“Vogliamo riavviare il motore economico e produttivo del Paese, dopo aver superato fase più acuta. Quella che abbiamo avanti è una sfida ancora più difficile e non meno insidiosa di quella che abbiamo affrontato all’inizio dell’emergenza”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, nel corso dell’informativa alla Camera. “Mi rivolgo soprattutto ai giovani in questa fase – aggiunge – più che mai rimane fondamentale, anche all’aperto il rispetto delle distanze di sicurezza e dove necessario l’utilizzo delle mascherine, non è il tempo dei party, movide e assembramenti. Occorre fare attenzione, esporre se stessi al contagio significa esporre i propri cari”.
“Gli italiani hanno pienamente compreso il rischio virus e condiviso un grande sforzo collettivo per contenerlo e limitarlo. Le misure sono state ovunque rispettate con disciplina e consapevolezza. Se oggi il peggio è alle nostre spalle, e lo affermo con la dovuta prudenza, lo dobbiamo ai cittadini e ai sacrifici compiuti in queste settimane”, ha aggiunto. Per il premier “con il dl Rilancio il governo ha proseguito l’azione di sostegno all’economia avviata nei decreti Cura Italia e Liquidità, ma ha anche compiuto un passo in più ponendo le basi per una ripartenza economica del paese. Il provvedimento stanzia 55 miliardi misurati in termine di indebitamento netto, che vale 155 miliardi in termini di saldo netto da finanziare considerando anche il finanziamento delle politiche della liquidità. E’ un testo molto complesso che supera l’entità di una tradizionale manovra economica”. Ecco perchè “spetta a noi tutti trasformare questa emergenza in opportunità, non ci illudiamo che sia una sfida facile, ma il nostro impegno sarà massimo e ci conforta la consapevolezza che l’Italia è un grande paese, lo sappiamo bene noi e lo stanno tantissimi cittadini del mondo”. Infine un invito: “Colgo l’occasione per invitare tutti i cittadini a fare le vacanze in Italia, scopriamo le bellezze che non ancora conosciamo e torniamo a visitare e godere di quelle che già conosciamo. E’ questo il modo migliore per contribuire al rilancio della nostra economia in questa fase di emergenza”.
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Conte “Non è tempo di party e movida. Fate le vacanze in Italia”
Il Senato respinge le mozioni di sfiducia contro Bonafede
L’Aula del Senato ha respinto entrambe le mozioni di sfiducia presentate nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
Quella del centrodestra ha avuto 160 voti contrari, 131 a favore e 1 astenuto, mentre per quella di Più Europa i no sono stati 158, i sì 124 e gli astenuti 19.
Sulla scelta del capo del Dap “ci furono dei condizionamenti? No. Chi lo sostiene se ne faccia una ragione, non sono disposto più a tollerare allusioni e ridicole illazioni”, aveva detto il ministro nel suo intervento in replica al dibattito sulle mozioni.
“In tutte le mie leggi c’è la ferma determinazione, che rivendico, a combattere il malaffare. La lotta al malaffare senza compromessi ha sempre animato e animerà la mia attività politica”, ha aggiunto il Guardasigilli, che ha spiegato: “E’ totalmente falsa l’immagine di un governo che avrebbe spalancato le porte delle carceri, addirittura per i detenuti più pericolosi. Dati alla mano: la riduzione della popolazione dei detenuti in Italia è stata determinata nella stragrande maggioranza dei casi nell’applicazione delle leggi vigenti da decenni e nessuno aveva mai cambiato”.
“La scelta della maggioranza è stata quella di intervenire senza intaccare il principio della pena, arrivando a imporre il braccialetto elettronico che in precedenza non era previsto. Non era previsto nella legge 199 del 2010 approvata dal governo del centrodestra”, ha proseguito Bonafede.
