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Gualtieri “Stabilizzazione per 16.000 docenti”

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“Abbiamo sciolto tutti i nodi politici e di assetto di questo decreto così imponente”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, al Tg5 parlando del dl rilancio.
“Stiamo lavorando in queste ore per mettere la scuola nelle condizioni di ripartire -aggiunge – Ci saranno 16.000 stabilizzazioni aggiuntive di insegnanti, in modo da avere complessivamente 32mila nuovi insegnanti a settembre per aiutare i nostri ragazzi”.
Il ministro aggiunge che “le risorse per il ristoro a fondo perduto saranno erogate dall’Agenzia delle Entrate, contiamo che possano arrivare già ai primi di giugno”. Nel decreto Rilancio “ci sarà l’eliminazione del saldo-acconto Irap per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato”.
(ITALPRESS).

Salvini “Occasione storica per una rivoluzione fiscale”

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“Abbiamo documentato in Parlamento la nostra proposta di rivoluzione fiscale: fino a 55 o 70mila euro (se ci sono due redditi in famiglia) si paga il 15%. Ovunque l’abbiano provata i cittadini pagano di meno e lo Stato incassa di più.
È l’occasione storica per azzerare burocrazia, debiti del passato e per fare una rivoluzione fiscale coraggiosa. La priorità è aiutare gli italiani a tornare a lavorare in sicurezza e il governo dovrebbe ascoltare loro”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di Rtl 102.5.
“L’Europa può e deve continuare ad essere casa nostra, ma in una casa comune le regole devono valere per tutti – ha aggiunto Salvini -. La Germania non rispetta le regole da anni, dire che accettare il Mes è un pericolo per l’Italia è antieuropeismo o è difesa di interessi nazionali?”.
(ITALPRESS).

Governo e Regioni ancora a confronto sulle riaperture

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“Ho ricevuto da tanti presidenti di Regione la richiesta di avere certezza che dal 18 maggio possano riaprire gli esercizi e le attività commerciali oggi chiuse, ovviamente sulla base dell’andamento epidemiologico e il rispetto di protocolli di sicurezza condivisi. Condividendo lo spirito della richiesta e la necessità di avere chiarezza, anche per poter dare per tempo le dovute informazioni, ho condiviso con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia che già domani sarà convocato un confronto fra Governo e Conferenza delle Regioni”. Lo afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
Nel dettaglio i presidenti delle Regioni Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria, Veneto e il presidente della Provincia autonoma di Trento avevano scritto a Bonaccini sollecitandolo “a convocare urgentemente per domani un incontro con il Governo al fine di avere assoluta certezza che le linee guida INAIL per le riaperture siano disponibili entro mercoledì della prossima settimana e che dal 18 maggio ogni territorio, nel rispetto delle misure per il contenimento della pandemia, possa consentire la ripartenza delle attività economiche”. Una prospettiva che, qualora fosse disattesa, porterà le scriventi Regioni ad agire autonomamente”, sottolineano i presidenti.
(ITALPRESS).

Conte “L’estate non sarà in quarantena”

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“Saranno mesi molto difficili, siamo di fronte alla prova più dura dal Dopoguerra. Avremo una brusca caduta del Pil e le conseguenze economiche saranno molto dolorose. Il governo ce la sta mettendo tutta e continuerà a operare con la massima determinazione per garantire la tenuta sociale ed economica del Paese e renderlo più competitivo, più equo e inclusivo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in un’intervista al Corriere della Sera.
Il presidente del Consiglio parla di “comportamenti gravissimi” in merito alle immagini sugli aperitivi ai Navigli di Milano di giovedì scorso. “Se non si rispetta il distanziamento rischiamo di vanificare tutti gli sforzi fatti e tornare a un lockdown, anche se circoscritto – spiega Conte -, con danni ancora più gravi per la nostra economia. Ma ho fiducia che continuerà a prevalere il buon senso degli italiani”.
Quanto alle divergenze con alcuni presidenti di Regione, il capo del Governo sottolinea: “Con le linee guida che ci permetteranno un controllo della curva epidemiologica, potremo permetterci anche differenziazioni geografiche. Questo non significa procedere in ordine sparso e affidarci a iniziative avventate. I risultati raggiunti sono anche il frutto del dialogo quotidiano avuto con i rappresentanti degli enti locali, grazie anche al lavoro del ministro Boccia”.
“Quest’estate non staremo al balcone e la bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena. Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città – dice ancora Conte -. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero le ferie in Italia, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele. Attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione”.
E alla domanda su perché siamo ancora così indietro su app, test e tamponi, risponde: “Stiamo lavorando giorno e notte per rafforzare le attività di monitoraggio, contact tracing e tele-assistenza, in una più ampia strategia integrata che prevede potenziamento degli ospedali, delle terapie intensive e della medicina del territorio. Aspettiamo di vedere il funzionamento dell’app, ma invito a considerare che potremmo essere tra i primi al mondo ad avere sviluppato un sistema pubblico con tutte le garanzie”.
(ITALPRESS).

