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Berlusconi “Governo eviti forzature sullo stato di emergenza”

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“Non saremo certo noi a sottovalutare la gravità dell’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese e il mondo intero negli ultimi mesi. Un’emergenza tutt’altro che risolta e che potrebbe anzi riproporsi in forma drammatica se non verranno osservate con rigore le misure necessarie per evitare una ripresa del contagio. L’emergenza pone dunque al governo il tema di garantire la salute pubblica anche con mezzi straordinari, adeguati alla gravità della situazione”. Lo scrive in una lettera al quotidiano La Stampa il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.
“Questo non può tuttavia diventare un pretesto per una sostanziale sospensione di alcune fondamentali garanzie costituzionali, prima fra le quali un chiaro e trasparente controllo del Parlamento sulle decisioni dell’esecutivo – aggiunge Berlusconi -. Il governo Conte ha fin qui scelto di evitare passaggi parlamentari, con il ricorso allo strumento del DPCM, ma non per questo ha guadagnato in velocità né in efficienza delle decisioni”.
“Noi abbiamo sempre ribadito la nostra disponibilità a collaborare, che naturalmente non viene meno. Ma proprio per questo giudicheremmo incomprensibile nel merito e inaccettabile sul piano della procedura la decisione di forzare ancora la Costituzione e la trasparenza del processo democratico – sottolinea il leader di Forza Italia -. Non siamo fra quelli che vedono il pericolo di un disegno autoritario con il pretesto del CoViD-19, ma da liberali siamo assolutamente convinti che in democrazia la forma è sostanza. Ogni nostra disponibilità a collaborare, da qui in avanti, è strettamente legata al rispetto di tali forme, che sono quelle della sovranità popolare, a partire proprio da ogni ipotesi di proroga dello stato di emergenza”.
(ITALPRESS).

Sulla proroga dello stato di emergenza martedì il voto

ROMA (ITALPRESS) – Martedì ci sarà in Parlamento un voto sulla
proroga dello stato di emergenza per il coronavirus. Ad annunciarlo il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che non ha risparmiato una critica all’esecutivo, anche se non l’ha citato esplicitamente: “Mi auguro che sia l’inizio di una democrazia compiuta, perchè in Parlamento e al Senato siamo ormai gli invisibili della Costituzione”.
Dall’opposizione si ribadisce una netta contrarietà alla proroga. “Con l’emergenza Covid il Governo si è indebitamente appropriato di pieni poteri straordinari attribuibili, come previsto dall’articolo 78 della Costituzione, solo nello stato di guerra, stato che deve essere deliberato dalle Camere, quindi il Governo si è mosso fuori dal solco della carta costituzionale”, afferma il leghista Roberto Calderoli, vice presidente del Senato.
Secondo il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani “sull’emergenza Coronavirus e per prevenire una seconda ondata, il governo deve confrontarsi con il Parlamento, deve perdere il vizio di fare sempre tutto da solo, perchè così non va”.
Dalla maggioranza il Pd si dice “pronto a sostenere qualsiasi scelta del Governo utile a contenere la pandemia. Chi nel mondo non lo ha fatto sta pagando un prezzo drammatico”, scrive su Twitter il segretario dem Nicola Zingaretti.
Il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti (Italia Viva) chiede comunque un cambio di passo rispetto ai primi mesi dell’emergenza: “Abbiamo l’occasione anche grazie all’Unione europea di disegnare un percorso di ripartenza, che sia un’occasione di quello sviluppo che da anni dobbiamo sbloccare – afferma in un forum all’Italpress -. Se la proroga ci permette di andare avanti sugli investimenti va bene, altrimenti sarebbe come continuare una situazione di stallo. Quindi bene prolungare, ma va fatto per investire sul futuro”.
(ITALPRESS).

