“Io sono qui non per interessi personali o per coltivare un mio partito, o per favorire miei amici e conoscenti, ma per svolgere questo servizio. Un incarico di rilievo diventato ancora più gravoso per l’emergenza. Sarebbe folle da parte mia dedicare anche solo un minimo di energie a questi pensieri”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, rispondendo alla domanda se intenda fondare un suo partito.
Quanto al Recovery Plan, “lo presenteremo a settembre. Con un cronoprogramma dettagliato per non perdere quei soldi”, dice il premier, che sugli Stati Generali che prenderanno il via domani assicura: “Non sarà una sfilata o una passerella. Non ne abbiamo bisogno, il Paese non ci consente di fare kermesse di sorta. Tra l’altro, la dotazione finanziaria europea non è un tesoretto che il governo spende liberamente, ma una grande responsabilità da condividere con tutte le forze. E per questo voglio assoldare singole personalità e le migliori energie del Paese. Dopo gli Stati generali, richiamerò ministri e partiti di maggioranza e avremo un piano condiviso dell’azione di governo. Sarà più ampio del solo recovery plan e collegato al Piano nazionale delle riforme. Avrà una forza incredibile”.
Conte poi spiega che l’invito all’opposizione a Villa Pamphili “dimostrava grande riguardo. Non li ho invitati come fossero una associazione di categoria o sindacale. Non li facevo scorrere come gli altri ospiti. Avevo riservato loro un intero pomeriggio. Mi è stato risposto che la sede non è istituzionale, ma c’è un difetto di conoscenza: a villa Pamphili sono stati ricevuti capi di governo”.
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Conte “Non fonderò un mio partito”
Con il Family Act assegni, contributi e congedi
ROMA (ITALPRESS) – Il Cdm ha approvato il Family Act, un “significativo provvedimento normativo” a sostegno della genitorialità e della natalità, come l’ha definito il premier Conte. Composto da 8 articoli vede, tra le novità più rilevanti, l’introduzione di un assegno universale attribuito indistintamente in una quota base a tutti nuclei familiari con uno o più figli fino ai 18 anni, cui viene aggiunta una quota variabile determinata per scaglioni dall’indicatore Isee. Si tratta di un assegno mensile che verrà corrisposto dal settimo mese di gravidanza e che non concorre alla formazione del reddito imponibile. Sono previsti interventi di sostegno con contributi che possono coprire anche l’intero ammontare delle rette degli asili nido, dei micronidi, delle sezioni primavera e delle scuole dell’infanzia; sostegno sia per le spese sostenute per i minori affetti da patologie fisiche, sia per le spese documentabili per l’acquisto di libri scolastici per ciascun figlio, per le spese sostenute per le gite scolastiche, all’iscrizione o abbonamento ad associazioni sportive e i corsi di lingua, arte e musica. Nel ddl cambia anche le modalità dei congedi, per i neo papà infatti il periodo sale a un minimo di 10 giorni nei primi mesi di nascita della figlia o del figlio. E’ stato introdotto un permesso retribuito, di almeno 5 ore nell’arco di un anno scolastico per i colloqui con i professori; l’introduzione di modalità flessibili nella gestione di congedi; una durata minima di 2 mesi di congedo non cedibile all’altro genitore. Nel Family Act c’è anche un articolo per incentivare il lavoro femminile. Previste quindi la detraibilità o la deducibilità di una percentuale delle spese sostenute per gli addetti ai servizi domestici o assistenza di familiari con deficit di autonomia; sono previste misure per attuare una modulazione graduale della retribuzione del lavoratore, nei giorni di astensione per malattia del figlio e misure premiali per i datori di lavoro che promuovono una piena armonizzazione tra vita privata e lavoro, come ad esempio, lavoro flessibile, smart working, telelavoro.
Sono previste, infine, detrazioni fiscali delle spese sostenute per acquistare libri universitari, ma anche detrazioni fiscali delle spese relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti a un corso universitario; agevolazioni fiscali per l’affitto della prima casa per le giovani coppie, di cui almeno uno dei due non abbia superato 30 anni al momento della presentazione della domanda.
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Lunedì al via la Fase 3, ancora meno restrizioni
Da lunedì 15 giugno “è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia”. È quanto si legge nella bozza del Dpcm per la fase 3.
“Restano sospese sino al 14 luglio 2020 le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi – prosegue il testo -. Le Regioni e le Province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi”. Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto “sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”.
“A decorrere dal 15 giugno è consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle Regioni e Province Autonome che abbiano preventivamente accertato, d’intesa con il mnistero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformità con le linee guida di cui al periodo precedente per quanto compatibili”, si legge ancora nella bozza.
