“Il rischio c’è, è reale, ma non permetterò che si concretizzi, voglio evitarlo”. Lo ha detto il
premier Giuseppe Conte in un’intervista alla Bbc, rispondendo alla domanda se ci sia una prospettiva di fallimento del progetto europeo di fronte all’emergenza coronavirus.
“Abbiamo bisogno di una risposta economica e sociale a livello europeo – ha spiegato Conte -, con interventi monetari e fiscali adeguati. Siamo di fronte alla più grande sfida per l’Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. Dobbiamo scrivere un libro di storia, non un manuale di economia, o rischiamo una grande delusione non solo dei cittadini italiani, ma di tutti gli europei”.
“Gli esperti hanno confermato che la curva dei contagi sta rallentando in Italia, il numero dei nuovi contagi sta scendendo, siamo fiduciosi che stiamo superando la fase peggiore, ma non possiamo passare da un lockdown a liberalizzare tutte le attività economiche, dobbiamo farlo gradualmente”, ha spiegato il presidente del Consiglio.
“Dobbiamo scegliere i settori in grado di riavviare la loro attività – ha proseguito Conte -. Se gli scienziati confermano questo trend, potremmo iniziare ad allentare alcune misure già entro la fine di questo mese”.
(ITALPRESS).
Conte “L’Unione Europea rischia il fallimento”
Conte “Ammorbidire le regole Ue o faremo da soli”
“Non dobbiamo arretrare rispetto a Cina e Stati Uniti che mettono al momento a disposizione il 13% del loro Pil. Chiediamo un ammorbidimento delle regole di bilancio, è nell’interesse reciproco che l’Europa batta un colpo, che sia all’altezza della sfida. Altrimenti dobbiamo fare senza l’Europa e ognuno fa per sé”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in un’intervista alla tedesca Bild. “Non dobbiamo starcene lì con le mani incrociate, altrimenti il paziente Europa muore”, ha proseguito Conte.
Per il presidente del Consiglio “servono gli eurobond perché in questo momento dobbiamo potenziare gli strumenti attuali che abbiamo e che non erano pensati per uno shock simmetrico così straordinario. Abbiamo bisogno di migliorare la capacità europea di risposta in termini di politica monetaria e fiscale”.
(ITALPRESS).
Di Maio “L’Italia non sarà un outlet per imprese straniere”
“L’Italia non diventerà l’outlet di altre nazioni come nel 2008”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un’intervista al Sole 24 Ore. Co il Dl liquidità, spiega, “l’obiettivo è garantire il massimo sostegno semplificando le procedure. C’è poi tutto il fronte export e commercio estero, su cui come Farnesina stiamo lavorando attentamente”. Per Di Maio “le aziende italiane hanno le potenzialità per recuperare ed è nostro compito fare di più e meglio per adeguare il sistema di supporto all’export alle nuove esigenze. Oggi è partita da parte nostra la convocazione di 12 tavoli verticali che si svolgeranno dal 14 al 21 aprile in sei giornate. L’obiettivo è raccogliere proposte per ripresa e rilancio dell’export. Il patto che ho in mente si basa su un insieme di misure importanti già varate, che potremo rafforzare in sede di conversione del Dl Cura Italia”. Poi, assicura che “lo Stato farà di tutto per assicurare che gli asset strategici nazionali siano protetti. L’Italia non diventerà l’outlet di altre nazioni come nel 2008. Ma è evidente che serve un ruolo forte dello Stato per la fase di ripartenza. Il sistema italiano, la produzione, le quote di mercato devono essere tutelate il più possibile. Non hanno importanza i nomi, ma lo scopo finale: ripartire il più velocemente possibile”.
