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Conte “L’instabilità politica adesso sarebbe un grave danno”

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“Al di là di singoli episodi e di situazioni isolate, abbiamo riscontrato un comportamento molto responsabile da parte degli Italiani”. Lo afferma in un’intervista al quotidiano online Affaritaliani.it il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando dell’avvio della Fase 2. “La risposta dei cittadini si sta confermando all’altezza delle difficoltà del momento, da Nord a Sud, da Milano a Roma, da Torino a Napoli, da Genova a Palermo. Gli spostamenti sui mezzi pubblici e il ritorno al lavoro di milioni di persone si stanno svolgendo senza eccessivi disagi. È un primo passo incoraggiante, ma non dimentichiamo che la strada è lunga e non dobbiamo mai abbassare la guardia”, aggiunge.
“Io ho solo un piano: mettere in sicurezza il Paese, garantire la salute dei cittadini, dare un sostegno a chi si trova in difficoltà e, sfida non meno rilevante, rilanciare l’economia e il tessuto produttivo. Queste sono le mie preoccupazioni”, spiega poi Conte rispondendo a una domanda sulle tensioni nella maggioranza.
“Ben vengano suggerimenti e stimoli da parte di tutti gli alleati di governo. Ci aspetta un compito davvero impegnativo e tutti potranno e dovranno offrire il loro prezioso contributo. Nessuno degli alleati può avere interesse a compromettere l’azione di governo, sarebbe incomprensibile agli occhi dei cittadini – sottolinea il presidente del Consiglio -. L’instabilità sarebbe un gravissimo danno alla vigilia della sfida della ripartenza e indebolirebbe, inevitabilmente, la nostra posizione in Europa in una fase decisiva per il futuro italiano ed europeo”.
(ITALPRESS).

Conte “La ripartenza è nelle nostre mani”

“La ripartenza del Paese è nelle nostre mani. Tocca a noi decidere se vogliamo che sia risolutiva e definitiva. Se vogliamo evitare dolorosi passi indietro adesso più che mai servono collaborazione, senso di responsabilità, rispetto delle regole da parte di tutti. Non è una fase meno complessa di quella che si sta chiudendo, ma finora la risposta della popolazione e’ stata molto efficace e confido continui ad esserlo”. Così il premier Giuseppe Conte, in un appello agli italiani dalle pagine del Corriere della Sera. “I cittadini saranno i veri protagonisti della fase 2. Sino ad ora abbiamo ottenuto buoni risultati con le misure restrittive. Adesso pero’ saremo tutti chiamati a un surplus di attenzione. Più che a decreti e a ordinanze dobbiamo puntare ai principi di autotutela e di responsabilità: occorrono comportamenti appropriati, infatti, per tutelare se’ stessi e senso di responsabilità per proteggere gli altri. Non dobbiamo sperperare in pochi giorni quello che abbiamo faticosamente guadagnato in 50 giorni”, osserva Conte, per il quale adesso “si può puntare più decisamente sull’autodisciplina, vale a dire sul senso civico e sull’educazione della popolazione che ben conosce i rischi del contagio”.
(ITALPRESS).

Conte “Nuova pagina da scrivere insieme con responsabilità”

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“Domani comincerà la fase 2 dell’emergenza, quella della convivenza con il virus. Sarà una nuova pagina che dovremo scrivere tutti insieme, con fiducia e responsabilità”. Lo scrive su facebook il premier Giuseppe Conte che aggiunge:
“Fino ad oggi la maggior parte dei cittadini è stata al riparo nelle proprie case. Da domani oltre 4 milioni di italiani torneranno al lavoro, si sposteranno con i mezzi pubblici, molte aziende e fabbriche si rimetteranno in moto. E saranno ben più numerose le occasioni di un possibile contagio, che potremo scongiurare solo grazie a un senso di responsabilità ancora maggiore”.
“Come mai prima – aggiunge – il futuro del Paese sarà nelle nostre mani. Serviranno ancora di più collaborazione, senso civico e rispetto delle regole da parte di tutti. Dovremo tenere sempre alta l’asticella dell’attenzione, continuare a mantenere la distanza interpersonale, a indossare la mascherina quando e dove sarà necessario, e a lavarci spesso e con cura le mani. Più saremo scrupolosi nell’osservare le indicazioni di sicurezza e prima potremo riconquistare altri spazi di libertà. Non sperperiamo quello che abbiamo faticosamente guadagnato in cinquanta giorni.
Dovremo tutti insieme cambiare marcia al Paese. Con prudenza, decisi e determinati ad andare avanti ma senza rischiare di fermare il motore. Non c’è una ricetta giusta per garantire la ripartenza senza pensare in primo luogo alla salute e alla sicurezza di tutti noi.
Sono fiducioso, insieme ce la faremo”.
(ITALPRESS).

