FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Bce, ha confermato le decisioni assunte nella riunione di politica monetaria dello scorso dicembre. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finchè non vedrà l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in maniera durevole per il resto dell’orizzonte di proiezione, finchè non riterrà che i progressi conseguiti dall’inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con lo stabilizzarsi dell’inflazione sul 2% nel medio periodo. Nel primo trimestre del 2022, il Consiglio direttivo condurrà gli acquisti netti di attività nell’ambito del PEPP (pandemic emergency purchase programme) a un ritmo inferiore rispetto al trimestre precedente. Interromperà gli acquisti netti alla fine di marzo 2022. Il Consiglio direttivo intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PEPP almeno sino alla fine del 2024. Gli acquisti netti mensili nel quadro del PAA saranno pari a 40 miliardi nel secondo trimestre del 2022 e a 30 miliardi nel terzo trimestre. A partire da ottobre, manterrà gli acquisti netti a un ritmo mensile di 20 miliardi, finchè necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei tassi di riferimento. Il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine.
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Bce non cambia i tassi e conferma a marzo la fine del Piano pandemico
Energia, l’Ue dice sì a gas e nucleare nella tassonomia green
MILANO (ITALPRESS) – La Commissione europea ha pubblicato la versione definitiva dell’elenco (tassonomia) delle attività considerate sostenibili da un punto di vista ambientale. Dopo un dibattito molto acceso che rischia anche di spaccare l’Unione, Bruxelles ha deciso di ribadire il menù presentato a dicembre. Ovvero inserire anche il nucleare e il gas nell’elenco delle fonti energetiche che dovranno portare ad azzerare le emissioni entro il 2050. Un menù non semplice da digerire: l’atomo è sotto accusa per la sicurezza degli impianti e la gestione delle scorie. Il metano viene considerato inappropriato sul fronte della lotta alla CO2. Lo scontro è molto pesante: sul nucleare i due schieramenti sono guidati dalla Francia che ospita 56 centrali atomiche, e dalla Germania, che invece ha avviato il progressivo smantellamento delle sue. Sulle posizioni di Berlino si sono allineate Spagna, Danimarca e Lussemburgo. L’Austria ha già annunciato il ricorso alla Corte di Giustizia europea. Con la Francia ci sono Bulgaria, Croazia, Cechia, Finlandia, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia.
Il governo italiano è intenzionato ad approvare il regolamento senza modifiche considerando che non abbiamo centrali nucleari e utilizziamo il gas solo per il 40% del fabbisogno vista l’alta incidenza della produzione idroelettrica.
La commissaria per i servizi finanziari, Mairead McGuinness, presentando l’atto delegato ci tiene a spiegare che ogni Stato potrà scegliere il mix energetico che preferisce in quanto l’applicazione è assolutamente volontaria. Le novità riguardano soltanto l’eliminazione delle tappe intermedie sulla percentuale di gas a basse emissioni di carbonio da raggiungere: ovvero il 30% entro il 2026, il 55% entro il primo gennaio 2030 e 100% entro il 31 dicembre 2035.
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Farnesina, la Sala dei Trattati Europei intitolata a Sassoli
ROMA (ITALPRESS) – La Sala dei Trattati Europei della Farnesina è stata intitolata a David Sassoli, il presidente del Parlamento Europeo scomparso l’11 gennaio scorso all’età di 65 anni.
“Si tratta di un gesto simbolico ma per me carico di significato, non solo per onorare la memoria del presidente Sassoli, ma anche per portarne avanti i valori e l’ideale di Europa”, ha detto il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, nel corso della cerimonia d’intitolazione. Di Maio ha ricordato le parole pronunciate da Sassoli nel giorno del suo insediamento a Strasburgo: “”L’Unione Europea non è un incidente della storia”, ecco ora quello che possiamo fare per rendere onore alla memoria del presidente Sassoli è continuare a perseguire quell’ideale di un’Europa migliore che tanto ha animato la sua azione, era consapevole che solo un’Europa forte e coese sarebbe stata in grado di rispondere adeguatamente alle sfide complesse del mondo di oggi, una missione che credo dovremmo impegnarci tutti oggi a raccogliere”.
Per il ministro Di Maio “sta a noi, nella sua memoria, portare avanti il progetto di un’Europa più solida, più ambiziosa, più pronta per le prossime sfide”.
