“L’Italia esprime fiducia e sostegno alla Cina nell’emergenza contro l’epidemia, nell’impegno per assicurare la sicurezza sanitaria anche internazionale. Abbiamo un nemico comune nell’epidemia in corso. E come ha scritto il presidente Xi Jinping nel messaggio che mi ha inviato, le difficoltà sono temporanee, le amicizie sono imperiture”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a margine del concerto straordinario organizzato al Quirinale in occasione delle iniziative dell’Anno della cultura e del turismo Italia-Cina 2020.
“Questo concerto sottolinea la grande importanza che l’Italia attribuisce all’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina e rappresenta un segno di amicizia del popolo italiano nei confronti del popolo cinese – ha aggiunto Mattarella -. Quest’anno inoltre ricorrono i 50 anni delle relazioni diplomatiche tra Repubblica Popolare Cinese e Repubblica Italiana. Relazioni improntate a sincera cooperazione nel comune interesse”.
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Mattarella “Fiducia e sostegno alla Cina contro il coronavirus”
Conte a Italia Viva “Basta con l’opposizione interna”
“Italia Viva deve dare un chiarimento, ma non solo a noi, agli italiani. In Parlamento hanno dato la fiducia al governo perché si lavorasse, devono dire al Paese con quale atteggiamento vogliono continuare. Loro sono da parte mia non rispettati, ma di più”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti a margine di un convegno.
“Stiamo vivendo una situazione un po’ surreale, la maggiore opposizione ci viene non da un partito di opposizione, ma da Italia Viva, che un giorno sì e l’altro pure dice che vuole sfiduciare il ministro Bonafede e vota con l’opposizione – ha aggiunto -. Sfido i cittadini italiani a capire come può un compagno di viaggio minacciare e annunciare una mozione di sfiducia nei confronti di un ministro che non solo è il capodelegazione del M5S, ma con cui stiamo lavorando da mesi per il progetto di riforma della giustizia penale. Un ministro che si è intestato una riforma della prescrizione che è entrata in vigore, e chiariamo, visto che sono tutti giuristi accreditati, che è una norma presente in altri ordinamenti giuridici”.
“Ma Bonafede si è detto disponibile a superare quella norma. Si è arrivati al lodo Conte, poi il lodo Conte bis, nell’ambito del confronto che c’è stato non c’è nemmeno più la norma Bonafede. Lo si sfiducia per cosa? Lo si insulta per cosa? Perché in passato ha fatto il dj? L’opposizione aggressiva e maleducata l’accetto dall’opposizione, non da una forza di maggioranza”, ha sottolineato il premier.
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Renzi “Se Conte vuole la crisi la apra”
“Quando uno nel calcio riceve un bel calcione da dietro la prima cosa da non fare è un fallo di reazione. Non cadremo nella provocazione, anche perché fare il presidente del Consiglio è un mestiere difficile e può capitare di usare parole sbagliate”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi nel corso di una diretta Facebook.
“Conte è presidente del Consiglio anche di questo governo per due motivi: per evitare che aumentasse l’Iva e per evitare che Salvini portasse l’Italia fuori dall’euro vincendo le elezioni in autunno. Questi due obiettivi sono stati raggiunti, ora Conte deve dire che indirizzo deve dare a questo governo, e io sono molto preoccupato per il Paese, per la sua economia – ha aggiunto -. Caro presidente del Consiglio, se vuoi aprire la crisi fallo. Noi non abbiamo chiesto di aprire la crisi, ma di aprire i cantieri. Dire questo vuol dire essere maleducati? Dire questo vuol dire amare l’Italia”.
“Noi la fiducia l’abbiamo data al Conte bis, non al Conte uno. E la legge sulla prescrizione firmata da Bonafede è del Conte uno. Noi facciamo questa battaglia contro il giustizialismo e il populismo giudiziario, non inseguiamo i sondaggi”, ha sottolineato l’ex premier. “Con l’emendamento Annibali dicevamo di prendere del tempo – ha aggiunto -. Eravamo anche disponibili anche ad accettare che la prescrizione potesse essere cancellata dopo l’appello, abbiamo mostrato buonsenso. Le battaglie le facciamo anche quando non conviene e per questo non andremo in Consiglio dei Ministri. Il lodo Conte bis è un pasticcio da azzeccagarbugli, ed è incostituzionale almeno quanto lo spazzacorrotti. Conte non può dire che è un’assenza ingiustificata, questo lo dice il preside di un collegio”.
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Caso Gregoretti, Salvini “Non credo che sarò condannato”
Sul caso Gregoretti “seguirò con attenzione quanto accadrà, senza alcun timore o preoccupazione. La Costituzione prevede che la difesa della patria è un dovere per ogni cittadino, quindi non penso che quanto ho fatto, a maggior ragione da ministro, comporterà alcuna condanna”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, nel corso di un incontro con la stampa estera a Roma.
“Mi auguro di vincere le elezioni non con 12 processi a carico, ieri è arrivata anche la chiusura dell’indagine per Carola… siamo al surreale. Non vorrei passare le mia giornate occupandomi di processi, vorrei vincere le elezioni occupandomi dei programmi e non dei miei processi, ma non sono ancora sotto processo, il voto di ieri rimanda al Tribunale di Catania il fascicolo su cui indagare”, ha spiegato l’ex ministro.