Stretta sulle scarcerazioni, via libera al decreto

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Il Cdm ha dato il via libera al Dl sulle scarcerazioni.
“Nessuno può pensare di approfittare dell’emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus per uscire dal carcere – scrive il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede su facebook – È un insulto alle vittime, ai loro familiari e a tutti i cittadini, che in questo momento stanno anche vivendo le tante difficoltà della pandemia. I magistrati applicano le leggi e come sempre io rispetto la loro autonomia e indipendenza. Da stasera c’è una nuova norma che mette ordine alla situazione. In un momento così straordinario si stava andando avanti con vecchi strumenti. Ma in momenti straordinari, servono provvedimenti straordinari”.
“La settimana scorsa – aggiunge – abbiamo approvato un decreto che rende obbligatoria la richiesta del parere della direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia e antiterrorismo, prima di assegnare la detenzione domiciliare, e, stando ai dati di questa prima settimana, sta già dando i suoi frutti: abbiamo fermato l’emorragia. Oggi chiudiamo il cerchio”.
“Il provvedimento, in sintesi – aggiunge – consente ai giudici di rivalutare, alla luce del mutato quadro sanitario, con una diversa situazione a livello di disponibilità di strutture penitenziare e ospedaliere, le concessioni da loro disposte nei confronti dei detenuti a causa della diffusione del Covid-19.
Promuoviamo una sinergia, un gioco di squadra, perché saranno chiamati in causa l’autorità sanitaria e il dipartimento amministrazione penitenziaria, affinché diano ai giudici, cui rimane ovviamente l’ultima parola, un quadro sulla disponibilità di strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta in cui il condannato, o chi si trova in custodia cautelare, può riprendere la detenzione, chiaramente senza alcun pregiudizio per le sue condizioni di salute.
Con questi due decreti ribadiamo con fermezza quanto lo Stato sia impegnato nella lotta alla mafia. Un impegno che continuiamo a portare avanti, in onore della memoria di chi su questo terreno ha perso la vita e i propri affetti, nonché per il futuro dei nostri figli. La mafia mina le fondamenta della democrazia del nostro Paese e dobbiamo mettercela tutta affinché la giustizia faccia sempre il suo corso, fino all’ultimo”.
(ITALPRESS).

Tar accoglie ricorso governo su ordinanza bar in Calabria

Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal Consiglio dei ministri contro l’ordinanza del presidente della Regione Calabria Jole Santelli. Il provvedimento del 29 aprile scorso, consentiva il servizio ai tavoli all’aperto a bar, ristoranti ed agriturismo.
“Il Tar – si legge nella sentenza – accoglie il ricorso e, per gli effetti, annulla l’ordinanza del Presidente della Regione Calabria del 29 aprile 2020, numero 37, nella parte in cui, al suo punto 6, dispone che, a partire dalla data di adozione dell’ordinanza medesima, sul territorio della Regione Calabria, e’ ‘consentita la ripresa delle attivita’ di Bar, Pasticcerie, Ristoranti, Pizzerie, Agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto”.
“Spetta al presidente del Consiglio dei ministri individuare le misure necessarie a contrastare la diffusione del virus Covid-19” hanno scritto i giudici amministrativi nella loro sentenza.

