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Zaia “No a immunità di gregge, tamponi per tutti”

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“Siamo in trincea come tutti gli altri colleghi e stiamo difendendo la salute e la vita dei cittadini, io non sono per l’immunità di gregge. La gestione della sanità è un ambito sartoriale, ogni territorio ha le sue caratteristiche. Noi abbiamo iniziato da subito a fare i tamponi con il comune di Vo’. Io ho deciso di fare il tampone a tutti i cittadini per cercare di capire di più. Avevamo 66 contagiati positivi che non sapevano nulla del contagio e che non avevano sintomi. Li abbiamo isolati e dopo 15 giorni i positivi in quarantena sono diventati 6. La quarantena funziona perché i veri contagiatori sono i positivi asintomatici. Stiamo parlando della vita dei cittadini. L’OMS è uscita con una nota ufficiale ieri: test, test, test e cioè fare i tamponi. Bisogna trovare il positivo e isolarlo. Io non faccio polemiche con nessuno, ci vogliono mascherine, ci vogliono tamponi e ci vogliono respiratori meccanici. Stiamo attrezzando dei camper perché noi vorremmo andare dalla popolazione asintomatica e fare tamponi. In 4/5 ore siamo in grado di avere il risultato di un tampone. Ci vuole creatività. I miei clinici sono eccezionali mettiamo insieme le forze. Ognuno a casa cuce l’abito sartoriale in base alle caratteristiche della propria regione”. Così Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ospite a Radio anch’io su Radio1 Rai.
(ITALPRESS).

Il Governo vara il decreto “Cura Italia” da 25 miliardi

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“Possiamo iniziare a parlare di un modello italiano anche sulla questione economica, siamo i primi a mettere in campo 25 miliardi di euro di denaro fresco a beneficio delle famiglie, attiviamo flussi per 350 miliardi, è una manovra economica poderosa”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri che ha varato il decreto Cura Italia per fronteggiare l’emergenza coronavirus. “Questo è un passaggio importante, abbiamo approvato il dl contenente le misure economiche. Il governo è vicino alle tante imprese, famiglie che stanno facendo tutti enormi sacrifici per il bene comune più alto che è la salute”, ha spiegato Conte. “Nessuno deve sentirsi abbandonato, questo decreto lo dimostra, lo Stato è qui, e le misure di sostegno ne sono concreta testimonianza”.

(ITALPRESS).

Coronavirus, Conte “Le polemiche sono una follia”

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“Bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti non assolutamente necessari. È il momento dei sacrifici, delle scelte responsabili. Fin dall’inizio ho lavorato con spirito di unità, mettendo la salute al centro, il che credo spieghi quel 62% di consenso. Stiamo affrontando un’emergenza mai conosciuta dal Dopoguerra a oggi. La stragrande maggioranza degli italiani è consapevole che le regole servono a proteggere i nostri cari. Sono orgoglioso di guidare questa grandiosa comunità, che nel momento di massima difficoltà si ferma a cantare l’inno nazionale e a rivolgere un commosso applauso ai medici e agli infermieri che lavorano stremati in corsia”. Lo dice in una lunga intervista al Corriere della Sera il premier Giuseppe Conte, in merito all’emergenza coronavirus. “Se continueremo a rimanere a casa evitando contatti a rischio, saremo più efficaci nel contenere il virus – spiega il presidente del Consiglio -. Gli scienziati ci dicono che non abbiamo ancora raggiunto il picco, queste sono le settimane più rischiose e ci vuole la massima precauzione. Non possiamo abbassare la guardia. È la sfida più importante degli ultimi decenni, per vincerla serve il contributo responsabile di 60 milioni di italiani”. Secondo Conte in questa fase “alimentare polemiche non è sterile, è folle. L’organizzazione della sanità è in mano alle Regioni. Non potendo, né volendo stravolgere il nostro assetto costituzionale, dobbiamo collaborare tutti insieme per rendere la risposta del sistema sanitario quanto più efficiente possibile. Bertolaso non lo conosco di persona, ma giudico positivo che la Regione sia affiancata da una persona che conosce la macchina organizzativa della Protezione civile. Ne uscirà agevolato il dialogo con la centrale che opera a Roma, sotto la direzione di Borrelli e Arcuri”. “Dobbiamo attendere qualche settimana per verificare i risultati delle nostre decisioni, ispirate alle indicazioni del comitato tecnico-scientifico – prosegue il premier -. Per il resto non servono nuovi divieti, ora è importante rispettare scrupolosamente quelli che ci sono”

(ITALPRESS).

Gualtieri “25 miliardi per il sostegno all’economia”

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“Alla fine arriveremo sostanzialmente all’intera cifra sopra i 20 miliardi, arriveremo a tutti i 25 miliardi perchè è necessario dare una risposta al sistema sanitario e a quello economico. Domani ci sarà un incontro in Europa per sostenere le misure”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ospite a “Che tempo che fa”, preannunciando le misure economiche del governo contro l’emergenza coronavirus.

“Oltre a sospendere le scadenze fiscali – ha aggiunto -, potenziamo la cassa integrazione, diamo liquidità massiccia ad aziende e famiglie, sospendiamo mutui e diamo respiro alle imprese preparando un provvedimento di ristoro in seconda fase. Sono rinviate tutte le scadenze. Diamo tutte le risorse necessarie di contenimento e di cura dell’Italia verso i malati”.