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Mattarella “Salute da preservare con la solidarietà”
“La Giornata Mondiale della Salute ricorre quest’anno mentre l’intero pianeta è chiamato ad affrontare una pericolosa pandemia, causata da un virus ancora per molti aspetti sconosciuto e assai temibile soprattutto per la popolazione più anziana e le persone deboli, già affette da pregresse patologie. Tanti lutti e sofferenze hanno reso ancor più evidente il valore della salute, componente essenziale del diritto alla vita, presidio da preservare e rafforzare nella solidarietà tra i popoli, gli stati, i continenti. È proprio la valenza universale del diritto alla salute che ci chiama a un impegno, a una corresponsabilità di carattere globale, mettendo da parte egoismi nazionali e privilegi di sorta al fine di dare alla cooperazione mondiale un impulso di grande forza per ciò che riguarda le cure, la ricerca, lo scambio di informazioni, la fornitura di strumenti capaci di salvare vite umane”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “L’umanità ha le risorse per debellare questo nuovo virus, come le ha per contrastare malattie e disagi particolarmente diffusi nelle aree più povere e dove l’ambiente ha subito danni maggiori. L’impegno solidale per la salute può diventare così un vettore di pace e amicizia, capace di influenzare positivamente le relazioni tra i paesi”, aggiunge. “Questa giornata, la settantesima, è dedicata agli infermieri e alle ostetriche. Le vicende drammatiche di questi giorni hanno mostrato di quanta generosità, professionalità, dedizione sono capaci gli operatori sanitari. Il nostro pensiero grato e riconoscente va alle infermiere e agli infermieri in prima linea, e con loro a tutti i medici degli ospedali e dei servizi territoriali, agli assistenti, ai ricercatori, a quanti operano nei servizi ausiliari: li abbiamo visti lavorare fino allo stremo delle forze per salvare vite umane e molti di loro hanno pagato con la vita il servizio prestato ai malati. I Servizi Sanitari Nazionali – osserva – costituiscono capisaldi essenziali delle comunità. La qualità della vita e gli stessi diritti fondamentali della persona sono strettamente legati alle capacità e all’universalità del servizio alla salute. Ma le strutture da sole non basterebbero senza l’umanità e la responsabilità di chi vi opera: per questo il ringraziamento di oggi deve tradursi in un sostegno lungimirante e duraturo da parte delle nostre comunità”, conclude Mattarella.
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Guerini “Da maggio produrremo mascherine”
“È sotto gli occhi di tutti come le Forze Armate si stiano dimostrando indispensabili nella gestione delle crisi. Uno strumento militare all’altezza, anche dal punto di vista tecnologico, è una garanzia per il Paese sotto tutti i punti di vista. Serve potenziarlo e continuare ad adeguarlo. La Difesa, fin dalle prime fasi, ha risposto con massima efficienza e grande spirito di sacrificio”. Così il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in un’intervista a Il Giornale, spiegando il ruolo che l’Esercito sta svolgendo in questa fase di emergenza. “Oltre al supporto sanitario, abbiamo potenziato l’attività di sorveglianza dei territori, a fianco delle Forze di Polizia e sulla base delle esigenze riscontrate dai Prefetti. Laddove ci è stato richiesto, siamo intervenuti con i militari già impiegati in Strade Sicure, rimodulando l’operazione. Abbiamo inoltre rafforzato il sistema dei trasporti implementando mezzi e servizi a sostegno della Protezione civile”. Il ministro annuncia che “attraverso AID (Agenzia Industria Difesa) abbiamo avviato un progetto di riconversione di un nostro stabilimento, che da maggio trasformerà le sue linee produttive per fornire mascherine: 200mila al giorno, 6 milioni in un mese”.
Dopo l’emergenza Covid-19, per Guerini “l’auspicio è che negli effetti delle misure attuate dal governo si possano trovare i presupposti per un ritorno presto alla normalità. I sacrifici chiesti agli italiani, che hanno risposto con grande responsabilità, iniziano a dare risultati. Oggi il governo sta intervenendo anche per sostenere il sistema economico attraverso misure molto significative a favore di imprese, lavoratori e famiglie”. A chi dice che si è agito in ritardo, il ministro dice: “Il governo fin da subito ha coinvolto tutti i livelli istituzionali, compresa l’opposizione. Rafforzare il confronto significa dare più forza a un impegno corale a favore dei cittadini”. Infine, Guerini ribadisce di non temere una crisi di governo nel post Coronavirus: “Assolutamente no, governo e maggioranza lavorano fianco a fianco. In questo momento credo che i cittadini ci chiedano una cosa sola: remare nella stessa direzione”.
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Conte “400 miliardi per la ripresa”
“Con il decreto appena approvato diamo liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle nostre imprese, che siano piccole, medie e grandi. 200 miliardi per il mercato interno e altri 200 per potenziare l’export. E’ una potenza di fuoco, io non ricordo un intervento così poderoso nella storia della nostra Repubblica per il finanziamento delle imprese. E’ una cifra enorme”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm, spiegando che questi prestiti verranno erogati attraverso i canali finanziari normali, ma lo stato offrirà una garanzia. “In particolare potenzieremo il fondo centrale di garanzia per le pmi, aggiungiamo il finanziamento dello Stato attraverso Sace, una società che è e rimarrà nel perimetro di Cdp, per potenziare questo strumento. Abbiamo anche varato importanti misure fiscali – ha aggiunto – con la sospensione di pagamenti, ritenute e contributi anche per i mesi di aprile e maggio”.
