Home Regioni Pagina 43

Regioni

Imbrattate le colonne del Corridoio Vasariano a Firenze

FIRENZE (ITALPRESS) – Ignoti hanno imbrattato nelle scorse ore con scritte in nero le colonne del Corridoio Vasariano a Firenze. A darne notizia il sindaco Dario Nardella: “Stamattina ci siamo svegliati con questo vergognoso gesto vandalico sulle colonne del Corridoio Vasariano. Abbiamo immediatamente avviato un’indagine con la polizia municipale. Useremo tutte le telecamere e gli strumenti disponibili per individuare questi individui spregevoli per punirli adeguatamente. Abbiamo avvisato la Soprintendenza e abbiamo parlato con la direzione degli Uffizi che ringraziamo perchè ci hanno assicurato che interverranno tempestivamente per la rimozione e la pulizia. Chi danneggia il patrimonio culturale commette un reato gravissimo. Alia (la società che gestisce i servizi ambientali a Firenze, ndr) è mobilitata per fare tutti rilievi necessari e per eventuali esigenze di interventi”, ha concluso il sindaco.
Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano sottolinea:
“L’imbrattamento delle colonne del Corridoio Vasariano a Firenze è un altro atto di vandalismo gravissimo perchè colpisce uno dei luoghi simbolo del patrimonio nazionale. I responsabili vanno immediatamente individuati e sanzionati. Occorre che costoro capiscano che anche un piccolo graffio sarà d’ora in poi perseguito. Ho immediatamente telefonato al direttore degli Uffizi Eike Schmidt per avere una descrizione dettagliata dei danni. Bisogna capire una volta per tutte che questi gesti arrecano sempre un danno economico”.”Ci siamo immediatamente mossi promuovendo una norma che punta a far pagare ai responsabili di questi gesti gli ingenti costi degli interventi di ripristino. Il ddl varato dal governo è già stato approvato in Senato, dopo la pausa estiva contiamo di arrivare al via libera definitivo con l’ok della Camera”, aggiunge.
“La novità è nel fatto che la sanzione pecuniaria verrà comminata dai prefetti. Saranno sanzioni rapidissime. Quelle penali, invece, restano riservate all’autonoma valutazione della magistratura. Il Ministero, intanto, si sta costituendo parte civile in vari processi contro gli eco-vandali”, conclude Sangiuliano.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, condanna
“senza mezzi termini l’imbrattamento dei pilastri del Corridoio Vasariano avvenuto ieri notte. Dalla scoperta del detestabile atto all’alba, i Carabinieri sono al lavoro ad analizzare le videoregistrazioni e a seguire i vari indizi collegati. Chiaramente non si tratta del ghiribizzo di un ubriaco ma di un atto premeditato, e ricordo che per casi di questo genere negli Stati Uniti è previsto il carcere fino a cinque anni. Basta con le punizioni simboliche e con attenuanti fantasiose! Qui ci vuole il pugno duro della legge!”.
– Foto ufficio Stampa delle Gallerie degli Uffizi-
(ITALPRESS).

Incendio all’isola d’Elba, 700 gli evacuati

0

FIRENZE (ITALPRESS) – Sono circa 700 gli evacuati a causa dell’incendio di scoppiato ieri sera nei boschi in località San Felo, nel comune di Rio nell’Elba, in provincia di Livorno. 150 sono stati ospitati nelle strutture del Comune, i restanti hanno trovato una sistemazione autonoma e tutti dovrebbero rientrare entro stasera nei rispettivi alloggi, considerato che l’incendio attualmente è in fase di contenimento.
Tutto è iniziato alle 21 di lunedì sera quando numerose segnalazioni di fiamme attive sono giunte alla Sala operativa regionale. A causa del vento presente in zona il fronte del fuoco si è rapidamente esteso minacciando un’abitazione che è stata subito presidiata dai Vigili del fuoco. Sono state prontamente inviate sul posto 12 squadre di volontariato Antincendio boschivo e di operai forestali che sotto il coordinamento di due direttori operazioni hanno cercato di contenere il rogo.
Sono state precauzionalmente evacuate, inoltre, altre abitazioni e un campeggio che rischiavano di essere minacciate dalle fiamme. Stamattina la situazione è in miglioramento. Il lavoro delle squadre a terra durante la notte ha contribuito a contenere il fronte.
Attualmente stanno stanno lanciando acqua sul fronte del fuoco, ancora attivo, due elicotteri regionali e due Canadair della flotta nazionale. Altre 14 squadre CVT sono arrivate stamattina con i traghetti e si stanno disponendo lungo il perimetro per completare lo spegnimento e bonificare la parte già spenta.
La stima della superficie bruciata è di circa 14 ettari, con il coinvolgimento di almeno tre abitazioni.
Si ricorda che è in vigore il divieto assoluto di abbruciamenti.
-foto ufficio stampa Regione Toscana –
(ITALPRESS).

