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SALVINI “CON M5S SI RISOLVE TUTTO MA BASTA INSULTI”

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“I dossier con i Cinquestelle li chiuderemo positivamente come abbiamo fatto in questi mesi, basta che non arrivino insulti: supercazzola e rompicoglioni li lasciamo ad ‘Amici miei'”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, parlando a Monteroni d’Arbia (Siena), dove è stata restituita alla comunità un’azienda agricola confiscata alla mafia.

“Non rispondo alle polemiche e agli insulti, sto lavorando giorno e notte per trovare gli accordi sui temi nel governo – ha aggiunto -. L’Italia ha bisogno di più opere, di più strade, di più ferrovie, di più energia, c’è bisogno di viaggiare più velocemente in treno togliendo i tir dalle autostrade. Sono convinto che il buon senso prevarrà”.

Infine sul caso Diciotti il ministro si è detto “tranquillo” e ha spiegato: “Andrò in Senato a testa alta. La lotta agli scafisti e trafficanti era ed è una mia priorità, il Senato deciderà con coscienza. Spero di perdere meno tempo possibile a far memorie legali. Mi auguro che tutti i senatori leggano le carte prima di decidere. La sorte del governo non è legata a questo”.

DI MAIO E DI BATTISTA INCONTRANO I GILET GIALLI

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Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista hanno incontrato Christophe Chalençon, leader dei Gilet Gialli, nella periferia di Parigi. “Molte le posizioni e i valori comuni che mettono al centro delle tante battaglie i cittadini, i diritti sociali, la democrazia diretta e l’ambiente”, fa sapere lo staff del vicepremier, che prosegue: “Clima di grande entusiasmo. Nuovo incontro nelle prossime settimane a Roma”.

Tra i presenti all’incontro oltre agli eurodeputati del MoVimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Tiziana Beghin e Ignazio Corrao, anche alcuni leader della lista Ric che ha come capolista Ingrid Levavasseur e che si presenterà alle prossime Europee.

“Oggi con Alessandro Di Battista abbiamo fatto un salto in Francia e abbiamo incontrato il leader dei gilet gialli Cristophe Chalençon e i candidati alle elezioni europee

della lista RIC di Ingrid Levavasseur – scrive su Instagram Di Maio -. Questa è la foto ricordo di questo bell’incontro, il primo di tanti, in cui abbiamo parlato dei nostri Paesi, dei diritti sociali, di ambiente e di democrazia diretta. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi. Ripeto. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi”.

 

ANAC, CANTONE “NON MI DIMETTO”

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Raffaele Cantone a breve potrebbe lasciare la presidenza dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac). Secondo quanto riportano alcuni quotidiani, tra cui il Corriere della Sera e La Repubblica, il magistrato avrebbe già presentato al Csm le domande per candidarsi al ruolo di procuratore a Perugia, Torre Annunziata e Frosinone, anche se il suo incarico al vertice dell’Anac scadrà nell’aprile 2020.

Il diretto interessato in una nota conferma di avere presentato le domande per le tre Procure, ma smentisce l’intenzione di dimettersi. “In merito ad alcune ricostruzioni di stampa, alcune delle quali mi attribuiscono concetti fuorvianti e parole che non ho mai pronunciato, tengo a precisare di aver presentato domanda al CSM per incarichi direttivi presso le Procure della Repubblica di Perugia, Torre Annunziata e Frosinone la settimana scorsa, dopo una lunga valutazione di carattere squisitamente personale – afferma Cantone -. Sapendo che i tempi del Consiglio superiore della magistratura non sarebbero stati brevi, era mia intenzione informare quanto prima gli esponenti dell’esecutivo con cui più intensa è stata la collaborazione istituzionale in questi mesi”.

“Ieri sera, appena la notizia è divenuta di dominio pubblico, ho chiesto immediatamente appuntamento al Presidente del Consiglio e ai Ministri dell’Interno e della Giustizia, ai quali esporrò nei prossimi giorni le mie motivazioni – conclude -. Resta inteso, ovviamente, che non ho alcuna intenzione di dimettermi da Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, come riportato da alcuni organi di stampa, tanto più che l’esito della deliberazione del CSM non è affatto scontato”.

