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Conte “Italia simbolo della resistenza al coronavirus”

ROMA (ITALPRESS) – “Confcooperative si dimostra una rete di silenziosi tessitori del lavoro in Italia. Colgo questa occasione per ringraziare tutte le donne e tutti gli uomini per aver agito anche nei mesi peggiori di questo anno. Siamo diventati in tutto il mondo simbolo di resistenza al Covid, anche se è una battaglia non ancora vinta. La soglia di attenzione deve rimanere massima, soprattutto nei mesi a venire. Rispetto alle sfide che stiamo affrontando, dobbiamo cogliere opportunità inedite che ci vengono offerte. Guardiamo al futuro con la speranza e la fiducia che hanno caratterizzato i nostri padri e i nostri nonni all’indomani della seconda guerra mondiale”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, nel suo intervento alla 40esima Assemblea di Confcooperative.
Conte ha proposto di “riscrivere insieme le regole dell’economia. L’arrivo della pandemia ci ha mostrato che la crescita economica non è di per sè fonte di benessere per la comunità, se pensiamo a una globalizzazione che crea ricchezza nelle mani di pochi. La crescita economica può essere incredibile, ma anche prendere una deriva finanziaria. L’arrivo della pandemia ci ha insegnato che non esiste sviluppo se non ci prenderemo cura della salute, se non guarderemo alle povertà diffuse, all’ambiente e ai beni comuni”.
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Dal Cdm via libera al nuovo decreto su immigrazione e sicurezza

ROMA (ITALPRESS) – Dall’immigrazione a nuove norme per la sicurezza urbana. Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese ha approvato un decreto-legge che modifica i due decreti Salvini.
“Il provvedimento – spiega Palazzo Chigi nel comunicato diffuso nella notte, dopo il Cdm – apporta modifiche alla disciplina vigente, tra l’altro, in materia di requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno per esigenze di protezione del cittadino straniero, di limiti all’ingresso e transito di unità navali in acque territoriali italiane e di inapplicabilità della causa di non punibilità per “particolare tenuità del fatto” ad alcune fattispecie di reato”. Per quanto riguarda la protezione internazionale degli stranieri, la normativa vigente prescrive il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini, per l’interessato, il rischio di tortura. Con il decreto, si aggiunge a questa ipotesi il rischio che lo straniero sia sottoposto a trattamenti inumani o degradanti e se ne vieta l’espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare. In tali casi, si prevede il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale. Sempre in materia di condizione giuridica dello straniero, il provvedimento affronta anche il tema della convertibilità dei permessi di soggiorno rilasciati per altre ragioni in permessi di lavoro.
Alle categorie di permessi convertibili già previste, si aggiungono quelle di protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori.
Il provvedimento riforma anche il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione, con la creazione del nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione”.
Il testo interviene poi sulle sanzioni relative al divieto di transito delle navi nel mare territoriale. Si prevede che, nel caso in cui ricorrano i motivi di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sul traffico di migranti via mare, il provvedimento di divieto sia adottato, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture, previa informazione al Presidente del Consiglio. Per le operazioni di soccorso, la disciplina di divieto non si applicherà nell’ipotesi in cui vi sia stata la comunicazione al centro di coordinamento ed allo Stato di bandiera e siano rispettate le indicazioni della competente autorità per la ricerca ed il soccorso in mare.
In caso di violazione del divieto, si richiama la disciplina vigente del Codice della navigazione, che prevede la reclusione fino a due anni e una multa da 10.000 a 50.000 euro. Sono pertanto eliminate le sanzioni amministrative introdotte in precedenza.
Ancora, il decreto introduce norme che rafforzano i dispositivi a garanzia della sicurezza pubblica, implementando le misure del divieto di ingresso nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico trattenimento o nelle loro adiacenze, nonchè le misure di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti attraverso siti web.
Nel primo caso, si rafforza il cosiddetto “Daspo urbano”, rendendo possibile per il Questore l’applicazione del divieto di accesso nei locali pubblici anche nei confronti dei soggetti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Inoltre, si interviene sul trattamento sanzionatorio conseguente alla violazione del divieto, prevedendo, in particolare, la pena della reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro.
Con il secondo intervento, si estende il meccanismo dell’oscuramento, già utilizzato per il contrasto alla pedopornografia online, a quei siti che, sulla base di elementi oggettivi, devono ritenersi utilizzati per la commissione di reati in materia di stupefacenti.
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Conte “Non vedo nuovi lockdown all’orizzonte”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo in una situazione diversa da quella della fase iniziale, quella più acuta”. Lo dice il premier, Giuseppe Conte, in un’anticipazione dell’intervista a Monica Maggioni, che andrà in onda nella versione integrale stasera in seconda serata su Rai 1 a “Settestorie”.
“E’ chiaro che il contagio continua – aggiunge – ma io posso dire che siamo fiduciosi di tenerlo sotto controllo perchè abbiamo un sistema sanitario rafforzato e poi abbiamo elaborato un sistema di monitoraggio molto sofisticato che ci consentirà, laddove necessario, di intervenire in modo mirato e circoscritto. E quindi quando io dico che non vedo all’orizzonte un nuovo lockdown, lo dico non con uno spirito di incauto ottimismo”.
(ITALPRESS).