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Conte “Non mi sottraggo al confronto in Parlamento”
“Credo di aver dimostrato di andare in Parlamento in tutte le occasioni possibili e immaginabili. L’accusa di sottrarmi al confronto col Parlamento è un pò ardita”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando fuori da Palazzo Chigi, rispondendo al centrodestra che non si recherà agli Stati Generali perchè chiede un confronto in Parlamento.
“Ho letto la dichiarazione delle forze di opposizione, vorrei ricordare che Villa Pamphili è la sede della Presidenza del Consiglio – ha spiegato Conte -. Organizzare lì gli Stati Generali è un gesto di attenzione nei loro confronti. Abbiamo fatto tanti ricevimenti di Stato, luogo più istituzionale di questo non si può”.
“Agli Stati Generali avremo sabato una giornata inaugurale con ospiti internazionali con cui ci confronteremo sui temi economici globali – ha sottolineato il premier -. Da lunedì inizierà il confronto con le parti sociali del paese, inizieremo a omaggiare il lavoro fatto dalla commissione Colao. E’ un buon lavoro il suo, anche se ha ricevuto critiche che ci stanno”.
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Il centrodestra non parteciperà agli Stati Generali
Il centrodestra è compatto sul no alla partecipazione agli Stati generali organizzati dal governo a Villa Pamphili. E’ quanto emerso, secondo quanto si apprende da fonti del centrodestra, nel corso del vertice tra il segretario della Lega Matteo Salvini, il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.
I tre partiti hanno ribadito “di essere pronti a confrontarsi con il governo in qualsiasi momento, ma soltanto in occasioni e sedi istituzionali”, riferiscono le stesse fonti.
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Cei “Non serve una nuova legge contro l’omofobia”
“‘Nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde’, sottolinea Papa Francesco, mettendo fuorigioco ogni tipo di razzismo o di esclusione come pure ogni reazione violenta, destinata a rivelarsi a sua volta autodistruttiva. Le discriminazioni – comprese quelle basate sull’orientamento sessuale – costituiscono una violazione della dignità umana, che – in quanto tale – deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni. Trattamenti pregiudizievoli, minacce, aggressioni, lesioni, atti di bullismo, stalking… sono altrettante forme di attentato alla sacralità della vita umana e vanno perciò contrastate senza mezzi termini”. Lo afferma in una nota la Conferenza Episcopale Italiana.
“Al riguardo, un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell’ordinamento giuridico del nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio – sottolineano i vescovi italiani -. Questa consapevolezza ci porta a guardare con preoccupazione alle proposte di legge attualmente in corso di esame presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati contro i reati di omotransfobia: anche per questi ambiti non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l’urgenza di nuove disposizioni. Anzi, un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui – più che sanzionare la discriminazione – si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione, come insegna l’esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte”.
“Per esempio, sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma – e non la duplicazione della stessa figura – significherebbe introdurre un reato di opinione. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l’esercizio di critica e di dissenso – prosegue la Cei -. Crediamo fermamente che, oltre ad applicare in maniera oculata le disposizioni già in vigore, si debba innanzitutto promuovere l’impegno educativo nella direzione di una seria prevenzione, che contribuisca a scongiurare e contrastare ogni offesa alla persona. Su questo non servono polemiche o scomuniche reciproche, ma disponibilità a un confronto autentico e intellettualmente onesto. Nella misura in cui tale dialogo avviene nella libertà, ne trarranno beneficio tanto il rispetto della persona quanto la democraticità del Paese”.
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Di Maio “Entro fine mese la Grecia toglierà ogni blocco”
“Il turismo è sia per noi che per la Grecia un settore economico di primaria importanza e sono contento che l’amico Dendias mi abbia rassicurato sul fatto che la Grecia riaprirà all’Italia sicuramente entro la fine del mese, eliminando qualsiasi tipo di blocco e obbligo di quarantena per gli italiani con l’impegno a valutare, in base ai dati, anche una riapertura nelle prossime settimane. Di questo siamo felici e da un ulteriore valore a questo incontro”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso della conferenza congiunta con l’omologo greco Nikos Dendias.
Il capo della Farnesina ha sottolineato come l’Italia abbia riaperto al turismo in entrata il 3 giugno: “Stiamo agendo con la massima trasparenza fornendo tutti i dati. In Italia tutte le attività commerciali si sono attrezzati per ricevere i turisti in sicurezza. Riteniamo sia fondamentale per garantire una ripresa del turismo in sicurezza, che tra tutti i Paesi dell’Unione europea ci sia uno scambio costante e trasparente dei dati relativi alla diffusione del virus”.
