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Di Maio “L’Italia non può permettersi un altro lockdown”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia non si può permettere un nuovo lockdown”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, nel corso del programma di Raitre “Mezz’ora in più”. “A febbraio non eravamo assolutamente preparati, non avevamo niente. Adesso abbiamo un Paese che ha affrontato sia la situazione peggiore ma ha anche fatto delle proiezioni. Oggi possiamo avere sicuramente delle disfunzioni, ma questo è un Paese che si è attrezzato e ha saputo affrontare la situazione”, ha evidenziato Di Maio. “In questo momento i numeri dicono che le terapie intensive sono attrezzate tre-quattro volte in più rispetto a febbraio. Sui tamponi possiamo attrezzarci meglio, certo, dipende dalle Regioni”, ha detto ancora il ministro degli Esteri.
“Il nostro Paese non deve essere troppo duro con se stesso”, ha detto Di Maio. “Io non voglio dire che siamo all’ultimo miglio, ma entro fine anno arriveranno le prime dosi di vaccino, e da inizio anno potremmo affrontare diversamente questa pandemia. Dobbiamo fare gli ultimi sacrifici. Certo il mondo non tornerà come prima, ma avremo strumenti per combattere il virus”, ha concluso.
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Mattarella “L’impegno per la sicurezza sul lavoro non arretri”

ROMA (ITALPRESS) – “L’impegno per garantire la massima sicurezza sul lavoro non deve arretrare di fronte a nessun evento emergenziale”. E’ il monito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio al presidente dell’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil), Zoello Forni, in occasione della settantesima edizione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Un appuntamento “che ci deve far riflettere sull’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro, per trovare soluzioni condivise ed efficaci in termini di prevenzione degli infortuni”, sottolinea il capo dello Stato.
“Quest’anno, a causa della pandemia si sono avute ripercussioni drammatiche sulla salute dei lavoratori – prosegue Mattarella -.
In molti sono stati particolarmente esposti al rischio, come nel caso del personale sanitario e socio-assistenziale. Dobbiamo ringraziare medici, tecnici della salute e tutto il personale dei servizi sanitari per aver fronteggiato inedite situazioni di emergenza: è questo l’ambito in cui si collocano un terzo degli infortuni con esiti mortali denunciati all’Inail nel primo semestre di quest’anno”.
“Allo stesso modo, i lavoratori dei servizi essenziali, che hanno consentito la prosecuzione delle tante attività economiche ritenute indispensabili alla nostra vita quotidiana, hanno svolto la propria prestazione in condizioni di preoccupazione per la propria salute, permettendo a tutti noi di fronteggiare un momento drammatico”, evidenzia il presidente, per il quale “l’impegno per garantire la massima sicurezza sul lavoro non deve arretrare di fronte a nessun evento emergenziale, perchè la tutela della salute di chi lavora costituisce un bene primario su cui si misura la civiltà delle economie avanzate. L’auspicio è che, nonostante le condizioni difficili create dalla pandemia, si tragga la spinta per aumentare gli investimenti sulla sicurezza, avvalendosi dei progressi offerti dalle nuove tecnologie e degli avanzamenti compiuti in questi anni dalla ricerca scientifica”.
“Oggi, la Giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro, a differenza degli altri anni, si svolgerà in modo diverso a causa della pandemia – conclude Mattarella -, ma forte è l’impegno e la volontà di superare questa ferita sociale che lacera il nostro Paese”.
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Mattarella “La pandemia aumenta il disagio psichico”

