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Giunta regionale Toscana approva riforma sistema sociale e sanitario

FIRENZE (ITALPRESS) – Via libera dalla Giunta toscana alla riorganizzazione dei sistemi sanitari, socio-sanitari e sociali della Regione. La delibera si lega al decreto del Ministero, il Dm 77, approvato la scorsa estate. “Ma nel recepirlo – spiega il presidente, Eugenio Giani – la Toscana non si è limitata ad un semplice adempimento burocratico e ci ha aggiunto un pensiero ed un programma”. “Si tratta di un progetto – aggiunge l’assessore alla sanità, Simone Bezzini – che parte dalla storia di questa regione, che ne valorizza le specificità ma che apporta un ridisegno complessivo. E’ anche il frutto di un percorso di partecipazione e di un confronto con territori e attori del sistema. Sono stati recepiti alcuni spunti scaturiti dagli Stati generali sulla sanità del Consiglio regionale”. “Il percorso di riforma che stiamo avviando – commenta l’assessora alle politiche sociali, Serena Spinelli – ridefinisce il modello organizzativo dei servizi sociosanitari territoriali non solo allineandosi a livello nazionale al Pnrr e al Dm77, ma anche raccordandosi con il piano nazionale dei servizi sociali e il piano per la non autosufficienza”. “Il risultato – sottolineano presidente ed assessori – è un sistema che migliorerà la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini”.
Il contesto in cui la riforma si muove è quella di un regione la cui popolazione invecchia, che vede l’inversione della piramide demografica e il conseguente aumento dell’incidenza e della prevalenza delle patologie croniche. Per questo serve un modello di presa in carico del cittadino più continuo e vicino al suo domicilio, sollecitato dalle politiche nazionale ma anche da una risoluzione della giunta regionale. La Toscana disegna così l’architettura della nuova assistenza socio-sanitaria territoriale che andrà a regime nei prossimi tre anni e che avrà i suoi tre pilastri nelle case di comunità, ospedali di comunità e centrali operative territoriali. Si punta sull’integrazione e il potenziamento delle cure domiciliari, sullo sviluppo della sanità di iniziativa (ovvero percorsi di prevenzione per gestire meglio le malattie croniche) e sulla presa in carico sul territorio. Un ruolo importante l’avranno l’innovazione e i servizi digitalizzati, la telemedicina e il telemonitoraggio.
Nel percorso di ascolto e confronto che ha accompagnato il varo della riforma sono stati incontrate e sentite le direzioni sanitarie con le loro articolazioni interne, la conferenza regionale dei sindaci, la terza commissione del Consiglio regionale, gli ordini professionali, i sindacati, il consiglio dei cittadini e Anci Toscana. “Questa riorganizzazione – evidenzia l’assessore Bezzini – è uno dei passaggi più importanti che abbiamo di fronte in questa legislatura. Abbiamo deciso di raccogliere la sfida del Dm77 e degli investimenti infrastrutturali che arriveranno con il Pnrr mettendo in campo un progetto toscano che costruisce nuovi pezzi di welfare e stato sociale nella nostre regione”. “La Toscana – aggiunge – non parte certo da zero. Da quindici o venti anni abbiamo lavorato con più progetti sulla sanità territoriale ponendoci all’avanguardia: dalle case della salute all’infermiere di comunità e di famiglia, tanto per fare qualche esempio. Abbiamo fatto tesoro di quanto realizzato ed andiamo ancora avanti”.
“Centralità dei territori, servizi di prossimità e case di comunità sono i pilastri su cui costruire percorsi in grado di dare una risposta sempre più integrata ai bisogni di salute e di protezione sociale delle persone, per prendersene cura in maniera complessiva, soprattutto a fronte della fase di grave crisi economica e sociale che stiamo vivendo”, prosegue l’assessora Spinelli. “La capacità di fare rete sul territorio e di lavorare in maniera sinergica tra le diverse professionalità e i vari servizi coinvolti, con le amministrazioni locali e il terzo settore sarà decisiva per rispondere a bisogni sempre più complessi, riconoscere i diritti, generare opportunità di inclusione sociale e qualificare così un rinnovato modello toscano di integrazione sociosanitaria e socioassistenziale”.
Al centro della nuova architettura ci saranno il cittadino e la comunità, in un puzzle che vede incastrarsi da un lato la prossimità e una presa in carico continuativa dei pazienti là dove abitano, con risposte adeguate ai bisogni delle persone, e dall’altro la sostenibilità del sistema. Gli effetti della riforma si misureranno infatti anche negli ospedali, dove è attesa una riduzione degli accessi impropri ai pronto soccorsi.
Soluzioni diverse a seconda dei territori in cui si opera – la formula non può essere la stessa per la città, un arcipelago, un area interna o la montagna – ma un identico obiettivo: assicurare a tutti la garanzia di un un percorso che assicuri accesso ai servizi vicino a casa: con lavori di equipe, con la collaborazione di medici e pediari di famiglia, con la telemedicina quando utile e necessaria o con le cure domiciliari, con il coinvolgimento ancora del terzo settore e del volontariato che contraddistinguono in maniera positiva l’esperienza toscana.
Ma cosa cambierà in pratica dopo la riforma? Il cittadino continuerà ad accedere al sistema attraverso il 116117 (il numero unico per cure non urgenti), rivolgendosi al medico o al pediatra di famiglia, alle case di comunità o al punto unico di accesso, attraverso il segretariato sociale o ai punti insieme, ai consultori e ai servizi della salute mentale delle dipendenze, ai centri servizi e ai centri per le famiglie.
La novità è costituita dalle centrali operative territoriali – 37 in tutta la Toscana, più di una dunque per zona distretto che sono ventotto, un medico e cinque infermieri in servizio in ognuna, aperte dodici ore al giorno per sei giorni alla settimana, una a turno anche la notte e la domenica – e che funzioneranno in back-office come una sorta di cabina di regia smistando percorsi e bisogni in base alle esigenze del cittadino, in modo integrato e semplificando, per i cittadini, percorsi amministrativi a volte ostici: non solo in uscita dagli ospedali come oggi fanno le Acot per le cosiddette dimissioni difficili e per pazienti che hanno bisogno di cure intermedie, ma anche in entrata, dai territori agli ospedali od anche tra i vari servizi del territorio.
Nasceranno con la riforma le case di comunità, da 70 a 77 in tutta la regione. Là dentro dovranno necessariamente trovare casa non solo specialisti di base ma anche medici di famiglia, pediatri, infermieri di comunità e assistenti sociali. Offriranno assistenza in raccordo con la rete ospedaliera.
La parola chiave è di nuovo integrazione, il coivolgimento di tutte le professioni sanitarie e la presenza di equipe strutturate. Un sistema a rete, con il soccorso delle Uca – evoluzione delle unità mobili di distretto Usca tenute a battesimo durante la fase più acuta della pandemia – che offriranno aiuto ad esempio nel caso di emergenze organizzative o di focolaio, attivabili dai medici di famiglia.
E nasceranno anche gli ospedali di comunità, per le cure intermedie di persone fragili o anziane o con patologie croniche che necessitano di interventi a bassa intensità, se non trattabili a domicilio. Ci sarà almeno un ospedale di comunità in ogni zona distretto o per società della salute, con circa venti posti letto ogni 50 mila abitanti. L’intero sistema, da qui a tre anni, dovrà andare a regime.