Di Matteo “Bonafede ritrattò proposta Dap”, ministro “Assurdo”

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Botta e risposta a Non è l’arena su La7 tra il magistrato Nino Di Matteo e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Non ho mai fatto trattative politiche con nessuno – dice Di Matteo – ma venni raggiunto da una telefonata del ministro Bonafede che mi chiese se ero interessato a diventare capo del Dap o prendere il posto di direttore generale degli affari penali”. “Chiesi 48 ore di tempo – aggiunge – nel frattempo ero stato informato della reazione preoccupata all’indiscrezione da parte del mondo mafioso. Dopo meno di 48 ore andai trovare il ministro che mi disse che ci aveva ripensato e mi chiese di accettare il ruolo di direttore generale degli affari penali del ministero. Nel giro di 48 ore mi sono ritrovato a essere designato a capo del Dap e quando accettai mi trovai di fronte a questo cambio”.
Replica Bonafede: “L’idea per cui io avrei ritrattato una proposta a Nino Di Matteo non sta né in cielo né in terra. Io ho chiamato Di Matteo – aggiunge – parlandogli della possibilità di fargli ricoprire uno dei due ruoli di cui ha parlato lui. Nella stessa telefonata Di Matteo mi chiarisce che ci sono state intercettazioni nelle carceri”. “Tra i due ruoli – prosegue Bonafede – sarebbe stato meglio quello di direttore degli affari penali che era il ruolo di Giovanni Falcone, non era un ruolo minore, lo vedevo di più di frontiera nella lotta alla mafia. A me era sembrato che alla fine dell’incontro fossimo d’accordo, tanto che il giorno dopo mi ha chiesto di incontrarmi e lì mi ha detto che non poteva accettare quel ruolo e che voleva ricoprire il ruolo di capo del Dap”.
(ITALPRESS).

Conte “La fase 2 non è liberi tutti, escludo una Patrimoniale”

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“Entriamo nella fase due dell’emergenza. Questo non casualmente, ma grazie al poderoso sforzo collettivo che abbiamo fatto tutti insieme e che ci ha permesso di ricondurre a un livello accettabile la soglia del contagio. Questa nuova fase ci è costata enormi sacrifici ed è per questo che non può essere intesa come un ‘liberi tutti'”. Lo dice il premier Conte in una intervista alla Stampa.

Il presidente del Consiglio nell’intervista esclude la necessità di una patrimoniale: “Il nostro debito rimane sostenibile, nel quadro di un risparmio privato molto cospicuo e di una resilienza particolarmente spiccata del nostro intero sistema economico – afferma -. La maggior parte del debito aggiuntivo che dovremo collocare per fronteggiare la crisi, peraltro, sarà coperta dal programma di acquisti della Bce. Ci stiamo adoperando affinché i pagamenti per gli interessi – al netto della quota che ci viene retrocessa dalla Banca d’Italia a seguito dei suoi acquisti – risultino alla fine in linea con quelli attuali”.

