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In Friuli inaugurata la nuova centrale termica di Ovaro

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UDINE (ITALPRESS) – L’inaugurazione odierna della nuova centrale termica dello stabilimento di Ovaro rappresenta di per sé un importante investimento per il territorio ma lo è ancora di più perché viene attuato in un’area strategica per la Regione Friuli Venezia Giulia che nelle Terre alte ha immesso, e continuerà a farlo, rilevanti risorse e misure specifiche fra cui la riforma dell’Irap che azzera l’aliquota dell’imposta a favore delle imprese operanti nelle zone di svantaggio socio-economico del territorio montano proprio per favorire crescita e sviluppo e attrarre investimenti verso chi sceglie la nostra regione.
È una sintesi dell’intervento del governatore del Friuli Venezia Giulia presente oggi all’inaugurazione della nuova centrale termica dello stabilimento di Ovaro di Rdm Group assieme, oltre ai vertici del Gruppo, alla presidente di Friulia, al vicepresidente del Consiglio regionale e al sindaco di Ovaro. Il governatore Massimiliano Fedriga ha sottolineato l’attenzione concreta della Regione verso chi sceglie di investire sul territorio convinto che investimenti come quello odierno rappresentino un valore aggiunto per il tessuto produttivo, economico e sociale dell’intera regione.
In quest’ottica la Regione si avvale anche di Friulia, partner finanziario con cui sviluppa le proprie strategie di crescita. La partecipazione di Friulia nel capitale di Rdm è la manifestazione concreta del positivo rapporto fra aziende e territorio.
Il governatore ha poi ricordato quanto fatto in Friuli Venezia Giulia con l’istituzione dell’Agenzia Lavoro&SviluppoImpresa, la cui attività di attrazione e promozione di impresa, accanto ai contributi regionali e alla velocità di risposte che il nostro sistema è in grado di garantire, ha contribuito a triplicare gli investimenti esteri in regione.
La nuova centrale termica, come emerso nell’incontro, ha previsto un investimento di 9 milioni di euro ed è stata installata per rispondere alle esigenze di ammodernamento delle linee produttive, migliorarne efficienza e affidabilità e, al tempo stesso, ridurre ulteriormente le emissioni di CO2, il consumo di acqua, il rumore e il costo dell’energia. In termini di risultati, il nuovo impianto permetterà una maggiore efficienza impiantistica, l’abbattimento delle emissioni di CO2 di oltre il 30% e una significativa riduzione dei consumi idrici.
Un investimento, secondo il governatore, che va nella direzione degli indirizzi regionali rivolti all’ampliamento delle fonti di approvvigionamento energetico, fra queste l’idrogeno che vede il Friuli Venezia Giulia con Slovenia e Croazia, insieme, sul progetto transfrontaliero North Adriatic Hydrogen Valley.
Abbassare l’impatto ambientale, ottimizzare l’utilizzo delle risorse, per il governatore, sono elementi che rendono più competitivo lo stabilimento e ne conferiscono una maggiore garanzia per il futuro.
Durante l’inaugurazione sono intervenuti anche il sindaco di Ovaro che ha ricordato l’importanza della cartiera per la comunità e ne ha ripercorso le vicende dello stabilimento che, quest’anno, festeggerà il centenario dalla fondazione, Attila Secondo Carraro, direttore delle relazioni industriali Italia, Michele Bianchi, Rdm group Ceo, e Paolo Bearzi, direttore dello stabilimento.
Lo storico stabilimento di Ovaro ha inaugurato la propria attività nel 1923, quando produceva cartone utilizzando la pasta di legno meccanica, con otto macchine manuali. Nel 1985 lo stabilimento viene acquistato da Cartiere del Reno che presto diventerà Reno De Medici e che, due anni dopo, installa diverse linee di produzione. Negli anni Novanta la produzione di Ovaro si perfeziona nelle cosiddette specialties. Oggi, la cartiera di ha una capacità produttiva di circa 110.000 tonnellate e impiega oltre 170 persone.
– foto ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia-
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Accordo tra Regione Toscana e polizia contro i crimini informatici

