PESCARA (ITALPRESS) – Con il passaggio dell’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni e la successiva sottoscrizione formale dell’accordo di programma da parte di Regione, Ministero della Salute e Mef, potranno partire le procedure di appalto per la costruzione dei nuovi ospedali di Avezzano, Lanciano, Vasto e per la realizzazione della centrale operativa 118 (con eliporto e hangar) dell’ospedale dell’Aquila.
Lo hanno sottolineato il presidente Marco Marsilio e l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, che questa mattina a Pescara hanno illustrato i dettagli dell’intesa data ieri pomeriggio a Roma.
All’incontro hanno partecipato i direttori generali delle Asl Ferdinando Romano, Thomas Schael, Vincenzo Ciamponi e Maurizio Di Giosia; i sindaci dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Lanciano Filippo Paolini, il vicesindaco di Avezzano Domenico Di Berardino, mentre il sindaco di Vasto Francesco Menna non ha potuto essere presente per un concomitante impegno istituzionale; gli assessori regionali Emanuele Imprudente, Mario Quaglieri e Nicola Campitelli; parlamentari e consiglieri regionali.
“Un risultato che davvero può essere definito storico per l’Abruzzo – ha commentato il presidente Marsilio – che arriva a 25 anni dalla prima delibera Cipe sui fondi dell’articolo 20 per l’edilizia sanitaria. Anni in cui nessun governo regionale era riuscito a portare fino in fondo la procedura per la realizzazione di nuovi ospedali che i cittadini attendevano da tempo. Noi abbiamo lavorato in silenzio, con impegno e costanza per centrare l’obiettivo, confrontandoci costantemente con i tecnici e i funzionari ministeriali per un risultato che oggi condividiamo con tutti gli abruzzesi”.
Nel 1998 il Cipe assegnò all’Abruzzo i primi finanziamenti per l’edilizia sanitaria, cui seguì nel 2008 la sottoscrizione dell’ultimo accordo di programma che non fu portato a termine, anche a causa dell’emergenza seguita al sisma dell’Aquila del 2009. Nel 2018, la precedente giunta regionale formulò una ulteriore proposta di accordo (che prevedeva un partenariato pubblico-privato con il ricorso a una formula di project financing ritenuta troppo impattante sui bilanci Asl), mai assentita dai ministeri affiancanti. Nel febbraio 2022, l’attuale governo regionale elaborò la nuova proposta di accordo di programma integrativo, finanziato interamente con fondi pubblici e valutata positivamente – sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello economico-finanziario – dal Niv del Ministero della Salute lo scorso ottobre e dal Ministero delle Finanze lo scorso febbraio.
“Erano decenni – ha aggiunto l’assessore Verì – che quelle risorse giacevano inutilizzate nelle casse dello Stato per l’inconcludenza progettuale dimostrata dalla nostra Regione. Oggi, invece, in poco più di un anno siamo riusciti a concludere una procedura complessa e articolata, ricostruendo l’ammontare dei finanziamenti disponibili, producendo i progetti e completando tutti i passaggi burocratici e amministrativi necessari. Anche in questa occasione voglio ringraziare il personale del Dipartimento Sanità e delle Asl per il grande lavoro fatto, che ci permette di consegnare ai nostri concittadini delle strutture moderne, efficienti e all’avanguardia, che si inseriscono nell’ambizioso progetto di riorganizzazione dell’intero sistema sanitario regionale che stiamo portando avanti”.
Per la realizzazione delle nuove strutture saranno investiti complessivamente 388 milioni di euro, di cui 300 milioni finanziati con fondi statali, 84 a carico della Regione e 4 a carico delle Asl.
I fondi messi a disposizione dello Stato fanno riferimento a 5 distinte delibere Cipe: la n.52 del 1998 (per 87 milioni di euro), la n.65 del 2002 (per 8 milioni), la n.97 e 98 del 2008 (per complessivi 134 milioni), la n.51 del 2019 (per 71 milioni).
Dei fondi regionali, invece, 16 milioni sono già iscritti in bilancio (con impegni di spesa formalizzati nel 2012 e nel 2013, e richiamati anche nella proposta di accordo – mai assentita – della precedente giunta regionale), mentre gli altri 68 saranno appostati a partire dal bilancio 2024, così come concordato con i ministeri.