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Mattarella “Il futuro dipende dalla dignità e qualità del lavoro”
ROMA (ITALPRESS) – “Cinquant’anni fa lo Statuto dei lavoratori diveniva legge della Repubblica, nel percorso di attuazione di quei principi di libertà, solidarietà e giustizia che la Costituzione, sin dal suo primo articolo, ha legato alla dignità del lavoro e al suo valore sociale. Questo processo storico, attraverso il quale i lavoratori, i cittadini, le imprese, le forze politiche e sociali sono riusciti – tra conflitti, convergenze, contrattazione – ad ampliare i diritti e il loro concreto esercizio, ha contribuito a rafforzare la democrazia e a sostenere lo sviluppo del Paese”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Tanto si è discusso, e tanto inevitabilmente si discuterà ancora, su cosa va aggiornato di quel complesso di norme, cosa preservato e cosa ulteriormente potenziato”, aggiunge il capo dello Stato. Per Mattarella “le straordinarie innovazioni in atto ci mettono di fronte a grandi opportunità e, contemporaneamente, anche a rischi di fratture, di emarginazioni, di iniquità. Lo Statuto dei lavoratori è divenuto simbolo di presidi, le cui radici costituzionali sono sempre più visibili. Il lavoro – osserva – sta cambiando, e le conseguenze della nuova crisi globale rischiano di farsi sentire più forti dove già si avvertivano carenze: l’occupazione femminile e quella dei giovani. Dal lavoro, dalla sua dignità e qualità, dipende il futuro del Paese e dell’Europa. Senza diritto al lavoro e senza diritti nel lavoro non ci può essere sviluppo sostenibile. La sfida dei cambiamenti va affrontata con coraggio e la partecipazione, con il lavoro, al bene comune è un collante irrinunciabile per tenere unita la comunità e renderla più forte”. In questo scenario, per il presidente della Repubblica “l’emergenza sanitaria, che ancora ci vede impegnati, sollecita una spinta ulteriore alle innovazioni tecnologiche, sociali, produttive. Ma la stessa lotta al virus ci ha dimostrato, ancora una volta, che la protezione sociale, la sicurezza, la stessa possibilità di progettare il futuro poggia anzitutto sul lavoro. Il lavoro delle donne e degli uomini, che sono stati in prima linea in questi mesi, è motivo di gratitudine ma anche di impegno per il domani”, conclude Mattarella.
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Fico “Se cade il Governo si va al voto”
Se ci sarà la crisi di governo, “non ci sarà una nuova maggioranza ma elezioni. Non credo a governi di unità nazionale, ad altre tipologie di maggioranze formate in Parlamento, ma penso che o si va avanti con questa maggioranza e questo governo o saranno elezioni”. Lo ha detto Roberto Fico, presidente della Camera, ospite di Giovanni Floris a diMartedì su La7.
“Non siamo nelle condizioni, oggi, di avere un’altra tipologia di maggioranza”, ha spiegato Fico, che ha aggiunto: “credo difficile la formazione di un’altra maggioranza e soprattutto non credo che tante forze politiche ci starebbero”.
“Spero – ha continuato – che questa maggioranza parlamentare e il governo possano continuare perché c’è la fiducia delle camere. Perché dobbiamo fare ipotesi sulla caduta del governo? In questo momento c’è un lavoro così importante da fare, così forte e pieno di contenuti, che credo che parlare di una possibile caduta del governo sia irresponsabile. Dobbiamo parlare dei provvedimenti e comprendere come fare arrivare subito i soldi a famiglie, imprenditori e lavoratori”.
“In questo momento il governo Conte gode della fiducia in Parlamento, c’è una maggioranza importante. Ogni volta che è stata posta la questione di fiducia, è sempre arrivata. Se poi qualcuno ha in mente di dare spallate al governo, non mi sembra che fino ad ora ci stia riuscendo”, ha sottolineato Fico.
“La mozione di sfiducia – ha continuato riferendosi al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – è presentata dalle opposizioni, quindi se una forza di maggioranza vota con le forze di opposizione mi sembrerebbe una questione molto particolare e sui generis. Credo che domani non finirà così”. “Il ministro Bonafede – ha aggiunto – ha usato il suo potere da ministro per fare le sue nomine che sono discrezionali. Non c’è assolutamente altro e secondo me ha agito nella trasparenza. Le opposizioni, come è loro diritto – ha spiegato Fico -, presentano una mozione di sfiducia al Parlamento, a decidere poi il voto. Quando anche noi eravamo all’opposizione, si cercava sempre sul alcune questioni di mettere in difficoltà il governo. E’ legittimo da parte delle opposizioni. Poi le questioni vere vengono a galla”.
“Mi sembra difficile – ha affermato – che una maggioranza possa andare avanti se un suo pezzo vota con le opposizioni la mozione di sfiducia. Senza dubbio si apre un problema politico e si aprirebbe una crisi di governo. Penso che questo non avverrà”.