Ballottaggi, la mappa del voto tra nuovi sindaci e conferme

ROMA (ITALPRESS) – Cinque capoluoghi al centrosinistra, Matera al Movimento 5 Stelle, Arezzo al centrodestra. Per il ballottaggio delle Amministrative in Italia, ieri e oggi, hanno votato 54 comuni con un’affluenza del 50,64% degli aventi diritto. In Sicilia, invece, votavano per il primo turno 61 comuni di cui due capoluoghi, Enna e Agrigento. Nell’Isola, per le Amministrative, l’affluenza è del 59,18%.
Reggio Calabria conferma il sindaco uscente, Giuseppe Falcomatà, candidato con undici liste di centrosinistra, che, con il voto di domenica e lunedì, raggiunge una percentuale del 58,36. A sfidare Falcomatà al ballottaggio era Antonino Minicuci, candidato del centrodestra che ottiene invece il 41,64%. Al primo turno Falcomatà e Minicuci si erano attestati rispettivamente al 37,17% e al 33,69%.
Aosta elegge Gianni Nuti, che raggiunge una percentuale del 53,34. Lo sfidante Giovanni Girardini si ferma al 46,66%. I due al primo turno avevano ottenuto rispettivamente il 38,84% e il 24,31%.
A Crotone, viene eletto sindaco il candidato civico Vincenzo Voce che ottiene il 63,95% delle preferenze. Lo sfidante Antonio Manica, candidato di centrodestra, si ferma invece al 36,05%. Al primo turno Manica aveva raggiunto il 41,60% dei voti mentre Voce era arrivato secondo con il 36,22%.
Matera sceglie Domenico Bennardi sostenuto da quattro liste tra cui il Movimento 5 Stelle. Bennardi doppia Rocco Luigi Sassone, candidato del centrodestra, e ottiene il 67,54% delle preferenze mentre Sassone il 32,46%. Una rimonta in quanto al primo turno il candidato del centrodestra si era piazzato al primo posto con il 30,28% delle preferenze, mentre Bennardi si era attestato al 27,57%. Sfida Pd-M5S ad Andria dove ha la meglio Giovanna Bruno che, sostenuta appunto da quattro liste tra cui il Partito Democratico, ottiene la vittoria con una percentuale del 58,87. Michele Coratella, candidato da M5S e un’altra lista, si ferma al 41,13%. Al voto di 20 e 21 settembre i due avevano ottenuto rispettivamente 38,10% e 20,74%.
A Chieti vince la sfida per il posto di sindaco il candidato del centrosinistra, Pietro Diego Ferrara, con il 55,85% dei voti. Fabrizio Di Stefano, sostenuto da liste di centrodestra, ottiene il 44,15%. Al primo turno era Di Stefano in testa con il 38,81% delle preferenze mentre Ferrara si attestava al 21,50%.
Arezzo conferma il sindaco uscente Alessandro Ghinelli (centrodestra) che vince con una percentuale del 54,50. Luciano Ralli, sostenuto dal Pd, ottiene il 45,50%. Nella città toscana, quindi, gli elettori confermano la “classifica” espressa al primo turno, quando Ghinelli era al primo posto con il 47,08% delle preferenze mentre Ralli al secondo con il 35,09%. Cambia il risultato, invece, a Lecco. Il comune lombardo, infatti, elegge sindaco Mauro Gattinoni, sostenuto anche dal Pd e che al primo turno era arrivato secondo, sette punti sotto Peppino Ciresa, candidato con liste di centrodestra (41,67% per Gattinoni, 48,71% per Ciresa al primo turno). Al ballottaggio Gattinoni vince di 31 voti, attestandosi al 50,07%. Ciresa invece raggiunge il 49,93%.
Sulla punta dello stivale, in provincia di Reggio Calabria, nel comune di Taurianova vince il ballottaggio il candidato della Lega, Rocco Biasi, detto Roy. Biasi, che oltre alla Lega era sostenuto da altre due liste, vince su Fabio Scionti con il 59,18% delle preferenze.
Ieri e oggi si sono recati alle urne anche gli elettori siciliani per il primo turno delle Amministrative in 61 comuni. Tra questi, erano chiamati a rinnovare sindaco e consiglieri comunali soltanto due capoluoghi: Enna e Agrigento. A Enna vince, con il 62,07% di voti, Maurizio Antonello Di Pietro, sostenuto da liste civiche e di centrodestra. Arriva secondo il candidato del centrosinistra Dario Iginio Cardaci con il 17,24%.
Quando ancora lo spoglio non ha raggiunto la metà, ad Agrigento il candidato Franco Miccichè, appoggiato da liste civiche e da Vox Italia, supera il 39%. Indietro il sindaco uscente Lillo Fioretto. Per l’elezione al primo turno, in Sicilia, occorre superare il 40% delle preferenze.
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E’ morta la presidente dell’Anpi Carla Nespolo