Per la centrale 118 dell’Aquila sono disponibili anche 4 milioni finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e da Bankitalia.
Nell’accordo di programma, su cui ieri è stata data l’intesa, viene attestata la coerenza dello stesso con il progetto di nuova rete ospedaliera regionale approvato dalla giunta regionale a luglio 2021 e attualmente ancora all’esame dei tavoli ministeriali, con le previsioni del Decreto commissariale 79 del 2016 (la classificazione degli ospedali di Avezzano, Lanciano e Vasto non è infatti stata modificata) e con il programma operativo 2019-2021.
Nel dettaglio, sul progetto del nuovo ospedale di Avezzano saranno investiti 119 milioni di euro (per 245 posti letto complessivi di degenza ordinaria e day hospital), su Lanciano 109 milioni (per 286 posti letto) e su Vasto 150 milioni (per 225 posti letto).
Sul fronte delle progettazioni dei nuovi nosocomi, tutte le Asl hanno già predisposto e inviato a Regione e Ministero i Pfte (i piani di fattibilità tecnico-economica) ed entro l’estate saranno predisposti i progetti definitivi cui seguiranno le gare d’appalto. Per la centrale 118 dell’Aquila, invece, si è già in fase di aggiudicazione dei lavori, che saranno assegnati dall’Aric il prossimo 7 marzo.
L’illustrazione dell’accordo di programma è stata anche l’occasione per fare il punto sugli altri piani di edilizia sanitaria in corso: prima dell’estate apriranno i cantieri per la riqualificazione degli ospedali di Penne, Popoli e per il distretto sanitario di Scafa (per un investimento complessivo di 34 milioni di euro). Per la reingegnerizzazione del policlinico di Chieti, invece, la Asl sta predisponendo le integrazioni progettuali richieste dal Niv che saranno pronte nel giro di alcune settimane (l’investimento, in questo caso, è di 60 milioni di euro).
“E oggi voglio annunciare – ha concluso Marsilio – un’importante novità per il nuovo ospedale di Teramo. Grazie al risanamento dei conti della Regione, certificato anche dalla magistratura contabile, potremo coprire direttamente, con l’accensione di un mutuo, la parte di finanziamento mancante per la costruzione del nuovo presidio, integrando dunque i 120 milioni di euro già disponibili oggi per l’opera”.
– foto ufficio stampa Regione Abruzzo –
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Abruzzo, via libera ai nuovi ospedali di Avezzano, Lanciano, Vasto
Marsilio incontra il ministro Roccella a L’Aquila
L’AQUILA (ITALPRESS) – Il presidente della giunta regionale abruzzese, Marco Marsilio, ha incontrato questa mattina a L’Aquila il ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella in visita nella sede del Consiglio regionale dell’Abruzzo. Accolto dal presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, il Ministro ha raccolto diverse suggestioni sulle politiche regionali in tema di natalità e pari opportunità. All’incontro erano presenti il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, la garante regionale per l’infanzia, Maria Concetta Falivene, il presidente della Commissione regionale pari opportunità, Maria Franca D’Agostino e Monia Scalera commissario della commissione adozioni internazionali. In mattinata il ministro Roccella ha partecipato anche al dibattito su “Inverno demografico: quale futuro per l’Italia?” a Palazzo Fibbioni, a cui ha preso parte anche l’assessore regionale al bilancio e Aree interne, Mario Quaglieri.
-foto ufficio stampa Regione Abruzzo-
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A San Vito al Tagliamento studenti formati su nuovo macchinario
SAN VITO AL TAGLIAMENTO (ITALPRESS) – Un segnale importante dell’interesse degli imprenditori a fornire opportunità di crescita ai giovani prima ancora che un posto di lavoro nelle loro aziende. Un segnale che dimostra quanto il Friuli Venezia Giulia sia al passo con i tempi e come sia ormai diffusa la consapevolezza che la competitività si gioca su due fattori trainanti: il capitale umano e la capacità di fare comunità.