“Non ci limitiamo solo a rinviare le scadenze – ha sottolineato -, ma a dare risposte ai lavoratori autonomi. Tutti i lavoratori autonomi o atipici avranno per il mese di marzo un sostegno di 600 euro. Chiediamo però che chi non ne ha bisogno non le chieda. Per il differimento fiscale, chi non potrà pagare lo avrà. Per quanto riguarda i mutui saranno sospesi, tutti potranno chiedere la sospensione. Per gli affitti per negozi e botteghe prevediamo
un rimborso del 60% con il credito d’imposta, sono cose senza precedenti con risorse enormi in una situazione straordinaria”. “Questa è una prima tappa, chiederemo un impegno adeguato all’Europa”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).

Conte “Massima attenzione per la Lombardia”

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“La nostra priorità è far lavorare in sicurezza medici, infermieri e tutto il personale sanitario che con coraggio e spirito di abnegazione si sta prodigando per la cura dei cittadini, dedicandosi a questa emergenza sanitaria senza risparmiare energie. Come governo siamo strenuamente impegnati – e io stesso attraverso contatti con i miei omologhi – per procurare in tempi brevissimi i dispositivi di protezione che consentano loro di lavorare in massima sicurezza. C’è massima attenzione per la situazione in Lombardia”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in merito all’emergenza coronavirus.
(ITALPRESS).

Nuovo appello del governo “Uscire solo se necessario”

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“Gli spostamenti all’interno delle nostre città, strade e piazze vanno limitati ai soli motivi essenziali, alle sole esigenze realmente indifferibili, ovvero per andare a lavoro, per ragioni di salute o situazioni di necessità.
Queste le indicazioni dei provvedimenti adottati dal Governo, consultabili sul sito istituzionale”. Nuovo appello da parte di palazzo Chigi agli itaiiani per limitare gli spostamenti a causa ell’emergenza Coronavirus. “È il momento della responsabilità di tutti. Non si possono bloccare tutti i trasporti, altrimenti non si riuscirebbero a garantire i servizi essenziali e ad evitare che il Paese si fermi totalmente. Per questo va fatto uno sforzo in più da parte di tutti. Anche da parte di chi lavora o studia in un’altra regione diversa dal luogo dove ha la propria famiglia o la residenza: non si sposti. Se si vuole davvero bene ai propri cari, e per il bene di tutti, vanno evitati questi viaggi.
Proprio al fine di contrastare e contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus, e nell’ambito degli interventi volti alla riduzione dei treni ordinari a lunga percorrenza, il Ministero dei Trasporti ha disposto da questa sera il blocco dei treni notturni”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Conte “L’Italia canta, uniti ce la faremo”

“‘O mia bela Madunina’, ‘Napul’e”, ‘Roma Capoccia’, ‘Ciuri Ciuri’. Da Nord a Sud, dalla Sardegna alla Sicilia, da qualche giorno in tanti si affacciano alla finestra o al balcone per cantare l’orgoglio della propria citta’, della propria terra. E su tutto risuona l’Inno di Mameli, il canto dell’Italia intera. Da abitazione a ufficio, da palazzo a quartiere, ogni giorno si leva questo ideale abbraccio collettivo”. Lo scrive su facebook il premier Giuseppe Conte che aggiunge: “Si diffonde dappertutto, arriva sin dentro le corsie degli ospedali dove medici, infermieri, operatori sanitari si prodigano incessantemente per curare i nostri cari. Viene udito dalle forze dell’ordine, dai volontari della protezione civile, dalle lavoratrici e dai lavoratori che alimentano la catena produttiva e distributiva affinche’ il Paese non si fermi. Rincuora tutti, in particolare le persone che si avvertono piu’ fragili e vulnerabili e vivono con particolare angoscia questi giorni di emergenza”. “Ognuno di noi, con la propria determinazione, puo’ offrire un prezioso contributo, piccolo o grande che sia, per vincere questa complicata battaglia. Facciamo risuonare ancora il nostro Inno. Possono separarci una porta, un balcone, una strada. Ma niente e nessuno potra’ separare i nostri cuori. Uniti ce la faremo”.
(ITALPRESS).

I positivi salgono a 17.750, 175 morti in più rispetto a ieri

“Il numero dei contagi di oggi è 2.795. Il totale dei positivi è 17.750, di questi 7.680 sono in isolamento domiciliare e 1.518 in terapia intensiva. Il numero dei guariti di oggi è di 527 per un totale di 1.966. Il numero dei decessi di oggi è di 175 per un totale di 1.441”. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel corso della conferenza stampa odierna. In pratica dall’avvento del Coronavirus in Italia i casi accertati sono in tutto 21.157.
“Ci sono state quattro polemiche in meno di 24 ore. Permettetemi di dire che il Dipartimento della Protezione civile lavora h24 dall’inizio dell’emergenza e che stiamo andando a cercare, come fanno gli altri Paesi, mascherine, respiratori e materiale per l’assistenza dei nostri malati”, ha aggiunto Borrelli.
“Ci troviamo di fronte a una grave pandemia e le misure richieste ai nostri connazionali sono importanti, mi dispiace che ci siano queste polemiche sono del tutto destituite di fondamento. Mi auguro che anche da parte delle altre istituzioni e di tutti coloro i quali gestiscono l’emergenza ci possa essere una coesione: lavoriamo tutti insieme, senza polemiche”, ha concluso il capo della Protezione Civile italiana.
(ITALPRESS).