Nelle scorse settimane il presidente dell’Anticorruzione aveva criticato la norma che alza a 150 mila euro il tetto per gli appalti con assegnazione diretta, ed erano emerse anche divergenze tra lo stesso Cantone e il Governo in merito alla possibile riforma del Codice degli Appalti.

“Per il governo dei condoni il problema è l’Anticorruzione. Noi invece siamo orgogliosi di avere voluto Anac e di aver lavorato con un servitore dello Stato come Cantone, lasciato solo dal governo della propaganda”, commenta su Twitter il candidato alla segreteria del Partito Democratico Maurizio Martina, mentre per il deputato dem Emanuele Fiano “un Paese che perde un baluardo contro la corruzione come Raffaele Cantone è un paese sbagliato. Un governo che fa sentire chi dirige l’Autorità anticorruzione di essere sopportato è un governo pericoloso”.

VENEZUELA, GUAIDÒ CHIEDE INCONTRO A SALVINI

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Il presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela e autoproclamato presidente ad interim del Paese, Juan Guaidò, ha chiesto un incontro a Roma con una sua delegazione al vicepremier e ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini.

“Desidero innanzitutto esprimerLe i più profondi sentimenti di riconoscenza per la costante vicinanza dimostrata al nostro amato Venezuela e rinnovarLe gli auspici di massima e proficua collaborazione a nome del popolo venezuelano – scrive Guaidò in una lettera a Salvini -. Il complesso periodo storico che il Venezuela sta attraversando, pone ciascuno di noi dinanzi a grandi speranze che leggiamo negli occhi dei nostri concittadini. Ciò comporta grandi responsabilità sia al cospetto della nostra Patria, sia nei confronti della Comunità Internazionale tutta. Per tali ragioni – e avendo a mente gli indissolubili legami che uniscono il Venezuela e la Repubblica Italiana – credo sia importante e utile inviare in Italia una delegazione ufficiale,  guidata dal Presidente della Commissione Esteri dell’Assemblea Nazionale Francisco Sucre e dal nostro Rappresentante europeo per gli Aiuti Umanitari Rodrigo Diamanti, con la finalità di illustrarLe il piano di azione per il ripristino della democrazia in Venezuela mediante l’indizione di elezioni libere e trasparenti e risolvere l’attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100 mila italiani che vivono in Venezuela”.

“Le chiedo quindi – compatibilmente con i suoi impegni – la disponibilità ad un incontro a Roma nel più breve tempo possibile con la nostra delegazione, finalizzato ad uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che stiamo vivendo in Venezuela. In particolare vorremmo poterLe rappresentare la necessità che in Venezuela si possa giungere in tempi rapidi, e grazie al sostegno della Comunità internazionale, a libere elezioni democratiche – conclude Guaidò -. Nel ringraziarLa fin d’ora per l’attenzione e il tempo che riterrà opportuno dedicarci, Le esprimo sin d’ora i più vivi ringraziamenti, unitamente ai sensi della mia più alta stima”.

 

BERLUSCONI “LEGA SENZA FORZA ITALIA SI SUICIDA”

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“Credo che far parte di questo governo non porterà più molti consensi alla Lega. Anche per questo sono sicuro che l’anomalia sia destinata a finire molto presto. Sono convinto che non possa durare, non perché porremo degli aut aut, ma perché li porrà la drammatica situazione del Paese. Siamo in recessione, non c’è lavoro, le infrastrutture sono bloccate, il risparmio degli italiani si erode ogni giorno, le tasse salgono, il debito aumenta, gli investitori internazionali se ne vanno, siamo isolati in Europa. È la realtà che pone un ultimatum, non noi”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Con Matteo Salvini “i rapporti personali sono buoni come sempre, ispirati alla lealtà reciproca anche quando siamo in disaccordo – spiega l’ex premier -. Noi non siamo i Cinque Stelle, che non hanno ancora sciolto la riserva su come votare al Senato sulla richiesta di autorizzazione a procedere contro Salvini: davvero una bella prova di solidarietà umana e politica, oltre che di senso del diritto. Davvero degli alleati leali…”.

Sull’ipotesi che la Lega non si allei con Forza Italia alle prossime Politiche, Berlusconi è chiaro: “Non mi risulta. Non credo che la Lega abbia la vocazione al suicidio”.

