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De Micheli “Riapertura uniforme su scala nazionale”

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“La riapertura sarà uniforme su scala nazionale. Le regole saranno uguali per tutta Italia ma se rileviamo che in aree di una regione aumentano i contagi, la reazione dovrà essere territoriale”. Così la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital. “Abbiamo in vista molte semplificazioni sulle procedure degli appalti, anche se sempre più emerge che il tempo si perde nella fase precedente l’appalto. Sindacati e costruttori sono contrari alla sospensione del codice degli appalti. Senza regole non è possibile fare buone opere e anche con troppe regole”, ha aggiunto.
Sulla possibilità di un Governo di unità nazionale ha osservato: “Stiamo prendendo decisioni politiche, che arrivano da un’idea di società. Servono governi politici, non di unità nazionale”, Quanto al Mes, “senza condizionalità prenderei i 37 miliardi del Mes. Ieri tutti i gruppi, a parte la Lega credo, hanno ricordato che senza condizionalità quei soldi dobbiamo prenderli”. Per il ministro in vista della riapertura “non è immaginabile che possa aumentare il numero di bus e metropolitane improvvisamente, sono strumenti che vanno ordinati e costruiti, ma aumenteranno le frequenze. Per evitare gli orari di punta, però, vanno modificati gli orari di lavoro. Il 90% delle prescrizioni che troverete nei documenti le avevamo già date alle imprese di trasporto, con loro e i sindacati avevamo firmato un protocollo che è stato utilizzato. Il 10% delle procedure sono nuove e riguardano le stazioni. Sui mezzi pubblici applicheremo il protocollo che abbiamo firmato a metà marzo, che prevede distanziamento, mascherine, liquidi per igienizzarsi e un riempimento non al 100%”, ha concluso.
(ITALPRESS).

Salvini “Lavoriamo alla ricostruzione nazionale”

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“Il Governo non può tenere gli italiani chiusi in casa pure a maggio. Lavoriamo a un’alternativa e a un piano di ricostruzione nazionale, con una ripartenza omogenea nel Paese. Il diritto alla vita e alla salute viene prima di tutto, ma la libertà non può essere svenduta”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa. “Il Governo a parole chiede la nostra collaborazione, ma poi respinge tutte le nostre proposte, e sul Mes non ha nemmeno permesso al Parlamento di votare”.
“Il 25 aprile si parla di libertà, quella che ci hanno lasciato i nostri nonni – ha detto ancora Salvini -. Non vorrei che venga messa in discussione da qualcuno in nome del virus. Mi auguro che il 25 aprile coincida con una giornata di libertà vera”.
(ITALPRESS).

Conte “Fase 2 dal 4 maggio, il piano entro la settimana”

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“Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma. Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio”. Si conclude così un lungo post su Facebook del premier Giuseppe Conte, che nel giorno dell’informativa alle Camere fa il punto sull’impegno dell’esecutivo in vista della fase 2 dell’emergenza coronavirus.
“In queste ore continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall’equipe di esperti, al fine di coordinare la gestione della ‘fase due’, quella della convivenza con il virus – spiega Conte -. Come già sapete, le attuali misure restrittive sono state prorogate sino al 3 maggio. Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme”.
Per il presidente del Consiglio “in questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni. L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato”. “Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico” sottolinea Conte.

Secondo il premier “questo programma deve avere un’impronta nazionale, perché deve offrire una riorganizzazione delle modalità di espletamento delle prestazioni lavorative, un ripensamento delle modalità di trasporto, nuove regole per le attività commerciali. Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali. Perché le caratteristiche e le modalità del trasporto in Basilicata non solo le stesse che in Lombardia”.
“È fin troppo facile dire ‘apriamo tutto’. Ma i buoni propositi vanno tradotti nella realtà, nella realtà del nostro Paese, tenendo conto di tutte le nostre potenzialità, ma anche dei limiti attuali che ben conosciamo – spiega il presidente del Consiglio -. Nei prossimi giorni analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. È questa la nostra forza”.
Infine un’esortazione: “E smettiamola di essere severi con il nostro Paese. Tutto il mondo è in difficoltà. Possiamo essere fieri di come stiamo affrontando questa durissima prova”.
(ITALPRESS).