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“La Giornata mondiale della salute mentale costituisce l’occasione per riflettere sui bisogni delle persone più fragili e sulla vulnerabilità psichica connessa alle condizioni di isolamento sociale e di emarginazione”. Lo scrive, in una nota, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata mondiale della salute mentale.
“Quest’anno – aggiunge – le vicende della pandemia hanno acuito la sofferenza delle persone affette da patologia psichica, spesso costrette a vivere lontano dalle proprie famiglie per ragioni terapeutiche, e che si sono trovate in alcuni casi ad affrontare in solitudine gli effetti della chiusura.
A ciò si aggiunga che la pandemia ha prodotto, tra le sue tragiche conseguenze, un incremento delle condizioni di disagio psichico, acutizzando situazioni di emergenza psicologica e sociale. Con le difficoltà incontrate dai servizi sanitari, i Paesi stanno trovando modi innovativi per fornire assistenza e sono nate iniziative per rafforzare il sostegno psicosociale.
Un ruolo fondamentale per il supporto alle persone con malattia psichica continua ad essere svolto dalle famiglie, di frequente gravate di una gestione difficile dal punto di vista economico e relazionale. Diventa quindi importante il ruolo delle Istituzioni, affinché nessuno venga lasciato solo e sia permesso a tutti di accedere all’assistenza più adeguata su tutto il territorio nazionale. Un’attenzione particolare deve essere destinata alla scuola e agli altri spazi educativi e relazionali, che vanno incoraggiati e sostenuti per creare reti e forme di integrazione tra le persone”.
“La salute mentale – aggiunge – è un diritto che deve essere garantito a tutti, tutelando e sostenendo coloro che non possono autorappresentarsi. L’Italia da tempo si colloca in una posizione di avanguardia nell’approccio al tema e costituisce un punto di riferimento nel contesto internazionale. Per questo è importante continuare a sostenere gli investimenti in programmi di salute mentale. Venire meno a questo impegno costituirebbe un arretramento culturale e civile che, proprio in questo momento, il nostro Paese non si può permettere.
L’impegno delle Istituzioni e della società civile deve essere quello di tutelare la dignità di ogni individuo, sostenendolo anche e soprattutto nelle condizioni di fragilità. Dobbiamo stare al fianco di chi lotta contro la sofferenza psichica, affinché sia garantita a tutti una vita all’insegna dell’inclusione e del superamento di pregiudizi e discriminazioni”.
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Di Maio “In Ue oltre 100 mila casi giornalieri, subito Recovery Fund”

ROMA (ITALPRESS) – “In Europa ieri è stato toccato uno dei più alti picchi di contagi: oltre 100mila in un solo giorno”. Lo scrive su facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che aggiunge: “Ci sono Paesi come Spagna e Francia che hanno avuto un’impennata dei dati. Anche in Italia negli ultimi giorni stiamo registrando un aumento consistente dei contagi, ma al momento stiamo contenendo il virus. Per farlo i cittadini devono continuare a collaborare e a rispettare tutte le norme anti covid. Perchè se le terapie intensive dovessero andare nuovamente sotto stress si creerebbe un grosso problema per il Paese, soprattutto al sud. E non possiamo permettercelo. Quindi attenzione massima. Ovviamente per superare questa fase serve l’aiuto di tutti, in primis dell’Europa visto che siamo davanti a un problema che non riguarda solo l’Italia. Ieri il presidente Mattarella è stato molto chiaro, l’Ue deve superare qualsiasi tipo di rallentamento: serve tempestività nella messa in campo di tutte le misure necessarie. Quindi servono il prima possibile i 209 miliardi del recovery fund. Non c’è altro tempo da perdere. Rimaniamo uniti, forza!”.
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Sileri “Se rispettiamo le regole controlleremo la situazione”

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“I numeri sembrano quelli di aprile, ma non c’è lo stesso andamento del virus, perché non corrispondono al numero dei ricoveri, delle persone in terapia intensiva, dei morti: i casi positivi continueranno a salire, non possiamo pensare che ciò che sta accadendo nel resto d’Europa non accadrà anche qui, ma succederà più lentamente se riusciremo a rispettare le regole”. Lo dice il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, in un’intervista al Corriere della Sera.
“Il virus circola e, come bene ha detto il ministro Roberto Speranza, dovremo stare per almeno altri 7-8 mesi con il coltello tra i denti, ma per questo va tenuta la quotidianità sotto controllo, con test, mascherine e distanziamento”.
Per Sileri “bisogna allargare il campo diagnostico utilizzando tutti i tipi di test proprio per ridurre il sovraffollamento. I test salivari e quelli rapidi vanno usati per uno screening più ampio nei casi in cui non si sono verificati contatti diretti con positivi e si hanno sintomi dubbi”.
Lo screening nelle scuole “va esteso in tutte le scuole d’Italia, può servire anche come sentinella ripetuta nel tempo per monitorare l’andamento dei contagi, perché i più giovani sono spesso asintomatici ma poi portano il virus in famiglia, molti focolai nascono proprio lì. Serve una consapevolezza del rischio e pensare che la distanza va rispettata anche in casa e con le persone più vicine fino ad usare la mascherina con i nonni al pranzo della domenica”.
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Mattarella “Tenere aperta l’Italia è responsabilità comune”

