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È morta Rossana Rossanda, fondò Il Manifesto

ROMA (ITALPRESS) – E’ morta nella notte a Roma la giornalista Rossana Rossanda. Aveva 96 anni. Lo annuncia sul suo sito web il quotidiano Il Manifesto, che aggiunge: “Ricorderemo la nostra fondatrice sul giornale in edicola martedì”.
Partecipò giovanissima alla Resistenza e, al termine della Seconda Guerra Mondiale, s’iscrisse al Partito Comunista Italiano. In breve tempo venne nominata da Palmiro Togliatti responsabile della politica culturale del PCI. Nel 1963 venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati.
Esponente di spicco dell’ala di sinistra interna maggiormente movimentista del PCI, era fortemente critica nei confronti del socialismo reale dell’Unione Sovietica e dei paesi del Blocco Orientale. Assieme ai compagni della corrente ingraiana Luigi Pintor, Valentino Parlato e Lucio Magri contribuì alla nascita del giornale Il Manifesto, da cui prese forma anche una distinta corrente critica nel firmamento politico del PCI. Rossanda venne poi radiata dal partito insieme con la sua corrente – e nonostante il parere contrario del futuro segretario nazionale Enrico Berlinguer – durante il XII Congresso nazionale del Partito a Bologna nel 1969.
“Addio alla ragazza del secolo scorso che ci ha insegnato il valore del dissenso e del pensiero critico. Ci lascia una grande eredità: che cultura e politica non possono essere mai disgiunti, che libertà individuale, giustizia sociale e uguaglianza avanzano insieme, e che per questi ideali vale la pena spendere una vita”, scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
(ITALPRESS).

Referendum, alle 12 affluenza 12,25%

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Quando sono disponibili i dati di tutti i 7.903 Comuni, l’affluenza per il referendum alle 12 di domenica 20 settembre è del 12,25%. Lo rende noto il Viminale.

Seggi aperti dalle 7 alle 23 di domenica 20 settembre e dalle 7 alle 15 di lunedì 21 per il turno elettorale che comprende referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, suppletive del Senato in Sardegna e Veneto, sette Regionali e 957 Comunali. Sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale 46.415.806 elettori, in un totale di 61.622 sezioni. Gli elettori residenti all’estero, che votano per corrispondenza, sono 4.537.308. Per le elezioni suppletive del Senato della Repubblica, gli aventi diritto al voto sono 427.824 per la Sardegna (Collegio uninominale 03 Sassari) in 581 sezioni e 326.475 per il Veneto (Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona) in 393 sezioni. Le elezioni regionali (in Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia) interessano 18.471.692 elettori e un totale di 22.061 sezioni. Le elezioni amministrative si svolgono, invece, in 957 comuni italiani, di cui 608 nelle regioni a statuto ordinario e 349 nelle regioni a statuto speciale: per un totale di 5.703.817 elettori alle urne e 6.756 sezioni. Alle amministrative saranno 4.699.949 gli elettori nelle regioni a statuto ordinario e 5.599 le sezioni elettorali; nelle regioni a statuto speciale (Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) il voto interesserà 1.003.868 elettori in 1.157 sezioni. In Sicilia l’appuntamento per le amministrative sarà il 4 e 5 ottobre, in Sardegna il 25 e 26 ottobre. Alla chiusura dei seggi seguiranno gli scrutini delle suppletive, del referendum e delle regionali. Gli scrutini delle elezioni amministrative cominceranno alle ore 9 di martedì 22 settembre. Gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per Covid-19 che hanno chiesto di avvalersi del voto domiciliare sono complessivamente 1820.

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Covid, Boccia “Sarà un autunno duro, possibili chiusure mirate”

MILANO (ITALPRESS) – “Noi non abbiamo mai abbassato la guardia. L’hanno abbassata gli incoscienti, i negazionisti e chi pensa che l’economia venga prima della salute. Noi ci siamo sempre fatti guidare da rigore e prudenza. Sappiamo di andare incontro a un autunno duro. Il lavoro congiunto con le Regioni ci ha fatto rafforzare le reti sanitarie, raddoppiando le terapie intensive e in alcuni casi triplicando le sub intensive. L’ondata era prevedibile perchè quando si torna alla vita a pieno regime il virus circola, ma se tutti rispettano le regole reggeremo, grazie alle reti sanitarie e ai comportamenti di ciascuno”. Lo dice il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, in un’intervista al “Corriere della Sera” in merito all’aumento dei contagi da Coronavirus in Italia (ieri quasi 2.000). “Non abbiamo problemi di tamponi, nè di mascherine perchè le produciamo in Italia. Tutto quello che serve è nella disponibilità dello Stato”, assicura Boccia.
“Le linee guida nazionali vengono rispettate in 19 regioni anche con ottimi risultati, poi la ventesima scrive norme che creano caos – ammette -. Questo è un errore, perchè una regione che ritiene di avere problemi aggiuntivi deve chiedere l’intervento della protezione civile”. Con il presidente Solinas, in Sardegna, “è chiaro che la leale collaborazione non c’è stata, tanto che il Tar ha accolto l’impugnativa del governo sui test”, mentre il Piemonte “aveva sottoscritto linee guida condivise. Non è che a scuola non vogliono misurare la febbre ma devi dargli i termoscanner”. “Se una regione fa di testa propria l’impugnazione delle ordinanze resta un’arma, anche a tutela delle altre 19. Il compito del governo è coordinare il tavolo, altrimenti è una Babele”. Per Boccia “un lockdown nazionale è da escludere, mentre interventi mirati sui territori sono sempre possibili, in base alla situazione epidemiologica. Ma al momento non vedo situazioni a rischio. Nemmeno per la scuola? I contagi ci sono e ci saranno. Ma non utilizziamo la scuola come ring di lotta politica. E’ una vicenda inedita e difficile, dovremmo tutti lavorare per proteggere gli studenti”.
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Mafia, Fico “Attenzione resti alta soprattutto in fase Covid”