foto: agenziafotogramma.it

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Fedriga “Premiati con onorificenza dimostrano valori Fvg”

TRIESTE (ITALPRESS) -“Un riconoscimento importante e prestigioso innanzitutto improntato al merito di chi nelle professioni si è distinto per essere un esempio: in particolare per i più giovani che si accingono a intraprendere una professione a beneficio della comunità”. Lo ha detto oggi nel salone del palazzo della Prefettura di Trieste il governatore Massimiliano Fedriga a margine della cerimonia di conferimento delle Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cui ha presenziato, tra gli altri, anche il sindaco del capoluogo regionale Roberto Dipiazza.
Come ha spiegato il massimo esponente della Giunta, tutti i premiati rappresentano chi si è distinto nelle più alte articolazioni delle istituzioni statali, locali ed ecclesiastiche. Tra questi anche chi, grazie alla propria attività, ha favorito uno sviluppo che ha visto il Friuli Venezia Giulia ai vertici nazionali per l’export e l’occupazione.
“A dimostrazione – ha sottolineato Fedriga – che i valori, messi in risalto da questa onorificenza, fanno parte della storia e dello spirito delle nostre genti, che anche in passato hanno saputo sempre trovare le forza e la determinazione per rialzarsi e ripartire verso una prospettiva di crescita economica e sociale”. Il governatore, infine, assieme al sindaco Dipiazza e al prefetto Annunziato Vardè, ha rivolto ai premiati, ai loro familiari e alle altre autorità civili, militari e religiose presenti gli auguri per un felice Natale e un buon anno nuovo.
-foto ufficio stampa Regione Fvg-
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Fvg, approvata la manovra finanziaria per il 2023