Per il leader di Fi “il sovranismo, che io preferisco chiamare ‘isolazionismo’, isola chi lo esercita, e porterebbe all’isolamento del Paese, non certo di Forza Italia. Noi siamo un grande partito liberale e popolare, con un forte radicamento in Italia e un ruolo importante in Europa nel Ppe. Abbiamo una linea chiara e condivisa, fortemente critica verso il sovranismo, il pauperismo, il giustizialismo. In Forza Italia nessuno – e certamente nessuno che abbia un ruolo significativo – dissente da questa linea”. E sulle Europee di maggio sottolinea: “Le prossime elezioni saranno decisive per l’Europa, non per Forza Italia, che del resto otterrà un ottimo risultato. Non do una cifra, perché nella vita non mi sono mai accontentato di un traguardo da raggiungere. Miro sempre un po’ più in là. E poi mi piacerebbe che si parlasse più di Europa e meno di giochi politici italiani. L’Europa nei prossimi anni dovrà trasformarsi, dovrà riprendere il progetto dei padri fondatori, dovrà diventare una vera unione di popoli, capace di una politica estera e di difesa comune, a tutela degli interessi di tutti gli europei e della nostra identità, della nostra civiltà, dei nostri valori, del nostro stile di vita, della nostra democrazia occidentale e della nostra libertà. Se rimarrà come oggi, sarà una tragedia per tutti i paesi europei e per il nostro Paese, troppo piccolo e debole per competere da solo nel mondo globale”.

 

CONTE “CONFERMIAMO VALUTAZIONI CRESCITA”

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“Noi confermiamo le nostre valutazioni di crescita. Stiamo rispondendo alla contrazione e al rallentamento economico che nom coinvolge solo noi con una decisa e robusta azione a sostegno degli investimenti. Anche le misure più qualificanti che abbiamo previsto incideranno sui consumi e l’economia reale”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, a Beirut, nel corso della conferenza stampa dopo l’incontro con il primo ministro libanese Saad Hariri, rispondendo a una domanda sul taglio delle stime di crescita dell’Italia annunciato ieri da Commissione Ue e Fmi.

“Recupereremo la fase di rallentamento – ha aggiunto Conte -. Il nostro debito è elevato ma è sicuramente sostenibile, c’è molta fiducia nei mercati, ci sono state richieste record al Tesoro per l’asta dei Btp, è un chiaro segnale di fiducia. Non sono rami sospesi nel vuoto, sono decisioni di investitori radicate su dati concreti”.

 

FRANCIA RICHIAMA AMBASCIATORE A ROMA

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Il governo francese ha deciso di richiamare l’ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset. “La Francia e l’Italia sono unite da una storia comune; esse condividono un destino. Hanno costruito insieme l’Europa e operato per la pace. La Francia è profondamente legata a questo rapporto di amicizia che nutre cooperazioni in tutti i settori e una vicinanza tra i nostri due popoli. L’amicizia franco-italiana è più che mai indispensabile per raccogliere le nostre sfide di questo XXI secolo. La Francia è stata oggetto, da diversi mesi, di ripetute accuse, di attacchi privi di fondamento, di dichiarazioni oltraggiose che ciascuno conosce e puo’ ricordare. Ciò non ha precedenti dalla fine della guerra. Un conto è avere dei disaccordi, un conto è strumentalizzare i rapporti a fini elettorali”, si legge in una nota pubblicata sul sito dell’Ambasciata di Francia in Italia. “Le ultime ingerenze costituiscono un’ulteriore e inaccettabile provocazione. Violano il rispetto proprio della scelta democratica, fatta da un popolo amico e alleato. Violano il rispetto che i governi democraticamente e liberamente eletti devono avere l’uno verso l’altro”, aggiunge.

“La campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto di ciascun popolo o della sua democrazia. Tutte queste azioni creano una situazione grave che pone un interrogativo sulle intenzioni del governo italiano nei confronti della sua relazione con la Francia. Alla luce di questa situazione senza precedenti, il governo francese ha deciso di richiamare l’ambasciatore di Francia in Italia per consultazioni. La Francia chiede all’Italia di agire per ritrovare il rapporto di amicizia e di rispetto reciproco, all’altezza della nostra Storia e del nostro destino comune”, conclude la nota.

Di Maio e Salvini “No polemiche, pronti a un incontro”
Dai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini arrivano toni concilianti dopo la presa di posizione francese.

