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Ue, Conte “Sul bilancio no al compromesso a ogni costo”

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“Non posso nascondere la nostra insoddisfazione che sarà portata domani al tavolo. L’Italia è un contributore netto dell’Unione e non è disponibile ad accettare un compromesso a ogni costo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nelle comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo straordinario, in merito alla proposta sul bilancio dell’Ue. Secondo Conte “la situazione del negoziato, con la proposta Michel, apporta alcuni lievi avanzamenti rispetto al precedente quadro negoziato della presidenza finlandese. La proposta rimane comunque inadeguata”, in merito alla proposta sul bilancio dell’Ue 2021-2027 avanzata venerdì dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Com unque “il vertice di domani appare complesso e complicato perchè basato su una proposta che non rispetta le attese di dotare l’Ue di strumenti innovativi o adeguati all’elevata posta in gioco, una preoccupazione condivisa anche dal Parlamento europeo”. In ogni caso, osserva Conte, c’è “una preoccupazione condivisa anche dal Parlamento europeo che non esiterebbe a bocciare un bilancio inadeguato”.
(ITALPRESS).

Gualtieri “Dibattito vivace, ma il Governo è stabile”

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“Il Reddito di Cittadinanza non si tocca, va però migliorato sulle politiche attive del lavoro, che non funzionano bene. È una misura che ha aiutato la crescita e ridotto le disuguaglianze”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ospite di Cartabianca su Raitre.
In merito a Quota 100, il ministro ha ricordato che “finisce nel 2021. E’ costata tanto, e per una platea ristretta. C’è un tavolo su una riforma pensionistica complessiva, il sistema deve avere una sua sostenibilità finanziaria e deve dare risposte a tanti, a cominciare dai giovani. Non do annunci, uno degli obiettivi del tavolo è evitare uno scalone di cinque anni a fine quota 100”.
Sulla tenuta del Governo Gualtieri è fiducioso: “C’è un dibattito molto vivace, ma mi sembra un’instabilità percepita che non corrisponde alla stabilità reale, che per fortuna c’è, perché ne ha bisogno il Paese. Penso che questo Governo e questo Parlamento arriveranno alla fine della legislatura – ha spiegato -. Non lo credo solo io, ma anche i famosi mercati, dopo le elezioni in Emilia-Romagna lo spread è calato. Sarebbe bene lavorare sugli elementi di unità e non su quelli di divisione”.
(ITALPRESS).

Mattarella “La solidarietà fa progredire il Paese”

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“Leggo e ascolto alcune considerazione piene di ironie sui buoni sentimenti, va ripetuto con garbo e con chiarezza che preoccuparsi del bene comune degli altri non è espressione buonista, da libro Cuore, vuol dire essere consapevoli che la convivenza è questione comune”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di consegna delle onorificenze OMRI conferite “motu proprio” a cittadini distinti per atti di eroismo e impegno civile. “E’ necessario attivarsi concretamente per il progresso della società – ha aggiunto Mattarella -. La solidarietà consente al paese di crescere e progredire in tutti i settori”.
“Aiutare persone in pericolo, impegnarsi per far superare condizioni di sofferenza, emarginazione, bisogno, impegnarsi per la cultura e la ricerca scientifica, adoperarsi per la difesa dell’ambiente, attivarsi per la legalità, sono tutte manifestazioni dell’ambito della solidarietà, del coraggio di essere solidali. Questo è quello che significa avvertire il senso di un destino comune della nostra convivenza”, ha sottolineato il capo dello Stato.
“La solidarietà che avete manifestato non è soltanto altruismo – ha aggiunto Mattarella -, è invece sentirsi parte di una comunità e questo rende i cittadini protagonisti e costruttori della società, il senso di solidarietà porta a sostenersi reciprocamente, ad avere bisogno degli altri, per condividere speranze e difficoltà, per camminare insieme”.
(ITALPRESS).