Nella sala dei Trattati Europei sono custodite le copie originali dei trattati di Roma, “è la sala dove tutti passano quando vengono alla Farnesina – ha aggiunto Di Maio -. Quando David veniva a trovarmi guardava i trattati in quelle teche, li guardava con gli occhi della meraviglia, ed era anche il modo in cui ascoltava le persone”.
Alla cerimonia, accanto alla famiglia di Sassoli, hanno partecipato alte cariche dello Stato, tra le quali i presidenti di Senato e Camera, Maria Alberti Casellati e Roberto Fico.
“Vedere questa sala, che è il tempio dei trattati europei, intitolata a David, credo sia il migliore regalo che noi potessimo fare alla stessa idea italiana di Europa”, ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta. “David Sassoli è stato un visionario, un innovatore, in tutto il suo impegno ha sempre innovato, partendo dai trattati per andare oltre”, ha aggiunto. Per il suo predecessore alla presidenza del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, “è giusto intitolare questa sala a David, dietro questi trattati ci sono persone che guardano all’Europa che difende i valori, il suo nome e il suo volto devono farci ricordare che l’Europa ha un’anima, dei valori comuni da difendere. Ricordo un uomo che ha difeso valori che sono comuni, non che sono di parte, fare politica senza valori, credere in un’Europa senza anima vuol dire non avere un’Europa”. Una targa, nella sala dei Trattati Europei, ricorderà sempre l’impegno di David Sassoli.
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Ue, Macron “Ambiente e aborto nella Carta dei diritti fondamentali”
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Nella Carta dei diritti fondamentali in Europa, che “va aggiornata”, dovrebbero entrare anche “la tutela dell’ambiente e il riconoscimento dell’accesso all’aborto”. A chiederlo è il presidente francese, Emmanuel Macron, nella presentazione alla Plenaria del Parlamento europeo del semestre di presidenza francese dell’Ue.
Macron ha evidenziato l’importanza dello Stato di diritto per le Istituzioni europee, sul quale esse devono necessariamente basarsi nella presa delle proprie decisioni. “L’Europa si fonda su una promessa tripartita di vitale importanza, su una promessa di democrazia, di progresso e di pace”, ha detto il presidente francese nell’Europarlamento.
Punto successivo del suo discorso è quello relativo al lavoro in Europa, che si cercherà di rendere sempre meglio remunerato. Fra gli obiettivi, in questo ambito, rimane quello di colmare il gap salariale, che ancora si registra fra uomini e donne, segno della persistente presenza di una discriminazione di genere.
Non mancano delle importanti prese di posizione in merito all’argomento sempre caldo dell’immigrazione, strettamente connesse alla gestione dei confini europei da parte delle istituzioni.
“La presidenza francese porterà una riforma dello spazio di Schengen, con la quale si potranno ridefinire le frontiere dell’Europa, sempre nel rispetto della promessa originale di uno spazio interno di circolazione libero”, ha spiegato. Per Macron “è necessario definire una nuova alleanza con l’Africa, direttamente coinvolta negli affari del Mediterraneo, affinchè sia possibile combattere insieme l’immigrazione irregolare”.
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Clima, Wwf “I consumi dell’Ue minacciano ecosistemi cruciali”
ROMA (ITALPRESS) – Foreste e altri ecosistemi naturali, ovvero praterie, savane, zone umide e torbiere, specialmente nei paesi tropicali e subtropicali, vengono distrutti a una velocità impressionante, aggravando il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità e di essenziali servizi ecosistemici che la natura fornisce e da cui dipendiamo. Una delle principali cause di questa distruzione è la produzione di materie prime e prodotti agricoli, zootecnici e forestali, con circa il 90% della deforestazione dovuta all’espansione dei terreni agricoli a discapito di altri usi del suolo (FAO). Mentre i governi dei paesi dell’UE e il Parlamento Europeo si avviano a discutere la proposta di legge della Commissione Europea contro la deforestazione, un nuovo report WWF sottolinea che la UE mancherà l’obiettivo di contrastare efficacemente la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico se non inserirà subito nella nuova legge gli ecosistemi non forestali.
L’indagine Oltre e foreste: ridurre l’impatto dell’UE su tutti i sistemi naturali condotta da 3keel per conto del WWF, fornisce una chiara evidenza dell’impatto dei consumi UE su nove ecoregioni del Pianeta.
