MILANO (ITALPRESS) – “Serve un uso ampio di tamponi e ho sempre difeso la linea del Veneto che ne ha fatti tanti. In Italia sono stati fatti oltre 2,4 tamponi a 1,3 milioni di persone. Nei prossimi mesi vogliamo arrivare a 5 milioni di tamponi in piu’. Questo sara’ fondamentale perche’ non puo’ esserci una fase 2 sicura senza un largo uso dei tamponi e test sierologici”. Lo ha detto il vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenendo ai microfoni di Skytg24.
“Per quanto riguarda le mascherine c’e’ stato un pasticcio perche’ c’erano 12 milioni di mascherine in pronta consegna e poi ci sono stati problemi coi distributori. Problemi che il commissario Arcuri ha risolto e adesso gia’ si sta provvedendo alla distribuzione e sono sicuro che nei prossimi giorni il problema sara’ superato”. “Poi c’e’ stato il problema del prezzo fisso delle mascherine – ha aggiunto -, ma avremo cinque produttori nazionali che provvederanno sempre in misure crescente alla produzione e alla distribuzione delle mascherine. Preferisco a mascherine prodotte in Italia a prezzo fisso piuttosto che comprarle in farmacia a dieci volte tanto”.
sULLA App Immuni Sileri afferma: “Mi auspico che sia pronta il primo possibile. Molti problemi nascono dalle burocrazie che ci sono all’interno dei ministeri, dove a volte alcuni direttori generali pensano di essere dei miniministri e considerano il politico che passa per il ministero sia solo di passaggio. Serve girare i direttori generali per spingerli a fare di piu’. Serve un cambiamento radicale e lo si puo’ fare con il Covid, se no l’Italia non cambiera’ mai”.
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Sileri “Nei prossimi mesi 5 milioni di tamponi in piu'”
Boccia “Serve prudenza, ogni giorno 300 contagiati sul lavoro”
“Gli ultimi dati dell’Inail dicono che 300 persone al giorno in Italia si contagiano sul posto di lavoro e dieci muoiono. E il lockdown si e’ allentato da una settimana soltanto. Se si parte senza regole e senza protocolli chi si assumera’ la responsabilita’ di tutelare la salute dei lavoratori?”. E’ quanto sostiene il Ministro Francesco Boccia, in una intervista sul Corriere della Sera che si sofferma sulla folla ai Navigli di Milano.
«Sono rimasto annichilito. La prima legge e’ quella morale e lo dico non per scomodare Kant, ma per affermare il principio che senza il senso di responsabilita’ personale non ne usciremo. Ho apprezzato l’intervento di Sala. Il sindaco ha poteri per fare controlli e chiudere, se necessario. Ovviamente sarebbe un danno anche per gli operatori onesti e seri che stanno rispettando gli adempimenti richiesti. E non sono pochi».
Sull’apertura di bar e ristoranti: «Stiamo definendo le linee nazionali di sicurezza, che riguardano i lavoratori e i clienti. Arriveranno appena avremo anche i dati dei contagi dopo le prime riaperture. Se l’epidemia continuera’ a calare il governo conferma che le Regioni dal 18 maggio potranno aprire le attivita’ economiche sulla base della situazione dei loro territori. Per parrucchieri e centri estetici il calendario sara’ lo stesso? Certo. Attendere le linee guida vuol dire mettere lavoratori e clienti nelle condizioni di sicurezza”.