Renzi “Se cade il Governo non si vota subito”

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“Una parte del Governo e della maggioranza ha lavorato per tutta la settimana per buttarci fuori e fare a meno dei nostri voti, perché noi sulla prescrizione non ci siamo accodati alla incomprensibile svolta giustizialista del PD. La nostra colpa? Difendere le garanzie per i cittadini dalle inefficienze dello Stato”. Lo scrive il leader di Italia Viva Matteo Renzi nella sua e-News.
“La nostra punizione? Fuori dal Governo, in nome della ‘tolleranza zero’, dopo una dura reprimenda sulla mancanza di educazione. Come se proporre contenuti e portare avanti le proprie idee fosse proibito. Che poi è come proibire la politica in nome della buona educazione – aggiunge -. Quasi tutti gli organi di stampa hanno pedissequamente seguito la linea che arrivava dal portavoce di Palazzo Chigi. E addirittura l’Ufficio Stampa del Quirinale è dovuto intervenire per smentire ricostruzioni folli della situazione politica. Sinceramente sono dispiaciuto che prima vengano le veline di palazzo e poi la verità dei fatti. Ma sono anche molto fiducioso perché il tempo chiarisce molte cose”.
“Io non voglio andare a elezioni. Erano altri quelli che avevano già fatto l’accordo con Salvini. In più le elezioni non ci saranno per mesi (dopo il referendum di marzo vanno rifatti i collegi e dunque servono tempi tecnici). Per cui, se cade il Governo Conte Bis, ci sarà un nuovo Governo. Non le elezioni”, sottolinea l’ex premier.

“Da giorni, molti nostri senatori sono avvicinati da inviti a lasciare Italia Viva. Alcuni di loro sono già stati indicati da taluni media come pronti alla fuga. Se dieci senatori di Italia Viva passassero dall’altra parte ci sarebbe il Conte Ter – prosegue -: terzo governo in tre anni, con terza maggioranza diversa. Io non ci credo, anche perché conosco i senatori di Italia Viva e non ne vedo dieci pronti ad andarsene (per adesso non ne vedo nemmeno uno, a dire il vero). Per me, non hanno i numeri e se ne stanno accorgendo proprio in queste ore. Ma se avranno i senatori che stanno cercando e i numeri per il conte Ter noi saremo felicemente all’opposizione”.

(ITALPRESS).

Open Arms, Salvini “Lo sbarco non spettava all’Italia”

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“L’indicazione del Pos (Place of Safety, approdo sicuro) spettava alla Spagna o a Malta (e non certo all’Italia) e il comandante della nave ha deliberatamente rifiutato il Pos indicato successivamente da Madrid, perdendo tempo prezioso al solo scopo di far sbarcare gli immigrati in Sicilia come già aveva fatto nel marzo 2018 ricavandone un processo per violenza privata e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Sono alcuni dei passaggi più significativi della memoria che il senatore Matteo Salvini ha depositato alla Giunta per le immunità a proposito del caso Open Arms, la nave mercantile battente bandiera spagnola e affittata dalla ong Pro-Activa Open Arms che ad agosto arrivò in Italia dopo un lungo braccio di ferro con i paesi europei e non solo.
Salvini ricostruisce la vicenda ricordando che i primi Paesi contattati e informati da Open Arms dopo le operazioni di salvataggio erano stati la Spagna (Paese di bandiera della nave) e Malta (zona più vicina al punto dei salvataggi).
“L’Italia non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento a tutti i salvataggi effettuati dalla nave spagnola Open Arms in quanto avvenuti del tutto al di fuori di aree di sua pertinenza”, spiega l’allora ministro dell’Interno. A dimostrarlo, lo scambio di corrispondenza tra La Valletta e Madrid nei primi giorni dell’agosto 2019 a proposito del Pos: c’è un reciproco palleggio di responsabilità ma non viene mai citata Roma. Contrariamente a quanto sostenuto dal tribunale di Palermo, per Salvini “è sicuramente lo Stato di bandiera della nave che ha provveduto al salvataggio che deve indicare il Pos nei casi di operazioni effettuate in autonomia da navi ong”. Open Arms ha chiesto il Pos all’Italia la sera del 2 agosto ma, secondo Salvini, non può ricadere sullo Stato italiano l’onere di una risposta di competenza di altri Stati.
(ITALPRESS).