Questo in sintesi il messaggio che l’assessore alla Formazione, istruzione e lavoro Alessia Rosolen ha portato oggi agli studenti dell’Isis Paolo Sarpi di San Vito al Tagliamento dove è stato consegnato un nuovo macchinario acquistato dalla scuola grazie al contributo di un gruppo di aziende del territorio e del Cluster della meccanica (Comet). L’apparecchiatura è un centro di lavoro fresatrice a controllo numerico, un esempio delle moderne tecnologie utilizzate nelle aziende, su cui da oggi gli studenti potranno essere formati apprendendo l’evoluzione del settore metalmeccanico.
Secondo l’assessore il futuro dell’industria è condizionato dalla risposta che la politica saprà dare a temi strategici come la qualità della scuola, il calo demografico, la gestione dell’immigrazione. Nel percorso di avvicinamento agli standard europei l’Italia ha scontato una posizione ideologica che non ha saputo dare il giusto riconoscimento agli istituti professionali e alle maestranze. Oggi i paradigmi sono cambiati profondamente, soprattutto nel rapporto tra studenti in formazione, mondo operaio, settore manifatturiero e industria. Dopo un lungo periodo di lontananza dei laboratori di ricerca dal mondo produttivo, oggi sono i parchi scientifici e i cluster a imprimere un’accelerazione all’innovazione.
Concetti ribaditi anche dal presidente di Confindustria Alto Adriatico e dalla dirigente scolastica, presenti all’evento assieme agli studenti, agli insegnati e ai rappresentati delle 14 aziende che hanno contribuito all’acquisto del macchinario (Alto Adriatico Energia scpa, Bbt srl, Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile, Brovedani Group spa, Consorzio di Sviluppo Economico Locale del Ponte Rosso-Tagliamento, Ecocostruzioni srl, Elletielle srl, Latofres srl, Maschietto Elettromeccanica srl, Maschio Gaspardo spa, Meccanica Hi Tech srl, Stf snc, Siom Termoplast srl, Vetri Speciali spa). Con questo investimento Comet ha voluto offrire la possibilità agli studenti dell’Isis di potersi formare su macchinari più vicini e simili a quelli che troveranno nel mondo del lavoro, sviluppando di conseguenza competenze nuove e più digitali: quelle stesse competenze che stanno avvicinando al mondo della metalmeccanica anche un crescente numero di studentesse.
foto: ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia
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Il Friuli Venezia Giulia rilancia il bonus psicologo per gli studenti
PORDENONE (ITALPRESS) – Anche per il 2023 le famiglie del Friuli Venezia Giulia potranno usufruire del bonus psicologo per gli studenti. La Regione ripropone la misura che già aveva lanciato l’anno scorso rinnovando l’accordo e la “cabina di regia” con l’Ordine regionale degli psicologi, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio e l’Ufficio scolastico regionale.
Per l’anno in corso, come ha evidenziato l’assessore regionale al Lavoro, istruzione e formazione, sono stati stanziati 500 mila euro, pari a 2.222 interventi di contributo. Il bonus ammonta a 225 euro e copre il 90 per cento del costo complessivo di cinque sedute con uno dei 400 psicologi accreditati sull’intero territorio regionale. Da domani il via alle domande sul nuovo bando.
La finalità del contributo, come ha ribadito l’assessore regionale, è quella di continuare a fronteggiare le situazioni di disagio o malessere psico-fisico degli studenti attraverso sostegni economici per attività di supporto e consulenza psicologica volti a promuovere la salute e il benessere degli studenti e delle loro famiglie.
Destinatari sono i nuclei familiari residenti in regione con studenti di età non superiore ai 24 anni iscritti alle scuole secondarie di primo grado o di secondo grado sia pubbliche che private. Possono accedere al bonus anche gli iscritti ai corsi di istruzione e formazione professionale e a una istituzione scolastica titolare dell’esame finale per il conseguimento del titolo conclusivo di primo ciclo inseriti nei percorsi personalizzati finalizzati all’acquisizione di competenze necessarie per l’inserimento nel sistema ordinario di Istruzione e formazione professionale.
Il bonus psicologo ammonta a 225 euro e copre il 90 per cento del costo complessivo di un ciclo di cinque sedute psicologiche.