Bini “Favorire un’interlocuzione diretta tra Europa e Regioni”

RIMINI (ITALPRESS) – “L’esperienza del Friuli Venezia Giulia dimostra l’importanza delle Regioni come istituzione e la loro capacità di intervenire direttamente, rapidamente e concretamente a sostegno di imprese e famiglie. Il momento è propizio per una svolta in senso autonomista, che non è sinonimo di conflittualità tra le diverse Regioni, bensì di un’opportunità per sfruttare al meglio le potenzialità di ognuna. Conferire maggiore autonomia decisionale alle Regioni aiuterebbe senza dubbio a rispondere più efficientemente alle esigenze dei cittadini”. Sono i concetti espressi al Meeting di Rimini dall’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, che ha partecipato alla tavola rotonda “Europa degli Stati o Europa delle Regioni?”. L’assessore ha dialogato con il governatore dell’Umbria, Donatella Tesei, con il vicegovernatore della Provincia Autonoma di Trento, Mario Tonina, e con il vicepresidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli Ets, Andrea Simoncini, sul ruolo delle Regioni nel panorama delle istituzioni e sull’importanza di una piena sinergia tra l’Europa e i territori locali per lo sviluppo dell’economia.
“Il coordinamento svolto dallo Stato è fondamentale – ha osservato Bini -, ma non dobbiamo dimenticare che le Regioni dispongono degli strumenti, delle competenze e dell’autorità per essere attori di livello nel panorama europeo. Credo che su questo livello si giochino non solo il successo dell’autonomia differenziata, ma anche quello del progetto di integrazione europea: far emergere le peculiarità e la vocazione dei singoli territori senza metterli in competizione tra loro, ma armonizzandoli per garantire una crescita duratura”.
Secondo l’assessore, “l’evoluzione geopolitica in atto rende necessario un cambiamento nel sistema Europa affinchè questo non diventi sempre più marginale di fronte alle nuove potenze. E’ opportuno favorire un’interlocuzione diretta tra Europa e Regioni e promuovere l’idea che una corretta e virtuosa coesistenza del livello europeo con quello locale è possibile: anzi, solo quando questa cooperazione si compie il progetto europeo e quello regionalista possono dirsi vincenti”.

– Foto: Ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia –

(ITALPRESS).