TRIESTE (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Fruli venezia Gulia ha approvato la manovra finanziaria per il 2023 con i voti favorevoli della maggioranza di Centrodestra e il voto contrario di Pd, Movimento Cinque Stelle, Patto per l’Autonomia, Cittadini e Open Sinistra Fvg, mentre il consigliere del Gruppo Misto Walter Zalukar ha scelto l’astensione giudicando in modo negativo gli interventi nel campo della sanità.
Il via libera ai ddl 182 (Collegata), 183 (Stabilità) e 184 (Bilancio di previsione 2023-2025) è l’ultimo grande atto di programmazione finanziaria della Giunta guidata dal governatore Massimiliano Fedriga, a pochi mesi dalla conclusione della legislatura. Prima del voto finale, Fedriga ha ringraziato “il prezioso lavoro dell’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, e il supporto leale della Maggioranza: i nostri risultati sono il frutto di un gioco di squadra”. Il presidente della Giunta regionale ha rimarcato in particolare – del suo mandato di governo – la valorizzazione dell’autonomia del Friuli Venezia Giulia attraverso “la rinegoziazione dei patti finanziari con lo Stato: nel 2018 dovevamo dare più di 800 milioni, oggi abbiamo dimezzato quel contributo. E se non ci sono le risorse, hanno poco senso anche le competenze”. “Nell’arco del mandato – ha sottolineato ancora il governatore – abbiamo ottenuto anche la competenza sui tributi locali, un altro prezioso tassello per la nostra autonomia”.
Fedriga si è inoltre detto orgoglioso “del grande lavoro sugli investimenti, con una visione di prospettiva. Lo stesso vale per la sanità, dove molti passaggi hanno bisogno di tempo. Intanto però il settore ha a disposizione 118 milioni in più, e lo stesso vale per l’ambiente che non è affatto una cenerentola”. A questo proposito, il presidente ha invitato “a non ideologizzare la transizione energetica” e a puntare “sull’autosufficienza delle democrazie occidentali nell’approvvigionamento energetico”, prima di soffermarsi “sui numeri positivi del turismo, che ci hanno fatto recuperare i livelli del pre-pandemia” e sulla “politica molto forte a sostegno della famiglia”.
Molto critica invece la valutazione delle Opposizioni. “Il nostro giudizio politico è totalmente negativo – ha osservato Roberto Cosolini, relatore di minoranza per il Pd -. In questi anni abbiamo presentato centinaia di emendamenti e quasi tutti sono stati respinti, ma poi spesso la Giunta ha ripreso le nostre idee, perdendo però tempo prezioso in molti settori”. Ancora più drastico Cristian Sergo: “A questa manovra come voto darei zero, lo stesso numero di emendamenti che ci avete approvato – ha detto il relatore del M5S – , eppure erano proposte di buon senso e non ideologiche”.
“Il parere assolutamente negativo – ha detto Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) – riguarda tutti i 5 anni, non solo questo bilancio. Temo che questo mandato non lascerà traccia”. “Vediamo più ombre che luci – gli ha fatto eco Tiziano Centis (Cittadini) – e molte criticità, specie nel settore della sanità”. Mentre Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia, è convinto che “la grande mole di risorse non sia stata utilizzata nel modo giusto. E se si sbagliano gli investimenti in periodi di vacche grasse gli impatti negativi non si vedono subito, ma arrivano nel lungo periodo”.
Tutt’altra musica risuona nell’orchestra del Centrodestra.
“Avremo anche fatto errori, ma in cinque anni abbiamo dato tantissime risposte ai cittadini”, ha detto il capogruppo della Lega, Mauro Bordin, sottolineando “la coesione dei gruppi di Maggioranza”. Concetto caro anche a Claudio Giacomelli, capogruppo di Fratelli d’Italia: “Siamo rimasti uniti per cinque anni su ogni singolo voto. E mi stupisco quando sento parlare di Giunta fortunata, quasi che Vaia, pandemia e guerra fossero sinonimo di buona sorte”.
“Il Centrodestra fa, la sinistra perde e spiega: il nostro cambio di passo è stato quasi impietoso rispetto al passato”, ha sintetizzato Franco Mattiussi, relatore di maggioranza per Forza Italia. Mentre Mauro Di Bert, capogruppo di Progetto Fvg/Ar, ha palato di “cinque anni bellissimi” e di una manovra finanziaria “ricca, attenta al contingente ma anche alle prospettive”.
Anche l’assessore Zilli è intervenuta per ringraziare “la professionalità degli Uffici”, sottolineando “lo spirito di servizio con cui tutti hanno operato per servire al meglio la nostra Regione” e ringraziando anche i consiglieri di Opposizione. Un “grazie” a Ufficio di presidenza, Conferenza dei capigruppo, Giunta e gruppi consiliari è giunto anche dal presidente dell’Aula, Piero Mauro Zanin.
Prima del voto finale erano stati accolti 42 ordini del giorno, 10 dei quali riformulati su richiesta del governatore, mentre i consiglieri hanno bocciato a maggioranza altre 11 mozioni che non avevano superato il vaglio della Giunta.