AGRIGENTO (ITALPRESS) – “La criminalità organizzata, nonostante i successi della giustizia, ha aumentato la capacità di controllare settori della società lasciati vacanti dallo Stato. Per questo l’attenzione deve essere alta, soprattutto in questo momento, dopo il Covid, perchè le mafie potrebbero approfittarsene. Le disuguaglianze sociali sono il terreno fertile per le mafie e a rischio sono anche le risorse della Comunità europea. L’impegno della politica deve essere quello di stare al fianco dei cittadini affinchè nessuno resti indietro”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, intervendo al Tribunale di Agrigento a un evento in memoria del giudice Livatino, ucciso 30 anni fa dalla mafia.
“Per me è un onore ricordare Livatino – ha sottolineato Fico – Quell’omicidio ha segnato la mia coscienza da studente. Livatino era un magistrato giovane, coraggioso e determinato. Nel suo impegno in magistratura Livatino ha combattuto la mafia, ricordare oggi il giudice significa esprimere un omaggio sincero e sentito nei confronti di un magistrato che ha combattuto la criminalità ma è anche l’occasione per ricordare che bisogna praticare la cultura della legalità che Livatino, Falcone e Borsellino hanno indicato come via imprescindibile”.
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Caso bonus, il deputato Rizzone espulso dal M5S

ROMA (ITALPRESS) – Il deputato Marco Rizzone è stato espulso dal MoVimento 5 Stelle il 14 settembre 2020. Il movimento lo ha annunciato sul Blog delle Stelle. Rizzone il 13 agosto scorso era stato deferito al Collegio dei Probiviri per aver percepito il bonus Inps da 600 euro, destinato a partite IVA, lavoratori autonomi e professionisti.
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Mattarella “Germania decisiva per superare pigrizie e resistenze”

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“Ringrazio il Presidente Steinmeier per la posizione della Germania nell’Unione Europea, nell’ambito dell’emergenza dovuta alle conseguenze economiche e sociali del Covid”. Nel corso delle dichiarazioni alla stampa, a margine dell’incontro con il Presidente della Repubblica Tedesca, Frank-Walter Steinmeier, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ringraziare il suo omologo tedesco, sottolineando come “l’Unione Europea abbia ritrovato in queste circostanze le ispirazioni originarie e un grande senso di responsabilità” e come “la posizione della Germania sia stata decisiva”. Mattarella ha quindi ricordato “l’iniziativa di Berlino e Parigi per dar vita a quello che è diventato il Recovery Fund, con aiuto dell’Italia e della Spagna per superare pigrizie e resistenze nell’ambito dell’Unione”. Questa iniziativa, ha aggiunto il presidente, “induce a moltiplicare i nostri sforzi per intensificare il nostro impegno nell’Unione”.
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Recovery Fund, Di Maio “Spendere in imprese, lavoro e fisco”

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ROMA (ITALPRESS) – “Credo che il Recovery fund rappresenti il fatto che l’Italia si sia fatta rispettare in Europa”. Lo ha detto Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, ospite di Agorà su Rai3. Per Di Maio questa “è una fase importantissima perché sono in giorni in cui ci stiamo confrontando con la Commissione europea” per i progetti. “Siccome siamo quelli che prenderanno più soldi – ha spiegato -, tutti gli altri paesi vorranno sapere bene come li spenderemo. Penso che nei prossimi mesi dovremo stare attentissimi anche a quali saranno i soggetti attuatori, perché se non facciamo squadra rischiamo che i soldi vadano nella direzione sbagliata e non ce li danno. Dove li dobbiamo spendere? Imprese, lavoro, riforma fiscale”, ha spiegato illustrando gli obiettivi. Secondo il ministro, “i danni sono stati ingenti e noi dobbiamo essere ambiziosi perché dobbiamo superare criticità che l’Italia non ha mi vissuto dal dopoguerra ad oggi”.
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Scuola, in Senato mozione di sfiducia della Lega ad Azzolina

ROMA (ITALPRESS) – “A ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, si registra un clima di esasperante incertezza sugli aspetti principali inerenti la riapertura delle scuole dopo la chiusura dovuta all’emergenza Covid-19. In tale situazione, le famiglie si sarebbero aspettate dall’autorità che governa il sistema scolastico italiano un atteggiamento di responsabilità, una gestione autorevole ed efficiente della macchina organizzativa, stante soprattutto l’ampio margine di tempo avuto da marzo per pianificare ogni aspetto inerente il ritorno in aula”. Comincia così la mozione di sfiducia presentata dalla Lega in Senato contro il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, “responsabile” per il Carroccio del clima di incertezza che ha accompagnato l’avvio dell’anno scolastico 2020-2021 e “le paventate ipotesi di un nuovo lockdown che generano insicurezza nei genitori”. Al contrario, per gli esponenti della Lega, da mesi si assiste “a dichiarazioni confuse e spesso contraddittorie del ministro dell’Istruzione, a ipotesi di soluzioni velleitarie, ma soprattutto a un atteggiamento di chiusura, di cocciuto arroccamento su posizioni che non lasciano spazio ad alcuna mediazione, allo scontro continuo con tutte le categorie della scuola: dagli insegnanti, ai dirigenti scolastici, ai sindacati”.
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