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Conte “Non sono accerchiato, maggioranza responsabile”

ROMA (ITALPRESS) – “Non mi pare di essere accerchiato più di quanto lo fossi nella prima fase. In tutti questi mesi ho sentito dire in continuazione: Conte cade, Conte cade. Fa parte del gioco, ho imparato a non meravigliarmi. Ma come si vede e si vedrà, non è così”. Così, in un colloquio con il Corriere della Sera, il premier Giuseppe Conte, dopo le ultime tensioni nella maggioranza, soprattutto per la sua iniziativa sugli Stati generali dell’economia. “La verità è che quando si arriva alla sostanza delle cose, asciugandole dalle polemiche, ci si rende conto che questa maggioranza è composta da partiti responsabili, che capiscono bene quali siano le priorità del Paese. Il clima è migliore di quello che sembra. E anche alcune perplessità del Pd sono rientrate”, osserva. Il premier glissa anche sulle voci i secondo le quali il ministro dell’Economia Gualtieri si sarebbe sentito scavalcato: “Come premier non scavalco nessuno e Gualtieri ha sempre condiviso tutto con me e insieme a me”. Poi, sottolinea: “Lo so quello che si dice. Ma non possiamo ritardare il confronto con imprenditori, sindacati, categorie. L’urgenza non nasce da un mio capriccio, ma dalla realtà che preme. Bisogna muoversi da subito. Sento dire che occorre farlo con calma. Ma quale calma? Ci prendiamo qualche giorno per coinvolgere appieno le forze di maggioranza, e lo facciamo. Poi chiamiamolo patto, chiamiamolo confronto. Ma non va rimandato”.
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Il dl scuola è legge, Azzolina “Ora le linee guida per settembre”

ROMA (ITALPRESS) – E’ legge il decreto sulla scuola che disciplina gli Esami di Stato conclusivi del I e del II ciclo di istruzione, la valutazione finale degli alunni, la conclusione dell’anno scolastico 2019/2020 e l’avvio del 2020/2021, le procedure concorsuali straordinarie per la Scuola secondaria di I e II grado. Il decreto, che era stato approvato al Senato il 28 maggio scorso, ha ricevuto oggi il via libera definitivo dalla Camera dei Deputati con 245 voti favorevoli e 122 contrari. In Aula le dichiarazioni di voto si erano concluse nella notte. Contro il decreto Fdi e Lega hanno messo in atto un ostruzionismo che ha protratto i lavori per circa due giorni.
“E’ un provvedimento nato in piena emergenza che consente di chiudere regolarmente l’anno scolastico in corso – commenta il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina -. Il testo è stato migliorato durante l’iter parlamentare grazie al lavoro responsabile della maggioranza di governo. Con l’obiettivo di mettere al centro gli studenti e garantire qualità dell’istruzione. Ora definiamo le linee guida per settembre, per riportare gli studenti a scuola, in presenza e in sicurezza”.
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Catalfo “Cassa integrazione fino a dicembre”

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, è pronta ad allungare sino a fine anno la cassa integrazione, con un’attenzione particolare ai settori che continuano a presentare difficoltà, utilizzando i 20 miliardi che l’Europa ci metterà a disposizione col programma Sure. Lo dice in un’intervista a “La Stampa”. “Bisogna fare attenzione ai settori che stanno subendo e subiranno di più la crisi, come il turismo e alcuni settori industriali, che avranno più difficoltà degli altri comparti – spiega -. Per questi andranno previsti nuovi interventi ed andranno predisposti specifici piani strategici. I sindacati hanno chiesto anche di prorogare il blocco dei licenziamenti? La proposta del blocco l’ho fatta io: se allunghiamo la cig allunghiamo ovviamente anche il blocco dei licenziamenti”, spiega Catalfo.
Per il ministro i soldi per gli ammortizzatori potranno arrivare “dal fondo Sure”.
“Parliamo – aggiunge – di una cifra considerevole che l’Europa ci mette a disposizione, qualcosa come 20 miliardi di euro che possono ulteriormente agevolare le aziende in questa fase di transizione. Lo attiveremo subito, non appena disponibile. Ci aspettiamo massima celerità da parte dell’Europa. Intanto, come ministero stiamo elaborando la stima dei costi per il rifinanziamento della cassa integrazione, che è mia intenzione allungare fino alla fine dell’anno, e del Fondo nuove competenze che invieremo nei prossimi giorni al ministero dell’Economia proprio al fine di un utilizzo puntuale di Sure”.
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Zingaretti “Il Mes è fondamentale per la sanità”