Bettini “La maggioranza va allargata”

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“Non voglio affatto cacciare Renzi, sarebbe un’affermazione sbagliata e presuntuosa. La mia predisposizione d’animo è assolutamente serena. Ho fatto un ragionamento politico: non sono stato io a porre ultimatum su vari temi, fino a immaginare una sfiducia su un ministro del Governo. Ho detto che per rendere più sicura, larga e forte la maggioranza attuale non sarebbe sbagliato, anzi sarebbe opportuno, allargare il consenso parlamentare, questo darebbe più stabilità, nessuno sarebbe decisivo e non ci sarebbero gli ultimatum”. Lo ha detto Goffredo Bettini del Pd ai microfoni di Radio 24, in merito alle fibrillazioni nella maggioranza di Governo.
“Il mio invito è smettere di fare una guerriglia continua e mettersi nell’ottica che questa è una coalizione – ha proseguito -. Sulla prescrizione ho assoluta affinità con la posizione di Renzi, ma siamo in una coalizione. Renzi sapeva perfettamente quali erano le posizioni del M5S sulla giustizia”.
(ITALPRESS).

Aborto, Salvini “Scelta spetta alla donna ma no abusi”

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“L’aborto è una scelta che spetta solo alla donna, alla coscienza, alla libertà di scelta della donna. Non entro nel merito sanitario, sociale, morale e religioso: ognuno e’ padrone del suo corpo, della sua vita e del suo destino e della sua salute. Semplicemente ritengo che arrivare alla quinta, sesta, settima interruzione di gravidanza, non faccia bene alla salute e meriti una riflessione”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di una diretta su Facebook “Io non sono nessuno per dare lezioni di morale a nessuno, mi sono permesso di dire che evidentemente c’è un tema culturale da affrontare se qualcuno abusa di un’operazione che fa male alla salute. Figurati se Salvini si mette contro l’aborto o il divorzio, sono l’ultimo che può dare lezioni. Raccolgo il grido d’allarme che arriva da tanti pronto soccorso, consultori, centri per la vita, che chiedono di fare il possibile per tutelare la vita”, ha detto. A fronte di certi eccessi o abusi e’ un dovere di una societa’ civile porsi la domanda se e’ normale. E’ una questione di divulgazione e informazione. Vorrei aiutare queste ragazze a fare scelte diverse spiegando e are finta di niente è ipocrisia, ma nessuno mette in discussione la legge 194″, ha concluso Salvini.
Nel corso di un evento a Roma nel pomeriggio, Salvini aveva detto: “Molti hanno preso i pronto soccorso come i bancomat della sanità. Infermieri del pronto soccorso di Milano mi hanno segnalato che ci sono donne che si sono presentate sei volte per una interruzione di gravidanza. Non è compito mio giudicare, e’ giusto che sia la donna a scegliere, però non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile”.
(ITALPRESS).

Cartabia “Processi troppo lunghi diventano anticipo di pena”

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“La giustizia deve sempre esprimere un volto umano”. E “deve bilanciare le esigenze di tutti”. Perché “è evidente che i processi troppo lunghi si tramutano in un anticipo di pena anche se l’imputato non è in carcere”. A dirlo in una intervista a Repubblica è il presidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia.

“La giustizia deve sempre esprimere un volto umano: ciò significa anzitutto – come dice l’articolo 27 della Costituzione – che la pena non deve mai essere contraria al senso di umanità; ma anche che la giustizia deve essere capace di tenere conto e bilanciare le esigenze di tutti: la sicurezza sociale, il bisogno di giustizia delle vittime e lo scopo ultimo della pena che è quello di recuperare, riappacificare, permettere di ricominciare anche a chi ha sbagliato”, aggiunge il presidente della Corte Costituzionale.