ROMA (ITALPRESS) – La necessità di mantenere aperte le scuole, le fabbriche, gli uffici, e altre attività implica una maggiore responsabilità dei singoli nel prevenire e limitare i contagi. E’ uno dei concetti espressi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende, ricevendo al Quirinale la nuova presidente della Repubblica Ellenica, Katerina Sakellaropoulou. “La libertà non è un fatto esclusivamente individuale, ma si realizza insieme agli altri, richiedendo responsabilità e collaborazione”, ha aggiunto il capo dello Stato, che ha parlato anche dei provvedimenti da prendere a livello europeo: “L’andamento dell’emergenza sanitaria causata dal Covid richiede all’Unione Europea la massima tempestività nella messa in campo di tutte le misure necessarie. Per questo mi auguro che siano presto superati i tentativi di rallentamento”.
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Liliana Segre “Ho scelto la vita e sono diventata libera”

ROMA (ITALPRESS) – La paura, l’amore per il padre, il valore dell’amicizia, l’esperienza in carcere, il dramma di Auschwitz, l’annullamento della dignità, i silenzi e, soprattutto, le emozioni di quei tragici momenti che solo chi ha vissuto può davvero conoscere. Liliana Segre ha deciso di raccontare la sua esperienza per l’ultima volta in pubblico. Le sue significative parole, però, avranno certamente un’eco e continueranno a lasciare il segno. Segre, infatti, senatrice a vita, superstite della Shoah, tra i pochi minori sopravvissuti ad Auschwitz, ha dedicato molti anni alla lotta al razzismo, all’odio, alle discriminazioni, raccontando la sua storia soprattutto ai giovani perchè nessuno possa mai dimenticare.
Per l’ultima testimonianza pubblica di Liliana Segre è stato organizzato l’evento “Grazie Liliana!”, che si è svolto a Rondine Cittadella della Pace, ad Arezzo. L’evento si è aperto con l’inaugurazione dell’Arena di Janine, intitolata all’amica conosciuta ad Auschwitz. Segre, poi, ha narrato la sua storia sin da quando a otto anni ha saputo che non avrebbe più potuto frequentare la scuola. “Ero a tavola con mio papà e i miei nonni”, ha raccontato sottolineando le emozioni di quel giorno e la domanda di una bambina messa davanti a una situazione incomprensibile: “Perchè?”. Quel “perchè” che l’ha accompagnata per anni. “Io sono stata clandestina sulle montagne – ha detto -, sono stata una richiedente asilo e so cosa vuol dire essere stata respinta”. E poi Auschwitz: “Entrando pensai di essere impazzita. Ci tolsero tutto, non lasciarono un fazzoletto, un libro, una fotografia, nulla della nostra vita precedente”. Segre si è rivolta ai giovani considerati “nipoti ideali”. “Scegliete sempre la vita”, ha affermato precisando di essere viva “per caso”. “Un giorno di settembre 1938 – ha raccontato – mi ha fatto diventare l’altra. Quando uno diventa l’altro c’è tutto un mondo intorno che lo considera diverso. Questa cosa non è finita lì. Non è stato un periodo storico, ma è durato sempre. Sono sempre stata l’altra”. “C’era, in coloro che ho incontrato io – ha detto -, la sicurezza di essere superiori, della razza superiore. Quella umana? No, non erano umani”, ha evidenziato la senatrice che ha ammesso: “Non ho perdonato. Non ho questa forza: non ho perdonato così come non ho dimenticato”.
Segre ha infine ricordato il momento in cui ha deciso di non raccogliere da terra una pistola: “Capii – ha spiegato – che mai, per nessun motivo al mondo, avrei potuto uccidere qualcuno. Da quel momento sono diventata quella donna libera e di pace con cui ho convissuto fino ad ora”.
“La Costituzione è stata scritta avendo davanti agli occhi le tragiche vicende che hanno coinvolto anche Liliana Segre da ragazza ed è stata approvata con la ferma determinazione di non permettere che i mostri del totalitarismo e dell’antisemitismo, che avevano devastato l’Europa pochi anni prima, potessero ancora avvelenare l’Italia, il nostro continente, il mondo”, ha scritto in una lettera il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha anche regalato il testo della Costituzione italiana.
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Palamara radiato dalla magistratura

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Luca Palamara è stato radiato dalla magistratura. La Sezione disciplinare del Csm lo ha condannato alla sanzione massima prevista, accogliendo la richiesta della Procura generale della Cassazione.
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