Resta a carico della famiglia la quota di 25 euro (pari a 5 euro per ciascun incontro) da versare allo psicologo accreditato con cui si sono tenute le sedute. I professionisti accreditati sono 400, mentre le sedi di ricevimento nell’intero territorio regionale sono 445: 148 nell’area triestina, 164 nell’udinese, 82 nel pordenonese e 51 nel goriziano.
La presentazione della domanda (dal 1. marzo al 30 giugno per l’anno scolastico 2022-2023; dal 1. settembre al 30 novembre per l’anno scolastico 2023-2024) dovrà essere effettuata online collegandosi all’apposito link www.ardis.fvg.it dove si potrà accedere alle informazioni necessarie. Per la compilazione della richiesta si accede alla sezione “Bonus psicologo studenti Fvg” autenticandosi tramite Spid, Cns/Crs oppure Cie.
Nel caso di studente minorenne la domanda viene presentata unicamente da un genitore anagraficamente residente con lo studente che usufruirà del bonus. Sarà necessario scaricare il modulo di consenso dell’altro genitore allegando una copia fronte retro di un documento di identità. Gli alunni maggiorenni potranno presentare la richiesta autonomamente.
Entro quindici giorni dalla data di approvazione della domanda (i richiedenti riceveranno una e-mail di accoglimento dell’istanza con l’indicazione dei link per la prenotazione nell’agenda elettronica) si procederà con il colloquio informativo gratuito con lo psicologo dell’Agenzia regionale per il diritto allo studio al seguito del quale lo studente riceverà il bonus che dà titolo alla fruizione di cinque sedute nello studio di uno dei 400 professionisti accreditati.
L’elenco degli psicologi è consultabile online nel sito Ardis: dopo la scelta la famiglia o lo studente maggiorenne potranno contattare direttamente il professionista individuato per fissare gli appuntamenti comunicandogli il codice identificativo del bonus ricevuto. Le sedute devono essere effettuate entro cinque mesi dalla data di emissione del contributo.
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Malattie rare, la Toscana celebra la Giornata mondiale a Careggi
FIRENZE (ITALPRESS) – Sono poco meno di novemila le malattie rare oggi conosciute, tante e in crescita. E oltre 73 mila sono i casi inseriti, dal 2001, nel registro toscano (di cui un terzo proviene da fuori regione e il 29 per cento sono bambini o ragazzi in età pediatrica). In Italia sono più di due milioni di pazienti: tante persone nel complesso ma troppi pochi per ciascuna malattia – peraltro numerosissime – il che rende ricerche e cure più complicate. La Toscana si conferma comunque all’avanguardia in Italia. Se n’è parlato oggi, 27 febbraio, a Careggi a Firenze, in occasione della Giornata mondiale sulle malattie rare. La sintesi la fa il presidente della Toscana, Eugenio Giani: “ricerca, prevenzione ed assistenza sono le chiavi su cui la Toscana ha già fatto un ottimo lavoro e su cui sta impegnando”. L’evento, al cui interno si sono svolte due tavole rotonde, voleva essere un momento di sensibilizzazione, ma anche un’occasione di confronto per fare il punto sulla situazione e delineare nuove ed “ancora più avanzate prospettive, spunti e traiettorie per il futuro”, come spiega l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini.
“Ringrazio chi da sempre lavora in Toscana sul tema delle malattie rare, collocando la nostra regione all’avanguardia nel Paese per l’assistenza, la cura e la ricerca – commenta – Negli ultimi due anni, con la pandemia dilagante, abbiamo giocato soprattutto in difesa: adesso possiamo riprendere a guardare oltre”. Due elementi sottolinea in particolare l’assessore: la necessità e l’importanza di costruire una connessione tra i nuovi modelli di assistenza territoriale che si stanno sviluppando e le malattie rare, “perchè quei pazienti hanno bisogno non solo di cure ospedaliere ma anche una presa in carico continuativa”, e l’attenzione certamente ai temi della ricerca. “Il fatto – annota – che quasi il trenta per cento dei casi di malattie rare inseriti nel registro toscano provenga da altre regioni dà il senso della qualità del lavoro svolto fino ad oggi”.