Speranza “Giusta direzione, ma pericolo non è scampato”

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“Abbiamo tutti insieme approvato le norme che prevedono che il 4 maggio sia la data per costruire la fase 2. Stiamo lavorando da settimane, spero che l’incontro con le forze sociali ci possa essere al più presto e spero che con loro si possa irrobustite il documento del 14 marzo per avere più sicurezza sui luoghi di lavoro. La battaglia non è già vinta, vediamo dei dati incoraggianti dove le misure hanno portato benefici, c’è un alleggerimento sulle strutture ospedaliere, c’è una tendenza che va nella direzione giusta ma guai a pensare che il pericolo sia scampato”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo a Circo Massimo su Radio Capital. “Siamo di fronte a un fenomeno drammatico che ha toccato tutto il mondo, è un grande problema globale – ha aggiunto – se commettiamo l’errore di pensare che il pericolo sia scampato finiremo perfino per vanificare i sacrifici enormi che gli italiani hanno fatto, questi sacrifici ci hanno consentito di salvare la vita a migliaia di persone”. Quanto alla trattativa europea su Mes e coronabond, per Speranza “siamo dentro una trattativa molto delicata, Gualtieri ha fatto un lavoro importante, ma la partita decisiva è giovedì. Conte sta lavorando e interloquendo e dobbiamo dargli piena fiducia, è nelle condizioni di spostare un asse, perchè è evidente che siamo di fronte a una vicenda enorme che cambierà l’Europa, a una crisi sanitaria può seguire una crisi economica e sociale molto importante. A due giorni dalla trattativa, la posizione che deve tenere ogni membro del governo è quella del massimo sostegno a Conte, poi sui fondi sono valutazioni che faremo a partita chiusa. La stagione dell’austerità non regge di fronte a una crisi come questa – ha spiegato – dobbiamo aprire una stagione nuova. Ci sono segnali che vanno nella direzione giusta, ma la partita è giovedì”. (ITALPRESS).

Patuanelli “Ragioniamo sulla regionalizzazione delle riaperture”

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“Bisogna dotare gli imprenditori e i lavoratori dei dispositivi di sicurezza, dell’app, del tracciamento dei percorsi, dei termo-scanner, dobbiamo mettere gli imprenditori nelle condizioni di potere lavorare in sicurezza loro e i loro dipendenti. Lo Stato deve accompagnare l’imprenditore in questo sistema di sicurezza”. Ad affermarlo Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, a “Che tempo che fa” su Raidue.
“C’è una concentrazione forse sbagliata su chi e quando può riaprire. Sono due fattori importanti, ma è fondamentale capire come riaprire”, ha sottolineato Patuanelli.
“Dobbiamo dare certezze al nostro sistema produttivo, è un problema complesso. Il tema non è solo la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche garantire la sicurezza nel tragitto per il lavoro, sui mezzi pubblici – ha aggiunto -. Non tutte le attività produttive sono state in lockdown, si può ragionare anche sulle regionalizzazioni delle aperture, su zone dove si hanno meno positivi ed è più facile valutare la catena dei contatti. I ragionamenti che stiamo facendo con la task force del dottor Colao riguarda le aperture mirate delle attività produttive”, ha sottolineato Patuanelli.
(ITALPRESS).