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FIRENZE (ITALPRESS) – In una realtà sempre più strutturata sull’utilizzo della rete e delle tecnologie digitali, è fondamentale organizzare efficacemente la protezione del cyberspazio e non smettere mai di formare la cittadinanza sui rischi connessi all’uso di internet e dei dispositivi informatici. La collaborazione fra Istituzioni centrali, regionali e locali si rivela strategica per riuscire a contrastare la sempre maggiore abilità dei criminali informatici, spesso organizzati in vere e proprie organizzazioni criminali, anche di livello sovranazionale.
Le minacce della rete possono essere arginate attraverso maggiore collaborazione e dialogo tra i diversi attori istituzionali. Per questo motivo, Regione Toscana e Polizia di Stato stanno lavorando a molte iniziative per rafforzare costantemente il presidio sulla sicurezza informatica, a supporto della cittadinanza e degli enti toscani. In questa direzione si muove il nuovo protocollo di collaborazione fra la Regione Toscana e il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale della Toscana. L’accordo prevede un’azione congiunta per reagire agli attacchi informatici, per aiutare cittadine e cittadini, enti locali o imprese vittime di attacchi informatici, per condividere sempre più rapidamente le informazioni sui rischi cyber e le contromisure da adottare.
“Con questo nuovo protocollo – affermano il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e l’assessore regionale alle infrastrutture digitali, Stefano Ciuoffo – si vuole dare inizio ad una nuova modalità di collaborazione fra le istituzioni, che consolida le azioni preventive degli eventuali attacchi cyber, andando a rafforzare le competenze e le conoscenze in campo digitale sia nei confronti dei cittadini, sia nei confronti delle imprese. Questa iniziativa – proseguono – è un primo passo verso la costituzione di un nuovo modello di centro di riferimento toscano sulla cybersecurity, che prenda i passi dal Centro di Competenza in Cybersicurezza in Toscana (C3T) e lo porti ad essere un vero e proprio centro operativo in grado di offrire servizi preventivi, supporto, consulenza e interventi in caso di attacchi alle PA toscane. Sono in corso le attività con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e con altre Regioni per definire, anche nell’ambito del PNRR, questo nuovo percorso operativo che diverrà un punto di riferimento consolidato in Toscana”.
“L’importanza dei protocolli d’intesa relativi alle infrastrutture sensibili – sottolinea il questore della Provincia di Firenze Maurizio Auriemma – è testimoniata dalla diminuzione degli attacchi informatici andati a buon fine, rilevati in Toscana dal C.O.S.C. della Polizia Postale, grazie anche ad una sempre maggiore consapevolezza delle insidie della rete, agli investimenti nella sicurezza informatica e alla crescente collaborazione diretta tra la Polizia di Stato e le aziende private della provincia per scongiurare i cosiddetti “furti di dati”. La sicurezza, che anche in questo caso diventa una forma di “prevenzione”, ostacola indubbiamente il cybercrime prima che possa andare a segno”.
Come sottolinea Lorena La Spina, dirigente del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale per la Toscana: “Il Protocollo con Regione Toscana è un momento importantissimo nell’ambito delle numerose attività che la Polizia Postale cura a livello regionale per il potenziamento della sicurezza delle infrastrutture “sensibili di interesse pubblico” e per migliorare ulteriormente l’efficacia della cd.“incident response”, in caso di eventi critici che possono compromettere la regolarità dei servizi di telecomunicazione, i sistemi informatici e le reti telematiche di particolare rilievo. Nel mese di ottobre 2022, gli uffici territoriali della Polizia postale sono stati riorganizzati sulla base di un nuovo decreto del Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica Sicurezza. Il rinnovato assetto vede la costituzione di un apposito Nucleo operativo per la sicurezza cibernetica, cui è affidata proprio la fondamentale funzione della difesa digitale, nell’ambito di ognuno dei diciotto Centri operativi per la sicurezza cibernetica presenti sul territorio nazionale. Siamo convinti che la collaborazione istituzionale in questo settore possa aprire nuove prospettive per la realizzazione di progetti e iniziative capaci di valorizzare i contributi e le esperienze dei soggetti coinvolti, a vantaggio della collettività e delle diverse realtà che operano sul territorio”.
– foto agenziafotogramma.it-
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Toscana seconda in Europa per strategia attrazione investimenti

