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Immigrazione, Di Maio “E’ emergenza, vanno messi fuori uso i barconi”

ROMA (ITALPRESS) – “La questione degli sbarchi, unita al rischio sanitario con la pandemia è un tema di sicurezza nazionale. Quanto accaduto a Caltanissetta e a Porto Empedocle deve far pensare, i cittadini chiedono giustamente delle risposte e il dovere di uno Stato è darle quelle risposte, lavorando per risolvere il problema alla radice. C’è una fase di instabilità politica in Tunisia che sta alimentando gli arrivi verso l’Italia e noi non dobbiamo pensare a come fermare gli sbarchi, ma a come bloccare le partenze. Questo è il nodo che stiamo affrontando già a livello governativo. Anche perchè la Tunisia è un Paese sicuro e chi parte per l’Italia viene rimpatriato. Non sarà regolarizzato nessuno”. Ad affermarlo il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un’intervista al “Corriere della Sera”. “Bisogna lavorare subito ad un accordo con le autorità tunisine affinchè sequestrino in loco e mettano fuori uso barchini e gommoni utilizzati per le traversate, perchè le imbarcazioni che stanno arrivando sono di questo tipo qui, cosiddette fantasma, spesso fuggono ai radar”, aggiunge Di Maio.
Per il ministro “l’Ue deve rispondere”, “noi chiediamo semplicemente che siano rispettati i patti”. “La redistribuzione era già in vigore, poi sospesa durante il picco della pandemia, ma ora – conclude Di Maio – il picco fortunatamente in Italia è passato e il nostro confine meridionale, lo ricordo, è un confine europeo oltre che italiano”.
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Open Arms, il Senato autorizza il processo a Salvini

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ROMA (ITALPRESS) – Con 149 voti favorevoli e 141 contrari (un astenuto), l’Aula del Senato dice sì all’autorizzazione a procedere per Matteo Salvini sul caso Open Arms, la nave della Ong spagnola bloccata per 19 giorni a largo di Lampedusa. I fatti risalgono all’agosto 2019, quando il leader della Lega era a capo del Viminale, gli stessi giorni in cui ci fu lo strappo tra Lega e M5S e iniziò la crisi di governo. Una decisione, che arrivò a seguito delle note vicende delle navi Gregoretti e Diciotti, che il leader della Lega ha sempre definito collegiale, tirando in ballo tutta la maggioranza ma soprattutto il premier Giuseppe Conte e gli allora ministri dei Trasporti e Difesa, Toninelli e Trenta. Una evidenza sostenuta anche dal presidente della Giunta per le immunità, il senatore forzista Maurizio Gasparri, che nella sua relazione ha parlato di un atto di governo collegiale.
Si tratta di “un voto politico”, ha detto in Aula Matteo Salvini “ringraziando” i senatori per la scelta. “Mi da’ ancora piu’ forza, mi da ancora piu’ energia e voglia di ribadire il diritto e dovere di amare il nostro Paese. Se qualcuno pensava di mettere paura a me e al Centrodestra – ha aggiunto – con l’ennesimo processo politico, avete sbagliato persona e partito. Mi date piu’ forza e piu’ convinzione. Io stasera torno a casa con un processo ma a testa alta. Grazie a tutti coloro che mi manderanno a processo perche’ mi fate un gran regalo, io a differenza di tanti, in quel Tribunale, ci vado a testa alta e con la schiena dritta. Se un uomo non e’ disposto a lottare e difendere le sue idee fino in fondo, o non valgono le sue idee o non vale niente lui. Io andro’ fino in fondo senza chiedere aiuti a nessuno”.
Il leader del Carroccio ha poi sottolineato che le politiche sbagliate degli avversari vanno combattute, ma non in Tribunale. “L’unico Tribunale e’ quello del popolo, del voto, dei cittadini, la democrazia dovrebbe funzionare cosi’. Oggi vado a processo io, domani siccome la ruota gira, quando tocchera’ a qualcuno di voi, la Lega sara’ dalla parte delle garanzie e delle liberta’ del Parlamento e dei cittadini. Non vi manderemo in un’Aula di Tribunale – ha concluso – saranno i cittadini a giudicare e non i giudici”.
Un voto compatto, quindi, da parte della maggioranza, ed è stato il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a smentire nel suo intervento in Aula, le indiscrezioni che vedevano il suo gruppo orientato a votare il no all’autorizzazione. “Noi votiamo a favore dell’autorizzazione a procedere – ha detto l’ex premier – per me l’interesse costituzionalmente tutelato in questa vicenda non c’e’, come non c’era nelle due precedenti autorizzazioni a procedere. Noi non abbiamo cambiato idea, noi abbiamo sempre pensato che quella gestione di politica migratoria fosse un errore. Non si blocca l’immigrazione tenendo un barcone a largo, si aumentano i followers su Facebook”, ha concluso Renzi.
Dalla decisione di Salvini di negare lo sbarco alla Ong, gli ex alleati pentastellati si smarcano per voce della senatrice M5S, Stelle Elvira Evangelista. “Il convincimento politico personale, qualunque esso sia, non puo’ assurgere a preminente interesse pubblico dello Stato e dei suoi cittadini. L’allora ministro dell’Interno – ha precisato – con un grave comportamento assunto autonomamente e non condiviso dalla restante compagine governativa, in aperta violazione delle norme di diritto internazionale, trattenne illegittimamente le persone a bordo della Open Arms, negando lo sbarco e, pertanto, dovra’ essere sottoposto al procedimento penale davanti all’autorita’ giudiziaria. Ricordiamo che nei giorni della vicenda Open Arms si era gia’ consumata l’insanabile frattura voluta dallo stesso leader della Lega con la presentazione di una mozione di sfiducia al presidente Conte. Erano, per intenderci, i giorni della richiesta di ‘pieni poteri’”, ha sottolineato.
A difesa dell’operato del premier Conte anche il senatore di LeU, Pietro Grasso: “Emerge con chiarezza come il premier sia intervenuto per riparare alle inadempienze del suo ministro dell’Interno, nessuna collegialità ma un’azione solitaria del ministro che ha trasformato un atto dovuto, come lo sbarco dei minori, come uno strumento di contrasto all’immigrazione”, ha concluso.
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Il Consiglio dei Ministri proroga lo stato d’emergenza al 15 ottobre