Il Friuli Venezia Giulia ha il parco autobus più giovane d’Italia

0

LIGNANO SABBIADORO (UDINE) (ITALPRESS) – Il trasporto pubblico locale del Friuli Venezia Giulia è all’avanguardia in Italia grazie a un parco mezzi che ha la minor anzianità media (circa 7,5 anni) del Belpaese, continui investimenti verso la transizione ecologica, nella sicurezzadegli autisti e dei passeggeri, nell’information tecnology per semplificare l’utilizzo del mezzo pubblico ai cittadini e nelle ricerca di forme innovative di trasporto pubblico locale come quelle via mare o quella dell’autobus a chiamata per le piccole frazioni di montagna, che stanno riscontrando grande successo. Sono le indicazioni emerse dal secondo incontro “Economia sotto l’ombrellone” 2023, svoltosi a Lignano Pineta sul tema “Presente e futuro del trasporto pubblico locale” che ha visto la partecipazione del direttore d’esercizio di Arriva Udine, Emilio Coradazzo e del direttore generale di Apt Gorizia, Luca Di Benedetto, moderati dal giornalista Carlo Tomaso Parmegiani, oltre che di un folto pubblico nel quale erano presenti il consigliere regionale, Mauro Di Bert e il sindaco di Latisana, Lanfranco Sette.
«Il trasporto pubblico in questa regione – ha spiegato Luca Di Benedetto – è gestito dal Consorzio Tpl Fvg che raggruppa oltre alle nostre due aziende, l’Atap di Pordenone e TriesteTrasporti, grazie a contratto di servizio attivo con la Regione dal giugno 2020 (sottoscritto a novembre 2019) e che durerà dieci anni, più eventuali cinque di proroga, e che ci impone, fra le altre cose, di implementare determinati servizi a favore dell’utenza. Inoltre, le nostre aziende, come tutte le altre aziende di trasporto pubblico italiane, si trovano davanti alle sfide imposte dalle normative europee e nazionali che mirano a un forte incremento dell’utilizzo dei mezzi pubblici, al rinnovamento degli stessi nell’ottica della transizione ecologica e del miglioramento della sicurezza e dell’efficienza. Proprio queste sfide – ha continuato il direttore generale di Apt Gorizia – stanno vedendo tutte le quattro aziende regionali con piani di rinnovamento che puntano sia a un’implementazione di nuove linee e di nuovi servizi, sia a un ulteriore ammodernamento dei mezzi che porterà prossimamente a un’età media degli autobus e delle corriere operative in regione a meno di 7 anni. Il tutto anche nel tentativo di adeguarsi anche ai cambiamenti sociali che stanno vedendo un crescente interesse delle giovani generazioni verso l’utilizzo dei mezzi pubblici non solo per andare a scuola, ma come mezzo privilegiato di spostamento, tant’è che ormai nelle grandi città ci sono sempre più giovani che non prendono nemmeno la patente».
«Arriva Udine durante il periodo scolastico – ha sottolineato Emilio Coradazzo – effettua circa 3.300 corse quotidiane, trasporta circa 45 mila passeggeri al giorno e l’utenza è composta al 70 per cento da studenti (serviamo 13 poli scolastici da Lignano fino a Tarvisio), un 15 per cento è composto da operai (con un piccolo aumento post pandemia), il resto da utenza varia e più occasionale. Nel periodo estivo, invece, le corse sono circa 2.200 al giorno con una media giornaliera di 25mila persone trasportate e gli spostamenti sono prevalentemente verso i luoghi di villeggiatura e verso le città balneari con – ha aggiunto il direttore d’esercizio di Arriva Udine e lignanese doc – soprattutto molta richiesta di trasporto per e da Lignano e all’interno di Lignano stessa. A Lignano, in particolare, iniziamo con un servizio urbano a fine maggio con due linee fra Pineta e Riviera e fra Pineta e il Parco Zoo che a luglio-agosto è integrato con le corse dalle 22 alle 5 del mattino per servire le discoteche cittadine. C’è, poi, una corsa ogni ora da e per Udine fra le 5.30 e le 21.00. In generale, va detto, – ha concluso Coradazzo – che il contratto di servizio è partito in piena pandemia e ancora oggi stiamo lentamente recuperando una parte di utenza che non prendeva più il mezzo pubblico perché impaurita dai rischi di contagio».
I due relatori si sono poi concentrati sui servizi marittimi (con possibilità di biciclette al seguito) che durante il periodo estivo stanno via via aumentando e sono sempre più apprezzati da cittadinanza e turisti. In particolare, Coradazzo ha ricordato «collegamenti marittimi fra Lignano e Marano Lagunare (che recentemente ha fatto segnare il record di 1400 persone trasportate in un giorno) e fra Lignano e Bibione (passo barca) che ha già raggiunto quest’anno le 80mila persone trasportate e, quindi, a fine stagione supererà le 90mila dello scorso anno». Di Benedetto ha, invece, sottolineato la storica e assai utilizzata linea Trieste-Grado che porta i turisti dell’Isola del Sole a scoprire il capoluogo regionale e i triestini a scoprire Grado e la sua laguna. «Da quest’anno, poi – ha aggiunto -, abbiamo attivato la linea Aquileia-Grado che con un’ora di percorso in mezzo alla splendida laguna, porta i villeggianti di Grado a scoprire le meraviglie di Aquileia che vanta il secondo sito archeologico italiano per dimensione e la magnifica Basilica e soprattutto turisti di Aquileia alla scoperta di Grado. Una linea che fin dai primi giorni ha fatto registrare un grande successo e che, quindi, confermeremo anche in futuro».
In un territorio complesso con tante piccole frazioni di pochi abitanti sparsi sulle montagne e le colline, sia Arriva Udine, sia Apt Gorizia stanno cercando di trovare sistemi per servire al meglio tutta la cittadinanza e in tal senso l’ultima novità sono le cosiddette “corse a chiamata” che svolgono una sorta di servizio “taxi” per alcune delle zone più isolate e che, pur con qualche difficoltà, stanno riscontrando un buon gradimento dalla cittadinanza.
Apt Gorizia, da molti anni, poi, cura anche la linea “internazionale” con l’autobus urbano fra la stazione di Gorizia e la stazione della città slovena gemella Nuova Gorica e si sta preparando all’afflusso imponente di turisti che arriveranno nel 2025 a Gorizia-Nuova Gorica che sono state dichiarate Capitale europea della Cultura, con allo studio collegamenti fra i siti principali di entrambe le città che saranno serviti da 6 mezzi elettrici che sono già stati ordinati. In tema di elettrificazione dei mezzi, Di Benedetto, ha detto che prossimamente anche il trasporto pubblico interno a Grado sarà completamente elettrificato.