– foto: ufficio stampa Consiglo Fvg

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Maltempo, superato primo livello criticità dell’Arno

FIRENZE (ITALPRESS) – “E’ stata una lunga notte per tanti cittadini in provincia di Pistoia a causa del violento nubifragio di ieri che ha visto impegnate senza sosta le donne e uomini della nostra Protezione civile, personale degli enti, vigili del fuoco e forze dell’ordine. Livelli in calo eccetto che per l’Arno, in piena a 1.000 metri cubi al secondo nel tratto fiorentino, e per la parte terminale del fiume Ombrone Grossetano. Nelle prossime ore precipitazioni su gran parte del territorio regionale, più insistenti sulle zone interne orientali. Attenzione, l’allerta gialla rimane per tutta la giornata di oggi”. Lo ha scritto sul suo profilo Facebook il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Poi, ha aggiunto: “Superato il primo livello di criticità dell’Arno a Firenze Uffizi, attivato anche il servizio di piena del Genio Civile della Regione Toscana. Portate in transito dell’ordine dei 1.000 metri cubi di acqua al secondo”.
(ITALPRESS).

Photo Credits: xb8

Fvg, Riccardi “2,9 mld a beneficio del sistema della salute”

TRIESTE (ITALPRESS) – “C’è un’importante disponibilità di risorse a beneficio del Sistema salute della Regione che somma complessivamente quasi 2 miliardi e 900mila euro: oltre 110 milioni di euro in più rispetto allo stanziamento della precedente finanziaria e legge di Stabilità collegata del 2022.
La programmazione degli investimenti negli ultimi 5 anni ammonta a oltre 1 miliardo di euro contro i 212 milioni di euro della legislatura precedente: 5 volte di più. Risorse strategiche che ci porteranno, come tutti auspichiamo, a superare la fase della pandemia”. Lo ha affermato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi a seguito dell’approvazione degli articoli della finanziaria regionale relativi alle sue deleghe.
“Rilevanti sono gli investimenti nella sanità territoriale, per circa 240 milioni, un valore di oltre 10 volte più alto di quello della precedente legislatura, che sommava 22 milioni – ha continuato Riccardi -; estremamente rilevante la quota legata alla parte indistinta all’interno della quale sono contenute le misure di contrasto all’obsolescenza tecnologica, che vedranno finanziamenti per circa 350 milioni contro i 126 milioni della precedente legislatura”.
“Tutti gli indicatori danno un andamento straordinario della disponibilità di risorse per il sistema salute: il Fondo sanitario regionale si attesta a oltre 2,5 miliardi di euro, con un aumento di circa 50 milioni rispetto allo scorso anno – ha aggiunto ancora Riccardi -. La spesa per il sociale aumenta di 3 milioni raggiungendo circa 200 milioni di euro; circa 65 milioni di euro solo per l’esercizio 2023 sugli investimenti. Dati che portano complessivamente, nella programmazione di fine legislatura, a investimenti per oltre un miliardo di euro negli ultimi 5 anni”.
Riccardi ha sottolineato – dati alla mano – come non sia in atto in alcun modo un processo di privatizzazione: “puntiamo alla ricerca di un equilibrio che ci consenta di dare risposte in termini di efficienza, di aggressione delle liste di attesa e delle fughe dei professionisti dal settore pubblico. Queste problematiche sono fortemente condizionate da un dato storico che vede la spesa pro capite dell’assistenza privata accreditata a 221 euro in questa Regione, contro la media nazionale di 400 euro, in Veneto di 334 euro, nelle Provincia Autonoma di Trento a 288 euro, in Emilia Romagna 347 euro e 550 euro in Lombardia.
Questo ci porta a una percentuale della spesa che in Friuli Venezia Giulia si attesta all’8,9% contro il 14,3% di Veneto, il 10,9% della Provincia Autonoma di Trento, 24,5% di Lombardia e 13,9% di Emilia Romagna. Ci accusano di privatizzare i servizi a partire dai Pronto soccorso: ricordo che la prima a essere stata costretta a farlo in Italia è stata proprio l’Emilia Romagna.
Difficile sostenere, come fa qualcuno, che questo è un modo di tenere aperti i servizi invece che una linea politica di destra”.
“Cimo-Fesmed stima che il 37% dei medici è pronto a lasciare il sistema sanitario nazionale per andare a lavorare nel privato e nelle cooperative. Ridurlo a un problema del Friuli Venezia Giulia non aiuta a trovare soluzioni. Questo ha anche a che fare con elementi di natura retributiva su cui le Regioni non hanno competenza. Noi auspichiamo che il Governo modifichi la norma sulla quota del fondo accessorio che ci consentirebbe di fare una manovra incisiva sulle politiche retributive” ha aggiunto Riccardi.
“Abbiamo lavorato molto – ha aggiunto il vicegovernatore – sulle misure legate al personale nei limiti di quelle che sono le competenze della Regione; il dato organico passa da 20.252 unità del 2018 alla chiusura di 21.078 del 2022. Nel corso di questi 5 anni abbiamo fatto un grande lavoro pure sul fabbisogno formativo per quanto riguarda le professioni sanitarie: l’infermieristica è passata da 270 borse di studio del 2018 a 400 del 2022, fisioterapia da 50 a 100, assistenza sanitaria da zero a 40; le scienze infermieristiche ostetriche da zero a 30; l’educatore professionale da 40 a 80, medicina generale da 20 a 40, solo per fare qualche esempio” ha concluso Riccardi.
-foto ufficio stampa Regione Fvg –
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Abruzzo, nasce la consulta regionale scolastica su bullismo e cyberbullismo

