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Mai più cani alle catena, giunta della Toscana approva la disposizione

FIRENZE (ITALPRESS) – Da oggi in Toscana non ci potranno più essere cani tenuti legati alla catena. La giunta regionale ha approvato in via definitiva il regolamento che lo vieta, dopo il primo sì che c’era stato lo scorso dicembre e il successivo passaggio nella commissione del Consiglio regionale preposta, che si è espressa con parere favorevole. Il divieto ha valenza immediata. Varrà tutto l’anno e non solo d’estate come è stato nel 2023, quando tenere i cani legati alla catena fu proibito con ordinanza dal presidente Giani perchè con il caldo e il pericolo di incendi gli animali rischiavano di morire (come a volte è purtroppo successo). Con l’atto si modifica ora formalmente il regolamento del 2011 che ancora, sia pur in via eccezionale e per un massimo di sei ore al giorno e catene lunghe almeno sei metri, prevedeva la possibilità di tenere un cane legato.
Il fenomeno dei cani alla catena è più diffuso di quanto si possa credere e il precedente regolamento non definiva in maniera puntuale in quali casi eccezionali un cane potesse essere tenuto in questa condizione, lasciando di fatto il tutto alla discrezionalità dei singoli. Da qui la scelta di cancellarne la possibilità e di definire in maniera più rigorosa il divieto.
La Toscana segue la strada già imboccata da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Abruzzo, Puglia e provincia di Trento. In Italia non esiste alcuna legge nazionale applicabile su tutto il territorio che vieti questa pratica. Con la modifica del regolamento, la Toscana vieta “la custodia del cane alla catena o con mezzi di contenimento similari”. E definisce in maniera precisa le eccezioni, ovvero di fronte a casi di “comprovate ragioni sanitarie o per urgenti misure di sicurezza”.
“Si tratta di una norma di civiltà: tenere un cane alla catena può avere serie conseguenze, psichiche e fisiche, per lo sviluppo degli animali” commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani. “Vietare questa pratica aiuterà ad accrescere il loro benessere” commenta l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini.

foto: Agenzia Fotogramma

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Crediti fiscali, Fedriga-Zilli “Patto con Intesa Sanpaolo da 75 mln”

