Home Politica Pagina 565

Politica

Centrodestra in piazza a Roma: “Serve un nuovo Governo”

0

Centrodestra in piazza a Roma in occasione del 2 Giugno. Partito da Piazza del Popolo con i tre leader Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, il corteo è arrivato fino a via del Corso con un tricolore di 500 metri. Tanti parlamentari e cittadini, qualche assembramento, l’Inno di Mameli e cori contro il governo: “Capisco la rabbia, ma dobbiamo costruire un percorso che porti l’Italia lontano senza dover aspettare aiuti esterni che tanto non arrivano. Siamo qui a nome degli italiani dimenticati in questi mesi e discriminati – ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini -. Purtroppo c’è un pregiudizio nei confronti del privato, lavoratori autonomi e liberi professionisti. Noi pensiamo che non ci possono essere lavoratori italiani dimenticati. Trasformiamo queste proposte in emendamenti e suggerimenti al governo. Il presidente della Repubblica Mattarella ha chiesto unita’ e collaborazione? Allora noi da queste piazze porteremo le nostre proposte”.

Il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è tornata sulle polemiche che hanno preceduto l’iniziativa del centrodestra, sottolineando come grazie a questa manifestazione la sinistra abbia scoperto che “il 2 giugno è anche la nostra festa: abbiamo il diritto di manifestare anche noi in sicurezza – ha affermato -. Abbiamo fatto del nostro meglio per metterla in sicurezza ma anche quando hanno fatto la manifestazione del 25 aprile non era in sicurezza. Per noi c’è sempre una buona scusa per non manifestare mai. Ma il centrodestra esiste e farà le sue manifestazioni”. E sul Governo Conte: “Penso che una volta terminata questa emergenza sanitaria non sia questo governo a poter ricostruire l’Italia, penso che a dover affrontare la crisi economica debba essere un governo scelto dai cittadini, che non debba scendere a compromessi e che possa durare cinque anni”.

Il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, commentando le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha invitato tutti a uno sforzo comune per superare questa fase, ha sottolineato come sia necessario “lavorare tutti insieme”. Per Tajani “vengono grandi opportunità anche dall’Europa. Ci sono 200-255 miliardi che potremmo utilizzare. Il progetto per il rilancio del Paese lo si scrive in Parlamento, non lo scrive solo la maggioranza, ma con le opposizioni, ascoltando tutte le categorie produttive che hanno lanciato un grido di dolore a cui abbiamo risposto positivamente giorni fa. Dobbiamo farci carico dei loro problemi”, ha concluso Tajani.

Di Maio “Risponderemo a chi vuole chiuderci la porta in faccia”

0

“Crediamo nello spirito europeo, ma siamo pronti a chiudere le frontiere a chi non ci rispetta”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in merito alle chiusure dei flussi turistici annunciate da alcuni Paesi.
“Crediamo nella collaborazione ma anche nella reciprocità. È lo spirito che porterò nei miei viaggi in Germania, Slovenia e Grecia – spiega Di Maio -. L’Italia si è distinta per la trasparenza e i nostri dati sono molto confortanti. Non vogliamo sollevare polemiche, ma se qualcuno pensa di chiuderci la porta in faccia solo per i propri interessi, allora risponderemo. Davanti ai personalismi la porta la chiuderemo anche noi. Ma c’è un dialogo costruttivo da parte di molti Stati. Con il collega tedesco Mass i rapporti sono ottimi, il 5 andrò a Berlino per discutere di Libia e flussi turistici. Di fronte alle nostre preoccupazioni su presunti corridoi sulla base di accordi bilaterali, la Germania ci ha rassicurato”.
Riguardo alla Grecia che impone la quarantena a chi proviene da quattro regioni italiane, il titolare della Farnesina afferma: “Sentirò oggi stesso il mio omologo. Inoltre il 9 sarò ad Atene per mostrare, dati alla mano, la situazione reale in tutte le nostre regioni”.
Riguardo all’utilizzo delle risorse del Recovery Fund, Di Maio spiega: “Ho detto che non possiamo perdere l’occasione per avviare una grande modernizzazione del Paese, per portare avanti la fiscalità di vantaggio. Ma è evidente che con l’arrivo di nuove risorse europee se ne libereranno altre interne per una riforma del fisco. Ho scorto un velo di pregiudizio da parte di qualcuno e mi dispiace. Ma sono certo che il governo saprà trovare un accordo”. Invece “il Mes non è una opzione, lo ha detto anche il presidente Conte e il M5S ha molta fiducia nelle sue parole”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Gualtieri “A settembre grande piano per la ripresa”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi adesso abbiamo ottenuto una proposta che speriamo si tramuti presto in una legislazione europea che metta in campo delle risorse molto significative per un grande piano comune per la ripresa dell’economia. L’Italia dovrà presentare un suo piano per la ripresa, lo faremo a settembre, sarà presentato insieme al Def”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ospite di ‘1/2 Ora in più’ su Rai3. “Siamo al lavoro per realizzare questo piano – ha aggiunto – abbiamo delle idee molto precise che sono anche in linea con quelle indicate dalla Commissione Europea, cioè investire sul futuro, sull’innovazione, la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale, la coesione sociale e gli investimenti. Penso che la scrittura di questo piano richiede una forte capacità di dialogo e di ascolto di tutti”. Il ministro ha poi osservato come “adesso noi abbiamo stanziato delle risorse imponenti, valuteremo se ci sono delle risorse aggiuntive che servono immediatamente, se servirà uno stanziamento aggiuntivo di risorse noi valuteremo tutti gli strumenti più convenienti che ci sono, sia esso Sure, Mes, sia esso ricorso al mercato. Faremo la scelta più utile e conveniente per il Paese e sono sicuro che ci sarà senso di responsabilità da parte di tutti”. Infine, secondo Gualtieri “dobbiamo mettere in campo questo grande progetto che ci consente di intercettare le risorse del Recovery fund che saranno già disponibili in autunno per una parte. Poi, dobbiamo partire con la prossima legge di bilancio che sia di tipo nuovo, proiettata in una programmazione pluriennale e in un progetto di rilancio senza precedenti nella storia del Paese che ha la possibilità di cambiarlo, di fare un passo avanti straordinario, di recuperare anche dei ritardi accumulati negli anni”.
(ITALPRESS).

