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Ue, Vestager “Recovery Fund per risollevarci tutti insieme”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo tutti stati colpiti dalla crisi sanitaria del Covid, ma siamo stati colpiti in modo diverso e dobbiamo però riprenderci tutti insieme. Perchè vediamo delle differenze su come gestire la propria economia, c’è chi può fare molto e fare quello che serve, altri non hanno le stesse possibilità ed è per questo che un Recovery Fund comune è così importante per poterci risollevare insieme”. Lo dice in un’intervista a NewsMediaset Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione Ue.
A una domanda sulla web tax, Vestager risponde così: “Ci sono tante imprese che lavorano duro per fare profitti e pagano tasse su quei profitti. Le grandi aziende digitali non contribuiscono alla società nello stesso modo: questo è scorretto, crea una distorsione in termini di competizione e soprattutto in momenti come questi dobbiamo avere risorse per la ripresa. La recente sentenza della Corte di Giustizia Ue sul caso Apple – Irlanda dimostra però che la questione vada affrontata su un piano politico e non solo fiscale”.
“Per le piccole e medie imprese è importante che le risorse arrivino direttamente nelle loro mani, perchè abbiamo una gigantesca somma complessiva 2.8 miliardi di euro di aiuti di stato ma questo è solo un numero, ciò che conta è che questi soldi arrivino nelle mani di chi ne ha bisogno”, aggiunge.
Dopo Autostrade lo stato è pronto ad entrare anche in Alitalia. Cosa ne pensa di questo ritorno delle nazionalizzazioni? “In momenti come questi, misure straordinarie possono essere necessarie, soprattutto se una società rischia di essere comprata da qualcuno che potrebbe sovvertire ordine di un paese. Quindi per un determinato periodo è meglio che lo stato entri nelle compagnie importanti per un Paese – risponde Vestager -. Lo stato però non si può comportare come gli altri proprietari perchè c’è il rischio che i contribuenti perdano i loro soldi e non possiamo accettare che chi paga le tasse perda denaro”.
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Ue, Conte “L’Italia farà le riforme ma basta dumping fiscale”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’Italia ha deciso di affrontare, di sua iniziativa, un percorso di riforme che le consentano di correre”, ma in sede europea “pretenderà una seria politica fiscale comune, per affrontare una volta per tutte surplus commerciali e dumping fiscale e competere ad armi pari”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Consiglio Europeo prima della sospensione dei lavori. Il presidente del Consiglio ha anche definito “inaccettabile” sia giuridicamente che politicamente la richiesta di quei Paesi, tra cui l’Olanda, che chiedono l’unanimità sull’attuazione del Recovery Fund.
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Consiglio Ue in salita, Paesi divisi sul Recovery Fund

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Continua dopo cena il primo giorno del vertice Ue, il primo in presenza a Bruxelles dopo l’emergenza coronavirus. Sul tavolo Next Generation EU, il Recovery fund proposto dalla Commissione composto da 750 miliardi di euro, con una proporzione tra trasferimenti a fondo perduto (500 miliardi) e prestiti (250 miliardi). Fin dall’inizio è trapelata la grande incertezza legata alle possibilità di raggiungere un accordo in tempi brevi, cosa che comunque era già stata ribadita nel corso delle ultime settimane di trattative che hanno portato a questa due giorni fondamentale per il futuro dell’Unione europea.
Per ridurre il tetto del bilancio e dei sussidi che compongono la parte di Recovery Fund diviso per programmi, sono state presentate alcune opzioni che sono state analizzate nel corso del vertice. Finora, però, non si è ancora parlato di tagliare la Resilence and Recovery Facility da 560 miliardi, 310 miliardi di trasferimenti a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti, che costituisce il perno del piano. Anche qui, però, continuano ad esserci più fazioni: la Danimarca guida la carica per la riduzione del Bilancio e sui ‘rebatè, mentre la Francia chiede di mettere fine agli sconti. L’Olanda punta sulla necessità di un nuovo meccanismo di governance del Fondo di rilancio, mentre Italia e Spagna mirano sulla proposta della Commissione europea, basata su una procedura con maggioranza inversa.
In particolare, sono due le voci che hanno descritto le difficoltà dei Paesi a riuscire ad avere una visione comune, quella di Mark Rutte, premier olandese, e di Angela Merkel, cancelliera tedesca. “Vedo poco meno del 50% di possibilità di raggiungere un accordo sul pacchetto di ripresa entro domenica. E’ ancora possibile raggiungere un compromesso, ma ci aspetta un duro lavoro. Gli aiuti, però, solo se vediamo le riforme”, ha dichiarato Rutte, che tra i premier dei Paesi frugali è sicuramente quello su posizioni più rigide. “Le differenze tra i vari leader sono ancora molto, molto grandi ed è difficile prevedere la possibilità di raggiungere un risultato. Mi aspetto trattative molto, molto difficili, la Germania lavorerà insieme alla Francia per aiutare il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, dobbiamo solo lavorare sodo”, ha poi sottolineato la Merkel. Il premier Conte, dopo i suoi incontri in Europa, ha ripetuto che in gioco non c’è solo il destino italiano, ma di tutta l’Unione: “La linea rossa italiana è che la risposta europea sia adeguata ed effettiva, cioè concretamente perseguibile”.
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Ue, Sassoli “E’ il tempo di scegliere, lottare contro disparità”

