“Ci aspettavamo onestamente un’operazione più coraggiosa: si poteva, si doveva osare di più”. Lo afferma la ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, in un’intervista al quotidiano La Repubblica in merito alle misure annunciate dal premier Giuseppe Conte sulla fase 2 dell’emergenza coronavirus.
“Con tutto il rispetto per la comunità scientifica, pensiamo che la politica debba assumersi maggiori responsabilità – spiega la ministra -. Partiamo da un punto fermo, che forse sta sfuggendo: qui fino a quando non ci sarà il vaccino la situazione non cambierà di molto. E la strada non è continuare a chiudere ma saper convivere col virus. Se il punto è la distanza sociale e i dispositivi di sicurezza, allora bisognerà lavorare su quelli: garantire una nuova organizzazione del lavoro in sicurezza, nuove modalità per il trasporto pubblico. Ma non si può continuare a bloccare il sistema produttivo”.
“Ogni giorno di chiusura comporta una perdita di competitività per il sistema Paese – sottolinea la capodelegazione di Italia Viva nel Governo -. Molte aziende rischiano di non riaprire e altre di farlo con meno dipendenti. Quelle che operano nell’export stanno già perdendo quote di produzione, a vantaggio di altre all’estero. Prolungare la chiusura aumenta il danno”.
“Dalle scelte di oggi si determina l’assetto della società italiana dei prossimi anni. Non stiamo facendo la guerriglia al governo, come qualcuno dice. Stiamo dando il nostro contributo con grande lealtà – aggiunge Bellanova -. Capiamo che tenere chiuso sia la cosa più semplice. Ma corriamo il rischio di costruire una società in piena depressione, non solo economica ma anche psicologica. Non possiamo permettercelo. Diamo più fiducia agli italiani, hanno mostrato di meritarla”.
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Bellanova “Poco coraggio per la fase 2, aziende a rischio”
Decaro “Servono linee guida per il trasporto pubblico”
“Sono soddisfatto per le indicazioni delle attività che riaprono il 4 maggio, non lo sono per le esigenze che nascono dal 4 maggio e sulle quali non abbiamo avuto risposte. Si muoveranno 2,5 milioni di persone in più rispetto ad oggi e servono risposte sull’utilizzo del trasporto pubblico”. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a Circo Massimo su Radio Capital.
“Mentre abbiamo sottoscritto un protocollo per i cantieri edili, non abbiamo un protocollo definitivo per il trasporto pubblico che subirà una completa trasformazione. Non possiamo quadruplicare le corse perchè significherebbe quadruplicare i costi – ha aggiunto -, probabilmente dovremmo concentrare le corse dove la domanda è più forte e nelle altre zone utilizzare mezzi alternativi come biciclette, monopattini, ma questo lo possiamo fare quando ci arriveranno le linee guida, prima diventa difficile e mancano solo 7 giorni. Quando aumenteranno il numero di persone che si muoveranno ci sarà una esigenza di scaglionare gli orari delle nostre città, anche con una legge”.
Parlando del sostegno alle famiglie Decaro ha spiegato che da domani ci sarà un tavolo con la ministra Elena Bonetti “per capire se c’è la possibilità di utilizzare i cortili degli oratori o delle scuole, con un numero contingentato di bambini, quelli che appartengono a un nucleo familiare dove entrambi i genitori lavorano. Noi proponiamo un sostengo alle famiglie, è vero che dal 4 maggio i nonni potranno tornare a fare da ammortizzatore sociale ma è anche vero che sono le persone che risultano più fragili rispetto al virus e dobbiamo preservali”.
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Conte “Inizia la fase 2, se ami l’Italia mantieni le distanze”
“Avete manifestato tutti, da nord a sud, forza e coraggio. Adesso inizia la fase di convivenza con il virus, la curva del contagio potrà risalire, questo rischio c’è e dobbiamo assumercelo e affrontarlo con metodo e rigore. Sono importanti le distanze di sicurezza, per evitare il rischio che il contagio si diffonda. Serve almeno un metro di distanza, anche nelle relazioni familiari con i parenti”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del prossimo Dpcm in vigore dal 4 maggio che darà il via alla “Fase 2”.