TRIESTE (ITALPRESS) – “Quella messa in campo oggi tra le parti è un’operazione del valore di ben 75 milioni di euro, che potrebbe da un lato fare da apripista a livello nazionale attraverso un patto in cui saranno protagonisti pubblico e privato e, dall’altro, venire incontro alle esigenze di imprese e privati cittadini, con benefici per l’intera economia regionale. In questo modo daremo risposta al blocco che si è creato a livello nazionale, ormai da oltre un anno, sul tema dei crediti fiscali derivanti dal sistema ideato per l’utilizzo del cosiddetto Superbonus”. Lo hanno detto il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e l’assessore alle Finanze Barbara Zilli a Trieste nel corso della presentazione dell’accordo tra la Regione e Intesa Sanpaolo Spa per definire l’attività ri-cessione e successivo acquisto dei crediti fiscali da parte dell’istituto di credito. L’operazione fa seguito ad un primo passo mosso in questa direzione lo scorso 6 febbraio con la sottoscrizione allora di una lettera di intenti tra le parti.
Oltre alla Regione e all’Istituto bancario, l’operazione vede coinvolti soggetti giuridici a vario titolo facenti riferimento all’Amministrazione regionale ovvero al territorio del Friuli Venezia Giulia, disponibili all’acquisto dei crediti fiscali già nelle disponibilità della Banca. Saranno undici gli acquirenti individuati e previsti all’interno dell’accordo; si tratta di Consorzio di bonifica Pianura friulana, Consorzio di bonifica Cellina Meduna, A&t 2000 S.p.a., Trieste airport S.p.a., Net S.p.a. Cosef, Cafc S.p.a., Consorzio di bonifica Venezia giulia, Carnia industrial park – consorzio di sviluppo economico locale di Tolmezzo, Friulia S.p.a. e Ferrovie Udine Cividale Srl.
“Con questo patto pubblico-privato – ha detto Fedriga – intendiamo raggiungere un duplice obiettivo: da un lato vogliamo contribuire, nei limiti della capacità fiscale che potevamo mettere in campo, a sbloccare i crediti fiscali di imprese e persone fisiche presenti nel territorio regionale, crediti attualmente incagliati a seguito della saturazione che si è verificata a livello sistemico. Dall’altro intendiamo migliorare le condizioni di circolarità dei crediti fiscali nel nostro territorio, con indubbio beneficio per l’intera economia regionale. E’ questa un’operazione maturata dopo un costruttivo e proficuo confronto con l’istituto di credito, insieme al quale siamo riusciti a dar vita ad un intervento tra i primi in Italia nel suo genere che andrà a beneficio della collettività regionale”.
“L’operazione – ha spiegato l’assessore Zilli nel corso della conferenza stampa – prevede che Intesa Sanpaolo Spa stipuli singoli contratti con gli undici soggetti giuridici individuati, ai quali cederà crediti fiscali già nella sua disponibilità. A seguito di questo passaggio, che consente di liberare spazi nel cassetto fiscale dell’istituto di credito, quest’ultimo si impegna ad acquistare, a sua volta, ulteriori crediti fiscali da due categorie di soggetti; nel primo caso si tratta di imprese aventi sede legale e operativa nel territorio regionale, con riferimento a crediti già in loro disponibilità e relativi a opere dalle stesse eseguite su unità immobiliari di proprietà di terzi mediante il cosiddetto “sconto in fattura”. La banca inoltre potrà acquisire anche i crediti fiscali attualmente in disponibilità, per interventi già realizzati, da persone fisiche residenti in regione, proprietarie di immobili situati in Friuli Venezia Giulia, che hanno sostenuto direttamente i costi delle opere da cui traggono i crediti, con particolare attenzione alle prime case”.
“Ancora una volta – ha concluso Zilli – la Regione si è messa al fianco delle imprese e dei suoi cittadini per trovare una, seppur parziale, risposta alla situazione di blocco che si è creata a livello nazionale, ormai da oltre un anno, sul tema dei crediti fiscali derivanti dal sistema ideato per l’utilizzo del cosiddetto Superbonus. E’ questo un segno di attenzione e di ascolto dell’amministrazione alle richieste provenienti da chi vive e opera in questa regione”. Per Francesca Nieddu, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo, l’accordo odierno rappresenta una efficace collaborazione che individua soluzioni attente ai bisogni delle persone e compatibili alla normativa vigente.
Intesa Sanpaolo si è da subito adoperata con impegno nel supportare imprese e famiglie in tutte le fasi di applicazione delle agevolazioni connesse ai lavori di efficientamento energetico e consolidamento degli immobili, attivando piattaforme, competenze e risorse finanziarie, con una particolare attenzione a favore delle riqualificazioni immobiliari da destinare a finalità sociali.

foto: ufficio stampa regione Friuli Venezia Giulia

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Presidente FVG Fedriga riceve il console di Romania Lovin

TRIESTE (ITALPRESS) – Il governatore Massimiliano Fedriga ha ricevuto oggi a Trieste nel Palazzo della Regione la console generale di Romania Adina Lovin. L’ottima integrazione in Friuli Venezia Giulia della comunità romena, che conta più di 25mila persone, e le prospettive di collaborazione economica sono al state al centro dell’amichevole colloquio. La console ha apprezzato il protagonismo internazionale della Regione, mentre da parte sua il governatore si è detto pronto a valorizzare tutte le opportunità che possano essere colte per avvicinare ulteriormente Friuli Venezia Giulia e Romania, anche sfruttando le occasioni di attrazione d’impresa su cui il territorio regionale è molto impegnato dal punto di vista della promozione.

foto: ufficio stampa regione Friuli Venezia Giulia

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L’Aquila è la Capitale italiana della Cultura 2026