– foto ufficio stampa “Economia sotto l’ombrellone” 2023 (da sinistra: Carlo Tomaso Parmegiani, Mauro Di Bert, Lanfranco Sette, Luca Di Benedetto e Emilio Coradazzo) –

(ITALPRESS).

Morti due finanzieri durante una cordata sulle Alpi Giulie

TARVISIO (ITALPRESS) – Due finanzieri e soccorritori del Soccorso alpino sono morti mentre salivano in cordata una via sul Monte Mangart, sulle Alpi Giulie al confine tra Italia e Slovenia. La notizia è arrivata nel cuore della notte, intorno alle 2:15, con il ritrovamento dei corpi senza vita alla base della parete del Piccolo Mangart di Coritenza, dove da ieri mattina Giulio Alberto Pacchione, 28 anni di Reggio Emilia, e Lorenzo Paroni, 30 anni di Pordenone, entrambi finanzieri a Tarvisio, stavano risalendo la via Piussi, una via di sesto grado che percorre il verticale pilastro Nord. I due erano in attività ufficiale di addestramento come finanzieri ed erano attesi in caserma in serata. Trattasi dunque a tutti gli effetti di incidente in servizio e in quanto tale è al vaglio della Procura di Udine. L’allarme è scattato tardi in quanto era nota la difficoltà della via, che richiede tempo e impegno, ed erano altrettanto note le altissime capacità dei due alpinisti.
Entrambi facevano parte anche della stazione di Cave del Predil del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Le dinamiche dell’incidente sono al vaglio degli inquirenti, ma secondo una prima valutazione si sarebbe trattato di una tragica fatalità, scatenata da cause oggettive e ambientali, con un probabile crollo o distacco dall’alto che ha trascinato entrambi giù.
I colleghi in caserma hanno iniziato a preoccuparsi e intorno a mezzanotte si sono portati a Fusine Laghi e poi nei pressi del Rifugio Zacchi, dove era stato parcheggiato il loro mezzo.
Una volta giunti a piedi alla base della parete c’è stata la triste scoperta. Il recupero dei corpi, ancora legati in cordata, è avvenuto questa mattina intorno alle 8:30, con l’elicottero della Protezione Civile e le salme si trovano all’obitorio di Tarvisio presso il Cimitero Plezzut, dove sono attesi i parenti.
-foto Agenzia Fotogramma-
(ITALPRESS).