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro della Salute, Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da Covid-19 deliberata il 31 gennaio 2020. Il testo proroga, dal 31 luglio al 15 ottobre 2020, le disposizioni di cui ai decreti legge 19 e 33 del 2020 che consentono di adottare specifiche misure di contenimento dell’epidemia.
Il decreto, inoltre, interviene per la proroga dei termini di talune specifiche misure, tra le quali quelle per il reclutamento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, per la permanenza in servizio del personale sanitario, per l’assunzione degli specializzandi, per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo e per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a personale sanitario; per il potenziamento delle reti di assistenza territoriale.
E ancora, per la disciplina delle aree sanitarie temporanee; per l’avvio di specifiche funzioni assistenziali per l’emergenza COVID-19 e per le unità speciali di continuità assistenziale; disposizioni straordinarie per la produzione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale e finalizzate a facilitare l’acquisizione di dispositivi di protezione e medicali; in materia di distribuzione dei farmaci agli assistiti e di sperimentazione dei medicinali per l’emergenza epidemiologica; misure di protezione a favore dei lavoratori e della collettività; sul trattamento dei dati personali nel contesto emergenziale; per il potenziamento dell’assistenza ai connazionali all’estero in situazione di difficoltà; semplificazioni in materia di organi collegiali; misure urgenti per la continuità dell’attività formativa delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica; per la disciplina relativa al Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19; in tema di lavoro agile; per l’edilizia scolastica.
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Casellati: “Ora serve il lavoro, Genova modello da seguire”

