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Le restrizioni prorogate al 13 aprile

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“Non siamo ancora nella condizione di abbracciare una prospettiva diversa, ho appena affermato il Dpcm che proroga l’attuale regime delle misure sino al 13 aprile”. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa sull’emergenza coronavirus.
“Il nostro paese sta passando la frase acuta dell’emergenza. Non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive”, ha proseguito Conte, che ha spiegato: “Ci rendiamo conto che vi chiediamo un ulteriore sforzo, ma se smettessimo di rispettare le regole e iniziassimo ad allentare le misure tutti gli sforzi fatti sarebbero vani. Pagheremmo un prezzo altissimo, oltre al costo economico e sociale saremmo costretti a ripartire di nuovo, un doppio costo e non ce lo possiamo permettere”.

(ITALPRESS).

 

Mattarella “Supereremo questo momento travagliato”

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in questo periodo di grave emergenza Covid-19 riceve quotidianamente numerosa corrispondenza, soprattutto via e-mail, da parte di singoli cittadini, di sindaci, di associazioni, nella quale si esprimono considerazioni, preoccupazioni, suggerimenti, proposte, rilievi critici. È quanto si legge in un “avviso” pubblicato sul sito del Quirinale. “Il Presidente della Repubblica, nell’impossibilità di rispondere personalmente a tutti coloro che a lui si rivolgono – prosegue il testo -, li ringrazia molto ed esprime a ciascuno la sua personale vicinanza in questo periodo così travagliato della storia della nostra Repubblica, nella certezza che supereremo, assieme, questo difficile momento”.
(ITALPRESS).

Conte “Lavoriamo sulle misure urgenti per la liquidità”

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“Siamo al lavoro per anticipare in un decreto legge, da adottare subito, le misure più urgenti per dare liquidità alle imprese. Avvertiamo tutta l’urgenza di intervenire prima possibile”. Così, secondo quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte ai leader di opposizione incontrati a Palazzo Chigi.
Conte ha tracciato il quadro economico generale e proposto “un tavolo maggioranza-opposizione” che si riunisca “con ritmo più serrato” al fine di assicurare un “confronto che porti alla più ampia condivisione possibile anche sul piano sostanziale”.
Infine, il presidente del Consiglio ha annunciato un decreto per garantire liquidità alle imprese e poi quello di aprile per le famiglie.
“C’è stato un ascolto, non solo delle proposte della Lega o del centrodestra, ma del grido d’aiuto che arriva dall’Italia”, ha detto il leader leghista Matteo Salvini dopo l’incontro. “Ci hanno chiesto un aiuto e un contributo, lo abbiamo fatto ma non possiamo fare da comparse”, ha aggiunto.
“Abbiamo ribadito la nostra disponibilità al governo come abbiamo dimostrato di saper fare dall’inizio. Ci siamo preoccupati di aiutare l’Italia senza giocare al gioco della maggioranza e dell’opposizione. La nostra disponibilità continua a esserci, ma speriamo di avere risposte nelle prossime ore”, ha spiegato la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, mentre il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani ha parlato di cifre: “Per quanto riguarda l’economia, abbiamo chiesto un piano da almeno 100 miliardi di euro. Lo Stato deve da subito garantire le banche affinché facciano subito prestiti ponte alle imprese, garantiscano il pagamento della cassa integrazione e tutelino anche altre categorie dimenticate dal primo decreto come il mondo dello sport”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, restrizioni prorogate al 13 aprile

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La battaglia con il Covid-19 sarà ancora lunga, per questo il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha confermato il prolungamento delle misure di contenimento fino a dopo Pasqua, il 13 aprile. “La fase di convivenza con il virus andrà gestita con il Comitato tecnico-scientifico sbagliare i tempi o anticipare alcune mosse finirebbe per vanificare il lavoro fatto in queste difficilissime settimane” ha detto il ministro, in Senato, nel corso di un’informativa “attenzione a non commettere errori adesso, attenzione ai facili ottimismi che possono vanificare i sacrifici, attenzione a non confondere i primi segnali positivi con un segnale di cessate allarme, siamo sulla strada giusta. La battaglia è ancora lunga, non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia, la strada da percorrere è ancora lunga, senza il vaccino non sconfiggeremo mai il Covid”. Per Speranza “e’ l’ora della cooperazione internazionale, nessuno si salva da solo, abbiamo bisogno che l’Europa cambi le sue politiche datate, non possiamo consentire che ad una crisi sanitaria si sommi una crisi economica e sociale”. Siamo ancora in piena emergenza, non e’ il tempo delle analisi, delle cose che non hanno funzionato, il ministro della Salute ha ricordato tutte le misure messe in campo dall’Italia: “siamo un grande paese che ha svolto un lavoro serio, le prime misure sono state adottate il 22 gennaio, e il 31 gennaio il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza, siamo stati i primi a denunciare la possibilità di un’estensione del contagio. Abbiamo adottato misure proporzionali all’estensione del contagio, misure replicate da molti paesi del mondo. E’ stata ed è ancora durissima, contro un nemico invisibile e sconosciuto stiamo affrontando sfide inedite e difficilissime, la risposta c’è stata ed è tutt’ora in corso”. Speranza ha ringraziato tutti, dai cittadini che si sono impegnati a rispettare le limitazioni ai sanitari impegnati in prima linea e per questo, si pensa al dopo : “dobbiamo uscire da questa crisi più forti di come siamo entrati, avremo tempo e modo di valutare ogni atto, il servizio sanitario universale del nostra paese, è il patrimonio più prezioso che possa esserci su di esso dobbiamo investire con tutta la forza che abbiamo” ha concluso “dobbiamo fare un investimento strategico sulla salute”.