Riccardi “In Friuli è chiusa la prima fase dell’emergenza maltempo”

UDINE (ITALPRESS) – “Grazie al coordinamento di tutte le forze in campo, oggi possiamo considerare esaurita la primissima fase emergenziale legata agli interventi di riparazione dei danni ai tetti causati dalle condizioni meteo avverse a partire dal 12 luglio scorso nell’area maggiormente colpita, quella del ‘craterè di Mortegliano che comprende i paesi che hanno riportato più problematiche in questa zona del Friuli”. A comunicarlo, a seguito di un vertice che si è tenuto nella sede del Municipio di Mortegliano, è l’assessore regionale con delega alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi.
“Un risultato importante che conferma la piena efficienza, organizzazione e competenza del sistema di Protezione civile del Friuli Venezia Giulia – ha continuato -, che ha coordinato gli interventi di messa in sicurezza delle coperture degli edifici danneggiati, con il fondamentale lavoro svolto dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, dai pompieri volontari e permanenti giunti a supporto dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, e dai volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico (Cnsas)”.
“C’è ancora molto lavoro da fare ma la prima fase di messa in sicurezza, in questa nuova emergenza che siamo stati chiamati ad affrontare, si può dire conclusa”, ha sottolineato Riccardi.
“I numeri sono importanti e parlano da soli, dando la misura dell’imponenza dei danni causati dagli eventi meteo avversi, susseguitisi in pochi giorni con ben 8 allerta meteo diramate dalla Protezione civile regionale: 150 gli interventi eseguiti dai vigili del fuoco volontari della Provincia autonoma di Bolzano, 173 quelli eseguiti dai Vigili del fuoco volontari della Provincia autonoma di Trento, 82 quelli eseguiti dai Vigili del fuoco permanenti della Provincia autonoma di Trento, 215 quelli eseguiti dai volontari del Cnsas, 1.796 quelli eseguiti infine dai Vigili del fuoco del Corpo nazionale, giunti questi ultimi a supporto da diverse regioni d’Italia. Per un totale di 2.416 interventi”.
“Gli interventi hanno riguardato le coperture danneggiate nei territori comunali di Mortegliano, Lestizza, Bicinicco, Pozzuolo del Friuli, Talmassons e Basiliano – ha spiegato ancora Riccardi, a margine dell’incontro -. Nel picco massimo di richieste di intervento per danneggiamenti le chiamate da evadere, in coda, erano arrivate a 1.200 in questo specifico territorio del Friuli.
Oggi rimangono ancora 153 interventi da svolgere che si conta di completare entro la fine della settimana. Un risultato importante raggiunto in pochi giorni di straordinario impegno delle squadre che hanno operato senza sosta”.
“Ringrazio tutti coloro che hanno prestato la propria opera in questa prima fase emergenziale: tra loro, oltre a vigili del fuoco e soccorso alpino, i 3.200 volontari di Protezione civile giunti da tutto il Friuli Venezia Giulia, per un totale 4.940 giornate/uomo – è entrato nel dettaglio Riccardi -. La Pcr Fvg ha messo a disposizione ben 1.627 mezzi. I tecnici e i funzionari della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia del Pronto intervento di emergenza hanno gestito e continuano a gestire gli interventi per 37 edifici pubblici tra scuole e strutture sanitarie per la copertura dei tetti e quindi per la loro impermeabilizzazione”.
“Il sistema di Protezione civile della Regione si è immediatamente attivato per reperire i teli mancanti: sono stati acquistati 4.366 teli che hanno permesso di coprire 288.000 metri quadrati di tetti danneggiati – ha spiegato l’esponente della Giunta a margine del vertice -. Abbiamo acquistato 150 metri cubi di sabbia con i quali sono stati riempiti 20.000 sacchetti utilizzati per stabilizzare i teli sulle coperture”.
“Da oggi e fino a domenica, le squadre di supporto giunte dalle Province autonome di Trento di Bolzano e i Vigili del fuoco del Corpo nazionale giunti in Friuli Venezia Giulia per aiutare le popolazioni colpite dal maltempo rientreranno nelle loro terre – ha annunciato Riccardi -. Li ringraziamo per il loro fondamentale supporto e per l’immediata disponibilità che hanno dato nel momento dell’emergenza. Questa nuova crisi che stiamo affrontando ci vede impegnati giorno dopo giorno, a tutela delle comunità e del territorio”.
Riccardi ha incontrato i sindaci dei sei paesi maggiormente colpiti insieme al direttore centrale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia Amedeo Aristei e ai referenti dei Vigili del fuoco della nostra regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

– Foto: Ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia –

(ITALPRESS).