ROMA (ITALPRESS) – “La pandemia ci ha fatto vivere drammatiche giornate di dolore e sofferenza per tante famiglie. Il Covid ci ha costretto a fare i conti con nuovi scenari, nuove realtà e nuovi problemi di una economia in profonda recessione”. Così il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nel corso del suo intervento alla Cerimonia del Ventaglio che si è svolta questa mattina nella Sala Capitolare del Senato. “Abbiamo bisogno subito, adesso, di interventi fiscali, finanziari ed economici importanti – ha proseguito -. Abbiamo bisogno di mettere soldi nelle tasche degli italiani, abbiamo bisogno di lavoro, lavoro, lavoro, non di misure assistenziali o di legislazione di emergenza”.
Casellati ha proseguito ponendo l’accento sulla necessità di misure forti per rilanciare l’economia: “Penso al mondo dell’impresa a cui servono certamente aiuti economici ma anche una legislazione che crei posti di lavoro, che produca ricchezza, che stimoli i consumi e rimetta in modo la produttività. Questo significa – ha aggiunto – niente burocrazia, che soffoca gli investimenti e mortifica l’iniziativa di tanti cittadini. Genova è sicuramente il modello da cui trarre ispirazione per una politica di sviluppo basata sulla rapidità dei processi decisionali – ha concluso -, sulla chiarezza delle regole e sulla reciproca fiducia e collaborazione tra Stato e impresa”.
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Provenzano “Fiscalità di vantaggio per il Sud finalizzata al lavoro”

MILANO (ITALPRESS) – Il ministero per il Sud sta lavorando a un pacchetto di sgravi fiscali per il Mezzogiorno. Si tratta, spiega il ministro Giuseppe Provenzano in un’intervista al “Corriere della Sera” “non di un generico taglio delle tasse, la priorità resta il rilancio degli investimenti pubblici e privati. Propongo una fiscalità di vantaggio per il Sud finalizzata al lavoro”. “Penso a una riduzione del costo del lavoro a Sud, con un abbattimento del 30% dei contributi previdenziali a carico delle imprese. Si può fare già nel 2020, poi – sottolinea il ministro – per il 2021 si dovrà aprire una trattativa con la Commissione europea. Queste misure dovrebbero durare per un periodo abbastanza lungo da poter attivare alcuni effetti. Uno è sull’occupazione; l’altro, indiretto, sull’emersione del lavoro nero; un terzo obiettivo è cercare a intercettare flussi di rilocalizzazioni di imprese dall’estero verso il Sud. L’idea è di prolungare le misure fino al 2030, in maniera decrescente”.
Una misura del genere costa cinque miliardi l’anno. “Sulle coperture si può discutere, vanno valutati anche gli effetti fiscali positivi – dice ancora Provenzano -. Per il 2020 si potrebbe coprire con le risorse europee del fondo di React EU destinate alla coesione. Non si tratta di usare il Next Generation EU, il grosso di quello che chiamiamo Recovery Fund, per tagliare le tasse. Ma solo una parte di fondi di coesione, su una misura di forte impatto. Se ci sarà un provvedimento in agosto? Sto spingendo in quella direzione, perchè entri in vigore anche nella seconda parte dell’anno. Bisogna dare una prospettiva all’uscita dalla fase più acuta della crisi. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ci crede e ci stiamo lavorando. Occorre superare una storica resistenza in Europa, ma credo che la proposta sia convincente e a Bruxelles c’è una consapevolezza nuova. Dobbiamo evitare un collasso economico e sociale del Mezzogiorno che avrebbe ripercussioni per tutta l’Italia”, conclude.
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Conte “Il virus circola, inevitabile prorogare lo stato d’emergenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel corso del Cdm di questa mattina abbiamo inserito una mera informativa, non abbiamo adottato nessuna decisione. Muovendo dalla necessità di prorogare lo stato di emergenza è emerso l’indirizzo di limitarne l’estensione temporale al prossimo mese di ottobre”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, nel corso delle comunicazioni al Senato sulle ulteriori iniziative per l’emergenza Covid-19. Per Conte la proroga “è una scelta inevitabile e obbligata, fondata su valutazioni e meramente tecniche. Per i profili di carattere sanitario segnalo che il Cts ha reso un parere che contiene delle considerazioni circa questa necessità. Il Cts rileva che sebbene la curva dei contagi si sia ridotta significativamente, i numeri registrati documentano che il virus continua a circolare dando luogo a focolai prontamente circoscritti”.
La scelta di prorogare lo stato di emergenza “non lede l’immagine dell’Italia” nè ha “intenzione di drammatizzare e alimentare paure ingiustificate nella popolazione”, assicura Conte evidenziando che “se ci assumessimo la responsabilità di non prorogare lo stato di emergenza, dobbiamo essere consapevoli che cesserebbero di avere effetti le ordinanze”. Come ad esempio “l’allestimento e gestione delle strutture temporanee per le persone risultate positive, l’impiego del volontariato di protezione civile, il reclutamento sanitario, tra le misure che perderebbero efficacia vi è anche quella che consente di noleggiare navi per la sorveglianza sanitaria dei migranti”.
In Senato il premier si è dunque rivolto “alle forze di maggioranza ma anche di opposizione, su queste questioni non credo si debba ragionare in base a logiche oppositive. Occorre essere consapevoli che la cessazione al 31 luglio determinerebbe l’arresto di tutto il sistema di protezione costruito in questi difficili mesi”.
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Pensioni, riparte il tavolo sulla riforma. Catalfo “Quota 100 resta”

