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Speranza “Il Paese è forte, vinceremo la sfida”

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“C’è un rapporto costante con i presidenti delle Regioni per provare a rafforzare le misure per il contenimento del virus. Il servizio sanitario nazionale è in grado di affrontare questa situazione, ma tutti i cittadini possono seguire le 10 regole predisposte dal Ministero. Il Paese è unito, ma chiediamo ai cittadini di fare il possibile perché questa operazione possa essere portata a termine”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza a “Mezz’ora in più” su Raitre, in merito al contrasto al coronavirus Covid-19.
“E’ l’esperienza più forte della mia vita, sento la forte responsabilità sulle mie spalle, ma il Paese è forte. Nessuno in questo momento è solo, e sono convinto che questa sfida la vinceremo”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).

Dal Governo un decreto per isolare i focolai

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“Abbiamo adottato un decreto legge contenente misure di contenimento di questa emergenza epidemiologica, per garantire la salute degli italiani”. Giuseppe Conte, dopo un Consiglio dei ministri durato oltre 4 ore e tenutosi nella sede della Protezione civile a Roma, in conferenza stampa annuncia le misure del governo per combattere l’emergenza coronavirus. “Il decreto legge ci consentirà di disporre ulteriori misure di contenimento. Sono misure adeguate, per impedire quello che sta accadendo ad esempio con una famiglia in quarantena che dalla Lombardia si è trasferita nel Meridione”. D’altronde i numeri del contagio iniziano ad aumentare. “I dati che noi abbiamo parlano di un totale di 79 persone colpite dal virus, 2 deceduti, una persona dimessa. In Lombardia sono 54, in Veneto 17, 2 in Emilia Romagna, 2 nel Lazio e 1 in Piemonte. Le persone in terapia intensiva sono 18, 11 le persone in isolamento domiciliare che non hanno sintomi”. A snocciolare i numeri il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

Nello specifico, nell’area dei focolai, verranno adottate misure che limiteranno la circolazione. “Per quanto riguarda la circolazione – chiarisce Conte- abbiamo previsto che nelle aree dei focolai non sia consentito l’ingresso e l’allontanamento. E’ stata poi disposta la sospensione delle attività lavorative, di manifestazioni pubbliche, di attività scolastiche. I ministri competenti potranno adottare ulteriori misure”. Decisioni condivise con i leader dell’opposizione: “Ho avvertito l’esigenza, di fronte alle misure che abbiamo deliberato, di confrontarmi e di informare esponenti dell’opposizione. In questi casi non si può fare distinzione tra maggioranza ed opposizione”. Intanto chi non rispetta le limitazioni rischia di incorrere nelle maglie della legge. “Disporremo presidi, controlli, abbiamo dato indicazioni alle forze dell’ordine. Ma io sono fiducioso che ne nascerà una forma di intensa collaborazione con le popolazioni locali” ha detto il presidente del Consiglio. A preoccupare anche i risvolti economici: “Adotteremo nei prossimi giorni – rassicura il premier- un altro decreto legge per venire incontro agli impatti economici, per sopperire al disagio economico. Il governo non lascerà soli i cittadini delle aree interessate”.

Lo stesso premier ha smentito ogni ipotesi di sospensione del trattato di Schengen. “Adotteremo misure nel segno dell’adeguatezza e proporzionalità. Allo stato non ci sono i presupposti per ottenere la sospensione del trattato di Schengen. Senza tenere conto l’impatto devastante per l’economia: cosa vogliamo fare dell’Italia un lazzaretto? Gli italiani non devono abbandonarsi a sentimenti di panico, gli italiani devono fidarsi delle autorità sanitarie, politiche-amministrative”. “Il decreto – ha specificato nel corso della conferenza stampa il ministro della Salute Roberto Speranza – serve a contenere il contagio dentro territori stretti, per evitare che possano andare fuori. Con questo decreto il ministro Azzolina potrà intervenire per disporre la sospensione delle gite scolastiche e con questo provvedimento il ministro Spadafora potrà sospendere gli eventi sportivi”. E infatti, il ministro Spadafora ha chiesto la sospensione di tutte le manifestazioni sportive previste domani in Lombardia e Veneto. A fermarsi saranno ad esempio Inter e Atalanta mentre per il momento sono sospese anche le gite scolastiche.

(ITALPRESS).