Autostrade, Fico “Sì alla revoca della concessione”

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“Io sono per la revoca, con un piano preciso che riesca a supportarne la gestione. Mi interessa però affermare un principio dopo la tragedia del ponte Morandi: è finito il tempo in cui può succedere un disastro e chi ha la concessione di un bene pubblico pensa di farla franca, perché si sente proprietario di quel bene. I beni pubblici vengono affidati, chi sbaglia, va via. Non c’è ricco o potente che tenga”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Repubblica il presidente della Camera, Roberto Fico, parlando delle concessioni autostradali.
Fico parla anche dei decreti sicurezza, e li definisce “una risposta sbagliata a un problema reale. Ed è stato sbagliato il metodo, un decreto legge fatto senza un adeguato dibattito parlamentare che uscisse dalla contrapposizione manichea, bianco o nero. La Consulta è intervenuta su un problema che era sotto gli occhi di tutti. Il Parlamento deve avere il coraggio, la forza e la capacità di dare risposte prima che arrivino i giudici”. Alla domanda su quale sia la prima cosa da cambiare, il presidente della Camera risponde così: “Ci sono le indicazioni del capo dello Stato. Non voglio insistere sul ritardo, il governo è nato ad agosto scorso, ha dovuto fare una difficile legge di Bilancio per scongiurare gli aumenti Iva, poi è arrivato il Covid. Ma a settembre, bisogna cambiare a partire dagli Sprar, che erano un fiore all’occhiello del sistema di accoglienza. Non ha senso svuotarli vietando l’accesso a chi non ha ancora ottenuto l’asilo. I cittadini rifiutano un’immigrazione incontrollata che porta degrado, che nutre il caporalato nei campi. E invece dobbiamo entrare nell’ottica di flussi controllati di persone che – in sicurezza – possano integrarsi”.
(ITALPRESS).

Bonetti “Proroga dello stato di emergenza serva a investire”

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La proroga dello stato di emergenza per il Coronavirus al 31 dicembre preannunciata dal premier Conte “sarà discussa in Consiglio dei Ministri e poi sarà portata nel dibattito parlamentare per l’approvazione definitiva. Noi la guardiamo come una possibilità di tutelare alcune forme anche straordinarie che stiamo mettendo in campo per il Paese e per le quali dobbiamo estendere l’arco temporale, ma adesso bisogna risolvere il tema della crisi”. Lo ha detto nel corso di un forum all’Italpress, a Palermo, il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.
“Abbiamo l’occasione anche grazie all’Unione europea di disegnare un percorso di ripartenza, che sia un’occasione di quello sviluppo che da anni dobbiamo sbloccare – ha sottolineato Bonetti -. Se la proroga ci permette di andare avanti sugli investimenti va bene, altrimenti sarebbe come continuare una situazione di stallo. Quindi bene prolungare, ma va fatto per investire sul futuro”.
In quest’ottica rientra per la Bonetti anche il Family Act presentato da Italia Viva e approvato dal Consiglio dei ministri.
“Per le famiglie italiane c’è per la prima volta nel Paese un ddl che riforma in maniera integrata e comprensiva le politiche familiari – sottolinea il ministro -. Le famiglie vengono considerate soggetti che possono contribuire alla vita sociale, e non soggetti a cui dare voucher in una dinamica più assistenziale”.
“Contiene misure importanti, come l’assegno unico universale, per tutti i figli e le famiglie, dalla nascita fino ai 21 anni – ha spiegato Bonetti -. Per i disabili nessun limite d’età. L’assegno sarà maggiorato a partire dal terzo figlio e sarà misurato in base al reddito familiare. C’è un carattere di universalità, dobbiamo prenderci carico di tutti i bambini”.
Secondo elemento, ha sottolineato Bonetti, “sostegno all’educazione dei figli: c’è bisogno di più servizi territoriali, quindi rimborso, defiscalizzazione e contributi dall’asilo nido all’acquisto dei libri scolastici”. Terzo tema “la riforma dei congedi parentali, con una maggiore partecipazione dei padri all’educazione dei figli. Questo anche per favorire l’incentivo al lavoro femminile, purtroppo – ha sottolineato il ministro -. Le donne nel nostro Paese devono scegliere, specie al Sud, se essere madri o essere lavoratrici. Ultimo capitolo, protagonismo dei giovani e autonomia”.
(ITALPRESS).