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La Consulta boccia la Spazzacorrotti retroattiva
“L’applicazione retroattiva di una disciplina che comporta una radicale trasformazione della natura della pena e della sua incidenza sulla libertà personale, rispetto a quella prevista al momento del reato, è incompatibile con il principio di legalità delle pene, sancito dall’articolo 25, secondo comma, della Costituzione”. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, che ha esaminato oggi le censure sollevate da numerosi giudici sulla retroattività della legge 9 gennaio 2019 n. 3 (la cosiddetta Spazzacorrotti), che ha esteso ai reati contro la pubblica amministrazione le preclusioni previste dall’articolo 4 bis dell’Ordinamento penitenziario rispetto alla concessione dei benefici e delle misure alternative alla detenzione. In particolare, è stata denunciata la mancanza di una disciplina transitoria che impedisca l’applicazione delle nuove norme ai condannati per un reato commesso prima dell’entrata in vigore della legge n. 3/2019.
La Corte costituzionale ha preso atto che “secondo la costante interpretazione giurisprudenziale, le modifiche peggiorative della disciplina sulle misure alternative alla detenzione vengono applicate retroattivamente, e che questo principio è stato sinora seguito dalla giurisprudenza anche con riferimento alla legge n.3 del 2019”.
La Corte ha dichiarato che “questa interpretazione è costituzionalmente illegittima con riferimento alle misure alternative alla detenzione, alla liberazione condizionale e al divieto di sospensione dell’ordine di carcerazione successivo alla sentenza di condanna”.
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Caso Gregoretti, dal Senato sì al processo a Salvini
Via libera dall’Aula del Senato alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, presentata del Tribunale dei ministri, per il caso Gregoretti. È stato infatti respinto l’ordine del giorno presentato da Forza Italia e da Fratelli d’Italia per ribaltare il primo sì deciso a gennaio dalla Giunta per le immunità. L’odg ha ottenuto 152 voti contrari e 76 favorevoli. MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali avevano annunciato la loro contrarietà all’ordine del giorno, la Lega non ha partecipato al voto, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno votato a favore.
“Se avessi dovuto ragionare per opportunismo, per interesse personale non avrei preso la decisione che ho preso: si parla di un processo, non si parla di una passeggiata”, ha detto Salvini nel suo intervento in Aula durante il dibattito. “Io ritengo di avere difeso la mia patria, non chiedo un premio, se ci deve essere un processo ci sia – ha aggiunto il leader della Lega -. Io andrò con orgoglio a rivendicare che ho difeso la mia Italia”.
“Rivendico con orgoglio il fatto di aver mantenuto una promessa elettorale, si sa che votando Lega avremmo fatto di tutto per evitare gli sbarchi degli immigrati clandestini, e lo abbiamo fatto insieme agli amici dei cinquestelle per più di un anno”, ha proseguito Salvini, che si è detto “convinto che l’archiviazione sia la fine di questa vicenda”.
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Mattarella “Serve coraggio nella ricerca del dialogo”
Vittorio Bachelet ha espresso “un impegno per la teorizzazione del bene comune attraverso la ricerca delle possibilità d’incontro tra posizioni diverse, una ricerca fondata sull’ascolto e sulla reale apertura al confronto. Era convinto, infatti, che nell’impegno sociale, in quello politico, in quello istituzionale, proprio attraverso il dialogo fosse possibile ricomporre le divisioni, interpretando così il senso più alto della convivenza. Realizzare la composizione delle diversità non significa naturalmente – e non significava per Bachelet – far ricorso a una perversa logica di scambio per decisioni fondate sull’interesse dei singoli o sulla convenienza di gruppi”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto alla cerimonia di ricordo del giurista a 40 anni dall’uccisione a opera delle Br. “Per questo è stato ucciso, perché impersonava il senso più autentico della nostra democrazia. Questo suo profondo senso della comunità e dello Stato è stato il motivo del suo assassinio ad opera delle Brigate Rosse perché dimostrava che è possibile realizzare una società più giusta senza mai ricorrere alla contrapposizione aspra e pregiudiziale. Oggi le contrapposizioni ideologiche sono sfumate per motivi storici.
Ma rimane sempre, in ogni sede, il rischio di altre contrapposizioni, di contrasti basati sulla pura difesa di posizioni di parte. E su questo piano occorre avere maggior coraggio, ovunque e in qualunque sede”, ha concluso Mattarella.
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Prescrizione, Renzi “Pd sceglie legge dei populisti”
“Trovo ridicolo questo balletto e questo dibattito, perché hanno trasformato una cosa semplice in un problema esistenziale”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenuto a “Radio Anch’io” su Radio1 Rai, parlando della prescrizione. “Il dibattito politico è fermo sulla prescrizione e trovo imbarazzante e imbarazzata la posizione del ministro Bonafede e del leader del Pd Zingaretti. La prescrizione – ha aggiunto – è uno strumento giuridico che in Italia esiste da sempre e che il mio governo e il governo di Gentiloni, cioè i governi a guida Pd, avevano allargato. Cosa hanno fatto i populisti Bonafede e Salvini quando sono andati al governo con il Conte 1? Strizzando l’occhio al giustizialismo hanno cancellato la prescrizione. Noi abbiamo detto torniamo alla legge di Orlando e Gentiloni. La cosa divertente e per alcuni aspetti molto triste, è che oggi il Pd nello scegliere tra una legge fatta dal Pd è una legge fatta da Salvini sceglie la legge dei populisti”. Per Renzi “il ddl Conte bis non va bene perché non sta né in cielo nè in terra, viola almeno tre principi costituzionali ed è una norma fatta non per risolvere i problemi dei cittadini ma per mediare per le esigenze della maggioranza. Si prenda del tempo, si chiamino gli esperti e si abbia la forza e il coraggio di dire una volta per tutte che questo Paese deve uscire dalla deriva giustizialista. Dopodiché vogliamo trovare un punto d’intesa? Disponibilità massima. Io sto cercando di avere buonsenso per fare un compromesso, però bisogna essere in due. Mi spiace per il Pd perché una volta era la casa dei garantiti, oggi insegue il giustizialismo dei cinquestelle, peccato”, ha chiosato Renzi.
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