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha riaperto oggi il confronto sulla riforma del sistema pensionistico. Durante l’incontro, il ministro ha ribadito che Quota 100 resterà in vigore fino alla sua naturale scadenza (fine 2021) e indicato in una legge delega lo strumento per intervenire sulla revisione organica della materia. “Procederemo lungo due binari paralleli”, ha spiegato Catalfo al termine del tavolo.
Il prossimo appuntamento, fissato per l’8 settembre, “servirà a definire il pacchetto di interventi da inserire nella prossima legge di Bilancio” come la proroga di Ape sociale e Opzione Donna, la staffetta generazionale e il contratto di solidarietà espansiva”. L’altro incontro è in agenda il 16 settembre, quando si inizierà a progettare a più ampio raggio la riforma “che avrà come pilastri – ha aggiunto il ministro – maggiore equità e flessibilità in uscita e una pensione di garanzia per i giovani”.
Infine, Catalfo ha sottolineato la necessità e l’urgenza di far partire le due commissioni (quella sui lavori gravosi e quella per la separazione fra spesa previdenziale e assistenziale), non ancora costituite a causa dell’emergenza epidemiologica e la cui scadenza sarà prorogata nella prossima Manovra, e ha rimarcato l’impegno per giungere ad una legge quadro sulla non autosufficienza.
“Esprimiamo apprezzamento per l’insediamento di
questo tavolo, ma vorremmo fare bene e presto, e perciò chiediamo al Ministero del lavoro di adoperarsi per superare i vincoli della burocrazia”, ha commentato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Per il leader della Cgil, Maurizio Landini, “è importante che il Governo abbia riaperto
con i sindacati il confronto sulla previdenza, così come da noi
richiesto, e che si sia avviato un percorso che vede fissati due
nuovi incontri l’8 e il 16 settembre. E’ necessario riformare
l’attuale sistema previdenziale, superando definitivamente la
legge Fornero”.
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Il Governo pensa al prolungamento della Cassa Integrazione

ROMA (ITALPRESS) – “Nel prossimo decreto, anche se sarà pubblicato nella prima settimana di agosto, la norma che sto studiando è fatta in modo che si possa presentare la domanda della Cassa integrazione dal 15 luglio. Nel caso le aziende avessero terminato le 18 settimane precedenti, avranno la possibilità di fare domanda per ulteriori 18 settimane”. Lo ha detto Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, durante “Le Olimpiadi delle Idee” dell’Associazione Rousseau.
“Ci sarà attenzione specifica per lavoratori dello spettacolo e stagionali del turismo, sono quelli che ripartiranno più tardi. E’ ipotizzabile il prolungamento del bonus, il decreto prevede uno scostamento di 25 miliardi di euro, oltre la metà per il mondo del lavoro”, ha poi sottolineato Catalfo, che ha anche rilanciato l’idea del salario minimo: “Se ne parla anche in Europa, c’è un percorso che sostengo e che rafforza a livello europeo l’idea italiana”.
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