ROMA (ITALPRESS) – “E’ inevitabile che quando si riaprono le attività commerciali ci sia una voglia di tornare in giro e fare quelle attività che abbiamo sempre fatto nella nostra vita. E’ naturale la reazione, quello che però non può essere naturale è non rispettare le regole”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, a Studio 24 su Rainews24, in merito alle code fuori dai negozi a Milano e Torino dopo il passaggio in zona arancione.
“Il mese di dicembre deve servire a consolidare i dati per evitare la terza ondata, serve rigore. Siamo per una linea di prudenza e attenzione che mette la salute al primo posto”, ha aggiunto Boccia.
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Coronavirus, Boccia “Mantenere il rigore per evitare la terza ondata”
Approvato il “Ristori” quater, misure per lavoratori e imprese
“Il Decreto Ristori Quater è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Prosegue senza sosta il lavoro del Governo per ampliare e rafforzare il sostegno ai lavoratori, ai professionisti e alle imprese italiane, che non devono sentirsi soli davanti alle difficoltà che questa crisi covid pone, da cui, sono sicuro, usciremo presto tutti insieme. Lo voglio ribadire con forza: non siete soli, lo Stato è al vostro fianco. Con questo nuovo decreto rinviamo al 30 aprile 2021 i versamenti del secondo acconto dell’Irpef, dell’Ires e dell’Irap a tutte le partite iva e alle imprese che nel 2019 hanno conseguito ricavi fino a 50 milioni e subito una perdita di almeno il 33% rispetto al primo semestre 2019”. Lo scrive su Fb il ministro Roberto Gualtieri.
“Usufruiranno della medesima proroga, a prescindere da tali requisiti, i soggetti che operano nei settori economici individuati dal Decreto Ristori bis e i gestori di ristoranti nelle zone arancioni. Sospendiamo inoltre i versamenti delle ritenute, dell’Iva e dei contributi previdenziali di dicembre, sempre per le aziende e i professionisti con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019, che abbiano registrato un calo del 33% a novembre 2020 rispetto a novembre 2019”, spiega Gualtieri.
“La sospensione si applica anche a tutte le attività economiche che sono state chiuse con il Dpcm del 3 novembre, a quelle oggetto di misure restrittive con sede nelle zone rosse, ai ristoranti nelle zone arancioni e rosse, a tour operator, agenzie di viaggio e alberghi nelle zone rosse – sottolinea ancora il ministro.
Inoltre, “rinviamo al primo marzo 2021 le scadenze dei pagamenti per la Rottamazione ter ed il saldo e stralcio relativi alle rate scadute nel 2020. Inoltre, ci rendiamo conto delle difficoltà di molti contribuenti e per questo potranno presentare una nuova richiesta di rateizzazione, con il relativo blocco delle procedure esecutive, coloro che ne avevano perso il diritto a causa del mancato pagamento di alcune rate. Consapevoli che ci sono dei settori che stanno soffrendo di più abbiamo dedicato una particolare attenzione al turismo, allo spettacolo e allo sport”.
“Con questo spirito eroghiamo una nuova indennità una tantum di 1.000 euro per gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo, e per altre categorie come gli intermittenti – dice Gualtieri -. Destiniamo ulteriori 90 milioni di euro per il fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo e ulteriori 10 milioni al fondo per agenzie di viaggio e tour operator, nonché guide e accompagnatori turistici. Rifinanziamo inoltre con 350 milioni di euro per il 2020 il fondo per i ristori delle perdite subite dal settore delle fiere e dei congressi”.
Per quanto riguarda lo sport, “incrementiamo di 92 milioni la dotazione del Fondo unico per il sostegno delle associazioni e società sportive dilettantistiche ed eroghiamo per il mese di dicembre un’indennità di 800 euro per i lavoratori di questo settore”. Inoltre, “anche grazie al confronto con il Parlamento, ampliamo ulteriormente la platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio”.
“È possibile mettere in campo tutte queste ulteriori importanti misure di sostegno economico grazie al nuovo scostamento di bilancio di 8 miliardi di euro che, con grande senso di responsabilità, è stato approvato in Parlamento, anche col voto delle opposizioni – conclude il ministro -. Una scelta giusta, che va nell’interesse del Paese e dei cittadini in difficoltà che si aspettano dalle Istituzioni il necessario supporto. Nel rispetto dei ruoli, mi auguro che questo spirito costruttivo e di dialogo prosegua nei prossimi mesi in cui dovremo accompagnare il Paese fuori dalla crisi. Infatti il lavoro per sostenere le famiglie e il tessuto economico dell’Italia non si esaurisce oggi ma proseguirà, ancora più intensamente, con l’obiettivo non solo di uscire dall’emergenza covid, ma di aprire una nuova stagione di sviluppo orientata al lavoro, alla sostenibilità ambientale e sociale, all’innovazione e all’equità”.