ROMA (ITALPRESS) – E’ morta, all’età di 77 anni, Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi. “Con immenso dolore, comunichiamo – scrive l’Anpi in una nota – la scomparsa della nostra amatissima Presidente nazionale, Carla Nespolo. Lascia un vuoto profondissimo in tutta l’Anpi che Carla ha guidato dal novembre 2017 – prima donna Presidente – con grande sapienza, passione, intelligenza politica e culturale nel solco pieno della grande tradizione di autorevolezza ed eredità attiva dei valori e principi della Resistenza che ha contraddistinto la nostra Associazione fin dalla sua nascita. Non dimenticheremo mai il suo affetto nei confronti di tutti noi, la sua presenza continua anche negli ultimi mesi, durissimi, della malattia. Ciao comandante”.
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Coronavirus, positivi l’ex ministro Lorenzin e il sottosegretario Merlo

ROMA (ITALPRESS) – “Sono risultata positiva al Coronavirus”. Lo annuncia su twitter la deputata Pd Beatrice Lorenzin. “Comincio le cure. Grazie all’aiuto di medici e infermieri sono sicura che vincerò!”, aggiunge l’ex ministro della Salute. Positivo anche il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo: “Mi
sento bene e pronto a combattere questa battaglia – scrive su twitter – Saluti a tutti gli italiani all’estero da Roma”.
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Recovery fund, Casellati “Senza un progetto è pistola ad acqua”

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L’accordo raggiunto in Europa sul Recovery fund “ci vedeva destinatari di 209 miliardi. Ma oggi ci troviamo di fronte all’ennesima discussione tra Paesi frugali e non e al dubbio se queste somme arriveranno, quando e a quali condizioni. E’ incredibile. Sembra di essere nel gioco dell’oca: si torna alle posizioni precedenti”. Lo dice la presidente del Senato Elisabetta Casellati in una intervista al “Corriere della Sera”. “Dalla fine del lockdown si parla di ripresa, ma oggi, dopo 5 mesi, tante parole e niente fatti – aggiunge -. Non c’e’ una visione strategica del Paese, una visione lungimirante del futuro e dello sviluppo. Si mettono delle toppe, ma in realta’ non ci si occupa dei veri problemi la cui soluzione identifica una chiara linea politica. E’ come nascondere la polvere sotto il tappeto. Faccio un esempio, i banchi con le rotelle non possono essere la risposta alle sfide strutturali della scuola. E tutto questo incide sul dibattito europeo. Senza la politica, con la ‘P’ maiuscola, capace di costruire il ‘Progetto Italia’ dei prossimi 30 anni, anche un bazooka, qualora ci fosse, diventa una pistola ad acqua”.
Per Casellati «c’è una sola grande priorità, ed è quello che io chiamerei il “Progetto Italia”. Ciò significa rilanciare il Paese facendo ripartire le leve dell’economia: infrastrutture, investimenti, imprese. Questo serve per dare lavoro, lavoro, lavoro. E soldi, soldi, soldi nelle tasche degli italiani. E poi basta con le troppe carte della burocrazia, un freno per la produttività. Il Piano per la ripresa si chiama “Generazione futura”. È stato pensato per i giovani, non perché arrivi nel futuro, ma perché prepari il futuro. Proprio loro, che sono stati gli invisibili della pandemia, devono essere protagonisti della rinascita insieme alle donne che, con la scuola a singhiozzo, continuano a sopportare il peso maggiore dell’organizzazione familiare».
«Sulla proroga” dello stato di emergenza “prima di tutto occorre avere informazioni corrette, senza nascondere i risultati del Comitato tecnico. Se non abbiamo accesso alle informazioni, non possiamo dire nulla. Abbiamo bisogno di verità. Gli italiani sono stanchi di oscillare tra incertezze e paure, in una confusione continua di dati che impedisce tra l’altro di programmare il lavoro».
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Coronavirus, Conte: “Non disperdere risultati raggiunti con sacrifici”

ASSISI (ITALPRESS) – “Il nemico non è ancora sconfitto ma siamo consci di non poter disperdere i risultati raggiunti a prezzo di molti sacrifici. Tuttavia siamo chiamati a volgere lo sguardo al futuro abbracciando con fiducia una prospettiva di rinascita verso un modello di sviluppo più equo, solidale, attento all’ambiente e orientato al pieno sviluppo della persona”. Lo ha detto il Premier Giuseppe Conte, intervenuto ad Assisi durante le celebrazioni per il patrono d’Italia San Francesco.
“Stiamo elaborando un piano nazionale che dovrà consegnare alle generazioni future un Paese rigenerato – ha sottolineato il premier – Non bastano investimenti, occorre una rigenerazione interiore una radicale mutazione di passo anche sul piano culturale”.
(ITALPRESS).