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PESCARA (ITALPRESS) – Nasce la Consulta regionale sul bullismo e cyber bullismo. Lo rende noto l’assessore regionale all’Istruzione dell’Abruzzo, Pietro Quaresimale, che ha sottoposto alla Giunta regionale la proposta di costituire una Consulta regionale che affrontasse tutte le questioni legate al bullismo e cyber bullismo. La Giunta regionale ha dato il via libera e ora “ci apprestiamo a nominare i membri della Consulta e ad avviare una serie di attività di sensibilizzazione”. “La decisione di realizzare una Consulta regionale tutta dedicata al problema del bullismo – sottolinea Quaresimale – è un chiaro segnale di attenzione verso il mondo dei giovani e della complessa realtà che li circonda. L’obiettivo della Consulta è capire la consistenza del fenomeno nelle scuole abruzzesi, predisporre strumenti di prevenzioni e avviare campagne pubbliche di sensibilizzazione. Ma la Consulta- aggiunge Quaresimale – dovrà anche essere luogo di confronto e di raccolta di proposte in modo da migliorare la risposta delle istituzioni pubbliche ad un problema che investe i giovani e le loro famiglie”.
La Consulta sul bullismo e cyber bullismo è composta da 13 membri. Il coordinamento spetta all’assessore regionale all’Istruzione, i componenti sono: il Garante regionale per l’infanzia, il presidente del Corecom Abruzzo, quattro rappresentanti nominati dalle Asl, due rappresentanti del Terzo settore, un rappresentante nominato dal Coni e tre dirigenti della Regione Abruzzo. La Consulta è aperta al contributo di altre istituzioni o associazioni che potranno essere invitate in relazione all’ordine del giorno. Essa è destinata a lavorare in stretto contatto con l’Osservatorio regionale sul bullismo istituito presso l’Ufficio scolastico abruzzese.
-foto agenziafotogramma.it
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Fvg, Fedriga “Famiglia al centro dell’agenda politica”