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Mattarella “Il cinema aiuterà a ricostruire il Paese”
“Il cinema – come tanti grandi maestri italiani ci hanno insegnato – è l’arte del sogno. Un sogno che si realizza ogni volta, concretamente, con la collaborazione di tutta una filiera di professionalità – attori, registi, tecnici, sceneggiatori, pittori, scenografi, costumisti, musicisti e tanti altri – e che genera, a livello industriale, un notevole e importante indotto. Per ricostruire il nostro Paese dopo la drammatica epidemia sarà necessario recuperare ispirazioni e, quindi, tornare a sognare e a far sognare”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lettera inviata alla presidente dell’Accademia del Cinema, Piera Detassis, letta da Carlo Conti in diretta su Rai1, in occasione della cerimonia di premiazione della 65^ edizione dei Premi David di Donatello. “E questo è il compito precipuo dell’arte, della creatività e degli artisti – aggiunge- Un compito alto, che la nostra Costituzione disegna all’art. 9, che affida alla Repubblica il compito di promuovere lo sviluppo della cultura e di tutelare il nostro patrimonio storico e artistico. Oltre a rinnovare le congratulazioni e gli auguri per i vincitori di questa edizione così particolare dei David di Donatello, vorrei, alla luce di quanto ho appena scritto, esprimere sentimenti di vicinanza e di solidarietà per tutti i lavoratori dello spettacolo – cinema, teatro, musica, lirica, danza – e alle loro famiglie che, in questo periodo, stanno compiendo sacrifici e affrontando pesanti difficoltà. Sottolineando, al contempo, la richiesta alle istituzioni di operare per salvaguardare, concretamente, lavoro e patrimonio artistico. L’augurio – o, se vogliamo, il “sogno” – che vi affido con queste righe è che la imminente e complessa fase di rinascita economica – così come accadde dopo la guerra, con i capolavori del neorealismo – sia accompagnata da una nuova esplosione di creatività, di cultura, di arte e di bellezza. Ne avvertiamo davvero il bisogno. Auguri e grazie per la vostra opera!”.
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Intesa Governo-Cei, dal 18 maggio riprendono le messe
E’ stato siglato a Palazzo Chigi il Protocollo tra Cei e Governo italiano che permetterà la ripresa delle celebrazioni con i fedeli, “in condizioni di massima sicurezza”, come si legge in una nota della Presidenza del Consiglio. Erano presenti il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.
“Le misure di sicurezza previste nel testo – ha sottolineato il premier Conte – indicano le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche avvenga nella maniera più sicura per la salute pubblica e per la tutela dei fedeli. Ringrazio la CEI per il sostegno morale e materiale che sta offrendo alla collettività nazionale in questo momento così difficile per il Paese”. Il Protocollo entrerà in vigore da lunedì 18 maggio.
“La firma del protocollo con la Conferenza episcopale italiana – avvenuta questa mattina a Palazzo Chigi – è un passo decisivo per la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche alla presenza dei fedeli”, ha commentato il ministro Lamorgese. “E’ il risultato dell’intenso dialogo di questi mesi tra il governo e la Cei, intensificato fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19, che ha già portato all’individuazione delle misure di sicurezza sanitaria per le celebrazioni liturgiche senza popolo e, da ultimo, di quelle per la ripresa della celebrazione dei funerali”. La responsabile del Viminale ha poi ricordato che “il ministero dell’Interno ha già avviato un confronto costruttivo con tutte le altre comunità di fede in relazione alla sua missione istituzionale di garantire la libertà di culto. Siamo a buon punto con la sottoscrizione di altri protocolli con tutte le aree confessionali, sia quelle che hanno raggiunto un’intesa con lo Stato sia quelle che ne sono ancora prive, per consentire a tutti le migliori condizioni per lo svolgimento delle pratiche religiose, pur nel rispetto delle precauzioni necessarie per contenere la diffusione del virus varate dal governo”, ha concluso il ministro Lamorgese.
“Il Protocollo è frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la CEI, dove ciascuno ha fatto la propria parte con responsabilità”. Lo afferma il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in merito all’intesa con il Governo per lo svolgimento delle messe nella fase 2 dell’emergenza coronavirus, ribadendo l’impegno della Chiesa “a contribuire al superamento della crisi in atto”.
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Coronavirus, Fico “L’Italia si è riscoperta comunità”
“I dati della curva del contagio sono in netto miglioramento, questo significa che gli italiani si sono comportati nel migliore dei modi, l’Italia si è riscoperta comunità da Nord a Sud”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, ospite di Uno Mattina.
“La parola chiave di questo periodo è comunità, Stato – ha aggiunto Fico -. È merito dei cittadini se ci ritroviamo in una fase migliore, sono ottimista e fiducioso perché mi fido degli italiani”.
“E’ molto importante un dialogo tra maggioranza e opposizione, un dialogo franco, onesto – ha sottolineato Fico -. In questi mesi abbiamo lavorato abbastanza bene tra maggioranza e opposizione, bisogna continuare così. Un momento di coesione nazionale non significa governo di unità nazionale”.
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Bonafede “Un decreto per il ritorno dei boss in carcere”
“Voglio annunciare che è in cantiere un decreto legge che permetterà ai giudici, alla luce del nuovo quadro sanitario, di rivalutare l’attuale persistenza dei presupposti per le scarcerazioni di detenuti di alta sicurezza e al regime del 41 bis”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel corso del Question time alla Camera.