“Se tutti insieme non rispetteremo le precauzioni la curva potrà risalire, aumenteranno i morti e avremmo danni irreversibili per l’economia. Se ami l’Italia mantieni le distanze” l’appello del premier.
Sulle mascherine, Conte ha aggiunto che si impegna ad eliminare l’iva e a calmierare il prezzo he dovrebbe essere di 50 centesimi per quelle chirurgiche.
“Le misure entraranno in vigore dal 4 maggio e per le successive due settimane fino al 18 maggio rimangono consentiti gli spostamenti all’interno delle regioni ed a questo aggiungiamo gli spostamenti mirati per fare visita a congiunti, ma nel rispetto delle distanze, con l’adozione delle mascherine e con divieto di assembramento. Non sono consentiti party privati”.
Sulla scuola, Conte ha annunciato che la ripresa avverrà a settembre. Per gli esercizi commerciali al dettaglio la riapertura e’ fissata per il 18 maggio. In attesa della riapertura di bar e ristoranti, ma anche centri estetici e parrucchieri, annunciati per l’1 giugno, e’ confermata, a partire dal 4 maggio, la possibilita’ di fare ristorazione con le modalita’ di vendita da asporto oltre che di domicilio.
In merito alle attività sportive individuali, potranno essere riprese “rispettando la distanza di due metri, mentre per la semplice attività motoria basta un metro. Sono consentite sessioni di allenamento di atleti professionisti o non professionisti ma riconosciuti di interesse nazionale, sempre nel rispetto del distanziamento sociale, senza assembramento e a porte chiuse. Il 18 maggio abbiamo in programma anche la riapertura degli allenamenti di squadra”.
In merito alla eventuale ripresa del campionato di serie A, Conte ha aggiunto:”Sono appassionato di calcio come tantissimi italiani. All’inizio mi sembrava strano che il campionato potesse essere interrotto o sospeso, ma credo che tutti abbiano compreso che non c’era alternativa. Il ministro Spadafora lavorerà in questi giorni per trovare un percorso che abbiamo in parte definito con la ripresa degli allenamenti e poi si valuterà se ci sono le condizioni per permettere la chiusura dei campionati. Se arriveremo a questa conclusione, lo faremo con tutte le sicurezze del caso”.
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Conte “Riapriremo con cautela, scuole da settembre”
Le scuole riaprono a settembre, i prezzi delle mascherine saranno calmierati e c’è il massimo impegno contro la burocrazia per facilitare l’arrivo degli aiuti finanziari alle aziende. A dirlo in una intervista a Repubblica il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che conferma l’impegno a facilitare la ripartenza del Paese dopo il 4 maggio, anche se bisognerà “procedere con cautela”.
“Stiamo lavorando, proprio in queste ore, per consentire la ripartenza di buona parte delle imprese, dalla manifattura alle costruzioni per il 4 maggio. Non possiamo protrarre oltre questo lockdown: rischiamo una compromissione troppo pesante del tessuto socio-economico del Paese. Annunceremo questo nuovo piano al più tardi all’inizio della prossima settimana. La condizione per ripartire sarà il rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, per i luoghi di lavoro, per le costruzioni e per le aziende di trasporto – dice Conte nell’intervista a Repubblica -. Nel rispetto di queste condizioni rigorose, potranno riaprire, già la settimana prossima, passando però dal vaglio dei prefetti e con autocertificazione, attività imprenditoriali che consideriamo ‘strategiche’, quali lavorazioni per l’edilizia carceraria, scolastica e per contrastare il dissesto idrogeologico, come pure attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export, che rischiano di rimanere tagliate fuori dalle filiere produttive interconnesse e dalle catene di valore internazionali”.
La scuola “e’ al centro dei nostri pensieri e riaprirà a settembre”, sottolinea Conte “ma tutti gli scenari elaborati dal comitato tecnico-scientifico prefigurano rischi molto elevati di contagio, in caso di riapertura delle scuole. È in gioco la salute dei nostri figli, senza trascurare che l’età media del personale docente è tra le più alte d’Europa. La didattica a distanza, mediamente, sta funzionando bene”. Per quanto riguarda le imprese, “Sace ha già predisposto tutto per assicurare la piena garanzia pubblica sui prestiti alle imprese. Monitoreremo che anche le banche garantiscano la piena operatività dei provvedimenti”.