“Abbiamo adottato uno strumento molto efficace per tutelare tutte le imprese che svolgono attività di un minimo rilievo strategico per il paese, in particolare abbiamo potenziato la Golden power per controllare scalate eventualmente ostili”, ha spiegato.
Un intervento senza precedenti lo definisce anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che in conferenza stampa ha spiegato che saranno messi in campo “200 miliardi di garanzie per prestiti fino al 90% garantiti dallo Stato. I prestiti garantiti dallo Stato potranno arrivare fino al 25% del fatturato delle imprese, le garanzie saranno erogate con un sistema molto semplice attraverso Sace. Ci saranno alcune condizioni limitate tra cui quella di non poter erogare dividendi nel corso dell’anno per le società che accederanno al prestito. Complessivamente, con questo decreto e con il decreto di marzo, noi mobilitiamo fino a 750 miliardi di risorse garantite dallo Stato. Forniamo una garanzia poderosa – ha aggiunto Gualtieri – per preservare il nostro sistema produttivo e aiutarlo ad affrontare questo momento difficile e potersi rilanciare”. “E’ un intervento importante – ha sottolineato il ministro – che si affianca al differimento delle scadenze fiscali attraverso un meccanismo legato al fatturato, per questo intervento mobiliteremo risorse con il dl aprile, ci saranno 30 miliardi appostati a sostegno di questi 200 miliardi di garanzie dirette”. Il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha assicurato che con questo decreto il governo ha inteso “rispondere a una esigenza assoluta delle imprese. Abbiamo un sistema produttivo fatto anche di tante piccole partite iva, artigiani, autonomi e professionisti per questo abbiamo rafforzato il fondo centrale di garanzia, che portiamo, con la possibilita’ di un prestito, fino a 5 milioni di euro al 90% garantito dallo Stato. Abbiamo fatto anche una misura molto forte, per la liquidita’ dei piu’ piccoli: fino a 25mila euro di prestito e la garanzia dello Stato sara’ al 100% con una procedura priva di vincoli e valutazioni andamentali”, ha aggiunto Patuanelli.
Oggi il Cdm ha anche approvato il decreto scuola per regolamentare gli esami di Maturità, di terza media e i tirocini e esami professionali, e il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha rimarcato come sia stato “messo l’anno scolastico in sicurezza, non si puo’ parlare di sei politico, categoria storica vetusta, la valutazione dello studente non e’ legata ad un freddo voto numerico. Questo decreto – ha aggiunto – ci permettera’ di terminare quest’anno scolastico e di traghettarci verso il prossimo anno scolastico. La didattica a distanza non puo’ essere considerato uno strumento opzionale – ha aggiunto – ci sta permettendo di concludere l’anno scolastico”. Azzolina ha poi concluso scusandosi con i precari della scuola “non riusciamo ad aggiornare le graduatorie d’istituo, questo è dovuto a lacune alla digitalizzazione del paese, anche del mio ministero”.
Rispondendo ai giornalisti presenti in sala stampa, il premier Conte ha ribadito la contrarietà sua e del governo al Mes, definendolo uno strumento inadeguato: “Gli eurobond sono la soluzione, una risposta seria e adeguata. Su questo io e Gualtieri siamo pienamente d’accordo”. Quella sugli eurobond ad alcuni appariva come “una battaglia futuribile, non realistica. La verita’ e’ che quando si difende il proprio Paese non si fanno calcoli, sono convinto e lo dico con tutta la responsabilita’ e la prudenza che mi contraddistingue, che la storia è con noi e vedremo quale piega prendera’”. Il presidente del Consiglio ha infine incoraggiato gli italiani: “State dando un contributo fondamentale per questa battaglia, presto raccoglieremo i frutti di questo sacrificio. Quando tutto sarà finito ci sarà una nuova primavera. Ci avviciniamo alla Pasqua, una festa particolarmente radicata che ci porta giorni lieti, li vivremo a casa, sarebbe irresponsabile pensare di andare in giro”.
(ITALPRESS) – (SEGUE).
“Ci auguriamo che questa Pasqua, ma – ha concluso – non ci illudiamo possa cambiare tutto, possa diventare il momento in cui la curva epidemiologica possa diventare sotto controllo o addirittura discendente per riprogrammare la fase successiva per raccogliere le forze e proiettarci verso la rinascita”.