Mose, Conte “Completare l’opera entro l’autunno”

“Noi siamo qui per un test, non per una passerella, perchè il governo vuole toccare con mano e verificare l’andamento dei lavori. Noi siamo arrivati all’ultimo miglio e una politica responsabile decide che con un ulteriore sforzo finanziario l’opera si completa”. Il Mose “andrà completato nel 2021, ma se questo funzionamento risponderà alle nostre aspettative il prossimo autunno-inverno ci sarà quanto promesso, anche in anticipo”. E’ quanto assicura il premier, Giuseppe Conte, da Venezia in occasione della cerimonia innalzamento delle paratoie del Mose. Nel corso del test che prevede l’innalzamento delle 78 paratoie, presenti tra gli altri, il governatore del Veneto, Luca Zaia, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, la ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. “Abbiamo una poderosa opera che attende da anni il completamento. E’ nata per un obiettivo concreto, per quanto visionario, quello di salvaguardare Venezia dall’acqua alta. Questa opera va completata – prosegue il premier – dobbiamo fare in modo che il prossimo autunno-inverno ci sia uno strumento di salvaguardia. Siamo qui augurandoci che possa funzionare e che possa rispondere all’obiettivo per cui è stata progettata”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, divieto di ingresso per chi arriva da Paesi a rischio

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sentiti i ministri degli Affari Esteri, dell’Interno e dei Trasporti, ha firmato un’ordinanza che dispone il divieto di ingresso e di transito in Italia alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitati nei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana. Al fine di garantire un adeguato livello di protezione sanitaria, sono sospesi anche i voli diretti e indiretti da e per i Paesi sopra indicati.
“Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi. È per questo che abbiamo scelto la linea della massima prudenza”, ha detto il ministro Speranza dopo la firma dell’ordinanza.
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Lamorgese “Sui decreti Sicurezza soluzione in tempi brevi”

MILANO (ITALPRESS) – “Non escludo che venga approvato in tempi brevi. Oggi facciamo la terza riunione, abbiamo fatto passi avanti. C’è convergenza su tanti punti, quindi che arriveremo in tempi brevi a modifiche in tema di immigrazione che potrebbero andare in contro alle osservazioni fatte dal Presidente della Repubblica. Sono ottimista che arriveremo ad una soluzione condivisa. Oggi sarà un incontro importante su questo tema”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, intervenendo alla trasmissione Agorà Estate, su Rai3.
Il ministro ha parlato anche delle conseguenze sociali dell’emergenza coronavirus: “A settembre e ottobre vedremo gli esiti di questo periodo di grave crisi economica che ha colpito le aziende e i cittadini, ma il governo ha posto in essere tutte le iniziative necessarie per evitare che ci siano conseguenze di tipo sociale. Il rischio però è concreto – ha aggiunto -, tanto che vedo oggi anche un atteggiamento di violenza nei confronti delle nostre forze di polizia, a cui deve andare il ringraziamento mio e di tutti gli italiani”.
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Conte “Recovery Fund entro luglio, Italia e Spagna più unite”

“L’Europa deve agire subito e unita, deve tornare ad essere competitiva. Dobbiamo moltiplicare gli sforzi per finalizzare il pacchetto di risposte già entro la fine del mese. Non possiamo permetterci di rinviare, questo è un fattore chiave per valutare la tempestività della risposta”. Lo ha detto, il premier Giuseppe Conte, in occasione dell’incontro con il premier spagnolo Pedro Sànchez a Madrid. Sul recovery fund posizione condivisa del primo ministro spagnolo che ha parlato di luglio come “il mese dell’accordo” e di una risposta alla crisi che deve essere necessariamente europea. “Abbiamo condiviso da subito la necessità di una reazione forte, non possiamo permetterci di indugiare – ha avvertito Conte – non possiamo permetterci di essere troppo prudenti. Dobbiamo osare, è l’unico modo per avere una risposta che sia europea, forte, nel comune interesse. Parliamo dell’interesse dell’Europa, del suo futuro, è in gioco il mercato unico. Non possiamo indietreggiare rispetto alla proposta della commissione europea, ha lavorato molto, ci offre una proposta ben bilanciata nel complesso. Occorre una buona base di realismo e una risposta utile per una reazione adeguata, ma dobbiamo portarla a casa subito”. Italia e Spagna ancora più “unite” dopo la tragica esperienza del Covid-19, secondo Conte, che esorta ad affrontare questa crisi “con grande coraggio e responsabilità”.
(ITALPRESS).