Di Maio “Non siamo un lazzaretto, esigiamo rispetto”

0

“In questi giorni ne ho sentite davvero tante sull’Italia. Non mi sembra il momento di fare polemiche, ma una cosa voglio dirla chiaramente: esigiamo rispetto. Bisogna misurare sempre le parole e le azioni. Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili. La pazienza ha un limite. E per carità, capisco anche la competizione tra singoli Stati, è legittima, a patto però che sia sana e leale. Perché c’è un dato che rivendico con orgoglio: l’Italia è bella, unica, ha delle meraviglie pazzesche, delle spiagge fantastiche. E molto probabilmente non ha rivali. Adesso sul tema della riapertura dei confini serve una risposta europea, perché se si agisce in maniera diversa e scomposta viene meno lo spirito Ue. E crolla l’Europa”. Così su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, commenta la decisione della Grecia e di altri paesi di chiudere i confini per i turisti italiani.

“Come Ministero degli Affari Esteri stiamo lavorando senza sosta – aggiunge -. Mercoledì 3 giugno verrà a Roma il ministro degli Esteri francese Le Drian. Sarà il suo primo viaggio all’estero dopo il lockdown e siamo felici che abbia scelto il nostro Paese. Un attestato di vicinanza, che apprezziamo. Venerdì 5 invece io stesso andrò in Germania, sabato 6 sarò in Slovenia e martedì 9 in Grecia”.

“In questi incontri spiegherò ai miei colleghi che l’Italia dal 15 giugno è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza – sottolinea Di Maio -. La situazione interna, tutti i dati sui contagi, saranno sempre pubblici. Spiegherò loro che non accettiamo black list e che noi non abbiamo nulla da nascondere, anzi. Abbiamo sempre agito con responsabilità e trasparenza e continueremo a farlo. Ma proprio per questo, appunto, ci aspettiamo rispetto. Viva l’Italia, non molliamo mai”.
(ITALPRESS).

Quirinale, Mattarella nomina 25 nuovi Cavalieri del Lavoro

0

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato i decreti con i quali, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, di concerto con la Ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro.
Ecco l’elenco completo degli insigniti, con l’indicazione, per ciascuno, del settore di attività e della Regione di provenienza:
ALLEGRINI Maria – Agricoltura/vitivinicolo – Veneto
CAMPANILE Antonio – Industria/chimica – Umbria
CASTAGNA Giuseppe – Credito – Lombardia
COPPINI Lorenzo – Industria/trasduttori elettroacustici- Toscana
DOGLIONE Anna Maria Grazia – Industria/siderurgica – Piemonte
FERRAGAMO Ferruccio – Alta moda – Toscana
FIASCONARO Nicola – Artigianato/prodotti dolciari – Sicilia
FRANDINO Mario – Industria/alimentare – Piemonte
GAROFALO Maria Laura – Sanità privata – Lazio
GILARDI Alessandro – Industria/edile – Piemonte
GRASSI DAMIANI Guido Roberto – Gioielleria di alta gamma – Estero
MAIELLO Giuseppe – Commercio/articoli di profumeria – Campania
MARCHI Enrico – Attività aeroportuali – Veneto
MARTINI Luciano – Industria /alimentare – Emilia-Romagna
MERLONI Paolo – Industria/elettrodomestici – Marche
NOCIVELLI Marco – Industria/impianti per refrigerazione – Lombardia
OTTOLENGHI Guido – Logistica portuale – Emilia-Romagna
PARATI Gian Battista – Industria/ alta specializzazione – Lombardia
PESCE Umberto – Industria/ metalmeccanica – Basilicata
PITTINI Federico – Industria/siderurgica – Friuli Venezia Giulia
RAVAZZOTTI Giovanni – Industria/ceramica – Estero
SERRATI Giorgia – Commercio conserve ittiche – Liguria
STEIN Silvia – Maglieria di alta gamma – Veneto
STIRPE Maurizio – Industria/componentistica – Lazio
VALENTINI Guido – Industria/metalmeccanica – Lombardia.
(ITALPRESS).