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Accordo nel centrodestra, il 2 giugno manifestazione unitaria
“Su richiesta dei tanti italiani che si sentono dimenticati e vogliono certezze, stiamo lavorando unitariamente per trovarci in piena sicurezza in piazza il 2 giugno a Roma, e in tutti i capoluoghi italiani. A distanza, rispettosi, per aiutare i troppi italiani che in questi mesi hanno dimostrato buon senso e meritano fiducia”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, al termine di un incontro con il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.
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Coronavirus, Conte “L’Italia tornerà a correre”
“Sappiamo che anche gli ultimi decreti legge non potranno essere la soluzione per tutti i problemi economici e sociali che stiamo vivendo. Siamo al lavoro giorno e notte per fare ancora di più e meglio. Il Governo non è sordo alle tante difficoltà che i cittadini stanno vivendo, e intende affrontarle una per una, assumendosi tutte le proprie responsabilità”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte in una lettera al quotidiano Leggo.
“Tornare alla normalità è un po’ come imparare di nuovo a camminare. Lo Stato conta di esserci per rimuovere e superare gli ostacoli. Un passo alla volta, con prudenza e attenzione, in modo da evitare di cadere e tornare indietro. L’Italia tornerà a correre”, aggiunge.
“Saranno mesi molto duri e complessi, non dobbiamo nascondercelo”, evidenzia il presidente del Consiglio, che prosegue: “Gli italiani stanno confermando di aver fatto proprio quell’appello alla responsabilità, alla disciplina e al senso civico, che continueranno a essere fondamentali e cruciali anche e soprattutto nelle prossime settimane”.
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Conte firma il decreto sulle riaperture, inizia la ‘nuova’ fase 2
E’ stato firmato dal premier Giuseppe Conte, il dpcm che stabilisce le riaperture a partire dal 18 maggio. Un decreto annunciato ieri in conferenza stampa dallo stesso Conte che ha parlato di un “ingresso a pieno regime nella Fase 2, da affrontare con fiducia ma anche senso di responsabilità”. Un testo, con efficacia fino al 14 giugno, scritto d’intesa con le Regioni che in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data. Al via domani la riapertura di barbieri e parrucchieri, riaprono le attività commerciali al dettaglio in condizione di assicurare, oltre alla distanza di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni. Riaprono anche bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie, nel rispetto del protocollo con le regioni, e continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
Resta anche consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché la ristorazione con asporto. Riprende anche l’accesso ai luoghi di culto con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Nel testo del dpcm via libera anche a musei e luoghi della cultura, con modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti e distanza di almeno un metro. Ok allo svolgimento delle manifestazioni pubbliche ma soltanto in forma statica e a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte. Dal 15 giugno è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta. L’attività sportiva svolta presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio.
Per quanto concerne gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto, via libera dal 15 giugno e saranno svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Per le attività negli stabilimenti balneari e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro secondo le prescrizioni adottate dalle regioni. Il dpcm prevede dal 3 giugno lo stop alla limitazione degli spostamenti da e per i paesi Ue, Schengen, il Regno Unito. Per gli altri Paesi le limitazioni restano fino al 15 giugno.
Le persone che fanno ingresso in Italia anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni. Resta sospesa la frequenza nelle scuole e nell’università, sospesi convegni e attività congressuali, le attività di centri benessere, centri termali, Restano sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo. Viene, infine, raccomandato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.
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Governo-Regioni, prima le tensioni poi l’accordo nella notte
Accordo raggiunto nella notte fra sabato e domenica tra Governo e Regioni sulla fase 2. Un accordo raggiunto dopo un lungo confronto, che ha portato alla sintesi dopo le tensioni tra le due parti.
“Alla fine il risultato è arrivato”, dice il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro notturno che ha chiuso una lunga giornata di confronto. “In un’ottica di collaborazione istituzionale si è ricercata e si è trovata una soluzione con l’accordo raggiunto venerdì tra Regioni e Governo – continua Bonaccini -. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini. Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro – sottolinea Bonaccini – omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese”.
“Nel corso della riunione di questa notte abbiamo svolto un lavoro intenso e molto utile per far ripartire il Paese in sicurezza. L’accordo, che riprende le linee guida delle Regioni per le ordinanze, sancisce ancora una volta la leale collaborazione tra regioni e governo. Ringrazio i presidenti per aver sempre ricercato una soluzione nell’interesse del Paese. Ci stiamo muovendo su un terreno nuovo e, spesso, serve da parte di tutti un’assunzione ulteriore di responsabilità”, dice il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.









