è perfetta coincidenza”.
Nella cabina di regia del Recovery, “che riferirà periodicamente non solo al Consiglio dei ministri ma anche al Parlamento”, spiega il premier, entreranno Roberto Gualtieri per il Pd e Stefano Patuanelli per il M5S. Oltre allo stesso capo del governo, il quale oggi pomeriggio farà il punto con i capi delegazione. L’organo politico del Recovery si appoggerà a un comitato esecutivo composto da sei manager, “persone con forti competenze e capacità di coordinamento – aggiunge Conte -. Dobbiamo coinvolgere il meglio del Paese, individuando 50 nomi per ognuno dei sei team”.
“Ci sarà un grande confronto pubblico e coinvolgeremo tutto il Parlamento. Stiamo anche pensando a un comitato di garanzia, che sovrintenda all’attuazione dei progetti e verifichi che le cose stiano andando bene”, sottolinea il presidente del Consiglio, per il quale sarebbe bello “se questo organismo fosse nominato dal Colle”.
(ITALPRESS).