“C’è un prima e un dopo” nel M5S e “il Movimento deve farsi valere di più” nel governo. Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista a Repubblica. Dagli Stati Generali del M5S “è venuta fuori chiara l’esigenza di spostare alcuni servizi di Rousseau direttamente alle dipendenze del Movimento. Tra questi, quelli che ne garantiscono l’autonomia economica e quelli che riguardano la certificazione delle liste elettorali. È opportuno trovare una soluzione che soddisfi entrambe le parti e che, soprattutto, rafforzi il M5S. O si capisce che l’obiettivo è uno e si rema tutti nella stessa direzione, oppure la vedo dura. Il contratto di servizio è un’ipotesi». “I 5 stelle – prosegue – hanno lo spirito del movimento e dotarsi di una struttura non significa certo rinnegare i propri principi. Le anime sono diverse, i nostri modelli di partecipazione alternativi ai partiti, ciononostante abbiamo deciso di evolverci e di costruire qualcosa di più solido”.
Ancora nessuna certezza sul suo ruolo futuro all’interno del Movimento. “A tempo debito farò le mie valutazioni. Ora è prematuro”, risponde in merito a un suo ritorno come capo politico. Di Maio replica a Di Battista che ha parlato di un “vertice genuflusso ai potenti”. “Credo, e mi auguro, che non si riferisse al Movimento. Alessandro ha molte energie in questo periodo. È un bene. Di mio ho sempre diffidato da chi crede di essere il titolare della verità assoluta. E se non ricordo male, anche lui la pensava così”, dice. Nessuna condizione per restare, conclude Di Maio. “Pone le condizioni chi tiene in ostaggio qualcosa o qualcuno. Qui non ci sono ostaggi. Ognuno di noi è artefice del proprio destino. E Alessandro può dare tanto, spetta solo a lui”.
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Di Maio “Nel governo il M5s deve pesare di più”
Crimi “Di Battista offensivo, il M5S è democratico”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ necessario che chi ha ruoli di responsabilità o la capacità di muovere consensi si metta in gioco ed entri nel nuovo organo collegiale”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il capo politico del M5S, Vito Crimi, dopo gli Stati Generali del movimento che si sono conclusi nel week end.
“Sono contento della grande partecipazione. Siamo spesso stati accusati di reprimere il dissenso, invece abbiamo dato dimostrazione di democrazia, facendo parlare tutti e in ordine alfabetico. Abbiamo fatto un tagliando al Movimento”, spiega Crimi, che replica così alle critiche di Alessandro Di Battista (“Denigrato da chi si genuflette ai padroni”, aveva detto l’ex deputato): “Lo trovo molto offensivo nei confronti del Movimento. Non ci siamo mai genuflessi a nessuno e non mi risulta sia stato denigrato”.
Quanto al ruolo di Rousseau, il capo politico sottolinea: “Credo che alcune funzioni dell’associazione come la certificazione di liste e candidati, e la comunicazione debbano essere internalizzate. Altri servizi della piattaforma dovranno essere regolamentati”.
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Bonetti “Investire sul lavoro femminile priorità per ripartire”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Paese deve mettere subito in campo strategie di ripartenza e sviluppo. Investire in lavoro femminile è la prima arma per superare lo stallo. E’ una priorità non solo giusta per le donne, ma conveniente per tutto il Paese. Nel Recovery Plan italiano ho insistito perchè la parità di genere fosse una delle missioni che ci assumeremo. Così sarà”. A dirlo in un’intervista al quotidiano “La Repubblica” la ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità, Elena Bonetti. Nella manovra, sottolinea, “ci saranno già alcune anticipazioni del Recovery: il fondo per le imprese femminili, il sostegno al credito e la formazione, il piano per gli asili nido. Introdurremo una decontribuzione del lavoro femminile, ci stiamo lavorando con la ministra Catalfo. E il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri ha aperto. Ma c’è un’altra misura a cui tengo molto, anche questa nata quest’estate dalla mia task force di donne: va incentivato il rientro o l’ingresso nel mondo del lavoro delle donne dopo la maternità”.
“Quello – spiega Bonetti – è un momento di fragilità, tanto che i dati pre-Covid parlavano di 37 mila donne che hanno lasciato il lavoro dopo il primo figlio. Impressionante. Quindi dopo la maternità le donne che rientrano al lavoro, devono avere un vantaggio economico: un aumento in busta paga. Anche per l’azienda non deve risultare penalizzante la sostituzione per maternità. E i vantaggi della decontribuzione devono valere anche per le libere professioniste. Sugli altri provvedimenti, un punto qualificante, per cui mi batto, è la formazione femminile nelle materie Stem, le discipline scientifico-tecnologiche, perchè le donne devono poter abitare i lavori del futuro”.
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Conte “Nel 2021 riforma del fisco e politiche attive del lavoro”
ROMA (ITALPRESS) – “Il 2021 sarà un anno molto importante per l’Italia, che avrà la presidenza del G20. Abbiamo la possibilità di concordare e definire un’agenda”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo alla tre giorni promosso dalla Cgil “Futura: lavoro, ambiente, innovazione”, confrontandosi con il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. “L’anno 2021 deve essere e sarà l’anno della riforma fiscale, tributaria – ha aggiunto -, sarà anche l’anno delle politiche attive sul lavoro, dobbiamo riorganizzare e offrire una prospettiva più concreta in questa direzione, la riforma sugli ammortizzatori sociali va completata”.
