“Il Tribunale arbitrale dell’Aja ha stabilito oggi che i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, dovranno essere processati in Italia”. Lo scrive su facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che aggiunge: “È una notizia molto positiva, che premia il grande lavoro svolto in questi anni dal team legale a tutela dell’Italia nelle sedi giudiziarie indiane e internazionali, nonché l’impegno diplomatico che il nostro Paese non ha mai fatto mancare alla causa dei due fucilieri di Marina. La tesi dell’Italia, dopo anni di lunghe battaglie, ha dunque prevalso. I nostri due militari, funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni sono immuni dalla giustizia straniera.
Non abbiamo mai smesso di seguire questo caso, ma voglio ringraziare anche chi mi ha preceduto per la costanza e la determinazione impiegate su questa vicenda. L’Italia naturalmente rispetterà quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione. Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie”.
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Riconosciuta l’immunità ai marò, processo in Italia
Corrotti anche per 50 euro nella pubblica amministrazione
“Il fenomeno corruttivo è piuttosto polverizzato e multiforme e coinvolge quasi tutte le aree territoriali del Paese. Il valore della tangente è di frequente molto basso e assume sempre di più forme diverse dalla classica dazione di denaro, come l’assunzione di amici e parenti. Desta particolare allarme il fatto che la funzione pubblica sia venduta per molto poco, 2.000 o 3.000 euro, a volte anche per soli 50 o 100 euro”. Lo ha detto il Presidente dell’Anac, Francesco Merloni, presentando la Relazione annuale dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) a Montecitorio.
Dalla relazione emerge, inoltre, che il trend del fenomeno corruttivo mafioso “è in continuo aumento. Nel 2019 sono stati comunicati 633 provvedimenti, contro i 573 del 2018, il 10% in più, e dal 2015 siamo a circa 2.600. Il dato è molto preoccupante – ha avvertito – perchè le organizzazioni criminali ricorrono sempre più spesso a sistemi corruttivi per raggiungere i loro scopi, approfittando anche delle situazioni emergenziali come quella in corso, con effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane, già pesantemente colpite dalla crisi”.
Per il Presidente della Camera, Roberto Fico, il fenomeno della corruzione “rimane purtroppo una piaga nel nostro Paese. Ne mina infatti alla radice lo sviluppo, l’occupazione, l’equità, la giustizia e la coesione sociale, la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e la credibilità internazionale. Serve dunque ancora un impegno deciso a 360 gradi nel contrasto alla corruzione – ha aggiunto – anche se si è registrato un miglioramento di due posizioni negli ultimi anni.
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Ue, Gentiloni “Ripresa potrebbe rivelarsi contrastata”
ROMA (ITALPRESS) – “Ci troviamo ancora di fronte a una lunga coda di incertezza, quindi pur essendo tornati in tutti i paesi europei in una situazione di significativo calo dei livelli di contagio e pur non essendoci al momento, se non in situazioni circoscritte, delle seconde ondate di infezione, ci troviamo in una situazione di incertezza dovuta al fatto che nessuno può prevedere l’evoluzione nei prossimi mesi. Nelle nostre previsioni economiche questa incertezza si farà sentire. La ripresa potrebbe rivelarsi piuttosto contrastata”. Lo ha detto il Commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, in audizione presso la commissione Politiche Ue della Camera. “Siamo tutti consapevoli della gravità senza precedenti e delle conseguenze economiche di questa crisi, le conseguenze vanno al di là dei paesi più direttamente colpiti. Tutti i paesi che hanno vissuto esperienze di lockdown saranno alle prese con conseguenze economiche serie”, ha aggiunto. Ecco perchè, ha osservato, “le sfide europee, per quanto sia giusto dire che la reazione sia stata forte e tempestiva, sono tutte ancora aperte. Abbiamo bisogno entro il mese di luglio, prima delle pause estive, di approvare questo piano e non dimentichiamo che la fase di attuazione sarà piena di problemi inediti, ma anche di grandissime opportunità”.
Secondo Gentiloni “bisogna tenere conto che la sostenibilità del debito, soprattutto in alcuni paesi tra cui l’Italia, è uno dei problemi del futuro, e che la discussione di questi mesi non può cancellare. Non c’è dubbio che la Commissione ha invitato tutti i paesi a spendere, a farlo preso e intervenire in modo massiccio, ha creato le condizioni dal punto di vista regolamentare senza dover tener conto dei vincoli che normalmente regolano i nostri bilanci europei. Ma bisognerà pensare, nel medio e lungo termine, a riportare il nostro debito in una situazione stabile e in una traiettoria discendente”, ha concluso.
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Dl semplificazioni, Conte “Indispensabile per il Paese”
“La pandemia ha determinato una recessione senza precedenti, tra gli strumenti adottati vi è lo schema sulle semplificazioni che stiamo discutendo. Vogliamo intervenire nelle varie fasi che interessano la realizzazione delle opere pubbliche. Il decreto semplificazioni la ritengo la madre di tutte le riforme, e la ritengo indispensabile per modernizzare l’Italia e far correre il Paese, ed è per questo che ci stiamo confrontando per trovare le soluzioni migliori”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, nel corso del question time alla Camera.
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Gualtieri “Aziende pubbliche fondamentali per la crescita”
“Il governo vuole proseguire su questo lavoro, salvaguardando l’autonomia delle aziende pubbliche. Un modello risultato efficiente, valorizzando la capacità di ciascuna di queste aziende di avere successo nei propri settori, che significa innovare”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo alla presentazione del rapporto “Missioni strategiche per le imprese pubbliche italiane”.