FIRENZE (ITALPRESS) – La Toscana è seconda in Europa e prima in Italia in termini di strategie di attrattività degli investimenti esteri. Questo è il dato che emerge dalla classifica European cities and regions of the future 2023, elaborata dalla rivista ‘fDi Intelligencè, pubblicazione bimestrale di notizie e investimenti diretti esteri (Ide) in lingua inglese del quotidiano economico-finanziario britannico Financial Times.
La classifica colloca la Toscana al secondo posto nella graduatoria delle regioni di medie dimensioni nella categoria ‘Strategia Attrazione Investimentì, preceduta solo dall’Irlanda del Nord e seguita dal Cantone di Zurigo. Tale risultato migliora precedenti valutazioni, sempre positive, rispetto alla strategia regionale in termini di attrazione investimenti (nel 2021/2022 la Toscana era al decimo posto, unica regione italiana di medie dimensioni, rispetto al totale complessivo di 148 regioni europee censite).
La strategia regionale per attrarre investimenti esteri, portata avanti grazie alla presenza di Invest in Tuscany (www.investintuscany.com), ufficio dedicato alla promozione degli investimenti esteri ed oggi parte della Direzione regionale per la competitività territoriale della Toscana e autorità di gestione, è stato anche uno dei temi centrali discussi durante l’evento “Selecting Italy – Gli ecosistemi territoriali e la governance per l’attrazione di investimenti esteri” tenutosi a Trieste lo scorso 24-25 gennaio. L’iniziativa è stata promossa dal Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con la partecipazione dello stesso Presidente di Regione Toscana, Eugenio Giani.
“Sono lieto – afferma il presidemte della Regione Eugenio Giani – del buon risultato nella classifica FDi European Cities & Regions of the Future 2023. Nella scorsa edizione la Toscana è stata l’unica realtà italiana ad essere premiata per la sua strategia sugli investimenti esteri nella top ten delle regioni europee di medie dimensioni, e quest’anno ha raggiunto la seconda posizione. Come dimostrano anche i precedenti riconoscimenti, siamo molto orientati e determinati ad attrarre nuovi investimenti nazionali ed esteri in Toscana”.

– foto: agenziafotogramma.it

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Turismo, su Piancavallo piano di investimenti per quasi 5 milioni

PIANCAVALLO (ITALPRESS) – Continua la ricognizione da parte dell’Amministrazione regionale delle opere realizzate e in corso di realizzazione a valere sul piano di investimenti varato per i poli montani. Oggi l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo ha eseguito un sopralluogo al polo di Piancavallo, accompagnato dai tecnici di PromoTurismoFVG e dal sindaco di Aviano. Qui il programma di investimenti ha un valore complessivo di quasi 5 milioni di euro e include opere per il potenziamento dell’attrattività del polo sia nella stagione invernale sia estiva, come ha evidenziato l’assessore. Nell’incontro con amministratori e operatori turistici l’esponente dell’Esecutivo ha voluto rimarcare il successo delle politiche di sviluppo portate avanti dalla Regione per il polo di Piancavallo, dove negli ultimi anni si è registrata la crescita più importante tra tutti i poli montani regionali: più 66 per cento di primi ingressi rispetto al pre-Covid, con una crescente attrattività verso il vicino Veneto e anche sui mercati esteri. Un dato confermato anche dai circa 400 sciatori inglesi presenti sulle piste del Piancavallo in questi giorni.
Quanto agli investimenti, un primo intervento di 87mila euro ha interessato la sala convegni di proprietà regionale dove vengono svolte attività culturali, teatrali ed eventi. Gli interventi hanno riguardato l’impermeabilizzazione e l’isolamento, la sistemazione dell’ingresso e il rifacimento delle grafiche promozionali. Opere più consistenti, del valore di 450mila euro, sono state eseguite per l’ammodernamento dell’Hotel 1301 Inn, con la sostituzione dell’intera copertura. Conclusi da poco anche i lavori di rifacimento dei locali tecnici adiacenti agli impianti di risalita (per 125mila euro), dove le “casette” sono state completamente rivestite in larice per un miglior inserimento visivo nel paesaggio. Gli investimenti più consistenti e in programmazione sono quelli inclusi nel piano regionale per la montagna PM365 che a Piancavallo destina risorse per 4,1 milioni di euro. Il piano agisce sullo sviluppo bi-stagionale del polo e in particolare sull’area giochi Roncjade, cui va la parte finanziaria più consistente, pari a 3,5 milioni con nuovi percorsi attrezzati per mountain bike e percorsi didattici.
Qui si prevede anche la sostituzione del dismesso impianto di risalita con un moderno skilift abilitato al trasporto di biciclette e la realizzazione di un parcheggio da circa 250 posti nell’area limitrofa al bacino di innevamento. Sullo sviluppo dell’offerta per i cicloturisti punta anche la manutenzione straordinaria di percorsi ciclabili e la creazione di nuovi tracciati per chi pratica downhill (300mila euro), oltre alla riqualificazione di tutta l’area Caprioli, dove si collocano diversi locali di servizio quali noleggio, ristorazione, biglietterie (300mila euro).