“Le sentenze e le leggi non si discutono ma si applicano. E questo deve valere per ognuno di noi. La sicurezza sui luoghi di lavoro per lavoratori e cittadini è una nostra priorità assoluta nell’emergenza Covid-19. Il governo sta facendo ripartire il Paese in sicurezza. Non è la stagione delle divisioni, dei protagonismi e dell’individualismo” ha commentato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

“Prendiamo atto della decisione del Tar, ma non nascondiamo il rammarico per una pronuncia che provoca inevitabilmente una battuta d’arresto ai danni di una regione che stava ripartendo dopo due mesi di lockdown e dopo immensi sacrifici da parte dei cittadini”. E’ il commento del presidente della regione Calabria Jole Santelli alla sentenza relativa all’apertura di bar e ristoranti.
“Una scelta così importante spettava alla Corte costituzionale, l’unico organo in grado di fare chiarezza sul rapporto tra governo centrale e Regioni. Valuteremo, pertanto, la possibilità di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta.
Il Governo Conte, comunque, ha poco da esultare: si tratta di una vittoria di Pirro che calpesta i diritti dei cittadini, dopo che per 11 giorni l’ordinanza ha avuto validità. Per quanto mi riguarda, contesto con forza la decisione politica di impugnare l’ordinanza in esame e la volontà, da parte del Governo, di imporre le proprie decisioni con pervicacia e violando l’autonomia della Regione Calabria.  La Calabria e il Sud hanno vinto perché hanno dimostrato di voler lavorare e di non pretendere politiche di assistenza” conclude Santelli.

(ITALPRESS).

Ue, Sassoli “Dobbiamo camminare insieme e piu’ spediti”

ROMA (ITALPRESS) – “Mai quanto in questo momento risuonano attuali le parole con cui Robert Schuman ha aperto la sua dichiarazione il 9 maggio di 70 anni fa. Solidarieta’, uguaglianza, condizioni uguali per tutti, sono le parole che ripete nel suo intervento gettando le basi per la costruzione della futura Unione europea”. Cosi’ il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Schuman. “L’unica cosa che potra’ salvarci e permettere di risollevare le nostre economie e proteggere i nostri cittadini e’ la consapevolezza che dobbiamo camminare insieme, piu’ spediti rispetto al passato. Ma senza una risposta comune nessuno potra’ risollevarsi. Dovremo essere capaci di mobilitare una grande quantita’ di risorse in grado di far ripartire velocemente un’economia completamente bloccata. E dovremo farlo velocemente, perche’ i cittadini, le imprese non possono aspettare”.
Il Presidente ha parlato della necessita’ di avviare il processo di ricostruzione intorno al modello sociale europeo:
“La crisi economica e finanziaria ha portato all’aumento della disoccupazione e la crescita delle disuguaglianze sia tra le nazioni che all’interno di esse. Dobbiamo ripartire dai giovani e dalle donne che rischiano di essere fortemente penalizzati e ai quali deve andare tutto il nostro sostegno concreto. Non vogliamo che la presenza delle donne nelle nostre societa’ venga compromessa e ci faccia tornare indietro.
Il Presidente del Parlamento europeo ha invitato i leader politici a ritrovare il coraggio dei padri fondatori:
“E’ nelle difficolta’ che va imbracciato il coraggio e vanno trovate le risorse per ripartire”.
(ITALPRESS).

Mattarella “Supplizio Moro resta ferita insanabile”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel ‘Giorno della Memoria’, che il Parlamento italiano ha voluto dedicare alle vittime del terrorismo, la Repubblica si inchina davanti alle vite spezzate dal fanatismo politico, dalle violenze di gruppi brigatisti e neofascisti, dagli assalti eversivi alle istituzioni democratiche e alla convivenza civile”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 42esimo anniversario della scomparsa di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate rosse il 9 maggio del 1978.
“Tragicamente lunga e’ la sequela delle persone uccise negli anni di piombo: servitori dello Stato, donne e uomini eletti a simbolo di funzioni pubbliche, cittadini impegnati nella vita sociale, testimoni coerenti che non hanno ceduto al ricatto. Il legame della memoria rinnova e rafforza il sentimento di solidarieta’ con i familiari, ma richiama anche un impegno che vale per l’intera comunita’. Ricordare e’ un dovere”.
“Nel tempo sono state accertate responsabilita’ dirette e indirette. Gli autori dei delitti sono stati sottoposti a processi e condanne. Ma non ovunque e’ stata fatta piena luce. La verita’ resta un diritto, oltre che un dovere per le istituzioni” prosegue Mattarella.
“Il 9 maggio e’ il giorno in cui Aldo Moro venne ucciso. La barbarie brigatista giunse allora all’apice dell’aggressione allo Stato democratico. Lo straziante supplizio a cui Moro venne sottoposto restera’ una ferita insanabile nella nostra storia democratica” conclude.
(ITALPRESS).