ROMA (ITALPRESS) – L’Aquila è la Capitale italiana della Cultura 2026. A proclamarla è stato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, oggi a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero, alla presenza dei rappresentanti delle 10 città finaliste: Agnone (Isernia), Alba (Cuneo), Gaeta (Latina), L’Aquila, Latina, Lucera (Foggia), Maratea (Potenza), Rimini e Treviso, Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena). In collegamento video Matteo Ricci, sindaco di Pesaro Capitale italiana della Cultura in carica, e Francesco Miccichè sindaco di Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025.
La città vincitrice, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà valorizzare, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.
“Tutte le città che hanno partecipato alla competizione dovrebbero essere Capitali della Cultura, e personalmente vorrei che fossero tutte premiate per la loro bellezza. L’Italia ha una grande ricchezza e tantissimi luoghi che meritano un viaggio. Mi congratulo con la città dell’Aquila che nel 2026 rappresenterà al meglio la nostra Nazione, e accolgo pienamente l’idea di trovare sin da ora, per il prossimo bando, le risorse necessarie per premiare tutte le città finaliste in modo da far vivere questi progetti a lungo”, ha dichiarato Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura.
Queste le motivazioni della giuria, presieduta da Davide Maria Desario, al termine della procedura di selezione.
“Il dossier propone un modello di valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale, artistico e naturale. Mira al recupero dell’identità, puntando sulla cultura intesa come volano per la crescita e come elemento fondante di una comunità. Il progetto coinvolge un numero rilevante di realtà, creando un forte collante con i territori circostanti. Il budget previsto è coerente con gli obiettivi. La strategia di spesa indicata è destinata ad avere un importante effetto moltiplicatore. Il palinsesto degli eventi e delle iniziative si sviluppa per l’intero anno e copre tutto il panorama dell’espressione artistica e culturale: cinema, teatro, musica, arti visive. Apprezzata l’attenzione ai giovani che non saranno solo fruitori ma attori. Il progetto adempie agli indicatori del bando, con una buona integrazione tra pubblico e privato. Molto apprezzata la centralità e il coinvolgimento del sistema museale, bibliotecario e universitario. Il giudizio è eccellente”.
L’Aquila Città Multiverso è un ambizioso programma di sperimentazione artistica per la creazione di un modello di rilancio socioeconomico territoriale a base culturale capace di proiettarla verso il futuro seguendo i 4 assi della Nuova Agenda Europea della Cultura: coesione sociale, salute pubblica benessere, creatività e innovazione, sostenibilità socio-ambientale.
Immaginare L’Aquila come una città multiverso significa vederla come una realtà complessa in cui convivono e interagiscono molteplici dimensioni parallele, una città che apre possibilità inesplorate di creatività artistica e rigenerazione urbana, proprio grazie alla coesistenza dialogante di molteplici dimensioni spazio-temporali e culturali. L’Aquila Città Multiverso potrà così costituire un modello replicabile di sviluppo sostenibile anche per Rieti e per le Aree Interne italiane ed europee. Un modello che ambisca a rimodulare con intelligenza il rapporto tra il centro urbano e una costellazione di piccoli centri dalla forte identità sociale e culturale. Un territorio, in tal senso, ancora vitale e capace di immaginare un progetto di futuro, ma che ha bisogno di una spinta decisiva per aprire un nuovo, vero ciclo generativo.
I 5 filoni Multiculturalità, Multidisciplinarietà, Multitemporalità, Multiriproducibilità e Multinaturalità esploreranno, attraverso un ricco programma di iniziative, la complessità e la ricchezza culturale e ambientale che caratterizza L’Aquila, Rieti e i borghi circostanti. Gli eventi diffusi, oltre a creare un ecosistema favorevole alla creatività, genereranno benefici in termini di inclusione sociale e benessere psico-fisico.
Le nuove produzioni artistiche, l’accrescimento e lo scambio di competenze diffuse, gli spazi rigenerati per la realizzazione delle molteplici iniziative contribuiranno a costruire un’eredità duratura per il presente e il futuro di questo territorio ricco di risorse e potenzialità ancora inespresse. L’Aquila Città Multiverso sarà l’inizio di questo viaggio.
Sono 16 le città che hanno presentato il dossier di candidatura al Ministero della Cultura. A dicembre 2023 sono stati resi noti i nomi delle 10 città finaliste. Le singole delegazioni hanno successivamente presentato alla giuria i progetti elaborati nel corso di audizioni pubbliche, che si sono svolte il 4 e il 5 marzo scorsi nella Sala Spadolini del MiC. Le città finaliste hanno presentato i seguenti dossier: Alba, “Vivere è cominciare. Langhe e Roero, un’altra storia”; Gaeta, “Blu, il Clima della cultura”; L’Aquila, “L’Aquila. Città Multiverso”; Latina, “Latina bonum facere”; Lucera, “Lucera 2026: Crocevia di Popoli e Culture”; Maratea, “Maratea 2026. Il futuro parte da un viaggio millenario”; Rimini, “Vieni oltre. Il futuro qui e ora”; Treviso, “I sensi della Cultura”; Unione dei Comuni Valdichiana Senese, “Valdichiana 2026, seme d’Italia”.
Anche in questa edizione di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2026, è in programma la terza edizione di “Cantiere Città”, l’iniziativa di capacity building che il Ministero della Cultura e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali propongono alle città finaliste di “Capitale italiana della cultura” per valorizzare e promuovere i progetti ideati dalle città concorrenti in fase di candidatura, per non disperdere le idee formulate, le relazioni avviate, le persone coinvolte. Un percorso di consolidamento delle capacità progettuali e di accompagnamento specifico per dare un futuro alle proposte elaborate, favorendo la nascita di nuove reti e individuando soluzioni progettuali che ne favoriscano la sostenibilità. Iniziativa che conferma il ruolo cruciale della formazione sia per la crescita del settore culturale che per lo sviluppo sociale ed economico delle città.
La storia del titolo Capitale italiana della Cultura
Istituto nel 2014, il riconoscimento di Capitale italiana della cultura è stato fin qui detenuto nel 2015 dalle città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena, che hanno condiviso l’esperienza nell’edizione d’esordio che ha attribuito il titolo alle finaliste del titolo di capitale europea della cultura vinto da Matera per il 2019. Successivamente è stato attribuito a Mantova (2016), Pistoia (2017), Palermo (2018), Parma per il 2020, poi esteso anche al 2021 a causa dell’emergenza sanitaria, e Procida (2022). Per il 2023 Bergamo e Brescia hanno condiviso il titolo di Capitale italiana della Cultura, una scelta del Parlamento a favore dei territori duramente colpiti dalla prima fase emergenziale della pandemia da Covid-19. L’attuale Capitale è Pesaro (2024), mentre la città già designata per il 2025 è Agrigento.
-foto ufficio stampa Mic-
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FSC, Giani “Opere per tutti i territori, è la Toscana diffusa”