foto: uffico stampa regione Friuli Venezia Giulia

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Toscana, Regione e medicina generale insieme per il potenziamento del territorio

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FIRENZE (ITALPRESS) – Più medici di famiglia nelle case di comunità, la diagnostica di base negli studi e nelle case di comunità, sviluppo della telemedicina sia nel rapporto fra medico e paziente, sia in quello fra medico e specialisti. Ecco l’atto di programmazione che farà partire il nuovo accordo sindacale (AIR) con i medici di medicina generale; un’intesa che vede oggi muovere i primi passi e che è stata presentata in palazzo Sacrati Strozzi dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani insieme al segretari regionale della Fimmg Niccolò Biancalani, Alessio Lambardi dello Snami e Giorgio Fabiani dello Smi. Era presente anche Daniela Matarrese la dirigente responsabile del settore “Assistenza Sanitaria Territoriale”.
Dopo la riorganizzazione dell’assistenza territoriale, la Regione Toscana è pronta a emanare la delibera sull’atto di programmazione e ad iniziare la trattativa sul Nuovo Accordo Integrativo Regionale, in un clima di proficua collaborazione con i sindacati della medicina generale. Dopo la delibera di dicembre in cui si dettano le indicazioni alle aziende sanitarie per il rafforzamento dell’assistenza territoriale, il nuovo atto andrà a definire gli indirizzi sulla costituzione delle equipe territoriali, sull’utilizzo della telemedicina, sul potenziamento dell’assistenza domiciliare e sulla garanzia della presenza anche nelle aree interne, per i medici a ciclo di scelta. I lavori per definire l’accordo prenderanno avvio a marzo e si concluderanno entro aprile. Con questi atti si inizia a definire il percorso organizzativo tracciato dal Pnrr e dal D.M.77 in merito alla figura sanitaria di riferimento per il cittadino a livello territoriale, che lavorerà in maniera integrata con gli altri professionisti, avendo a disposizione anche strumenti diagnostici di primo livello.
“Oggi è una giornata importante- ha detto il presidente Giani- , un passo ulteriore per sviluppare e creare un clima di armonia e collaborazione, perché nella sanità toscana è importante lavorare facendo un gioco di squadra. E l’accordo al quale vogliamo giungere va in questa direzione, con la persona che deve essere sempre di più al centro del sistema sanitario. I medici di medicina generale – ha aggiunto Giani- svolgono un ruolo fondamentale e sarà importantissimo anche nella questione delle nuove infrastrutture che avremo con il Pnrr. Basta pensare alle case di comunità. In Toscana ci saranno 77 interventi. Alcuni saranno di ristrutturazione delle case della salute che diventeranno case di comunità, ma altri saranno nuovi interventi. In questo caso avere la capacità di rendere più collettivo l’impegno dei medici di base che avranno lì l’ambulatorio, una prima diagnostica, la possibilità di intersecare la loro attività con medici specialisti; sarà un fatto molto significativo. Quindi presenza più ampia dei medici di famiglia nelle case di comunità, presenza della diagnostica di base all’interno degli studi e delle case di comunità e sviluppo della tele medicina sia nella forma delle tele visita lato medico paziente che nella forma del tele consulto lato medico verso gli specialisti. Sono questi gli elementi portanti per valorizzare la nostra sanità nei territori. L’obiettivo- ha concluso Giani- è quello di corrispondere in maniera sempre più efficiente e concreta ai bisogni dei cittadini. Ecco perché nelle case di comunità metteremo insieme i medici di medicina generale, per arrivare a non fare sentire nessuno senza l’assistenza e la cura che merita”.
“Ci aspettiamo una ridistribuzione dei medici per evitare falle sul territorio (copertura omogenea)- ha detto Fabiani (Smi)- , di recuperare il “tempo dei medici” sburocratizzando e impiegando il tempo risparmiato per curare i pazienti, di alzare il livello qualitativo dei medici garantendo formazione adeguata e certificata, di implementare telemedicina e teleconsulto tra mmg e specialisti, di mettere in atto il Piano assistenziale individualizzato in modo che il paziente abbia la propria agenda programmata, di strutturare i teams multiprofessionali per gestire i pazienti cronici e polipatologici a casa propria, di incentivare economicamente sulla base del merito e sul tipo di lavoro svolto dal medico. Dal livello nazionale, auspichiamo una copertura medico-legale strutturata per disincentivare la medicina difensiva, il riconoscimento delle tutele ai medici convenzionati”.
Fimmg ringrazia “la Regione per la velocità con il quale si è arrivati all’inizio di questa trattativa e soprattutto per il clima di proficuo dialogo che si è venuto a creare tra le parti. Raccogliamo in maniera decisa la sfida lanciata- ha detto Biancalani- e siamo convinti di arrivare in fondo ad un percorso che ci porterà a ridefinire tutta la sanità territoriale in modo da soddisfare tutte le esigenze assistenziali per la popolazione. Come Fimmg cerchiamo di rimettere la medicina generale al centro della risposta territoriale, cercando di togliere da un lato aggravio burocratico e dall’altro di fornire al medico gli strumenti necessari potenziando la diagnostica di primo livello nei nostri ambulatori con medici di medicina generale che opereranno sempre più in associazione e con ausilio di personale ( di segreteria e infermieristico ); misure senza le quali sarà impossibile dare una risposta di salute adeguata alla richiesta della popolazione. Senza dimenticare la promozione sempre più forte dell’ organizzazione in AFT come base del nostro lavoro e che in Toscana ha già dato risultati eccellenti ma migliorabili in ogni zona”.
Anche Snami plaude all’iniziativa di “confrontarsi e concordare il rinnovamento delle medicina generale, in particolare è soddisfatto del clima di collaborazione alla trattativa regionale e che alcune proposte Snami siano state accettate: di sensibilizzare il paziente con la spesa farmaceutica, di togliere la burocrazia inutile ai colleghi e di reinvestire le risorse risparmiate nel sistema territoriale, di migliorare l’accesso ai dati del fascicolo sanitario”.
– foto ufficio stampa Regione Toscana-
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Abruzzo, Marsilio firma accordo con GdF per prevenire illeciti Pnrr