Presentata lo scorso novembre, la proposta della Commissione Europea limita la portata della nuova legge alle sole foreste, con possibilità di ampliarla agli altri ecosistemi naturali a partire dalla prima revisione della legge. Ma la mancata inclusione degli ecosistemi non forestali nella proposta di legge, sottolinea il WWF, rischia di trasferire dalle foreste a savane, praterie e torbiere la pressione e la distruzione causate dalla produzione agricola e dalla zootecnica.
“L’approccio attendista della Commissione Europea è una risposta inadeguata all’elevata velocità con cui questi ecosistemi vengono distrutti – afferma Anke Schulmeister-Oldenhove, dell’European Policy Office del WWF -. Ciò è particolarmente allarmante data la loro elevata importanza, non solo per la biodiversità ma anche per il clima”.
“In tempi di emergenza climatica e perdita accelerata di specie, la UE non può ignorare la perdita di altri ecosistemi naturali provocata dalle stesse cause della deforestazione. Questa legge è un’opportunità unica per salvarli”, aggiunge.
Praterie e savane possono trattenere due volte la quantità di carbonio delle foreste tropicali, e la distruzione delle torbiere è responsabile del 5% delle emissioni di gas serra, ovvero il doppio di quelle del traffico aereo globale.
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Ue, Mattarella “Italia guarda con fiducia al ruolo del Parlamento”
ROMA (ITALPRESS) – “In occasione della sua elezione alla Presidenza del Parlamento Europeo le giungano le più sincere congratulazioni e vivissimi auguri di successo nello svolgimento dell’alto incarico che le è stato affidato”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola.
“L’Italia guarda con immutata fiducia al ruolo centrale, insostituibile, che l’Assemblea di Strasburgo svolge nel processo di integrazione continentale – prosegue Mattarella -. Apice del dibattito politico europeo, sotto la sua guida il parlamento – ne sono certo – continuerà ad adoperarsi affinchè i più alti ideali comuni trovino concrete applicazioni al servizio dei cittadini dell’Unione. In questo spirito, e nel ricordo del compianto Presidente Sassoli, le rinnovo cordiali felicitazioni e le porgo i miei migliori auguri di buon compleanno”, conclude il capo dello Stato.
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Roberta Metsola nuova presidente dell’Europarlamento: “Onorerò Sassoli”
STRASBURGO (ITALPRESS) – La maltese Roberta Metsola è la nuova presidente del Parlamento Europeo. La candidata del Ppe è stata eletta presidente al primo turno, oggi a Strasburgo, con 458 voti. “La prima cosa che vorrei fare da Presidente – afferma – è raccogliere l’eredità lasciata da David Sassoli, era un combattente per l’Europa, per noi e per questo Parlamento, credeva nel potere dell’Europa di forgiare un nuovo percorso in questo mondo”.
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Il Parlamento europeo ricorda Sassoli, Letta “Ha lasciato un segno indelebile”
“In questi giorni in tutte le città italiane si sono moltiplicate incessantemente le manifestazioni di affetto nei confronti di David. Anche nel momento finale, David ci ha lasciato una grande eredità. Quel giorno, con quella bandiera europea, quel sentire tante lingue che si intrecciavano, abbiamo tutti sentito davvero che l’Europa non è solo direttive, istituzioni e acronimi. No. L’Europa sono innanzitutto le sue persone, le sue anime, i suoi cuori. Sì, abbracci, emozioni, sorrisi e anche lacrime. Hai lasciato un segno indelebile nella storia europea e nelle nostre vite. Porteremo avanti il tuo lavoro. Le tue battaglie continueranno ad essere le nostre battaglie”. Queste le parole del segretario del Pd, Enrico Letta, al Parlamento europeo nel corso della commemorazione di David Sassoli scomparso all’età di 65 anni lo scorso 11 giugno. Alla cerimonia, alla quale erano presenti la moglie Alessandra Vittorini e i figli Giulio e Livia, è stata presieduta dalla Presidente vicaria del Pe, Roberta Metsola, è iniziata con la proiezione del video “David Maria Sassoli, Presidente del Parlamento europeo”, un intermezzo musicale della violoncellista Anne Gastinel e l’inno europeo “Inno alla gioia” di Ludwig van Beethoven. Presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, il Presidente francese Emmanuel Macron, anche a nome della Presidenza di turno del Consiglio UE, il presidente del Consiglio, Mario Draghi. “Il sorriso, gli occhi e le parole. Il sorriso, il suo, era