UDINE (ITALPRESS) – “La famiglia è al centro delle politiche della Regione e viene sostenuta con misure strutturali che vogliamo proseguire a implementare. Gli interventi posti in essere, infatti, non sono ‘una tantum’ e rappresentano uno strumento concreto di crescita sociale ed economica per il nostro territorio. L’Amministrazione regionale continuerà a rafforzare la famiglia, uno dei pilastri su cui l’azione dell’Esecutivo regionale si è concentrata in questa legislatura”.
Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo con un video messaggio all’evento “Famiglia al centro” tenuto oggi nell’auditorium Comelli a Udine con l’assessore regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia, Alessia Rosolen.
Fedriga ha tracciato una fotografia delle politiche regionali a favore del comparto a partire dall’istituzione, ad inizio legislatura, del servizio dedicato, fino a tutti gli interventi normativi, non ultimo la legge quadro del settore.
Fra i dati comunicati dal governatore quello relativo ai servizi 0-6. “Sono incrementate in modo considerevole le risorse stanziate rispetto agli anni precedenti così come l’ampia partecipazione delle strutture – ha riferito -. Oggi il sistema dei servizi 0-6 anni vanta 821 strutture con più di 32mila minori coinvolti, la Regione per l’anno 2022-23 ha immesso risorse per lo specifico settore pari a 10.787.000 euro. E ammontano a ulteriori 25 mln di euro le risorse per azzerare le rette per i servizi della prima infanzia; un intervento che non riguarda solo le famiglie con redditi più bassi ma che coinvolge una platea più vasta: abbiamo infatti introdotto un Isee fino a 50 mila euro per poter accrescere i beneficiari della misura così da rendere più generalizzato l’intervento”.
Triplicate dal 2018 ad oggi le risorse annuali per garantire l’accesso ai servizi per la prima infanzia alle famiglie “si è passati da 7,5 mln nell’anno educativo 2017-18 – ha chiarito Fedriga – ai 25,5 mln del 2022-23”. L’80% delle famiglie che accedono a un servizio educativo prima infanzia hanno il contributo regionale.
Il governatore ha poi ricordato i quasi 30 mln di euro stanziati a favore del diritto allo studio 2022-23 suddivisi in ‘dote scuolà (3.205.450 euro), contributi per studenti scuole paritarie (879.570 euro), borse di studio per studenti universitari (23.232.946 euro) e comodato gratuito libri di testo (2 mln di euro). Un passaggio del video messaggio ha riguardato anche i 24 mln di euro per la dote famiglia nel 2022 a favore dell’attività educativa extrascolastica.
Fedriga ha dato conto, infine, di alcuni risultati frutto delle politiche regionali complessive fra cui quelli inerenti i livelli di occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia “che – ha riferito – si attestano al 62,5% contro una media nazionale del 49,4%. La nostra percentuale supera anche quelle presenti in territori in cui le performance sono buone come nel Nord-Ovest pari al 58,9% e nel Nord-Est 59,9%”.
-foto ufficio stampa Regione Fvg-
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Programma europeo sulle malattie rare, la Regione Toscana partecipa con 300 mila euro

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FIRENZE (ITALPRESS) – La Regione Toscana parteciperà, con una quota di cofinanziamento di 300 mila euro, alla Joint transnational Call 2023, il cui tema è “Natural history studies addressing unmet needs in rare diseases” (studi di storia naturale che affrontano i bisogni insoddisfatti nelle malattie rare). L’obiettivo del bando è quello di consentire ai ricercatori di diversi paesi di costruire una collaborazione efficace su un progetto comune di ricerca interdisciplinare, nell’ambito appunto delle malattie rare, basato sulla complementarità e sulla condivisione delle competenze, con evidenti vantaggi per i pazienti.
I 300 mila euro impegnati dalla Regione Toscana sarà destinata a aziende ed enti del servizio sanitario regionale e a enti di ricerca toscana per promuovere la realizzazione di progetti scientifici d’eccellenza.
I precedenti bandi hanno riscontrato un forte interesse nella comunità scientifica regionale, che ha partecipato con buoni risultati e progetti approvati e finanziati. Il nuovo bando sarà pubblicato il 12 dicembre 2022. Sono previsti due momenti di approfondimento dedicati ai ricercatori: un webinar online per potenziali candidati organizzato dall’European Joint Programm on Rare Diseases che si terrà il 15 dicembre e un infoday di presentazione del bando organizzato da Regione Toscana il 20 dicembre. A quest’ultimo incontro parteciperanno referenti dell’Ejprd, che presenteranno i servizi gratuiti dedicati ai ricercatori sviluppati dal programma.
-foto agenziafotogramma.it-
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