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“Serve un cambio di rotta, il servizio sanitario va letto come grande driver di sviluppo e di benessere. La più grande infrastruttura pubblica di questo Paese che ne contribuisce alla ricchezza complessiva”. Lo scrive il segretario del Pd Nicola Zingaretti in un intervento sul Sole 24 Ore.
“La logica dei tagli alla spesa sanitaria, sotto la pressione del risanamento finanziario, è stata una strategia sbagliata che ha causato un arretramento dell’accessibilità ai servizi sanitari e ha favorito il senso di insicurezza dei cittadini – prosegue il presidente della Regione Lazio -. Il coronavirus ha reso evidente le necessità di promuovere il potenziamento e l’ammodernamento del nostro sistema sanitario: ospedali, ma anche tecnologie digitali, presenza sui territori, prevenzione, ricerca e la necessità di costruire un nuovo sistema di presa in carico. Ora dobbiamo aprire una nuova fase per costruire un nuovo modello basato sulla rivoluzione digitale e il rafforzamento della rete territoriale di sanità pubblica. Per farlo abbiamo bisogno di grandi investimenti e per questo il Mes è fondamentale. Fino a 36 miliardi di euro senza condizioni a tassi bassissimi che ci permetterebbero di fare un grande salto nella qualità della sanità pubblica”.
“Nell’ultima asta dei titoli di Stato abbiamo emesso 14 miliardi di Btp a dieci anni con un rendimento dell’1,7%: se volessimo finanziarci per 36 miliardi di euro sul mercato ai tassi attuali ci costerebbe 580 milioni di euro in più all’anno per dieci anni rispetto al costo dell’accesso al Mes – sottolinea il leader dem -. Già solo questo rende chiaro che non dovremmo avere dubbi. Ma dovremmo chiamare le Regioni, la scienza medica, gli operatori per lavorare insieme a un piano nazionale di ricostruzione che punti su ospedali, territorio, tecnologie, personale sanitario”.
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Conte “Numeri incoraggianti, le aperture funzionano”

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“A distanza di circa un mese dal 4 maggio, i numeri sono incoraggianti, il trend dei nuovi casi è in costante diminuzione in tutte le Regioni”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, parlando dell’emergenza coronavirus.
“Questo dimostra che la strategia adottata è quella giusta”, ha aggiunto Conte, spiegando che “le aperture progressive stanno funzionando”.
“Abbiamo accettato tutti insieme di compiere dei sacrifici, dico solo: facciamo attenzione le uniche misure efficaci sono il distanziamento fisico e le mascherine. Dire che il virus è scomparso è una grave leggerezza”, ha proseguito.
“Ora ci dovrà essere un nuovo inizio, abbiamo il dovere di agire con lo spirito del 2 giugno”, ha sottolineato il premier.
“Dobbiamo cogliere l’opportunità dei fondi europei che dobbiamo saper spendere bene – ha detto ancora Conte -. Stiamo lavorando sul Recovery Plan”. “Il rimpasto di governo non ha nulla a che vedere con il progetto di rinascita per il paese”, ha poi chiarito Conte. “Se si tratta di confrontarsi con l’opposizione assolutamente sì”, ha aggiunto.
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Renzi “Serve l’elezione diretta del premier”