Il Guardasigilli è poi tornato sulla mancata nomina del magistrato Nino Di Matteo alla guida del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, nel 2018. “Nelle normali interlocuzioni per la formazione della squadra, avevo intenzione di coinvolgere il dottor Di Matteo conoscendo il suo profilo professionale e la sua carriera come magistrato antimafia – ha spiegato Bonafede -. Per questo pensai a due ruoli per lui: o il vertice dell’amministrazione penitenziaria oppure un ruolo equivalente alla posizione ricoperta da Giovanni Falcone a seguito di riorganizzazione. Mi convinsi che questa seconda opzione fosse la più giusta perchè avrebbe consentito a Di Matteo di lavorare in via Arenula al mio fianco. Inoltre ritenevo che questa decisione avrebbe consegnato un messaggio chiaro e inequivocabile per tutte le mafie. Come è ormai noto non ci furono i presupposti per realizzare l’auspicata collaborazione”.
“Nel giugno 2018 – ha ribadito – non vi fu alcuna interferenza diretta o indiretta nella nomina del capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”.
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Scontro Bellanova-Crimi su sanatoria migranti, appello Papa
“Per quanto mi riguarda, se non dovesse passare mi pone di fronte a una riflessione attentissima: per me è motivo di permanenza all’interno del governo”. Lo ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, intervenuta questa mattina a Radio Anch’io parlando delle eventuali conseguenze in caso non passi la sua proposta di regolarizzazione dei lavoratori stranieri che oggi sono impiegati nei campi. “Io non sono qui per fare tappezzeria – ha aggiunto – ci sono delle questioni che non si sono volute affrontare, che si sono affrontate in modo sbagliato, perché si è detto li rimandiamo tutti indietro. Siamo in una fase in cui queste persone sono in Italia e non possono andare da nessuna parte. C’è un problema sanitario oltre che di lavoro, queste persone stanno nei ghetti, abbiamo chiuso sessanta milioni di persone in casa e queste persone sono state nei ghetti senza nessuna profilassi”. Replica il capo politico M5s Vito Crimi (su Radio 24): “Sulla lotta al caporalato ed emersione del lavoro nero noi ci siamo, se c’è anche l’intenzione di fare una sanatoria modello Maroni siamo contrari”. Il Papa accoglie l’appello: “Ho ricevuto diversi messaggi riferiti al mondo del lavoro e ai suoi problemi. In particolare, mi ha colpito quello dei braccianti agricoli, tra cui molti immigrati, che lavorano nelle campagne italiane – dice Bergoglio al termine dell’udienza generale – Purtroppo tante volte vengono duramente sfruttati. È vero che c’è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata. Perciò accolgo l’appello di questi lavoratori e di tutti i lavoratori sfruttati e invito a fare della crisi l’occasione per rimettere al centro la dignità della persona e del lavoro”.
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Conte “Se i dati lo consentono possibile anticipare aperture”
“Siccome ora ci sono soglie definite di allarme, siamo in condizione di studiare un’eventuale anticipazione delle aperture per ulteriori attività con differenziazioni geografiche”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in un’intervista al Fatto Quotidiano.
“In presenza di un protocollo di sicurezza per spazi, ambienti e attività – aggiunge – si potrà decidere di anticipare le aperture di centri estetici, parrucchieri, ma anche teatri”.
Nel decreto maggio è prevista una norma per distribuire “3 miliardi ai Comuni per sbloccare lavori di manutenzioni e opere pubbliche con procedure di gara semplificate”. “Sempre con Comuni e Province – aggiunge – stiamo lavorando a un piano straordinario per l’edilizia scolastica, approfittando delle scuole chiuse, per avere a settembre aule ristrutturate e sicure per i nostri ragazzi”. “Una misura molto importante – aggiunge – sarà quella che consentirà a tutti i cittadini, attraverso il credito di imposta, di ristrutturare gli immobili per adeguarli alla normativa antisismica e per l’efficientamento energetico, a costo zero: gratis. Il meccanismo è stato suggerito dal ministro Fraccaro e avrà forte impatto: ci aspettiamo maggiore occupazione e la decisa ripresa delle costruzioni. E senza ulteriore consumo del suolo.
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