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Mattarella “La ricostruzione dell’Aquila resta una priorità”
“Il ricordo della notte del 6 aprile di undici anni or sono è impresso con caratteri indelebili nelle menti e nei cuori dei cittadini de L’ Aquila e di tutti gli italiani. Un terribile terremoto portò morte e devastazioni, gettò numerose famiglie nella sofferenza e talvolta nella disperazione, rese inaccessibili abitazioni, edifici, strade, costringendo a un percorso fortemente impegnativo, prima di sopravvivenza, poi di ricostruzione”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
“Nel giorno dell’anniversario desidero rinnovare i sentimenti di vicinanza e solidarietà a tutti gli aquilani, a quanti nei paesi e nei borghi limitrofi hanno condiviso sia quei momenti tragici sia gli affanni della ripartenza, ai nostri concittadini di numerosi altri territori del Centro Italia che, nel breve volgere di pochi anni, si sono trovati a vivere drammi analoghi e ora sono impegnati, come a L’Aquila, per restituire a se stessi e all’Italia la pienezza della vita sociale e i valori che provengono dalla loro storia”, aggiunge il capo dello Stato.
“La ricorrenza di quest’anno si celebra in un contesto eccezionale, determinato da una pericolosa pandemia che siamo chiamati a fronteggiare con tutta la capacità, la responsabilità, la solidarietà di cui siamo capaci. Un’emergenza nazionale e globale si è sovrapposta a quell’itinerario di ricostruzione che gli aquilani stanno percorrendo, che ha già prodotto risultati importanti ma che richiede ancora dedizione, tenacia e lavoro.
La ricostruzione de L’Aquila resta una priorità e un impegno inderogabile per la Repubblica – aggiunge Mattarella -. I cittadini hanno diritto al compimento delle opere in cantiere, al ritorno completo e libero della vita di comunità, alla piena rinascita della loro città”.
“Di fronte agli ostacoli più ardui possiamo avere momenti di difficoltà ma l’Italia dispone di energia, di resilienza e di una volontà di futuro che ha radici antiche e che, nei passaggi più difficili della nostra storia, è sempre stata sostenuta da una convinta unità del popolo italiano. Oggi questo senso di solidarietà e di condivisione rappresenta un patrimonio prezioso a cui attingere per superare l’emergenza di questi giorni”, conclude Mattarella.
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Regina Elisabetta “Uniti vinceremo lotta al coronavirus”
“Vi parlo in un momento che so essere estremamente impegnativo”, ha così esordito la Regina Elisabetta durante il suo discorso alla Nazione, sull’emergenza legata al nuovo coronavirus, riconoscendo le difficoltà economiche, le sofferenze e le sfide che tutti i giorni i cittadini britannici sono costretti ad affrontare.
Ha ringraziato tutti gli addetti ai lavori dell’NHS (il servizio sanitario nazionale), per il loro incessante impegno quotidiano: “Sono certa che la Nazione si unirà a me nel dirvi che apprezziamo ciò che fate, e che ogni ora in cui lavorate duramente ci porta più vicini al ritorno alla normalità”.
“Voglio anche ringraziare chi di voi sta a casa – ha aggiunto – state aiutando i più vulnerabili e salvando intere famiglie”.
La Regina ha rassicurato i cittadini affermando che “insieme lo supereremo” e che le future generazioni saranno molto orgogliose di come il Regno Unito ha gestito una situazione tanto complicata. “Se restiamo determinati e uniti, vinceremo noi”, ha sottolineato.
“Essere orgogliosi di chi siamo non è parte del nostro passato, ma definisce il nostro presente e il nostro futuro”, ha affermato la monarca.
La Regina si è dimostrata certa che la vicinanza dimostrata a medici, infermieri e lavoratori essenziali sarà ricordata dai posteri come un emblema dello spirito nazionale, “e il simbolo saranno gli arcobaleni disegnati dai bambini”.
Ha poi ricordato il suo primo discorso alla nazione, avvenuto nel 1940 insieme alla sorella Margaret: due giovani donne che hanno parlato direttamente ai bambini che hanno dovuto abbandonare le proprie case, e allontanarsi per ragioni di sicurezza. “Oggi, ancora una volta, molti proveranno quel doloroso senso di separazione dai loro amati. Ma ora, come allora, sappiamo che è la cosa giusta da fare”, ha aggiunto.
“Vinceremo, e questa vittoria apparterrà a tutti noi. Dobbiamo avere fiducia che, anche se abbiamo ancora tante difficoltà da affrontare, ci saranno giorni migliori”, ha concluso la Regina, ringraziando di nuovo i propri cittadini.
(ITALPRESS).