La Toscana è da anni terra d’avanguardia. Nel 2001 ha siglato un protocollo d’intesa con le associazioni di familiari e pazienti con malattie rare per condividere la programmazione dei percorsi assistenziali di rete: intesa rinnovata nel 2020. La Toscana è tra le Regioni con il maggior numero di strutture presenti nelle reti europee di eccellenza per le malattie rare; ed investe anche in ricerca. Tra i cinquanta progetti finanziati con 50 milioni dal Pnrr, sei sono quelli toscani: cinque vedono protagonista la sanità pubblica, attraverso le aziende del servizio sanitario regionale, e il sesto un istituto come la Fondazione Stella Maris. “Questi progetti che sono stati finanziati sono la dimostrazione – sottolinea il presidente Giani – di un lavoro che non nasce per caso”. “Grande – prosegue – è stato anche l’impegno della Toscana sul fronte delle esenzioni per chi ha malattie rare”. Estendendo i Lea, i livelli essenziali di assistenza, nazionali.
“Ma se vogliamo un sistema di sanità pubblica importante e che ci consenta di intervenire in maniera adeguata anche sulle malattie rare è necessario che sul fondo sanitario arrivino risorse adeguate. Degli oltre otto miliardi che la Regione Toscana dedica alla sanità nel proprio bilancio, solo poco più di sette miliardi e mezzo sono risorse del fondo sanitario nazionale. Spero in un atteggiamento più lungimirante da parte del Governo nazionale, che però nell’ultima manovra da 35 miliardi ha trovato solo 2,2 miliardi per la sanità e di questi poco più di un miliardo per il caro bollette, sufficiente a coprire appena metà delle maggiori spese”. Sulle necessità di maggiori risorse si sofferma anche l’assessora alle politiche sociali, Serena Spinelli. “E’ necessario – spiega – che il ministero apra alla possibilità di assumere oltre gli attuali tetti: anche per figure non solo sanitarie”. “Per citare una risoluzione dell’Onu non è la persona in difficoltà che deve adattarsi al nostro mondo, ma è il mondo che deve essere inclusivo. Le malattie non coinvolgono solo i singoli e le loro famiglie, ma anche le comunità. La sfida, nel nostro caso, è superare una logica di mera erogazione di prestazioni e costruire invece percorsi capaci di offrire una vita di qualità e opportunità vere di inclusione indipendentemente dalle condizioni cliniche della persona, creando anche alleanza con il mondo associativo e il terzo settore”.
“Le malattie rare son una patologia estremamente complessa, che necessita di un’assistenza a 360 gradi” spiega Cecilia Berni, che è la responsabile organizzativa delle Rete Malattie Rare per la Regione Toscana. “La ricerca è un tema fondamentale perchè attraverso la ricerca si può arrivare ad una diagnosi precoce o a terapie innovative e lavorare in rete è essenziale” aggiunge Cristina Scaletti, responsabile clinico della Rete Malattie Rare della Regione Toscana. Mettendo insieme competenze e professionalità sanitarie con competenze anche non sanitarie.
L’iniziativa di stamani a Careggi, organizzata dalla Regione Toscana, ha visto il contributo del Comitato tecnico organizzativo per le malattie rare e la collaborazione del l Registro toscano delle malattie rare. L’obiettivo di tutti, condiviso, è far sì che il malato raro sia sempre meno orfano di ricerca, cura, supporto ed ascolto.
La prima tavola rotonda, con esperti, è stata dedicata ai nuovi approcci diagnostici.
Degli oltre 73 mila casi iscritti dal 2001 nel registro regionale, più di 41 mila sono pazienti ancora in vita ed ogni mese vengono certificati circa 326 nuovi casi ed emessi circa 1.100 nuovi piani terapeutici. Ma la mattinata di confronto è servita anche ad illustrare la programmazione dell’assistenza sul territorio: il Centro di ascolto toscano solo nell’ultimo anno ha gestito 1830 casi in rete: pazienti o familiari di pazienti in cerca di informazioni e supporto, ma anche professionisti sanitari, enti e istituzioni. Le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea rappresentano un’opportunità e una sfida importante. “Le case di comunità, finanziate con il Pnrr, e tutte le figure professionali che operano sul territorio possono diventare e garantire presidi essenziali anche per le malattie rare” conclude il presidente Giani. Alla fine dell’evento il Comitato tecnico organizzativo e l’Advisory board, insieme con le responsabili regionali della rete, si sono riuniti per tracciare le azioni che, anche a seguito delle riflessioni della mattinata, saranno condivise come utili per ottimizzare l’assistenza ai malati rari in Toscana.
foto: ufficio stampa Regione Toscana
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In Friuli Venezia Giulia via libera al piano di contrasto della solitudine e pro invecchiamento attivo
TRIESTE (ITALPRESS) – Su proposta del vicegovernatore con delega alla Salute, la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia stamani ha approvato in via definitiva il documento che pianifica le progettualità che andranno a costituire il prossimo Piano annuale 2023 in tema di contrasto alla solitudine e promozione dell’invecchiamento attivo.