Pd, Valentina Cuppi eletta presidente

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Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti ha proposto, all’assemblea nazionale del Pd, Valentina Cuppi, sindaco del comune di Marzabotto (Bologna), come presidente del Partito democratico. “Una giovane donna, una sindaca, un’amministratrice, avere una presidente sindaca è un segnale di un’attenzione che vogliamo dare alla concretezza della vita delle persone”, ha detto Zingaretti. L’assemblea l’ha eletta con un solo astenuto. “Per la prima volta nella storia tutta la presidenza del Pd è composta da donne”, ha concluso Zingaretti.
“La politica non è qualcosa di cui le persone devono diffidare, anzi è incontro vero con i bisogni delle persone, un incontro che noi sindaci abbiamo tutti i giorni”, ha detto Cuppi. “La democrazia non potrà mai essere sostituita da piazze virtuali – ha aggiunto Cuppi -. La nostra strada è quella di rendere sempre più capillare la democrazia”.
(ITALPRESS).

Conte “Massima precauzione sul coronavirus”

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“Abbiamo sempre adottato in accordo con il ministro della Salute Speranza e altri ministri una linea di massima prudenza e precauzione, questo ci consente anche di scacciare anche qualsiasi allarmismo e panico. Dovete fidarvi di quello che vi dice il ministero della Salute, siamo già al livello di massima precauzione”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando del coronavirus cinese con i giornalisti a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles.
“Abbiamo certificato questi nuovi casi nel Lodigiano, il ministro ha appena adottato una nuova ordinanza. Continuiamo a mantenere altissima la linea della precauzione”, ha spiegato Conte.
L’ordinanza del ministro Speranza “prevede misure di isolamento quarantenario obbligatorio per i contatti stretti con un caso risultato positivo – spiega il dicastero della Salute in una nota -. Dispone la sorveglianza attiva con permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato nelle aree a rischio negli ultimi 14 giorni con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali”.
(ITALPRESS).

Mattarella “La democrazia dà voce alla diversità”

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“Il contributo della comunità ebraica è un pilastro del nostro paese”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della visita al Tempio maggiore di Roma, esprimendo “riconoscenza per il contributo che ha recato al nostro Paese, nella sua storia, nella sua cultura, nella sua arte, nella sua civiltà, nella sua vita sociale.
Un contributo di altissimo livello, con il proprio carattere e cultura, questa diversità è la ricchezza del nostro Paese. La democrazia esiste perché dà voce alla diversità”.
Per il presidente Mattarella è la prima volta al Tempio Maggiore di Roma e in questa occasione ha voluto ricordare ancora una volta “la vergogna” delle leggi razziali avvenuta 82 anni fa.
Il capo dello Stato è stato accolto dal rabbino capo, Riccardo Di Segni, e dal presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, ha fatto una visita al museo ebraico con la direttrice, Olga Melasecchi, e un breve incontro al Tempio spagnolo dove erano presenti anche i familiari di Stefano Gaj Tachè, il bambino ucciso nell’attentato del 1982.
La visita si è conclusa all’interno della Sinagoga dove i bambini delle scuole ebraiche elementari, medie e superiori hanno intonato dei brani tratti dai salmi. E proprio rivolgendosi ai bambini ha raccontato: “quando ero bambino e giovane ho vissuto a lungo a Roma, mi sentivo romano ma già dalle elementari alcuni amici mi rappresentavano un vecchio detto popolare: ‘si era romani solo se si aveva alle spalle sette generazioni’, voi avete più di duemila anni alle spalle, sono ben pochi a Roma che possono dirsi più romani di voi. Vorrei salutarvi con una espressione ebraica molto bella che è un inno alla vita: lechaim. E visto che mancano poche ore al tramonto vi auguro Shabat Shalom”, ha concluso Mattarella.
(ITALPRESS).

Renzi “Passo indietro se Conte respinge le nostre idee”

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“Ho chiesto un incontro al Premier. Nei giorni scorsi Conte si è rivolto con toni molto duri nei nostri confronti. E noi abbiamo risposto con decisione. E tuttavia ho fatto io il primo passo, vincendo l’orgoglio personale, perché la serietà viene prima delle ripicche personali. Ho chiesto di vederlo perché la partita si giochi in modo trasparente e diretto. E ho molto apprezzato il fatto che il Premier abbia comunicato di voler recarsi poi in Parlamento per proporre in quella sede l’Agenda 2023. Bene così: trasparenza”. Lo scrive su Facebook il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
“Qui del resto non si gioca una partita personale, di simpatia o antipatia – aggiunge -. Si gioca una partita politica, di contenuti. Ripeto ciò che sto dicendo da giorni, in tutte le sedi, pubbliche e private. L’Italia vive una fase di difficoltà che nei prossimi mesi potrebbe peggiorare. Occorre una svolta. Non chiediamo nomine o sottosegretariati: chiediamo che ascoltino (anche) le nostre idee”.
“Noi abbiamo messo sul tavolo 4 grandi temi. 1- Sblocchiamo con i commissari i cantieri fermati dalla burocrazia. 2- Eliminiamo o modifichiamo il reddito di cittadinanza che non funziona. 3- Lavoriamo per una Giustizia Giusta, per i diritti e contro il populismo giustizialista. 4- Cambiamo le regole insieme per eleggere il Sindaco d’Italia dando cinque anni di stabilità al Governo. Se il Premier riterrà che su queste cose si possa trovare un buon compromesso, noi ci saremo – conclude Renzi -. Se il Premier riterrà di respingere le nostre idee, faremo senza polemiche un passo indietro, magari a beneficio dei cosiddetti responsabili. Dentro o fuori non è una questione di tattica, ma di contenuti. Se sui contenuti siamo d’accordo, si sta dentro. Se sui contenuti siamo lontani, è giusto che tocchi ad altri. Con una parola: noi facciamo politica, non populismo”.
(ITALPRESS).