“Più in generale – ha aggiunto Di Maio – l’Italia ritiene che sia necessario definire regole e criteri uniformi per la mobilità aviaria, mare e terra per garantire in Europa viaggi sicuri senza interruzioni, in linea con il pacchetto turismo che abbiamo approvato nella commissione il 13 maggio con l’obiettivo di non frammentare il mercato turistico europeo. Eventuali intese tra gruppi ristretti di paesi non sono una soluzione appropriata a livello europeo”. Il ministro Di Maio ha, inoltre, ringraziato la Grecia per la vicinanza mostrata durante il periodo peggiore della pandemia, “ma per fortuna l’Italia ne è uscita, ne è uscita a testa alta, i numeri delle nostre Regioni sono più che positivi. L’Italia sta elaborando un piano strategico nazionale che anche grazie alle risorse nel piano Next Generation Eu potrà porre le basi per una ripresa fondata su innovazione e sostenibilità investendo nella transizione energetica ed ecologica e nella digitalizzazione”.
Il ministro degli Esteri ha definito il piano europeo “ambizioso per il rilancio dell’economia”, un piano che si muove nella “giusta direzione perchè riconosce la possibilità di reperire sui mercati le risorse necessarie al rilancio, prevede che i trasferimenti diretti prevalgano sui prestiti per non gravare eccessivamente sul debito pubblico degli Stati membri. Gli interventi che stiamo portando avanti sono un grande risultato collettivo che speriamo veda un esito altrettanto positivo. La Grecia è un paese storicamente amico dell’Italia con cui abbiamo profonde affinità culturali e interessi in comune”.
“Oggi – ha proseguito – abbiamo trattato numerose questioni con particolare attenzione al rilancio del turismo, al tema della gestione delle crisi che abbiamo intorno, ai flussi migratori, al processo di allargamento ai Balcani occidentali. La nostra amicizia storica vede una totale sintonia sui tavoli europei e sui tavoli internazionali, non solo siamo vicini ma abbiamo a cuore l’interesse di questa grande regione che è il Mediterraneo allargato di cui i nostri popoli sono protagonisti. Sono contento che oggi si sia potuto firmare l’accordo tra Italia e Grecia sulla delimitazione delle rispettive zone marittime, nonché due ulteriori strumenti giuridici relative sia alle risorse del Mediterraneo, sia alla tutela dei diritti storici italiani di pesca nelle acque greche, si tratta di un risultato importante”
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Regioni, Mattarella “Tenere insieme pluralità e unità”
“Cinquant’anni or sono i cittadini delle Regioni a statuto ordinario vennero chiamati per la prima volta alle urne per eleggere i loro rappresentanti nei Consigli regionali. Si completava così il disegno dei Costituenti e la democrazia nel nostro Paese compiva un ulteriore, significativo passo in avanti, ampliando le sue basi e rafforzando il carattere pluralista delle sue istituzioni. Il principio di autonomia, delle Regioni e degli enti locali, è alle fondamenta della costruzione democratica, perchè appartiene al campo indivisibile delle libertà e costituisce un regolatore dell’equilibrio costituzionale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “L’esperienza delle Regioni ha attraversato diverse stagioni, è stata oggetto di confronti molto intensi, e di riforme che hanno modificato non solo il profilo legislativo e amministrativo degli enti, ma anche il funzionamento complessivo dei poteri democratici della Repubblica”, aggiunge. “Dopo mezzo secolo di esperienza la riflessione è ancora aperta e la stessa lotta alla pandemia, ci ha posto di fronte a nuovi interrogativi su come rendere migliore il servizio ai cittadini ed evitare che conflitti e sovrapposizioni tra istituzioni possano creare inefficienze paralizzanti o aprire pericolose fratture nella società. La libertà dei territori e l’autonomia delle comunità – osserva il capo dello Stato – sono un contributo all’unità nazionale, nel quadro di una leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Le intese tra Stato, Regioni, Comuni, Province sono parte qualificante dell’azione di governo. Le diversità – se non utilizzate in modo improprio – sono un moltiplicatore di crescita civile, economica, culturale”.
Per Mattarella “le Regioni e le autonomie degli enti locali accresceranno le opportunità del Paese, anche in questa stagione di ripartenza, se sapranno contribuire a garantire e rendere effettivo il carattere universale dei diritti sociali e di cittadinanza del popolo italiano, al cui servizio tutte le istituzioni democratiche sono poste. Siamo chiamati a una prova impegnativa: l’Italia ha le carte in regola per superare la sfida. Non vincerà da solo un territorio contro un altro, non prevarrà una istituzione a scapito di un’altra, ma solo la Repubblica, nella sua unità. Decisiva sarà la capacità di tenere insieme pluralità e vincolo unitari”, conclude Mattarella.
(ITALPRESS).