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L’AQUILA (ITALPRESS) – “La trasparenza è un elemento essenziale per la Pubblica amministrazione. La collaborazione deve essere piena e totale. Questo protocollo sancisce questo principio con un presidio di legalità che operi tempestivamente al fine di combattere possibili tentativi di infiltrazione. E’ importante questo scambio reciproco di informazioni così come la formazione professionale degli operatori per mettere insieme pezzi dello Stato contro la criminalità e il malaffare”. Lo ha detto il presidente della giunta regionale Marco Marsilio questa mattina, a L’Aquila, in occasione della firma di un Protocollo d’intesa volto a rafforzare la collaborazione tra istituzioni in materia di spesa pubblica sottoscritto insieme al comandante regionale Abruzzo della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Gianluigi D’Alfonso, alla presenza dell’assessore Nicoletta Verì e del generale di brigata Carmelo Azzarà capo di Stato maggiore comando regionale Abruzzo.

Il Protocollo, che avrà durata triennale, si sostanzierà in uno scambio reciproco di informazioni sulle misure di sostegno, di incentivo e di finanziamento erogate a livello comunitario, nazionale e regionale, comprese le risorse derivanti dal PNRR, sulla spesa sanitaria e sulle procedure inerenti i contratti pubblici, gli appalti di beni e servizi e le concessioni di varie tipologie di benefici. La Regione, mettendo a disposizione la propria banca dati, condividerà le informazioni utili alle investigazioni a contrasto delle frodi sulla spesa pubblica, mentre i reparti abruzzesi della Guardia di Finanza comunicheranno le informazioni necessarie ad avviare le procedure di recupero dei finanziamenti o di sospensione delle somme già erogate.
L’attuazione e l’efficacia dell’azione congiunta sarà monitorata da appositi tavoli tecnici composti da rappresentanti di entrambe le amministrazioni che si riuniranno periodicamente.
“Con la firma di questo Protocollo – afferma il Generale di Divisione Gianluigi D’Alfonso – intendiamo realizzare una delle priorità che la Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria, si prefigge per quest’anno, ossia rafforzare la cooperazione con un’Istituzione, come la Regione Abruzzo, direttamente impegnata, anche mediante l’ARIC, nella gestione di ingenti risorse pubbliche”.