FIRENZE (ITALPRESS) – Strade, sanità, difesa del suolo, cultura, sport. L’accordo per la Coesione tra Governo e Regione Toscana, sottoscritto oggi in palazzo Strozzi Sacrati tra il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, completa con ulteriori 531 milioni, l’assegnazione alla Toscana del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc) per il periodo 2021/2027. I 531 milioni si aggiungono ai 151 già assegnati in anticipazione nel 2021 e nel 2023, per un totale di oltre 680. Giani, illustrando a tratti ampi i tanti interventi fatti e quelli in arrivo, precisa che “la logica è quella della Toscana diffusa, quella dei piccoli centri. Il Fondo è articolato per dare opere di sostanza in tutti i territori, ben al di fuori delle grandi città. Ci sono numerosissime opere di investimento per la difesa del suolo”.
Il presidente della Toscana parla davanti alla platea della sala Pegaso, affollata di autorità, esponenti politici, amministratori pubblici. In prima fila il premier Giorgia Meloni, il ministro Raffaele Fitto con il quale, ricorda Giani, sono stati mesi di grande collaborazione. La logica degli interventi sul territorio, di prevenzione e tutela, si sposa con “l’accorato appello” per avere risorse destinate al ristoro per i danni prodotti dall’alluvione del 2 e 3 novembre scorsi, che ha prodotto 2,7 miliardi di danni: “Per dare risposte in termini concreti ai bisogni dei cittadini”. “Questa – ribadisce a più riprese il presidente – rimane la nostra priorità”. Da ieri infatti stanno arrivando i bonifici dalla Regione, “25 milioni divisi tra poco più di 10 mila famiglie”, ricorda Giani.
L’anticipazione dei fondi Fsc con la delibera CIPESS 79/2021 aveva assegnato 110,9 milioni destinati in misura prevalente a interventi di edilizia scolastica e di difesa del suolo. Con la delibera CIPESS 17/2023 erano stati poi assegnati 41 milioni per l’intervento di messa in sicurezza operativa e bonifica della falda e del suolo dell’area di Piombino, che vanno ad aggiungersi ai 47 già assegnati a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione del ciclo di programmazione 2014/2020. Ora, gli interventi finanziati con l’ulteriore assegnazione di 531 milioni, porteranno a investimenti in opere pubbliche. Soggetti attuatori saranno prevalentemente gli enti locali della Toscana oltre alla stessa Regione ed enti e agenzie regionali. Una parte di questi fondi Fsc, per circa 102 milioni, sarà destinata a cofinanziare i programmi comunitari, in particolare Fesr 21/27, liberando corrispondenti fondi di natura corrente da poter dedicare alla sanità: “anche con l’obiettivo – precisa Giani – di arrivare a ridimensionare l’aumento Irpef”.
L’altro intervento ‘pesantè, di oltre 100 milioni, è sulle strade. Si completano i tre assi della tranvia sull’area metropolitana. L’intervento su Sesto Fiorentino ha un valore strategico: a Castello, l’intersezione con la tratta ferroviaria Lucca, Pistoia, Prato, permette l’accesso diretto al centro direzionale di Novoli senza bisogno di passare da Santa Maria Novella. Il secondo intervento di grande rilevanza è quello del Cipressino, ovvero 65 milioni che consentiranno da Paganico, sulla superstrada Siena-Grosseto, di collegare l’Amiata e quindi rendere più vicine a tutta la Toscana le arre interne del monte. Ci sono poi i tre interventi nella Valdinievole, per più di 30 milioni, nella Piana – a Campi Signa e Lastra a Signa – e la tangenziale di Cortona.