BRUXELLES (ITALPRESS) – “E’ arrivato il tempo di scegliere come e dove crescere nell’interesse dei cittadini e del pianeta”. Lo ha detto David Sassoli, presidente del Parlamento Ue, rivolgendosi al Consiglio europeo.
“La pandemia – aggiunge – ci consegna nuove responsabilità e doveri: la responsabilità di scegliere e il dovere di farlo nell’interesse di tutti e non di pochi. Se questo è il quadro le scelte su dove investire sono chiare: economia verde, salute, formazione, diritti digitali, diritti democratici e diritti sociali. Inclusione invece che esclusione. E devo dire che questa era la nostra visione quando il Parlamento europeo ha accordato la sua fiducia alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen. Le nostre priorità erano già quelle giuste, e la crisi adesso non ha fatto altro che confermarci in questa convinzione”.
“Il piano di ripresa – prosegue Sassoli deve essere all’altezza delle nostre ambizioni. Deve contribuire a trasformare l’economia e lottare contro le disparità che si stanno aggravando. Della crisi dobbiamo aver paura perchè gli effetti sociali e la perdita di posti di lavoro non risparmiano nessuno. Il pacchetto di misure annunciato dalla Commissione europea il 27 maggio è un passo decisivo nella lunga storia dell’integrazione europea”.
“La Commissione ha proposto, per la prima volta – aggiunge – di prendere in prestito fino a 750 miliardi di euro sui mercati finanziari nel quadro di un nuovo strumento di ripresa. E’ questo il dispositivo essenziale di cui dotare l’Europa in questa fase. Il Parlamento sostiene questa impostazione, il suo importo e la ripartizione indicata tra sovvenzioni e prestiti”.
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Conte “La linea rossa dell’Italia è una risposta europea adeguata”

BRUXELLES (ITALPRESS) – “La linea rossa italiana è che la risposta sia adeguata ed effettiva cioè concretamente perseguibile”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al suo arrivo al consiglio europeo a Bruxelles. “Ho piena consapevolezza delle divergenze esistenti – aggiunge – ma anche forte determinazione che dobbiamo superarle, non solo nell’interesse della comunità italiana e dei cittadini che hanno sofferto e stanno soffrendo molto, ma nell’interesse di tutti i cittadini europei”.
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Ue, nei prossimi mesi una strategia per l’agricoltura bio

ROMA (ITALPRESS) – Il comparto agricolo biologico si conferma dinamico, proiettato agli investimenti e al mercato, tanto che, pur essendo le aziende bio solo il 3% delle imprese agricole italiane, rappresentano il 18,3% delle richieste di finanziamento attraverso i canali di Ismea negli ultimi 12 anni. Lo ha affermato Giorgio Venceslai di Ismea, nel corso del webinar di B/Open, rassegna del Bio foods & Natural self-care, in programma a Verona il 23 e 24 novembre 2020, dedicato alle «Opportunità di accesso al credito e soluzioni per il futuro nel bio».
Durante il periodo del Covid-19, nell’operazione di accesso al credito fino a 30mila euro erogato da Ismea, secondo le disposizioni del Decreto Liquidità, le imprese biologiche hanno avanzato domande per importi superiori a 57 milioni di euro su un totale complessivo destinato alle imprese agricole di 292 milioni.
Il biologico è al centro della strategia Farm to Fork, come ha ricordato il commissario all’Agricoltura dell’Unione Europea, Janusz Wojciechowski, intervenuto con un videomessaggio al webinar di B/Open.
«Il biologico è simbolo della strategia Farm2Fork, è ecosostenibile, offre opportunità economiche ad agricoltori e risponde a una crescente domanda dei consumatori – ha esordito il commissario Ue -. Abbiamo fissato l’ambizioso obiettivo di aumentare ad almeno il 25% entro il 2030 le superfici a biologico dei terreni agricoli dell’Ue e dobbiamo per questo mettere in atto misure che garantiscano che l’offerta di prodotti biologici soddisfi la domanda dei consumatori, e che mantengano il settore in equilibrio, assicurando allo stesso tempo una transizione equa per gli agricoltori e trasformando le sfide in opportunità commerciali. Dobbiamo continuare a sostenere finanziariamente l’agricoltura biologica e la Politica agricola comune sarà uno degli strumenti chiave. La Commissione ha proposto di rafforzare la dote della Politica agricola comune: in totale sono stati proposti 391 miliardi di euro per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, che sono 26 miliardi e mezzo in più rispetto a quanto inizialmente proposto nel 2018».
Accanto alla Pac, per il commissario Wojciechowski, serviranno «misure aggiuntive, come la promozione di alimenti biologici, appalti pubblici che aumentano la quota di prodotti bio nella ristorazione, nelle mense e in altri segmenti». L’impegno delle istituzioni non si ferma. «Nei prossimi mesi – ha annunciato – l’Ue proporrà un nuovo piano d’azione per l’agricoltura biologica, che per i prossimi cinque anni sarà uno strumento importante per accompagnare la crescita futura del settore».
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Conte “No a compromessi al ribasso sul Recovery Fund”