“La possibilità di utilizzare un ampio patrimonio informativo, di cui l’Ente regionale dispone, incrociato con i dati in possesso dei nostri Reparti territoriali, ci consentirà di orientare più efficacemente le attività di indagine verso i soggetti che presentano profili di rischio frode più elevati” conclude il Generale. L’obiettivo dell’accordo è quello di assicurare un presidio di legalità che, con tempestività, sia in grado di prevenire eventuali condotte fraudolente che si rivelino lesive degli interessi economici e finanziari pubblici, sia sul piano penale che sotto il profilo del danno erariale, ma soprattutto promuovere un effetto deterrente. Particolare attenzione sarà rivolta alle risorse finanziate con il PNRR, per il quale, a partire da quest’anno, si stima che si verificherà l’incremento più significativo degli interventi. Pertanto, si rende necessaria un’azione sinergica allo scopo di presidiare l’ingente ammontare di risorse che saranno progressivamente messe in campo. Sarà potenziato l’impegno anche nella lotta alle frodi nel comparto sanitario, in quanto esse rappresentano un impedimento concreto al raggiungimento degli standard di assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Il Protocollo, inoltre, si prefigge di sviluppare iniziative formative a beneficio del personale, civile e militare, impiegato nelle attività di controllo con la finalità di favorire un proficuo confronto operativo e uno scambio di esperienze maturate nei settori in argomento, nell’ottica di non disperdere il background conoscitivo via via acquisito dalle figure professionali dedite all’audit ed ai controlli ispettivi.

foto: ufficio stampa Regione Abruzzo

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Friuli, Fedriga “Forte impegno su nuova residenzialità anziani”

TRIESTE (ITALPRESS) – “Quella di individuare e progettare una nuova e adeguata residenzialità per le persone anziane è una sfida importante, di non poco conto, del nostro tempo: si inserisce nel contesto di una società che vive di più, grazie ai progressi della scienza, e che quindi invecchia. Per questo è assolutamente necessario cambiare gli attuali modelli, adeguandoli alle esigenze contemporanee della popolazione.
L’impianto sul quale ci muoviamo oggi, infatti, è ‘taratò su una società che non c’è più così come la conoscevamo solo fino a un paio di decenni fa, in particolare per il Friuli Venezia Giulia che è la seconda regione d’Italia, dopo la Liguria, per anzianità dei residenti”. Lo hanno sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il vicegovernatore e assessore con delega alla Salute, Riccardi Riccardi, intervenuti stamani al convegno “Le sfide della residenzialità, modelli a confronto per gli anziani” organizzato dalla Federazione regionale del Fvg dell’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale (Uneba), cui hanno preso parte numerosi esperti.
“Nonostante i difficili anni che abbiamo vissuto per le tante emergenze che si sono susseguite, la Regione ha continuato a lavorare per le strutture per gli anziani e per il loro sostegno, per le difficoltà legate alla pandemia e, non ultimo, per l’aumento del costo dell’energia: 45 milioni di euro di investimenti – hanno riferito -. Abbiamo portato la spesa corrente da 70 milioni superando gli oltre 90 milioni di euro”.
“Abbiamo agito su più fronti tra cui l’abbattimento delle rette e gli adeguamenti delle tariffe. Sono tutte misure che vanno in una direzione di risposta a una società che cambia, dove viviamo di più e che quindi invecchia. Dobbiamo modificare l’impianto e soprattutto intervenire in maniera pesante sull’integrazione sociosanitaria, desanitarizzando la cronicità, uno dei fenomeni del nostro tempo” hanno aggiunto ringraziando tutti coloro che hanno partecipato e che hanno portato il loro contributo oggi, come in questi ultimi complessi e difficili anni.
Fedriga e Riccardi hanno ricordato pure il recente pacchetto di provvedimenti di forte impatto licenziato dalla Giunta a favore di persone anziane e di persone con disabilità con tre manovre importanti che sommano circa 10 milioni di euro, 8 dei quali saranno spesa corrente, che proseguirà nel corso degli anni (un intervento strutturale), e 2 milioni che riguardano, invece, misure straordinarie a beneficio delle strutture, per sostenerle a fronte del rincaro dei costi energetici. “Il nostro tempo ci consegna la responsabilità della gestione della cronicità cui non si può rispondere solo con elementi di sanità ma anche con un elemento di salute complessivo – hanno tenuto a rimarcare -: chiave, pertanto, è l’integrazione sociosanitaria nella capacità di dare risposta alle moderne e contemporanee richieste che giungono dalla comunità”.
“Crediamo che il Consiglio regionale abbia fatto un lavoro importante in questi ultimi cinque anni, nonostante le continue emergenze, approvando di fatto all’unanimità tre provvedimenti fondamentali: quello legato all’Invecchiamento attivo, quello sulla Disabilità e, ieri, quello inerente i Caregiver. Sono tre risposte importanti che manifestano lo sforzo compiuto dalla Regione” hanno aggiunto ancora Fedriga e Riccardi. “Cambiare modello è necessario e vogliamo farlo senza traumi, col coinvolgimento di tutti i portatori di interesse: costanti momenti di confronto tra chi eroga i servizi e chi usufruisce degli stessi servizi sono fondamentali per organizzare una risposta diversificata in base alle singole particolarità, garantendo standard elevati e un servizio elevato” hanno sottolineato governatore e vicegovernatore.