“Il popolo francese è nostro amico e nostro alleato. Il Presidente Macron si è più volte scagliato contro il governo italiano per motivi politici in vista delle europee. Questo non ha mai intaccato il sentimento di amicizia che lega i nostri Paesi e mai lo farà. Il mio incontro come capo politico del Movimento 5 Stelle, con esponenti dei Gilet Gialli e con alcuni candidati della lista RIC è pienamente legittimo. E rivendico il diritto di dialogare con altre forze politiche che rappresentano il popolo francese”, scrive su Facebook Di Maio, che prosegue: “Così come En Marche, il partito di governo francese, è alleato in Europa con il Pd, partito d’opposizione in Italia, così il Movimento 5 Stelle incontra una forza politica di opposizione al Governo francese (Ric). Sono europeista. Ed essere in un’Europa senza confini, significa libertà anche per i rapporti politici, non solo per lo spostamento delle merci e delle persone”.

“Per me quell’incontro non rappresenta una provocazione nei confronti del governo francese attuale, ma un importante incontro con una forza politica con cui condividiamo tante rivendicazioni a partire dall’esigenza della democrazia diretta per dare maggiori poteri ai cittadini – sottolinea il vicepremier -. Il governo italiano applica sempre il principio di non ingerenza negli affari interni di un altro Paese e questo vale anche per la Francia. Saranno i francesi a valutare l’operato del loro governo. Sempre come governo italiano stiamo lavorando per la gestione di problemi europei che sono stati scaricati sull’Italia, come l’immigrazione, affinchè ogni Paese europeo, compresa la Francia faccia la sua parte. Stiamo anche sollecitando tutti i Paesi dell’Unione Europea a una maggiore attenzione nei confronti dell’Africa affinchè il continente possa giungere a un vero e autonomo sviluppo. Per farlo è necessario favorire e non rallentare l’economia di tutti i paesi africani, questo non è solo interesse dell’Italia, ma in primis dell’Africa, poi dell’Europa e di tutto il mondo – conclude Di Maio -. Il dialogo e la collaborazione su tutti questi temi con il governo francese è sempre massimo e siamo disponibili a incontri al più alto livello con il governo francese per trovare soluzioni a queste problematiche”.

“Non vogliamo litigare con nessuno, non siamo interessati alle polemiche: siamo persone concrete e difendiamo gli interessi degli italiani. Disponibilissimi a incontrare il presidente Macron e il governo francese, sederci a un tavolo e affrontare, per quanto riguarda le mie competenze, tre questioni fondamentali”, afferma Salvini.

“Stop con i respingimenti alle frontiere, risultano essere oltre 60 mila dal 2017 a oggi compresi bambini e donne abbandonate nei boschi; stop con terroristi italiani, una quindicina, condannati ma che fanno la bella vita con residenza in Francia e basta, infine, danneggiare i nostri lavoratori pendolari che sono letteralmente vessati ogni giorno alle frontiere francesi da controlli che durano ore. Noi siamo pronti e disponibili con spirito costruttivo a voltare pagina per il bene del nostro popolo”, aggiunge.

 

 

SALVINI CHIEDE INCONTRO A MINISTRO INTERNO FRANCIA

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Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha scritto al suo omologo Christophe Castaner, chiedendogli un incontro.

“Caro Collega, i nostri Paesi da sempre condividono solidi rapporti bilaterali, con particolare riferimento ai campi della sicurezza, del terrorismo e dell’immigrazione – scrive Salvini a Castaner -. Rapporti che, nel confermare una concreta volontà di collaborazione, possono e devono essere ulteriormente sviluppati nell’interesse strategico reciproco. In questo quadro, sarei particolarmente lieto di invitarLa a Roma, per un confronto ed un proficuo scambio sui dossier aperti. Le anticipo, tra i vari temi, che confermo un vivo interesse per la collaborazione da Voi offerta a proposito dei rimpatri dei migranti economici. In attesa di incontrarLa personalmente in una data che i nostri Uffici potranno concordare, voglia gradire i sensi della mia stima, unitamente ai saluti più cordiali”.

“Non mi si convoca. Ieri ho incontrato il sottosegretario del ministero di Salvini in una riunione a livello europeo. Il dialogo è costante tra di noi e deve essere rispettoso. I viaggi diplomatici non devono farsi di nascosto ma in maniera ufficiale”, ha replicato Castaner ai microfoni di Bfm Tv.