un dono speciale, ed è il primo pensiero che attraversa la mente di ognuno di noi pensando a David. È l’immagine che trasmette la sua forza e la sua serenità. Il suo sorriso – ha proseguito Letta – era un dono innato, ma il suo sorriso era soprattutto uno stato d’animo: Era il sorriso dell’accoglienza. Era il sorriso della comprensione. Era il sorriso della benevolenza e della coerenza. Perché il sorriso di David, prima ancora essere un dono di natura, così coinvolgente e accattivante, così capace di predisporre al positivo, era un sorriso interiore. Il sorriso di chi cerca sempre il bene che c’è in ogni incontro e in ogni persona. Quel sorriso ci ha emozionato, ci ha rassicurato e ci ha dato speranza. Non è mai venuto meno. Fino all’ultimo. Fino a quell’ultimo messaggio di Natale. Gli occhi. Quelli degli altri. Quelli che David cercava, guardava e incrociava. Quegli occhi – ha aggiunto – che raccontavano i drammi del nostro tempo. Davide aveva questo grande dono di guardare oltre, sapeva non fermarsi alle apparenze e sapeva andare alla sostanza. La parola. Quella di chi non ha voce. Tutta la sua vita è stata dedicata a dare parola a chi non ha voce. Dare speranza a chi non ne ha”. Il segretario dem ha poi evidenziato come Sassoli “sapeva guardare alla sostanza delle cose. Il suo costante impegno. la cura, il dialogo con chi è più lontano, anche culturalmente, hanno rappresentato il suo metodo politico, qualcosa che lui stesso rivendicava. E questo metodo rispecchia al meglio l’anima del progetto europeo, perché è così che è stata fatta l’Europa. David sapeva che un’Europa forte non può esistere senza democrazia e stato di diritto, perché un dialogo pacifico tra Paesi e posizioni diverse può avvenire solo all’interno di un quadro di regole democratiche. David – ha sottolineato Letta – credeva fermamente che la democrazia non potesse essere data per scontata. Bisogna combattere, difenderla. La democrazia non è un dono, ma un traguardo che va guadagnato più e più volte. Queste convinzioni erano al centro delle azioni di David come presidente di questo Parlamento”. Letta ha inoltre ricordato come durante il suo mandato “non solo ha tenuto accese le luci della democrazia europea, ma l’ha anche innovata. Lo ha fatto prendendo una scelta che ha cambiato la storia. Nel 2020, quando molte Istituzioni in tutto il mondo hanno chiuso, ha scelto di tenere aperto questo Parlamento. Oggi diamo per scontata questa scelta. Ma a quel tempo, è stata una decisione contestata, divisiva e quindi coraggiosa”. Sassoli “ha sempre lavorato per far sentire la voce dei cittadini, soprattutto quelle dei più deboli. Lo ha fatto quando si è battuto per rafforzare la dimensione sociale dell’Unione. Lo ha fatto quando ha denunciato la riluttanza dell’Europa ad assumersi i propri doveri politici nei confronti dei paesi in via di sviluppo sui vaccini. E lo ha fatto quando ha condannato gli atteggiamenti inaccettabili nei confronti di chi fugge da guerra e fame e che guarda all’Europa come a una terra di speranza”, ha concluso Letta. IL presidente del consiglio europeo, Charles Michel, ha ricordato i tratti di Sassoli: “gli ideali di giustizia sociale e solidarietà, sono state le azioni concrete che hai avanzato come le decisioni di aprire le porte di questa casa per aiutare i più sfavoriti, soprattutto le donne durante la pandemia. Hai ispirato il rispetto per la tua persona calorosa, ricca di semplicità autentica, sorridente e ferma quando una riunione lo necessitava, siamo riuniti per rendere omaggio al Presidente del Parlamento, al dirigente politico, al fiero europeo ma è all’uomo che diciamo addio”, ha sottolineato Michel. Il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, anche a nome della Presidenza di turno del Consiglio Ue ha evidenziato come Sassoli abbia “mantenuto il timone in tempo di tempesta, questa Europa gli sopravvive più forte e unita e un po’ di lui si persegue attraverso noi, attraverso questa fiamma europea che continueremo ad accendere, quella del su discorso del 16 dicembre una Europa da innovare e da proteggere. Noi guarderemo la dolcezza del suo sorriso, la determinazione del suo sguardo, questa sua forza soprattutto quando parlava di Europa e valori, e quel pudore così raro nel nostro mondo, quel pudore che era questa alleanza di rispetto nei confronti gli uni e degli altri. Il volto di un europeo di buona volontà”, ha concluso Macron.
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