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“Ritengo necessario e del tutto probabile, che molto presto si parlerà di nuovo della Grande Riforma, ma non per fornire specchietti per le allodole come in passato la riduzione del numero dei parlamentari, il cui unico effetto è stato quello di accrescere il tasso di sfiducia verso la politica. Non è più tempo di bluff. L’obiettivo primario deve essere quello di allargare l’orizzonte: torneremo a chiederci se abbia un senso che l’Italia rimanga un paese in cui ogni decisione viene sottoposta ad almeno un duplice passaggio parlamentare, in cui si danno due voti di fiducia, mentre rimane preclusa la possibilità di un nesso fra la tornata elettorale e l’espressione del capo del Governo…”. Lo scrive Matteo Renzi nel capitolo ‘La grande riforma’ estratto dal suo nuovo libro “La mossa del cavallo” edito da Marsilio, da domani in libreria.
“La Grande Riforma – scrive il leader di Italia Viva – sarà di nuovo tra i primi punti in agenda, nel momento in cui tornerà finalmente la politica, quella vera e la demagogica esigenza di contare i like sui social lascerà il campo alla reale necessità di un funzionamento delle istituzioni degno di questo nome. Ciò che ci aspetta, a livello istituzionale, non può che essere il ritorno a un grande patto tra cittadini e forze politiche. Ma le regole vanno scritte insieme. Ognuno potrà poi contestare l’altro dentro la cabina elettorale, ma le basi vanno condivise, perché l’Italia non può continuare a cambiare un governo all’anno, né possiamo permetterci di mandare a votare gli italiani senza che questo voto produca degli effetti concreti…”.
Renzi propone “una Grande Riforma delle istituzioni che porti all’elezione diretta del capo del Governo in modo tale da avere alla guida del Paese – si legge ancora nel libro – una figura legittimata dal voto popolare e non più da un passaggio parlamentare: se accettiamo che il premier parli ai cittadini con una frequenza costante, che si assuma la responsabilità di derogare a principi costituzionali, il minimo sindacale che dobbiamo alla nostra credibilità è che quel premier sia eletto esattamente come lo è il sindaco. Certo i costituenti non immaginavano un presidente del Consiglio dei ministri che con un atto a sua firma potesse indicare restrizioni alla libertà di movimento, di culto, alla libertà associativa ed economica. Vogliamo questo modello? Bene, ma inseriamo l’elemento del consenso e del voto democratico”.
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Berlusconi “Unità e dialogo costruttivo per risollevarci”

ROMA (ITALPRESS) – Unità e dialogo per risollevarsi. Prendendo spunto dalle parole del capo dello Stato e del governatore della Banca d’Italia, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, in una lettera al Corriere della Sera, sottolinea come “questa assunzione di responsabilità, in un ‘dialogo costruttivò, riguarda tutte le forze vive del Paese. Il Paese deve essere unito, mettere insieme le migliori energie per sedersi intorno a un tavolo e costruire un progetto comune che guardi al futuro, alla rinascita. Noi ci siamo, come sempre quando è in gioco l’interesse nazionale, il futuro di questo Paese”. Quindi, osserva, “C’è bisogno che ognuno faccia la sua parte, rinunciando a tattiche, ricerca del consenso immediato e polemiche utili solo a motivare le opposte tifoserie. Sono lieto che anche il segretario del Pd sia disponibile. La politica – maggioranza e opposizione – deve accompagnare e sostenere questo sforzo corale.
C’è bisogno di formule politiche pasticciate per fare tutto questo? Lo ripeto per chiarezza, assolutamente no. Del resto – sottolinea Berlusconi – la ricostruzione post-bellica non è avvenuta certo in un quadro di unità politica nazionale. C’è bisogno invece che ognuno faccia la sua parte, rinunciando alle tattiche, alla ricerca del consenso immediato, alle polemiche utili solo a motivare le opposte tifoserie. E’ questo il clima che io ho invocato tante volte, quando eravamo al governo. Se oggi ci fossero davvero le condizioni perchè si realizzi, non dovremmo lasciarci sfuggire l’occasione, anche perchè potrebbe essere davvero l’ultima opportunità. I rischi per la tenuta sociale e civile del Paese, è inutile negarlo, sono molto alti. Gli italiani vogliono ripartire. Non possiamo lasciar soli gli italiani, lavoratori e imprese, che combattono per non soccombere alla recessione incalzante. Si tratta del futuro dell’Italia, dell’avvenire dei nostri figli”, conclude.
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Mattarella a Codogno: “È il momento dell’impegno”

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria, in occasione della festa del 2 giugno. Il passaggio delle Frecce Tricolori ha concluso la cerimonia.

Il capo dello Stato dopo la cerimonia si è recato a Codogno dove ha incontrato le autorità locali, il sindaco, il presidente della Regione Attilio Fontana. Mattarella ha quindi reso omaggio alle vittime del coronavirus al cimitero monumentale, dove ha deposto una corona di fiori.

Le iniziative per la festa della Repubblica quest’anno si sono sovrapposte alle preoccupazioni per la pandemia da covid-19: “Questo è il tempo dell’impegno che non lascia spazio a polemiche e distinzioni. Tutti siamo chiamati a lavorare per il nostro Paese facendo appieno il nostro dovere”, ha ribadito il Capo dello Stato che già ieri aveva invitato il Paese all’Unità.

“Qui a Codogno è presente l’Italia della solidarietà, della  civiltà e del coraggio, in una continuità ideale in cui celebriamo quello che tiene unito il nostro Paese, la sua forza
morale da cui vogliamo ripartire per progettare il futuro”, ha aggiunto Mattarella.