“Oggi o vinciamo tutti o perdiamo tutti, per questo riteniamo cruciale che la decisione del Consiglio Europeo sia assunta entro luglio e non sia svilita con soluzioni al ribasso. Sarebbe un errore politico e anche morale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso di un’informativa alla Camera in vista del prossimo Consiglio Europeo.
“Se non vogliamo essere travolti dobbiamo agire con coraggio porre in essere misure straordinarie, non abbiamo alternative”, ha sottolineato il premier.
“Venerdì e sabato parteciperò al Consiglio Europeo Straordinario che torna a svolgersi in presenza a Bruxelles che scaturisce dalle proposte di un fondo per la ripresa di 750 miliardi di euro e di un poderoso piano europeo di ripresa – ha detto il presidente del Consiglio -. Mai come in questa occasione le istituzioni dell’Ue si sono dimostrate sensibili alle soluzioni che il governo italiano aveva sostenuto. L’Italia ha contribuito in misura decisiva ad orientare le risposte che l’Europa è chiamata a dare”. Per Conte “il Consiglio Europeo non può mancare a questo obiettivo epocale: quello di rilanciare il continente in vista del futuro. Solo uniti possiamo affrontare le sfide del mondo. Soluzioni nazionali non avrebbero altrettanto successo”.
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Migranti, a giugno più arrivi da Balcani e Mediterraneo occidentale

ROMA (ITALPRESS) – Nella prima metà del 2019 il numero di ingressi illegali nell’Unione Europea è diminuito di quasi un quinto rispetto all’anno precedente a 36.400, principalmente a causa degli effetti della pandemia di COVID. Il calo è stato particolarmente pronunciato sulle rotte migratorie del Mediterraneo occidentale e orientale. A giugno, il numero di attraversamenti illegali delle frontiere era approssimativamente in linea con il mese precedente a circa 4.500. Lo rende noto Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne.
I Balcani occidentali sono diventati la rotta migratoria più attiva a giugno con 2.050 rilevamenti di valichi di frontiera illegali, il 70% in più rispetto a maggio e quasi il triplo rispetto a un anno fa. Il numero di migranti che attraversano i Balcani occidentali è aumentato a causa del maggior numero di persone che erano originariamente sbarcate in Grecia e all’allentamento delle misure COVID da parte delle autorità nazionali della regione.
Nella prima metà di quest’anno, quasi 9.300 migranti sono stati rilevati alle frontiere dell’UE nella regione, il 73% in più rispetto ai primi sei mesi del 2019.
Secondo i dati più recenti, ci sono stati circa 200 rilevamenti di attraversamenti illegali segnalati a giugno sulla rotta del Mediterraneo orientale, anche se si prevede che questo numero sarà più elevato in base al calcolo dei dati definitivi.
Il numero di migranti che hanno raggiunto l’Europa utilizzando la rotta del Mediterraneo centrale il mese scorso è diminuito di quasi il 50% a poco più di 900.
Nel mese di giugno sono stati rilevati circa 750 rilevamenti di valichi di frontiera illegali nel Mediterraneo occidentale, l’8% in più rispetto al mese precedente.
Il totale per i primi sei mesi del 2020 si è dimezzato a 4.500, con gli algerini che rappresentano uno su due arrivi. I marocchini erano la seconda nazionalità più rappresentata su questa rotta.
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