Accordo di massima tra Governo e Cei per le messe

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“Esprimo la soddisfazione mia, dei vescovi e, più in generale, della comunità ecclesiale per essere arrivati a condividere le linee di un accordo, che consentirà – nelle prossime settimane, sulla base dell’evoluzione della curva epidemiologica – di riprendere la celebrazione delle Messe con il popolo”. Così il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, commenta la definizione di un Protocollo di massima, relativo alla graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche.
“Il mio ringraziamento va al Presidente del Consiglio dei Ministri – aggiunge – con cui in queste settimane c’è stata un’interlocuzione continua e proficua. Questo clima ha portato un paio di giorni fa a definire le modalità delle celebrazioni delle Esequie, grazie soprattutto alla disponibilità e alla collaborazione del Ministro dell’Interno e del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione”.
Nel contempo, “un pensiero di sincera gratitudine mi sento in dovere di esprimerlo al Ministro della Salute e all’intero Comitato tecnico-scientifico – prosegue il cardinale Bassetti -: questa tempesta, inedita e drammatica, ha posto sulle loro spalle un carico enorme in termini di responsabilità”.
“Come Chiesa – riconosce – abbiamo condiviso, certo con sofferenza, le limitazioni imposte a tutela della salute di tutti, senza alcuna volontà di cercare strappi o scorciatoie, né di appoggiare la fuga in avanti di alcuno; ci siamo mossi in un’ottica di responsabilità, a tutela soprattutto dei più esposti. Alla vigilia di quella che ci auguriamo possa essere una rinascita per l’intero Paese, ribadisco l’importanza che non si abbassi la guardia ma, come abbiamo ripetuto in questi mesi, si accolgano le misure sanitarie nell’orizzonte del rispetto della salute di tutti, come pure le indicazioni dei tempi necessari per tutelarla al meglio”.
“Al Paese – conclude il cardinale Bassetti – voglio assicurare la vicinanza della Chiesa: ne sono segno e testimonianza le innumerevoli opere di carità a cui le nostre Diocesi e Parrocchie hanno saputo dar vita anche in questo difficile periodo; ne è segno pure la preghiera che, anche in forme nuove, si è intensificata a intercessione per tutti: le famiglie, quanti sono preoccupati per il lavoro, gli ammalati e quanti li assistono, i defunti”.
(ITALPRESS).

Arcuri “Lunedì inizia la sfida più difficile”

“Inizia la Fase 2, dobbiamo tutti essere consapevoli che con il 4 maggio inizia una sfida ancora più difficile. La relativa libertà che stiamo per guadagnare deve essere governata in funzione della salute di tutti noi, dovremo tutti immaginare uno scambio ragionevole tra la libertà relativa e la salute assoluta”. Lo ha detto il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, nel corso di una conferenza stampa, chiedendo un “ulteriore responsabilità, da lunedì inizia il secondo tempo di una partita che non sappiamo quanto durerà e come finirà, noi tutti dobbiamo ricordarci i sacrifici fatti e dobbiamo capire che saremo ancora più protagonisti del risultato finale che la partita marcherà. Non abbassiamo la guardia, vi imploro, il virus si diffonde solo con il contagio, non dimentichiamolo mai, cerchiamo di fare di tutto per evitarlo. Evitiamo che le previsioni del decreto Speranza abbiano a verificarsi”. Il commissario Arcuri ha annunciato che da lunedì i cittadini potranno acquistare le mascherine a 50 centesimi in 50mila punti vendita, da meta maggio i 50mila punti vendita diventeranno 100 mila. “Sulle mascherine nessuno avrà a rimetterci, abbiamo fissato un meccanismo per ristorare i singoli produttori e distributori consapevoli che la salute e la protezione individuale non ha prezzo, su di essa non si specula. Tutti guadagneranno il giusto, né più e né meno. La speculazione è finita – ha ribadito – i cittadini pagheranno un prezzo giusto, speriamo che presto non servirà neanche più la fissazione del prezzo massimo perché domanda e offerta si allineeranno in modo ragionevole. Abbiamo cominciato a pensare alle mascherine per bambini, abbiamo già i primi prototipi, le metteremo sul mercato presto e saremo nelle condizioni, alla riapertura delle scuole, di far avere una consapevolezza ai più giovani che aiuterà la ipotizzata riapertura delle scuole”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Papa Francesco prega per i governanti

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“Preghiamo oggi per i governanti che hanno la responsabilità di prendersi cura dei loro popoli in questi momenti di crisi”. Lo ha detto Papa Francesco nell’introdurre la messa a Casa Santa Marta.

“Capi di Stato, presidenti di governo, legislatori, sindaci, presidenti delle Regioni, che il Signore li aiuti e dia loro forza perchè il loro lavoro non è facile; perchè capiscono che nei momenti di crisi, devono essere molto uniti per il bene del popolo. Perchè l’unità è superiore al conflitto”, ha sottolineato.
(ITALPRESS).