foto: Agenzia Fotogramma

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Fedriga “Italia mercato vantaggioso per investitori immobiliari esteri”

CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – “L’Italia in questo momento rappresenta una straordinaria opportunità per un investitore internazionale interessato al mercato immobiliare. Questo anche in virtù dei prezzi ancora vantaggiosi rispetto ad altri Paesi europei. In questo quadro, il PortoVivo di Trieste con i suoi 65 ettari di riqualificazione urbana è un progetto fortemente attrattivo e che merita una vetrina come questa del Mipim, in un’ottica di sviluppo e crescita economica del territorio”. Lo ha detto a Cannes il governatore Massimiliano Fedriga che ha inaugurato, anche in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, il Padiglione Italia al Mipim (la più importante fiera internazionale dell’immobiliare) alla presenza, tra gli altri, dell’amministratore delegato di Rx France (la società organizzatrice del Mipim) Michel Filzi, il direttore dell’ufficio di Parigi dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ici) Luigi Ferrelli, l’assessore del Comune di Trieste delegato al Project Financing al Porto Vecchio-Porto Vivo Everest Bertoli, il console generale d’Italia a Nizza Emilio Lolli e la direttrice generale dell’Agenzia regionale Lavoro&SviluppoImpresa Lydia Vernì.
Come ha spiegato il massimo rappresentante della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, proprio questo presentarsi assieme come sistema Paese valorizza le diversità delle regioni italiane.
Una strategia che verrà riproposta all’Expo 2025, con l’obiettivo di richiamare investimenti importanti i quali, con i fondi del Pnrr, potranno alimentare lo sviluppo del Paese. Sempre in relazione agli investimenti internazionali, Fedriga ha ricordato come in Friuli Venezia Giulia , in questi ultimi tre anni, quelli provenienti dagli Stati Uniti siano aumentati di 37 milioni di euro. Un segno positivo che si registra anche per gli investimenti tedeschi e austriaci. “In questo scenario – ha aggiunto il governatore – PortoVivo assume il ruolo di uno dei più importanti progetti italiani di rigenerazione urbana all’interno di un centro cittadino. Per questo, con gli investimenti regionali e il protagonismo del Comune, potremo creare un’occasione importante non solo per il Friuli Venezia Giulia ma anche per tutto il Paese”.
Da parte sua, infine, Michel Filzi, a.d. di Rx France, ha sottolineato di essere rimasto sorpreso in maniera estremamente positiva “da questo ambizioso progetto del PortoVivo di Trieste che mi è stato illustrato dal presidente Fedriga. Per l’organizzazione del Mipim ospitare questa idea di rigenerazione urbana rientra nello spirito della Fiera, in quanto uno dei nostri obiettivi – che la rende così attrattiva – è quello di offrire un’opportunità di incontro tra enti pubblici e privati provenienti da 90 paesi da tutto il mondo”.