In Toscana “nidi gratis” per oltre 12 mila bambini

FIRENZE (ITALPRESS) – Saranno 12.114 le bambine e i bambini toscani fino a 3 anni che da settembre frequenteranno gratuitamente i 780 nidi d’infanzia che hanno aderito all’iniziativa. Le famiglie riceveranno specifica comunicazione. E’ l’esito del primo bando “Nidi Gratis”, la misura pensata dalla Toscana per allargare l’accesso ai servizi per l’infanzia. I risultati sono stati presentati a Firenze nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati a cui hanno partecipato il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessora all’istruzione Alessandra Nardini.
Il decreto dirigenziale approvato contiene l’elenco dei beneficiari (riconoscibili attraverso l’apposito codice che garantisce riservatezza) e assegna le risorse ai Comuni, che a loro volta si occuperanno di erogare il contributo direttamente alle strutture educative che hanno aderito al programma.
“Siamo di fronte a elevatissimi livelli di adesione – commenta il presidente della Regione Eugenio Giani -, segno che questa misura, fortemente voluta sin dall’avvio della legislatura, era attesa dalle famiglie”. “Nidi Gratis – prosegue il presidente – rappresenta un cambiamento epocale nelle politiche educative della nostra Regione e una politica unica a livello nazionale. Agisce prima di tutto sulle bambine e i bambini e sul loro sviluppo, consentendo loro – grazie alla frequenza di nidi di qualità quali quelli toscani – di fare esperienze educative che avranno un impatto positivo sulla loro crescita e sul loro successivo percorso educativo e scolastico.
In aggiunta a questo Nidi Gratis agisce sulla parità di genere e connota ulteriormente il nostro welfare nella direzione dell’equità. Siamo orgogliosi che la Commissione Europea abbia inserito il nostro intervento tra le buone pratiche realizzate grazie al Fondo sociale”.
“Sono davvero orgogliosa della scelta che come Regione abbiamo fatto”, commenta l’assessora Nardini. “Con la misura ‘Nidi Gratis’ – sottolinea – vogliamo garantire che il nido sia un diritto per tutte le bambine e per tutti i bambini toscani, e non solo per quelli che nascono in una famiglia che può permetterselo. Il compito delle istituzioni è quello di garantire ad ogni bambina ed ogni bambino pari opportunità, garantire che i percorsi di educazione e istruzione siano un diritto di tutte e tutti perchè rappresentano una leva di emancipazione sociale”.
“Prima di tutto – sono sempre parole dell’assessora – voglio sottolineare la valenza educativa e pedagogica di questa scelta: investire sui nidi significa prevenire dispersione e abbandono scolastico successivi, sostenere il successo formativo, contrastare povertà e disuguaglianze educative. Inoltre, in una società purtroppo ancora patriarcale come la nostra, dove il tempo di cura non è equamente distribuito all’interno della coppia, gli investimenti sui servizi per l’infanzia impediscono che una donna si trovi a scegliere tra diventare madre, se lo desidera, e tornare a lavoro, che una donna sia costretta a rinunciare alla propria carriera lavorativa, rappresentano quindi anche uno strumento a sostegno dell’occupazione femminile”.
Per il prossimo anno educativo, Nidi Gratis si configura finora come un’operazione da 29 milioni e 383 mila euro, resa possibile grazie a risorse regionali e del nuovo settennato del Fondo Sociale Europeo. Ma, precisa il presidente, “ora contiamo di riaprire il bando da settembre stanziando altri 10,6 milioni di euro, consentendo di far scattare la gratuità per i beneficiari di questo secondo bando già da novembre”. “Oltre a chi non ha partecipato, potranno presentare domanda – prosegue Giani – anche coloro che sono rimasti esclusi perchè hanno commesso qualche errore nella domanda o non avevano Isee disponibile”.
Al bando dello scorso maggio avevano partecipato 14393 nuclei familiari. Dunque, sono state 2279 quelle non accolte: 1376 per mancanza di requisiti (retta inferiore a bonus Inps e/o Isee inferiore a 35.000 euro; residenza fuori Toscana; rinuncia); 382 per errori non sanati nella presentazione delle domande; 521 per mancata disponibilità del posto al nido prescelto o assenza di titolarità alla frequenza di un nido privato.
“Nidi Gratis” – tra le azioni promosse attraverso Giovanisì, il progetto regionale per l’autonomia dei giovani – è rivolto a redditi Isee fino a 35mila euro. Per il periodo di programmazione europea 2021/2027, la Regione investirà su questa misura 233 milioni di euro tra risorse Fse+ e regionali.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Giani “Soddisfazione per il nuovo polo logistico di Fendi in Toscana”