Coronavirus, Conte “La reazione europea sia coesa e vigorosa”

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“L’Europa compete con la Cina e gli Stati Uniti, gli Usa hanno stanziato 2 mila miliardi per reagire prontamente, in Europa cosa vogliamo fare? Ogni Stato vuole andare per conto suo? Se la reazione non sarà coesa, vigorosa e coordinata, l’Europa diventerà sempre meno competitiva nello spazio globale di mercato”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un’intervista all’emittente tedesca Ard sull’emergenza coronavirus.
“Il meccanismo degli eurobond non significa che i cittadini tedeschi dovranno pagare anche solo un euro di debito italiano. Significa solo che agiremo insieme per ottenere migliori condizioni economiche, di cui tutti beneficiano”, ha sottolineato Conte, che sul suo no al Mes ha spiegato: “Io rispetto l’opinione di Angela Merkel con la quale ho eccezionali relazioni. E rispetto l’opinione di tutti. Ma attenzione: qui non parliamo di shock asimmetrici. Qui non parliamo dei problemi finanziari di un solo Paese. Come può l’Europa, di fronte a una sfida epocale come quella attuale, pensare di usare strumenti concepiti in altri tempi?”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Crimi “Pensiamo al futuro ma no banalità”

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“In questo momento non dobbiamo parlare di tempi di riapertura, dobbiamo solo parlare della necessità di continuare a stare in casa, perché oggi si comincia a vedere qualche leggero miglioramento e dobbiamo arrivare a vedere veramente la luce prima di riprendere a uscire. Quindi per adesso non se ne parla”. Lo ha detto Vito Crimi, capo politico del M5S e viceministro dell’Interno, intervenuto a Radio Anch’io su Radio1 Rai. “Pensare a cosa si farà quando si riaprirà è ovvio, ma dire le ovvietà, come dice Renzi, che prima o poi bisogna pensare a riaprire è sbagliato. Ci mancherebbe che non ci stiamo pensando, tutti giorni stiamo pensando al dopo, a quando riapriremo, ma non stiamo programmando adesso quando riaprire in una data X finché non siamo certi. Sarà un parere tecnico”.
Quanto al provvedimento di ieri del Viminale sulla possibilità per i genitori di portare fuori i bambini, Crimi osserva: “I bambini non capiscono ciò che sta succedendo, hanno bisogno di essere accompagnati in questo momento, quindi è una necessità portare fuori i bambini piccoli. Nessuno pensi che sia un allentamento dei controlli, se qualcuno porta fuori un figlio di 15 anni pensando che sia una scusa non ha capito nulla. Un bambino piccolo di un anno o due anni è necessario ogni tanto farlo uscire per fargli capire che c’è un mondo fuori. È scritto bene che è una necessità”. Infine, per il leader del M5S “tutti dobbiamo fare la nostra parte per chi è in difficoltà, altrimenti rischiamo che si salveranno in pochi. Io credo che l’aiuto deve essere spontaneo e molti lo stanno già facendo come Fedez e Ferragni con la raccolta fondi, o i calciatori. Questo non è il momento delle imposizioni, io credo che i parlamentari se lo possano auto imporre, sono quelli che fanno le leggi e dovrebbero autoimporselo”.
(ITALPRESS).

La presidente della Consulta positiva al coronavirus

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La presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, è risultata positiva al test del Covid-19. Lo rende noto la stessa Consulta.
“Al momento, la presidente gode di buone condizioni generali e si trova in isolamento presso la sua abitazione di Milano, da dove continuerà a seguire i lavori e l’attività della Corte costituzionale, secondo la programmazione prevista, attraverso i sistemi telematici già predisposti”, si legge nella nota della Corte.
(ITALPRESS).

Il Viminale: La passeggiata genitore-figlio si può fare

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“C’è una buona notizia, nonostante i tempi difficili. Con l’ultima circolare del Viminale abbiamo accolto l’appello al diritto alla passeggiata per i bambini: a ciascun genitore sarà consentito camminare con i propri figli di minore età in prossimità della propria abitazione”. Lo annuncia su Twitter il viceministro dell’Interno Vito Crimi.

“Per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione – si legge in una circolare di chiarimento diffusa dal Viminale ai prefetti -. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute”.