Gentiloni “Recovery Fund è un’occasione irripetibile”

0

“Il pacchetto europeo è complementare a quelli dei governi: misure di stimolo in media per il 4% del Pil europeo, più differimento di tasse e garanzie per un altro 23%. Cifre enormi, con un potenziale accentuarsi delle differenze fra i Paesi che possono di più e quelli che possono meno. Il pacchetto europeo è fondamentale per mitigare gli squilibri e orientare le risorse alle esigenze future. Ma ricordo che ci sono strumenti disponibili già quest’anno: il fondo Sure, le garanzie della Bei, i crediti agevolati del Mes e una parte – seppure minima – dei trasferimenti di emergenza che abbiamo proposto”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il Commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, che in merito ad un eventuale ricorso al Mes dichiara: “Non tocca a me decidere. Quel che ho cercato di fare – e non era facile – è stato di adattare uno strumento usato in passato per altri obiettivi a modalità nuove. Tra l’altro il fatto che le risorse siano ingenti, specie nel 2021 e nel 2022, non elimina le preoccupazioni per l’economia, perché l’immediato futuro dipende da vari fattori”. “Per l’Italia – aggiunge -, conta anche quanto riuscirà a esprimersi la nostra capacità produttiva. I ritardi nell’intervento pubblico vanno colmati, certo, ma non dimentichiamo la nostra storia: anche se l’intervento dello Stato è sempre stato rilevante, molto spesso la forza dell’economia si è sprigionata a prescindere dallo Stato. E se noi vogliamo riprendere a crescere e mettere il debito su una curva discendente, abbiamo bisogno che questa forza si manifesti. Parlo dei sistemi produttivi delle imprese private nei territori, della loro forza, della loro autonomia e creatività. Senza, è molto difficile riaccendere il motore”.
“Non penso che sia utile impostare la questione come se si trattasse di dividersi una torta – sottolinea Gentiloni -. E sono certo che il governo, che ha agito bene nella fase dell’emergenza, ne è consapevole”. “Bisogna sintonizzarsi con le vere sfide del piano. Che sarà ‘made in Italy’ e non va deciso a Bruxelles o a Lussemburgo, perché questa era la logica dei salvataggi di dieci anni fa”, aggiunge Gentiloni, secondo cui il Recovery Fund “resta comunque un’occasione irripetibile per rimettere in moto l’economia italiana. Servono competenze, lungimiranza, responsabilità politica. Mi viene da dire: nessuna Troika, non diciamo cose ridicole. Però molta serietà, se vogliamo cogliere questa occasione”. “Il piano – secondo Gentiloni – deve porsi il problema della protezione del lavoro più fragile, delle politiche attive, della correzione delle strozzature che abbiamo nelle regole burocratiche o nel sistema della giustizia. Nel medio e lungo termine anche il debito deve stabilizzarsi e riprendere a calare, grazie a un forte avanzo di bilancio prima di pagare gli interessi. Questi concetti sono nell’ultima raccomandazione che abbiamo mandato all’Italia e sono ben presenti da anni nell’ambizione riformatrice che nel Paese non manca”.
(ITALPRESS).

Casellati “la giustizia va rivista e riformata”

0

“Ho posto per prima il problema della necessità di un intervento chiaro e definitivo sui problemi in campo. Vedo con piacere che oggi sono al centro dell’attenzione. È chiaro ormai a tutti che non esiste solo il problema Palamara, le cui responsabilità saranno valutate, ma esiste il problema della giustizia italiana. La politica deve fare la sua parte con riforme strutturali, coraggiose e autonome, così come il Csm non può più lasciare margini di opacità”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, che aggiunge: “Ho fatto parte del Csm dal 2014 al gennaio del 2018 e queste sono state le mie battaglie. Ho sempre affermato che la giustizia, compreso il Csm, va rivista e riformata: sorteggio dei membri togati del Csm, non obbligatorietà dell’azione penale, separazione delle carriere, divieto di porte girevoli dalla magistratura alla politica e viceversa. L’ho detto e lo dico pensando alla maggior parte dei magistrati che stanno scoprendo in questi giorni un suk delle nomine e sono sbalorditi dall’abbassamento della loro credibilità nei confronti dei cittadini spesso inermi di fronte allo strapotere delle correnti. È in gioco il nostro stato di diritto”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, ok a spostamenti tra regioni dal 3 giugno

0

Via libera dal vertice di governo alla riapertura il 3 giugno della mobilità tra regioni. Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, sentirà adesso, nuovamente, singolarmente ogni regione.

“Il Decreto legge vigente prevede dal 3 spostamenti infraregionali. Al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti”, ha spiegato, al termine della riunione dei capi delegazione, il ministro della Salute, Roberto Speranza, aggiungendo: “Monitoreremo ancora nelle prossime ore l’andamento della curva”.
(ITALPRESS).