“Il governo ritiene che per fare più Pil e occupazione occorre perseguire la strada dell’innovazione, del new green deal e l’asset fondamentale che sono le aziende pubbliche, può ancora di più essere aiutato a svolgere un ruolo trainante”, ha aggiunto.
Per il ministro “il rapporto affronta una questione cruciale e strategica per il futuro del paese e sottolinea un fatto importante: le aziende pubbliche italiane sono aziende di avanguardia, non solo fanno dividendi, ma si collocano in una fascia alta, sono imprese grandi, multinazionali”.
“Le imprese pubbliche sono le più idonee ad affrontare le grandi questioni che il governo e l’Europa hanno messo all’interno della loro strategia, il tema dell’innovazione, della sostenibilità, della coesione. Siamo di fronte a degli asset cruciali, è dovere del governo valutare la massimizzazione delle potenzialità di queste grandi imprese”, ha concluso.
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Sondaggio Euromedia Research per Italpress: Lega al 25,5%, Pd al 20,2%
Nelle intenzioni di voto degli italiani la compagine di centrodestra, seppur in leggera contrazione, si dimostra ancora in netto vantaggio rispetto ai partiti di Governo. E’ quanto risulta da un sondaggio di Euromedia Research, diretta da Alessandra Ghisleri, in esclusiva per l’agenzia di stampa Italpress.
La situazione, in ogni caso, disegna un’opposizione con la Lega ancora stabilmente primo partito, al 25,5%; Fratelli d’Italia in stallo, al 13,6%, dopo l’importante crescita dei mesi scorsi. PD e M5S si confrontano per la seconda posizione del ranking del voto, col partito di Nicola Zingaretti (20,2%) ancora in vantaggio sull’alleato (16%) ma non in grado, almeno per il momento, di impensierire il partito di Matteo Salvini. Italia Viva di Matteo Renzi e’ al 3,4%. Mentre Forza Italia è al 7,3%.


Di Maio “Ue ha risposto alla crisi, il governo sia all’altezza”
“L’Europa ha risposto con forza alla crisi e io ho fiducia nell’operato di Ursula Von der Leyen. Ora tocca al governo italiano dimostrare di essere all’altezza della sfida”. Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista al quotidiano La Stampa.
“La stessa Bce ci ha dato un grande sostegno acquistando i nostri titoli di Stato. Gli strumenti ora ci sono e dobbiamo riconoscerlo. Quindi basta piagnistei, tocca al governo dimostrare di essere all’altezza della sfida. Il presidente Conte continua a dire che sarà sufficiente il Recovery Fund e noi abbiamo fiducia nelle sue parole”, ha sottolineato Di Maio. “Dividerei il tema Mes dal tema sanità – prosegue – Con Zingaretti condivido l’idea di un ammodernamento di un sistema sanitario che deve essere pubblico e accessibile a tutti. Ma sul Mes ripeto che non ho motivo di esprimermi”, ha commentato il ministro. Per il ministro “gli strumenti europei sono essenziali, ma lo sono anche i tempi”.
“Se ho bisogno oggi di un aiuto e me lo dai – aggiunge – fra un anno non serve. Il sistema sanitario va sostenuto adesso e andava sostenuto anche prima. Negli anni dell’austerity chi chiedeva tagli alla sanità era la Ue. Sbagliò, bisogna dirlo. Come ora non ho problemi a dire che verso l’operato della Von Der Leyen da parte nostra c’è piena fiducia. Ho incontrato anche il mio omologo olandese e mi è sembrato ragionevole”.
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Zingaretti “Sul Mes il Governo non può più tergiversare”
“Il Mes è stato criticato e combattuto da molti, ma ora è uno strumento finanziario totalmente diverso da quello del passato. Le destre sono abituate a cavalcare i problemi e non a trovare soluzioni per risolverli. Il motivo è semplice sui problemi delle persone ci campano e poco importa se, non risolti aggravano la situazione. Chi sta governando l’Italia ha il compito opposto. Io non credo possiamo permetterci ancora di tergiversare. La danza immobile delle parole, slogan, furbizie lasciamoli alle destre, noi anche nel nostro partito dedichiamoci a dare risposte alle persone e ricostruire l’Italia uniti. Questa è la missione del Pd”. Così, in un intervento sul Corriere della Sera, il segretario del Pd Nicola Zingaretti, osservando come “questi mesi ci hanno mostrato quanto sia fondamentale investire nei sistemi sanitari e nelle scienze della vita per poter garantire il diritto a cure di qualità. Per garantire a tutte e a tutti protezione e sicurezza. È evidente la necessità di promuovere il potenziamento e l’ammodernamento del nostro sistema sanitario. Il sistema sanitario ha risposto ed è stato capace di uno sforzo immane: grazie agli operatori che ci hanno messo cuore e competenza, e grazie anche a una capacità di innovazione che forse neanche sospettavamo di avere”.
Per Zingaretti “ora però è il tempo di un salto nel futuro e di costruire un nuovo modello. L’attuale sistema di cura e presa in carico fondato su tre politiche distinte che spesso non comunicano – sanità, sociale e terzo settore – ha mostrato tutti i suoi limiti, non va più bene, è inadeguato. Rinascita è anche questo: avere una visione nuova, fondata su un modello di integrazione delle politiche sanitarie e sociosanitarie da realizzare con idee e investimenti”. Il segretario del Pd indica 10 punti “su cui ragionare ma soprattutto bisogna partire”, perchè “queste sfide saranno nei prossimi mesi e anni decisive non solo per produrre benessere, ma anche ricostruire fiducia nella capacità dello Stato di essere utile e vicino ai bisogni delle persone”.
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