foto: ufficio stampa regione Friuli Venezia Giulia

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Abruzzo, Marsilio si conferma presidente “È una pagina di storia” VIDEO

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PESCARA (ITALPRESS) – Marco Marsilio si riconferma presidente della Regione Abruzzo. Il candidato del centrodestra ha la meglio su Luciano D’Amico del campo largo, con un vantaggio di 7 punti percentuali: 53,50, contro 46.50, e cresce a quasi di 10 considerando le liste: 54,67% contro 45,33%. Questi i risultati delle liste: Fratelli d’Italia 24,10%, Forza Italia 13,44%, Lega 7,56%, Marsilio Presidente 5,72%, Noi Moderati 2,68%, Udc-Dc 1,17%; Partito Democratico 20,29%, Abruzzo Insieme 7,66%, Movimento 5 Stelle 7,01%, Azione-D’Amico 4%, Alleanza Verdi-Sinistra 3,57%, D’Amico Presidente – Riformisti Civici 2,81%.
“Venerdì avevo detto due cose: che l’unica sarda che questa sera avrebbe festeggiato sarebbe stata mia moglie e che massimo alle due mandavamo tutti a dormire con 10 punti di vantaggio”, ha detto Marsilio, aprendo il suo breve discorso dal suo comitato elettorale a Pescara, dove è stato accolto dai cori “Un presidente, c’è solo un presidente” dei suoi sostenitori.
“Qualcuno ci ha sottovalutato e a mezzanotte ancora raccontava di un testa a testa che non è mai esistito, se non nei sogni di chi ha provato a raccontare un altro Abruzzo, non quello che hanno scelto gli elettori – ha aggiunto -. Il popolo abruzzese ha scelto di conferirmi l’onore di guidare la Regione per altri 5 anni, mai nei 30 anni precedenti una amministrazione uscente era stata confermata per il secondo mandato. È stata scritta una pagina di storia ed è stato abbattuto un altro muro”.
“Abbiamo chiesto altri 5 anni per continuare a crescere e completare l’opera di rilancio, ricostruzione e valorizzazione che stiamo mettendo in campo – ha detto ancora Marsilio -. Esprimo il mio più profondo ringraziamento al popolo abruzzese per questo immenso privilegio che mi concede. Questa è la missione della mia vita: restituire alla terra dei miei padri la forza, la dignità, il ruolo che merita, per dare alla sua gente tenace e laboriosa e soprattutto ai suoi figli la speranza di un futuro migliore. Il mio impegno per essere all’altezza della fiducia e delle aspettative e dell’amore che mi è stato dimostrato sarà ancora più intenso. Il popolo abruzzese vuole guardare al futuro e ha dimostrato di non avere nessuna nostalgia di un triste passato che si è gettato alle spalle già 5 anni fa. Il campo largo non è il futuro dell’Abruzzo perché era il suo triste passato, e il campo largo non sarà il futuro dell’Italia”, ha concluso, prima di rivolgersi così, scherzosamente, ai suoi sostenitori: “Possiamo andà a ballà”.
Secondo i dati del ministero dell’Interno, si è recato alle urne il 52,2% degli aventi diritto. L’affluenza è in calo rispetto al 53,11% del 2019. Hanno votato in totale 630.686 elettori.
Questa la percentuale di affluenza al voto provincia per provincia (tra parentesi le percentuali relative alle precedenti elezioni regionali): Chieti 48,46% (50,19%); L’Aquila 55,40%(54,71%); Pescara 53,33% (54,77%); Teramo 53,04% (53,85%).