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Salvini “Sospendere tutte le scadenze fiscali”
ROMA (ITALPRESS) – “Oltre alla tutela sanitaria serve quella economica, ci sono tante persone a cui il governo ha chiuso il negozio, l’azienda, lo studio e quello che chiediamo è di sospendere tutte le scadenze fiscali da qui a fine anno. Il 30 novembre gli italiani con tutte le difficoltà che stanno vivendo devono fare la dichiarazione dei redditi, il governo almeno la tranquillità economica deve concederla”. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, a Mattino Cinque.
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Coronavirus, Decaro “I Comuni siano ascoltati di più”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi sindaci siamo chiamati dal ministero dell’Interno a far rispettare regole e restrizioni decise da governo e Regioni: possiamo vietare stazionamenti in strade e piazze e limitare il passaggio in alcune zone”, ma “a volte non basta e su alcune cose non siamo stati ascoltati”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, in merito all’emergenza coronavirus.
“I Comuni sono quelli più vicini ai cittadini, conoscono meglio i territori e quindi possono intervenire meglio e più rapidamente – prosegue -. Siamo anche quelli cui i cittadini si rivolgono per primi, per chiedere più tamponi, più ambulanze, più posti letto, anche se sono cose su cui non abbiamo competenza. Ecco perchè chiediamo, ancora una volta, di essere coinvolti nella comunicazione dei dati sulla base dei quali vengono poi prese le decisioni, dal colore delle zone alle restrizioni”.
“Tamponi, numero dei contagiati, posti letto negli ospedali e nelle terapie intensive: sono tutte informazioni che dovrebbero conoscere anche i Comuni così da poter intervenire sulle restrizioni. E conoscerli fa sì che ci sia anche maggiore trasparenza”, spiega Decaro, per il quale “sarebbe corretto sapere quali sono i criteri oggettivi legati a quali parametri in base ai quali vengono prese determinate decisioni, sapere quale è l’algoritmo che fa sì che una zona sia gialla o rossa, è importante che le regole siano uniformi per tutti. Invece oggi ai Comuni viene comunicato solo il numero dei positivi per poter intervenire su chi ha bisogno o verificare l’isolamento di chi è contagiato”.
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Arcuri “Curva sembra raffreddarsi, ma non abbassare la guardia”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Covid ha contagiato più di 1 milione di concittadini, 1 italiano su 60 è stato colpito, è una enormità. Ma a guardare bene, con la mente libera da pregiudizi, la curva finalmente sembra iniziare a raffreddarsi, ma bisogna avere un pò di pazienza”. E’ quanto ha detto il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, nel corso di una conferenza stampa.
Però “non è ancora il momento di abbassare la guardia. Il vaccino sta arrivando ma non è ancora arrivato, sarà disponibile ma non da subito per tutti”, ha aggiunto.
“La ricerca e la certificazione richiedono qualche tempo, ma confidiamo di poter vaccinare i primi italiani alla fine di gennaio. Partiremo con la prima fase vaccinando di 1,7 milioni di cittadini, poi passeremo a una platea più ampia”, ha sottolineato il commissario, che ha aggiunto: “Da 36 ore ci stiamo organizzando per la logistica e la distribuzione molto complicata delle prime dosi di vaccino. Auspichiamo che una volta concluse le necessarie procedure finali di autorizzazione e attivata la distribuzione di chi lo fabbrica, crediamo che a fine gennaio possano essere somministrate le prime dosi. Decideremo quali sono le prime categorie di cittadini a cui somministrarlo nel senso della loro fragilità ed esposizione al virus. Il governo ha deciso una centralizzazione di questo vaccino”.
Arcuri ha poi annunciato: “Nelle prossime ore e nei prossimi giorni” ci sarà un nuovo bando per il reclutamento del personale sanitario. “E’ importante che tutte le regioni possano acquisire medici e infermieri del primo bando e probabilmente a questo seguirà un altro per questa situazione che comincia ad essere problematica o assai problematica”, ha proseguito.
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Ricciardi “Il rischio lockdown generalizzato non è scongiurato”
MILANO (ITALPRESS) – Il rischio lockdown generalizzato “non è scongiurato, perchè dobbiamo valutare gli effetti delle misure prese. In molte Regioni la situazione sta peggiorando e in altre è stabile, dobbiamo arrestare il peggioramento o invertire la curva e farla diminuire. Solo quando saremo certi che questo avviene potremo trarre delle conclusioni, tutti quanti stiamo cercando di evitare il lockdown nazionale”. Lo ha detto a Buongiorno, su Sky TG24 Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute. “Le misure introdotte per dare degli effetti stabili – aggiunge – bisogna valutarle dopo due settimane. Stiamo andando nella giusta direzione con le misure prese e speriamo di vedere presto i risultati”.
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