Conte “Governo determinato, lavoriamo per ripartenza”

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“Quel che serve davvero al Paese e avere un governo sostenuto da forze che maturino la piena convinzione che l’opera di ricostruzione sara’ tanto più efficace se tutti lavoreremo nella medesima direzione con forte coesione e lungimiranza. Questo compito deve spettare alla politica intesa con la ‘P’ maiuscola, non può essere affidato a governi tecnici sul presupposto che le forze politiche non siano disponibili ad assumersi la responsabilità delle scelte anche molto difficili che il Paese e’ chiamato a compiere”. Così il premier Giuseppe Conte, in un’intervista a Il Giornale. “Io sono sempre per un governo politico che ci mette la faccia e dovrà risponderne agli elettori. Quanto ai governi di unita’ nazionale – aggiunge -, sono formule astratte molto improbabili da perseguire in concreto. Basti considerare le divisioni che ci sono manifestate evidenti anche nella fase più acuta dell’emergenza.
In realtà questo governo sta operando con coraggio e determinazione”, sottolinea il premier. “Questa settimana sono iniziati ad arrivare i bonus sul conto corrente di tanti cittadini. Nei prossimi giorni rafforzeremo il sostegno a famiglie e lavoratori e imprese con un’altra poderosa sterzata economica. Le forze di maggioranza lavorando insieme hanno messo in campo queste varie altre misure ascoltando anche l’opposizione. Se questo governo non fosse forte e determinato sarei il primo a sollecitare una nuova soluzione per non compromettere la realizzazione del bene comune tanto più in questa difficilissima sfida”. Quanto al Mes, il premier ribadisce che “il governo e la maggioranza sono compatti nel chiedere all’Europa di liberare la sua forza economica, di mettere sul tavolo meccanismi nuovi per una condivisione e una risposta comune all’emergenza economica in atto”, dicendosi convinto che “dal confronto europeo può però venire fuori qualcosa di molto diverso dal Mes attuale. Valuteremo i dettagli di questa nuova linea di finanziamento al momento opportuno e sceglieremo la strada migliore per i nostri interessi nazionali, con una discussione trasparente in Parlamento”. Quanto alla fase 2 per la ripartenza, “stiamo lavorando su alcune proposte di allentamento delle misure, in modo da poter convivere con il virus nei prossimi mesi in condizioni di massima sicurezza, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica e le condizioni di stress del sistema sanitario e ospedaliero locale”, assicura Conte, assicurando che “nei prossimi giorni saremo in condizione di offrire a tutti gli italiani un piano chiaro e, quindi, informazioni certe”.
(ITALPRESS).

Conte “da Regioni adesione a linee guida per ripresa il 4 maggio”

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“Si è da poco conclusa la riunione della Cabina di regia tra Governo, Regioni ed enti locali durante la quale, con i ministri competenti, ho voluto aggiornare la delegazione di governatori, sindaci e presidenti di provincia sullo schema di lavoro per la ’fase due’ che l’Esecutivo sta portando avanti, coadiuvato dalla Task force di esperti e dal Comitato tecnico scientifico”. Così sul suo profilo Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che aggiunge: “Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare, ma non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione”.

“Nel frattempo – sottolinea il premier -, continua incessantemente il lavoro del Governo a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza, che tenga sempre sotto controllo la curva epidemiologica e la capacità di reazione delle nostre strutture ospedaliere”.

“Anche i rappresentanti dei governi locali hanno espresso adesione al disegno dell’Esecutivo di adottare un piano nazionale contenente linee guida omogenee per tutte le Regioni, in modo da procedere, ragionevolmente il 4 maggio, a una ripresa delle attività produttive attualmente sospese, secondo un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione – prosegue Conte -. Un piano così strutturato dovrebbe garantirci condizioni di massima sicurezza nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto”.

“Dovremo proseguire nel confronto con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria – puntualizza il premier – per ribadire la comune volontà di rafforzare il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, già approvato lo scorso mese di marzo, e di continuare sulla strada del potenziamento dello smart working”.