Governo, Conte “Improprio se cercassi altre maggioranze”

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“Non sto cercando dei responsabili, lavoro al governo e sarebbe assolutamente improprio se cercassi altre maggioranze”. Cosi’ il premier Giuseppe Conte, a Bruxelles per il Consiglio Europeo straordinario. “Ho chiesto la fiducia in Parlamento con un determinato assetto, con determinate forze e gruppi. Il fatto stesso che ho chiesto io di fare delle comunicazioni al Parlamento, significa che sono per una gestione assolutamente lineare e trasparente di qualsiasi passaggio. Il Parlamento è la sede più lineare e trasparente con cui confrontarsi, perché vi siedono i parlamentari, che sono i rappresentanti dei cittadini. Si parla in Parlamento, in sede ufficiale, e si assume sempre la responsabilità delle parole che si pronunciano e delle decisioni che si assumono”, ha aggiunto Conte. “Farò delle comunicazioni al Parlamento, ho già dato mandato al ministro per i Rapporti con il Parlamento di preannunciare ai presidenti delle Camere un mio passaggio dove annuncerò le riforme che servono al Paese. Sarà l’occasione per formalizzare l’Agenda 2023”, ha poi spiegato il presidente del Consiglio. “Credo che ci siano le sedi istituzionali dove si affrontano in modo lineare e trasparente i passaggi istituzionali e questo è il Parlamento. Ci sarà quello che è l’esito di questo confronto con le forze di maggioranza. Tutti i delegati dei partiti si sono seduti al tavolo e hanno operosamente collaborato con vari contributi per elaborare le misure che servono al Paese. Ci sono alcune priorità, è quello che ci chiedono i cittadini. Poi, il resto, va benissimo per i titoli dei giornali”, ha chiosato Conte.
(ITALPRESS).

Prescrizione, Renzi “Senza un accordo sfiduciamo Bonafede”

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“Penso che sia maturo il tempo di guardarsi negli occhi e di dire con forza che così non si va avanti, ma non solo sul governo”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a Porta a Porta. “Tutti noi dobbiamo darci una regolata, per primo io”, ha aggiunto.
“Penso proprio di sì”, ha risposto a chi gli chiedeva se presenterà la mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in caso di mancato accordo entro Pasqua sulla prescrizione. “Spero che ci sia buonsenso e si arrivi tutti all’accordo”, ha aggiunto Renzi.
“Se vogliono che ce ne andiamo va bene, ma ce lo devono dire”, ha poi detto in merito alla maggioranza. “Ci hanno provato a buttarci fuori, ma non ce l’hanno fatta, hanno cercato di raccogliere i senatori responsabili, quelli che avrebbero dovuto prendere il nostro posto, ma se lo vogliono fare non c’è nulla di male. Se dicono togliamoci di torno Renzi perché sulla giustizia o economia non ci dice di si, è loro diritto farlo”, ha spiegato l’ex premier, che ha poi lanciato la sua proposta sulle riforme: “Faccio un appello a tutte le forze politiche; cosi non si può andare avanti e dico fermiamoci un secondo e mettiamoci d’accordo per eleggere il sindaco d’Italia, si vota una persona che sarà lì per 5 anni. Cambiamo le regole. Per me la soluzione è l’elezione diretta del presidente del Consiglio. Lancerò una raccolta di firme, in modo tale che chi è d’accordo con noi possa dirlo attraverso una petizione – ha proseguito -. Per la prima volta possono decidere i cittadini perché è fondamentale. Vorrei che i cittadini dessero un voto come si fa per i sindaci. Dobbiamo eleggere il sindaco d’Italia”.
(ITALPRESS).