FIRENZE (ITALPRESS) – La Regione Toscana punta sul settore del lusso come uno degli ambiti produttivi più vitali e capaci di valorizzare l’elevata artigianalità presente sul territorio e il rapporto elettivo con gli investitori esteri ed italiani nella moda. “Sono soddisfatto che Fendi abbia deciso di consolidare le sue attività in Toscana con un ulteriore investimento nella logistica che fa seguito al nuovo sito produttivo di Bagno a Ripoli”. Così Eugenio Giani commenta la proposta di un protocollo d’intesa per il nuovo Polo logistico di Fendi srl e per lo sviluppo delle aree industriali a Serravalle Pistoiese, approvata in Giunta lunedì. Nell’attesa che Fendi entri in possesso definitivamente della nuova area in provincia di Pistoia, la delibera della Giunta regionale anticipa le linee del protocollo che verrà firmato nelle prossime settimane assieme al sindaco, Piero Lunardi e all’amministratore delegato di Fendi, Serge Brunschwig.
La società ha infatti ravvisato la necessità di dotarsi di un nuovo polo logistico in Toscana, identificando a tale scopo un’area idonea nel comune di Serravalle Pistoiese. Fondamentale, in questa prospettiva, la collaborazione con le istituzioni per favorire la crescita dell’attività e generare positive ricadute sul territorio e per questo, sottolinea Giani, “Regione Toscana e il Comune di Serravalle Pistoiese intendono fornire alla società tutto il supporto necessario in termini amministrativi e di adeguamento infrastrutturale”. Si tratta di una conferma dell’attenzione al rapporto della Regione con lo storico marchio affermato a livello globale, dal 2001 entrato a far parte del gruppo LVMH, leader nel settore del lusso. Nel 2019, per rispondere all’esigenza di aumentare la produzione di articoli in pelle, la società aveva scelto la Toscana per un nuovo centro di produzione, sviluppo, ricerca materiali e formazione di giovani artigiani a Bagno a Ripoli, anche attraverso una scuola di pelletteria interna destinata alla formazione di personale specializzato.
Il progetto si contraddistingue per elevati livelli di sostenibilità ambientale, mediante la realizzazione di un impianto fotovoltaico che produrrà 1 mw di energia, circa il 50% del fabbisogno del polo logistico, favorendo inoltre l’impiego a regime di circa 200 unità, con una significativa ricaduta occupazionale sul territorio. Anche su questo fronte si prospetta la possibilità di una stretta sinergia con le istituzioni per il supporto alle assunzioni e la formazione. La proposta di protocollo è arrivata in Giunta su iniziativa del presidente ed è stata predisposta dall’ufficio invest in Tuscany (Direzione competitività territoriale della Toscana e autorità di gestione) in collaborazione con gli uffici del Comune di Serravalle Pistoiese e Fendi stessa.

foto: Agenzia Fotogramma

(ITALPRESS).