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Accordo di coesione, assegnati all’Umbria 210 milioni

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PERUGIA (ITALPRESS) – La presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, hanno sottoscritto stamani a Bastia Umbria l’Accordo per la coesione che assegna all’Umbria le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il ciclo di programmazione 2021-2027 per un importo totale di 210,496 mln di euro, dei quali 61 milioni di cofinanziamento regionale. Era presente anche il ministro per la Coesione, Raffaele Fitto. “La Regione Umbria ha vissuto un mandato estremamente complesso, condizionato dall’emergenza sanitaria, – ha detto la presidente Donatella Tesei- Nonostante tutto, siamo riusciti ad affrontare sia l’emergenza pandemica, che a dare sostegno alle famiglie e alle aziende. E voglio anche ringraziare proprio le imprese per il grande sforzo che hanno fatto in questo periodo di crisi, perché senza imprese non c’è economia e non c’è lavoro. Ringrazio il governo del Presidente Meloni – ha proseguito- per le politiche messe in campo che sono indirizzate allo sviluppo delle imprese, così come stiamo facendo anche io noi in regione”.

“L’accordo di oggi – afferma la presidente Tesei- ci permette di investire fortemente in Umbria, ammodernando, riqualificando e rilanciando la nostra Regione anche per riuscire ad attrarre e trattenere i giovani. In questo contesto, i grandi interventi saranno determinati per migliorare la competitività dell’Umbria anche con una proficua interlocuzione col governo che porteremo avanti con una grande attenzione alle infrastrutture che sono fondamentali per il nostro territorio e sulle quali continueremo a investire”. Le risorse del Fsc per oltre 149 milioni di euro sono finalizzate, in coerenza con gli altri fondi già attivi sul territorio relativi alla programmazione comunitaria Fesr e Fse plus e alle politiche di investimento del Pnrr, alla realizzazione di un programma unitario di 23 interventi strategici e rilevanti per lo sviluppo infrastrutturale, economico e sociale del territorio dell’Umbria. Trasporti e mobilità, rilancio e potenziamento dei territori, ricerca e promozione dell’innovazione tecnologica, sociale e salute, capacità amministrativa sono i settori di intervento. In particolare per il settore dei “trasporti e della mobilità”, le risorse, per circa 46 mln di euro, sono destinate al potenziamento delle reti e dei sistemi di trasporto pubblico. Sono previsti la realizzazione e il completamento della rete viaria, dei sistemi di trasporto automatizzato sostenibili, l’ammodernamento tecnologico dei servizi ferroviari.
Per quanto riguarda il “rilancio e il potenziamento dei territori” (circa 71 mln di euro), si pone particolare attenzione alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, alla riqualificazione e ammodernamento degli spazi pubblici a servizio della collettività, all’efficientamento energetico di edifici pubblici con la realizzazione di impianti da fonti energetiche rinnovabili, alla valorizzazione integrata delle eccellenze territoriali. Nell’ambito del settore “ricerca e promozione dell’innovazione tecnologica” (15 mln di euro) è previsto il finanziamento di strutture dedicate alla ricerca e all’accrescimento delle competenze per ricerca, innovazione e transizione industriale.

Per quanto concerne l’area del “sociale e salute”, con la previsione di un importante investimento (12 mln di euro), gli interventi sono finalizzati alla ristrutturazione e all’allestimento di spazi da destinare all’erogazione di servizi sanitari di prossimità e garantire più adeguati standard e livelli di servizio. All’interno dell’Accordo per la Coesione, 61 milioni di euro sono destinati al cofinanziamento dei Programmi comunitari regionali 2021-2027 che sostengono lo sviluppo sostenibile, l’innovazione, la coesione e l’inclusione sociale. Il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) è, congiuntamente ai Fondi strutturali europei, lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali in attuazione dell’articolo 119, comma 5, della Costituzione italiana e dell’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

foto: ufficio stampa regione Umbria

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