Di Maio “l’Italia deve correre, rimpasto di governo è fantascienza”
ROMA (ITALPRESS) – “Leggo ‘appassionantì retroscena su fantomatici rimpasti. Giochi di poltrone e incarichi che non interessano al sottoscritto e non appassionano per niente il MoVimento 5 Stelle. Dovremmo essere tutti concentrati sull’Italia e sugli italiani, perchè bisogna far correre il nostro Paese. Pensiamo a come sfruttare al meglio le risorse del recovery fund e concentriamoci sulle soluzioni reali per dare risposte concrete a imprenditori, commercianti e autonomi che più di tutti hanno subito gli effetti di questa crisi. Parlare di rimpasto è fantascienza”. Così, in una nota, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
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Rosato “governo in affanno, pensiamo a come rafforzare la squadra”
ROMA (ITALPRESS) – “Che il governo sia in affanno si percepisce, soprattutto se non si riescono a dare quelle risposte che rassicurino gli italiani sul futuro”. Così in un’intervista, a la Repubblica, il coordinatore di Italia Viva, Ettore Rosato, che sposta il rimpasto più in là: alla fine di una verifica tra le forze della maggioranza sui problemi da risolvere.
“I leader dei partiti della coalizione si sono ritrovati con Conte nella consapevolezza che c’è bisogno di uno slancio”, sottolinea.
“La richiesta di una nuova agenda è partita da Italia Viva, perciò lavoriamo in questa direzione – spiega -. Siamo preoccupatissimi per la situazione economica del Paese: dal micro problema del singolo a come spendere le risorse del Recovery Fund”.
“Che il governo sia in affanno si percepisce – aggiunge -, soprattutto se non si riescono a dare risposte che rassicurino gli italiani sul futuro”. Alla domanda se, alla fine di questa verifica politica, l’esito è il rimpasto, risponde: “Prima capiamo se c’è la premessa per rinforzare la squadra di governo. Intanto noto un passo più efficace nell’affrontare la riapertura della scuola, la distribuzione dei vaccini e su come si aiutano le imprese a ripartire. Non si può pensare che si lavorerà in eterno con cig e Ristori”. E alla domanda se Conte deve restare al suo posto di premier, replica: “Non abbiamo posto problemi su questo. Credo che lui per primo abbia la consapevolezza che non si possa sprecare quest’occasione di svolta”.
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Salvini annuncia ostruzionismo “folle parlare di porti”
ROMA (ITALPRESS) – “Per un decreto legge ci deve essere necessità e urgenza. Voglio chiamare il presidente della Repubblica per chiedere sommessamente come mai è stato usato questo strumento di legge”. Così, in un’intervista a QN, in merito ai decreti sicurezza, il leader della Lega Matteo Salvini, convinto che “ci sarà la fiducia, e questo è un altro errore ma ogni parlamentare della Lega potrò intervenire sugli ordini del giorno. Li terremo inchiodati lì, a discutere di porti. Il Paese affonda per il Covid e la maggioranza pensa ai clandestini. Una vergogna”.
Secondo Salvini, in riferimento ai provvedimenti economici del governo, “serve la pace fiscale. L’annullamento delle tasse”. E sulla scuola “aprire il 10 dicembre serve a poco. Meglio andare alla Befana”.
Inoltre, sulle piste da sci “deve essere una decisione europea. In ogni caso se la situazione sanitaria lo permetterà e saranno garantiti gli standard di sicurezza non si deve chiudere”.
Poi, in merito alla coalizione di centrodestra, ribadisce: “Si pensa ancora alla vecchia maniera, specie in FI si guarda alla piccola percentuale, alla rendita di posizione: penso che un gruppo unico, anche sui territori sarebbe la soluzione migliore”. Anche se, sottolinea: “Non ho mai pensato a un gruppo a guida Lega”.
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Bonafede “no al rimpasto di governo”
ROMA (ITALPRESS) – Sul Mes “la divergenza di opinioni esiste da sempre e la nostra posizione non è mai cambiata. Siamo convinti che non sia uno strumento adatto, è una scelta che non sta facendo nessun altro Paese. Sull’utilizzo si dovrà comunque passare dal Parlamento”. Così, in un’intervista a ‘La Stampà, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in un’intervista a ‘La Stampà, secondo cui “sarà importante che domani il ministro Gualtieri trovi una sintesi in commissione”.