“Sul fronte delle misure di tutela della salute, il Governo continua a lavorare per implementare i Covid hospital, l’assistenza territoriale e usare al meglio le applicazioni tecnologiche e i test per riuscire a rendere sempre più efficiente la strategia di prevenzione e di controllo del contagio”, conclude Conte.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Bonaccini “poste al Governo 4 priorità per ‘ripartenza’”

“Abbiamo posto al Governo alcune questioni relative alla ‘fase 2’, soprattutto perché riteniamo necessaria una condivisione fra l’esecutivo e le Regioni su ‘come’ affrontare la fase della riapertura, in base ad indicazioni precise del comitato tecnico-scientifico e della task force diretta da Vittorio Colao”. Così il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine, in modalità di videoconferenza, della “cabina di regia Governo-Regioni-Enti locali” per l’emergenza Covid-19.
“Le questioni poste – spiega Bonaccini – riguardano essenzialmente 4 aree”.

La prima riguarda il Coordinamento delle fasi della “ripartenza”. “Bisogna che siano adottate – evidenzia Bonaccini – linee guida nazionali, previo accordo con le parti sociali, che fissino le regole di carattere generale per la riapertura secondo fasi ben precise e graduali, lasciando autonomia alle Regioni per contemplare le singole specificità regionali in ordine agli aspetti relativi ai dati geografici, economici e sociali. Definire modalità (dispositivi di protezione, test, app) che devono essere omogenei su tutto il territorio nazionale per evitare confusione; valutare obbligo per tutta la popolazione dei dpi, anche prevedendone la diffusione presso la grande distribuzione organizzata, anche per calmierare i prezzi”.

La seconda riguarda la ‘Revisione dei tempi delle città’.
“Bisogna graduare la riapertura delle attività lavorative e dei servizi delle città e riorganizzare la mobilità della popolazione, prevedendo l’adeguamento del trasporto pubblico locale per far fronte alle esigenze della riapertura. Occorre considerare – sottolinea il Presidente della Conferenza delle Regioni – la necessità di distanziamento, Dpi (dispostivi di protezione individuale), eventuale scaglionamento degli orari di lavoro, diversi flussi; da qui il maggiore costo economico a cui far fronte. E’ necessario posticipare, rispetto alla prima fase della riapertura, la mobilità extraregionale”.

La terza la necessità di riavviare il motore economico del Paese.
“Si può prevedere a tale scopo – prosegue Bonaccini – la possibilità di riapertura, anche dal 27 aprile: dei cantieri edili, in particolare quelli all’aperto; valutare una procedura semplificata per la ripresa immediata dei cantieri del terremoto attraverso norme in grado di far ripartire gli investimenti; di alcune filiere produttive maggiormente esposte alla concorrenza internazionale, per evitare la sostituzione di tali quote di mercato a vantaggio dei competitor stranieri”.

“Più in generale – prosegue Bonaccini -, bisogna poi superare la disciplina di apertura e chiusura delle attività produttive sulla base dei codici ateco e del regime autorizzatorio delle prefetture; risulta preferibile prevedere una disciplina organizzata sulla pianificazione della riapertura di alcune filiere produttive – particolarmente rilevanti o maggiormente sicure – per il territorio e/o di settore, con la collaborazione di Regioni e Prefetture e la partecipazione delle rappresentanze delle parti sociali, delle Aziende Sanitarie e delle INAIL. Serviranno invece modalità omogenee, concordate e programmate, per una prossima e graduale riapertura degli esercizi di somministrazione al pubblico (bar e ristoranti). Così come emerge una necessità sempre più forte di programmare per le modalità e i tempi di riapertura delle attività turistiche. Infine, è necessario prevedere misure efficaci di sostegno allo smart working”.

La quarta riguarda l’infanzia e la scuola.
“Occorre affrontare le riaperture tenendo conto del sostegno all’infanzia, verificando soluzioni per la cura dei bambini in considerazione della chiusura di scuole, nidi e centri estivi. Possibilità di consentire, nel rispetto delle regole, una graduale ripresa della socialità dei bambini – sottolinea Bonaccini -. C’è poi la necessità di concordare col ministero dell’Istruzione progetti specifici per la riapertura delle scuole da definire in netto anticipo rispetto alle date che verranno fissate, per consentire appunto una adeguata programmazione di tutte le attività necessarie correlate”, conclude Bonaccini.

(ITALPRESS).