foto: ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia

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Abruzzo, Marsilio “A metà 2023 chiusura programmi Fesr e Fse”

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PESCARA (ITALPRESS) – “Entro il primo semestre 2023 porteremo a chiusura con la rendicontazione completa di tutti i progetti finanziati i due programmi europei del Fesr e dell’Fse relativi al periodo 2014-2020”. Lo ha annunciato il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, a margine dell’evento “Insieme per lo sviluppo” organizzato dalla Regione Abruzzo per fare il punto sulla rendicontazione della programmazione 2014-2020. “Il raggiungimento del risultato – ha aggiunto il Presidente – è stato possibile grazie all’accelerazione della spesa registrata negli ultimi tre anni. Un balzo in avanti che ha permesso di raggiungere tutti i target di spesa con punte di certificazioni che per l’Fse toccano il 93% e per il Fesr il 75%”.

I numeri in questo senso confermano la decisa virata della spesa negli ultimi anni, che “ha permesso all’Abruzzo di lasciare la maglia nera in tema di spesa nella classifica nazionale delle Regioni”. Una programmazione, quella 2014-2020, che ha risentito naturalmente dell’emergenza sanitaria per pandemia. Anche in questo caso i numeri forniti dal Presidente confermano lo sforzo organizzativo e amministrativo della struttura regionale. “Durante la pandemia – ha specificato Marsilio – la Regione ha rimodulato qualcosa come 300 milioni di euro, di cui 200 frutto del cosiddetto ‘Accordo Provenzano’ che ha interessato solo i fondi europei Fse e Fesr. Anche in questo caso la risposta della Regione in tema di riprogrammazione è stata immediata con risultati che sul campo si sono visti e che hanno interessato famiglie, imprese e singoli individui”.

Ai risultati conseguiti per l’Fse e il Fesr fanno eco quelli raggiunti nel settore dell’agricoltura. Qui la partita era più complessa con una programmazione fino a tre anni fa di fatto bloccata. “Per la programmazione 2014-2020 – ha specificato il vicepresidente Emanuele Imprudente – il livello di spesa raggiunto dalla Regione è dell’80%, mentre per il biennio 2021/2022 è del 60%. Sono stati erogati 84 milioni di euro in favore di 10 mila beneficiari, mentre solo nel 2022 tra Regione e Gal sono stati pubblicati 33 bandi pubblici”.
Il valore del lavoro fin qui svolto è stato riconosciuto anche dalla Corte dei Conti. “I magistrati contabili – ha svelato Imprudente – nella valutazione di tutti i Feamp (il fondo europeo relativo alla Pesca, ndr) delle varie Regioni hanno certificato che il lavoro dell’Abruzzo in tema di rendicontazione deve essere preso a modello dalle altre Regioni”.

foto: ufficio stampa Regione Abruzzo

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