“E’ palesemente falso che questo governo sia immobile”, sottolinea poi, aggiungendo: “E certamente non fanno bene all’esecutivo i messaggi in senso opposto che arrivano da alcuni membri della maggioranza”.
Bonafede esclude che il rimpasto sia all’ordine del giorno: “Non mi risulta. E’ un no. Non credo che abbia senso commentare i retroscena. Siamo concentrati sul lavoro da fare per il paese e in un momento come questo, nel bel mezzo di una pandemia, perdere tempo sulle liturgie della vecchia politica sarebbe incomprensibile”. “L’ho già detto e lo ripeto – prosegue il capodelegazione del M5S al governo -. Mettere in discussione Conte è fantascienza. Il lavoro che sta facendo a livello nazionale e internazionale è incredibile e sotto gli occhi di tutti”.
Di Maio e Renzi si sentono sotto rappresentati nel governo? “Parlo tutti i giorni con Luigi e non mi risulta che sia così – risponde il guardiasigilli -. Siamo concentrati sulle opportunità offerte dal Recovery Plan su cui dobbiamo accelerare. I suoi punti fondamentali fanno parte del dna del Movimento 5 Stelle: svolta green, digitalizzazione e sostegno alle fasce più deboli. Ma c’è un’altra cosa che voglio dire: come capodelegazione sono davvero orgoglioso del lavoro che i nostri ministri stanno facendo all’interno del governo”. In merito a Renzi, aggiunge, “in generale non commento quello che fanno e dicono le altre forze politiche”.
“La maggioranza è perfettamente autonoma e non ha bisogno di appoggi esterni – sottolinea -. Se poi su singole proposte le opposizioni condividono le posizioni della maggioranza ben venga. Ho sempre ragionato così anche quando ero all’opposizione”.
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Meloni “Ponti d’oro a Berlusconi, ma non andrà mai a sinistra”
ROMA (ITALPRESS) – “Se i media mainstream, il governo, il Pd ci tengono tanto a raccontare la storia di un Berlusconi vincente e di Salvini e Meloni all’angolo, facciano pure. Peccato che la realtà sia un’altra. Volevano spaccarci, non ci sono riusciti. Questa è la verità”. Lo dice Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, parlando in un’intervista al “Corriere della Sera” del futuro del centrodestra. “La maggioranza fa ancora ponti d’oro a un pezzo di opposizione, ma i pifferai magici finora hanno fallito. Continuo a credere – afferma Meloni – che se Berlusconi avesse voluto passare a sinistra lo avrebbe già fatto”. Per Matteo Salvini servirebbe una federazione del centrodestra, sull’ipotesi Meloni frena. “Io sono stata la prima a dire che serviva un maggior coordinamento fra noi, lo chiedo da tempo. Ma se si parla di gruppo unico, serve un partito unico. O non ha senso”.
“Mi pare complicato – prosegue – passare dall’ognun per sè a un partito unico in un batter d’occhio. Io sono per una confederazione, che preveda partiti distinti con le loro identità ma un patto di consultazione permanente per coordinare il più possibile le scelte. In questo caso, ci sto. Certo oggi i gruppi parlamentari non rispettano nei numeri i reali pesi dei partiti della coalizione. E in un dibattito su cosa fare anche questo conta”.
Per Meloni, in occasione del voto sullo scostamento di bilancio, la maggioranza ha trattato Berlusconi “diversamente, sperando di accarezzare il suo ego. L’obiettivo è stato sempre e solo dividerci per indebolirci. Dal governo ci hanno provocato fino all’ultimo per far sì che non votassimo e lo facesse solo FI, sperando di poter cambiare lo scenario politico. Ma noi siamo riusciti a tenere FI dalla nostra parte e a essere fermi sulla nostra richiesta: o accolgono le proposte che tutti facciamo e tutti votiamo sì, o non lo fanno e non voteremo. E questo è successo”.
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Area arancione per Lombardia, Piemonte, Calabria, gialle Sicilia e Liguria
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà una nuova ordinanza cui si dispone l’area arancione per le regioni Calabria, Lombardia e Piemonte e l’area gialla per le regioni Liguria e Sicilia. L’ordinanza – riferisce una nota del ministero della Salute – sarà in vigore dal 29 novembre.
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