Bonetti “Centri estivi per i bambini più piccoli”
“Il problema dell’estate c’è, dobbiamo pensare ad attività educative, di comunità e socialità”. Lo ha detto il ministro alle Pari Opportunità e Famiglia, Elena Bonetti, intervenuta a SkyTg24, parlando dell’ipotesi di aprire le scuole in estate per organizzare dei centri estivi.
“È mia intenzione avanzare la richiesta di riapertura delle scuole 0-6 anni in estate per organizzare attività in piccoli gruppi. Su questo investiremo almeno 35 milioni per costruire una rete organizzata. Ci stiamo predisponendo perché questo accada – ha proseguito il ministro Bonetti -, la politica credo debba dare risposte a problemi ed esigenze. Lo dobbiamo organizzare nel modo più sicuro possibile. Sarà un modello che comprenderà piccoli gruppi per poter mantenere il distanziamento dei bambini e per poter eventualmente rintracciare subito i contatti in caso di contagio”.
È morto Giulietto Chiesa
“Giulietto Chiesa è morto. Non riesco ancora a salutarlo. Ricordo i suoi occhi lucidi di lacrime, a Kabul, davanti ad un bambino ferito dallo scoppio di una mina. E’ morto
un uomo ancora capace di piangere per l’orrore della guerra. I suoi occhi sono un po’ anche i miei”. Cosi’ su Twitter Vauro Senesi ha annunciato la morte del giornalista.
Chiesa, 79 anni, è stato corrispondente da Mosca per l’Unità e la Stampa, oltre che per il Tg5, Tg1 e Tg3. Ha scritto tra l’altro per Micromega e Il Manifesto. Accanto alla sua attività di giornalista pure quella di saggista. Molti i suoi libri dedicati all’Unione Sovietica prima e alla Russia poi, raccontandone il lento passaggio dall’Urss comunista fino agli anni segnati dalla leadership di Putin. Nell’ultimo periodo aveva concentrato le sue ricerche su temi come la guerra, la globalizzazione e la geopolitica.
Bonafede “Interverremo sulle scarcerazioni dei mafiosi”
“La lotta alle mafie è una cosa seria. Parlarne in maniera superficiale, gettare un tema così importante nella caciara quotidiana, mentire ai cittadini dicendo che c’è una legge (o addirittura una circolare) di questo governo che impone ai giudici di scarcerare i mafiosi, è gravissimo. Le decisioni sulle scarcerazioni per motivi di salute vengono adottate in piena autonomia e indipendenza dalla magistratura. Lo sanno tutti… o forse no, a giudicare da qualche video in rete”. Lo scrive su Facebook il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
“Ad ogni modo, ho avviato tutti gli accertamenti interni ed esterni, anche presso l’ispettorato, sulle varie scarcerazioni – aggiunge -. Ma questo non basta. D’accordo col Presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, siamo pronti a intervenire a livello normativo. Alcune delle proposte verranno inserite nel prossimo decreto legge. Tra queste proposte, merita maggiore approfondimento quella che mira a coinvolgere la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e le Direzioni Distrettuali Antimafia e Antiterrorismo in tutte le decisioni relative ad istanze di scarcerazione di condannati per reati di mafia (ieri sera abbiamo emanato una circolare che va in questa direzione). Come al solito, nessuna chiacchiera: soltanto leggi scritte nero su bianco”.
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25 aprile, Mattarella da solo all’Altare della Patria
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato da solo, indossando la mascherina di protezione, all’Altare della Patria per celebrare il 25 aprile.
In cima alla scalinata ha trovato due corazzieri con la mascherina, che hanno portato una corona al sacello del milite ignoto. Un trombettiere dei carabinieri ha suonato il silenzio. Non c’erano le autorità, civili e militari.
Il Capo dello Stato era accompagnato da una scorta ridotta al minimo, che non è salita con lui all’Altare della Patria ed è rimasta ai piedi del monumento.
(ITALPRESS).