Sotto il profilo della struttura metodologica, il programma annuale si colloca nel Programma triennale 2022-2024 che si basa su obiettivi strategici generali e trasversali ritenuti prioritari secondo le tre missioni di: salute e prossimità, formazione e lavoro, ambiente, cultura e socialità.
L’esponente dell’Esecutivo ha spiegato, a margine, che il documento approvato oggi declina dal punto di vista operativo i traguardi da raggiungere, che sono: la promozione dell’invecchiamento attivo lungo tutto l’arco della vita, il potenziamento e la diffusione degli interventi di prevenzione e degli stili di vita sani, il contrasto alla solitudine e all’isolamento sociale tramite percorsi inclusivi.
Per questo la Regione sta agendo e continuerà ad agire – questi i concetti espressi dal vicegovernatore – ripensando i servizi e i contesti ambientali, per garantire autonomia, indipendenza e diritti sociali alle persone anziane. Sarà rafforzato, in questo solco, il ruolo dei servizi territoriali, sanitari e sociali, con modelli personalizzati, di qualità, accessibili anche in aree periferiche.
Il programma annuale, poi, così come il triennale, ha l’obiettivo di promuovere e preservare la salute tramite l’accesso a informazioni e tecnologie – ormai imprescindibile -, e di promuovere la “silver economy” – ovvero l’economia costruita sulle risorse accantonate o possedute dalla fascia di popolazione anziana -.
Fra i traguardi da tagliare cui si lavora – come ha rimarcato a margine l’esponente della Giunta – ci sono, infine, anche quello di contrastare l’incapacità di comprendere, valutare e usare le informazioni nell’attuale società, che è in continuo cambiamento, quello di favorire l’accessibilità ai servizi e alla mobilità in tutti i contesti territoriali, e quello di promuovere e di valorizzare le risorse solidali del territorio.
Il Piano 2023 esplica in modo più marcato rispetto alle programmazioni precedenti, il tema dell’approccio di genere.
-foto agenziafotogramma.it-
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Presidente Abruzzo Marsilio incontra Orfanelli della Denso
PESCARA (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha incontrato questa mattina il direttore delle risorse umane della Denso, Alfonso Orfanelli, nell’ambito degli incontri istituzionali con le aziende del settore automotive. E’ stata l’occasione per esaminare e discutere le prospettive di sviluppo e di rilancio della presenza dell’azienda sul territorio regionale e del sostegno che la Regione Abruzzo e le istituzioni pubbliche possono garantire, anche attraverso la nuova programmazione dei fondi europei, per il sostegno alle politiche industriali del territorio.
Foto: ufficio stampa Regione Abruzzo
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Il calendario di Miss Italia Toscana per la solidarietà a Cure2Children
FIRENZE (ITALPRESS) – E’ stato presentato al Media Center Sassoli di palazzo del Pegaso il calendario 2023 della Fondazione Cure2Children. Hanno partecipato alla conferenza stampa il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, i due vicepresidenti dell’Assemblea toscana Marco Casucci e Stefano Scaramelli, il consigliere della onlus Roberto Valerio. Il calendario di quest’anno è infatti dedicato a Miss Italia Toscana con gli scatti realizzati da Giovanni Rastrelli, durante la finale dell’edizione 2022, andata in scena lo scorso settembre a Casciana Terme (PI), con testimonal importanti come Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni. “Siamo felici di poter ospitare anche quest’anno la presentazione del calendario di Cure2Children – ha detto Antonio Mazzeo presidente dell’assemblea toscana – è un modo per fare anche noi la nostra parte e sostenere iniziative di sensibilizzazione e volontariato tese a sostenere chi soffre. Ogni volta che un’associazione viene da noi presentando progetti come questo noi dobbiamo aprire le porte dell’assemblea legislativa, perchè ogni iniziativa di questo genere è un fiore che noi piantiamo in un campo che dovrebbe essere quello del sociale e del volontariato. A Cure2Children va un plauso doppio per il lavoro che porta avanti da tanti anni e che rende più bello il mondo in cui viviamo”.
“Si conferma il sostegno del Consiglio regionale a favore di questa associazione – ha dichiarato Stefano Scaramelli vicepresidente dell’Assemblea toscana – che, con il suo impegno, supera i confini della toscana, mettendo i bambini al centro del suo lavoro anche nei paesi più disagiati. E’ un messaggio che coniuga lungimiranza, solidarietà, filantropia rispondendo in pieno ai valori che inspirano il nostro lavoro. Portare nel mondo un messaggio di speranza è il compito di questa associazione, dove molte persone dedicano il loro tempo per portare avanti un aiuto sanitario a chi soffre di più e ha meno possibilità di cura”. “La presentazione del calendario di Cure2Children è una tradizione che si rinnova a favore di un’associazione che porta le sue cure ai bambini in paesi poveri e isolati – ha detto Marco Casucci vicepresidente dell’Assemblea toscana – e come istituzioni dobbiamo dire grazie a queste associazioni che operano in modo volontario e così determinato per aiutare chi soffre. Dobbiamo ringraziare chi opera nel sociale e offre il suo impegno per aiutare chi vive in condizioni difficili e disagiate”.
Nell’occasione sono stati consegnati al presidente dell’Assemblea legislativa e ai consiglieri regionali i calendari di Cure2Children, la Fondazione che ‘porta la cura ai bambinì nei Paesi Emergenti, attraverso la formazione e il supporto logistico ai medici e al personale sanitario del luogo, per renderli autonomi nel curare i piccoli pazienti affetti da tumori e malattie del sangue. I fondi raccolti sono destinati al progetto di consulenza specialistica online in oncoematologia pediatrica ‘Second Opinion’, realizzato grazie al contributo della Fondazione Biagioni Borgogni. La Fondazione Cure2Children onlus in 16 anni di attività ha raggiunto grandi risultati sia sotto il profilo medico, in termini di bambini curati e salvati da morte certa, sia sotto il profilo scientifico con le numerose pubblicazioni sulle più prestigiose riviste del settore. Oggi, la Cure2Children nel suo data base conta circa 14mila bambini presi in carico.
“Un calendario – ha detto il consigliere dell’associazione Roberto Valeri – che viene presentato in Consiglio regionale, perchè da anni la Commissione sanità segue la nostra attività nel mondo. Sono ormai 16 anni che curiamo bambini in paesi poveri e dove i nostri progetti hanno dati risultati molto lusinghieri. I fondi raccolti con il calendario sono dedicati ad un progetto molto ambizioso che si è sviluppato in Camerun, dove abbiamo fatto nascere un centro pediatrico locale e dove ci siamo fatti carico di curare 100 bambini oncologici. Portare le nostre cure in Camerun, dove non è garantita neppure una corretta diagnosi è un grande successo. Essere arrivati in Africa rappresenta per noi un punto di arrivo importante per aiutare chi soffre nei paesi più arretrati e più isolati”. Come scrive la presidente dell’associazione Cristina Cianchi: “Ringrazio di cuore i volontari, le Istituzioni, le aziende e tutti gli altri Enti pubblici e privati che da sedici anni sostengono Cure2Children Onlus questa nuova partnership con MISS ITALIA TOSCANA per noi è importante in quanto ci permette di arrivare a persone che ancora non conoscono la nostra mission. Oggi i medici di Cure2Children sono in molte di queste realtà sanitarie dei Paesi Emergenti per curare queste patologie complesse e difficili laddove, il più delle volte, non veniva assicurata neanche una corretta diagnosi o, peggio ancora, dove il bambino non poteva accedere alla cura salvavita solo per ragioni economiche. Ciò rappresentava per il bambino e per la sua famiglia una sentenza già scritta, un giudizio inappellabile”.
foto: ufficio stampa Consiglio Regionale Toscana
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