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Siccità, in Toscana segnalazioni di danni per oltre 260 milioni di euro

FIRENZE (ITALPRESS) – Ammontano a oltre 260milioni di euro le segnalazioni raccolte sul territorio toscano dalla Regione Toscana in seguito alle perdite provocate dalla siccità di questa estate. Dopo anche la valutazione condivisa con le organizzazioni professionali agricole, verificato il raggiungimento della soglia necessaria, la giunta toscana, su proposta della vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi, ha provveduto a richiedere al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali la declaratoria di eccezionale avversità e le conseguenti risorse del Fondo di solidarietà che il Ministero ha attivato per fronteggiare gli ingenti danni subiti dal comparto agricolo. Grazie alle risorse del Fondo si possono adottare misure straordinarie di intervento (come specificato nell’art. 5 del decreto legislativo 102/2004) anche per le aziende che non abbiano sottoscritto polizze per l’evento climatico del tutto eccezionale e che abbiano subito almeno il 30 per cento del danno della produzione lorda vendibile.
“La richiesta della declaratoria al Ministero – sottolinea la vicepresidente Saccardi – è un passaggio doveroso per poter assicurare alle imprese che non hanno sottoscritto polizze assicurative per le proprie produzioni, un ristoro da parte del Fondo di solidarietà nazionale che verrà ripartito tra le diverse regioni. Nel periodo compreso tra il giugno e l’agosto di quest’anno, su tutto il territorio della Toscana si sono verificate temperature elevate oltre le medie stagionali associate ad assoluta mancanza di precipitazioni, tali da provocare enormi perdite su molte produzioni vegetali e che hanno influito negativamente anche nella produzione zootecnica, in particolare nel settore dell’apicoltura”.

foto: agenziafotogramma.it

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Innovazione, Rosolen-Bini “FVG sede top per lavoratori digitali”

TRIESTE (ITALPRESS) – “Un sistema regionale sempre più attrattivo che con questa iniziativa diventerà uno dei venti punti di riferimento al mondo per i nomadi digitali, ovvero quelle persone che lavorando da remoto hanno la possibilità di scegliersi la località più attrattiva e congeniale alle loro esigenze in termini di qualità della vita”. Lo hanno dichiarato a Trieste gli assessori regionali Alessia Rosolen (Lavoro) e Sergio Emidio Bini (Attività produttive e turismo) presentando l’adesione del Friuli Venezia Giulia alla campagna “Vivi e lavora ovunque” di Airbnb, supportata anche dal Ministero per lo Sviluppo economico e da Invitalia. Come hanno spiegato gli esponenti della Giunta “questa importante opportunità per il Friuli Venezia Giulia nasce dai contatti di Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa con il Ministero dello Sviluppo Economico e con Invitalia, instaurati nell’ambito dell’attività di attrazione investimenti che, in misura sempre maggiore, si delinea come una strategia strettamente correlata all’attrazione di talenti”.
L’assessore Rosolen ha ricordato l’indagine sulle migrazioni interne de Il Sole 24 Ore che registra il Friuli Venezia Giulia come la regione complessivamente più attrattiva d’Italia, che rappresenta “un sistema aperto ad ogni forma di innovazione dell’organizzazione e delle modalità di lavoro, ponendo particolare attenzione alla qualità della vita, alla conciliazione vita-lavoro e all’impatto sociale delle attività di impresa sul territorio e nelle comunità”. “Proprio per questi motivi – ha detto ancora Rosolen – ad ottobre sarà ospitato il primo forum delle società benefit e, in tale contesto, ci fa enorme piacere essere stati selezionati tra le destinazioni mondiali più desiderabili per i lavoratori da remoto nel quadro di questo progetto di Airbnb”.
Da parte sua l’assessore Bini ha rimarcato come il Friuli Venezia Giulia sia una regione che con i fatti sta dimostrando di essere sempre più ricercata dai turisti e dalle imprese. “Questo perchè sono state attuate delle scelte e delle politiche da parte dell’Amministrazione regionale finalizzate al fatto che, per una somma di situazioni, sia conveniente venire in Friuli Venezia Giulia. Inoltre, segnando un cambio di passo rispetto al passato, siamo riusciti a innestare un processo di collaborazione a livello sistemico con tutti gli attori, pubblici e privati, che ci sta consentendo di conseguire importanti obiettivi come quello di oggi”. “Essendo il Fvg una della 20 sedi mondiali individuate da questa iniziativa, la collaborazione con Airbnb – ha aggiunto Bini – ci permetterà di fare ulteriormente conoscere a livello internazionale la nostra regione”. Infine il Country manager per Italia e Sud Est Europa di Airbnb, Giacomo Trovato, ha ringraziato la Regione perchè, prima delle altre, ha dimostrato di avere la giusta mentalità di fronte a un fenomeno destinato a svilupparsi sempre più nel futuro.

foto: ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia

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Fedriga “La 54^ edizione della Barcolana è sinonimo di ripartenza”

TRIESTE (ITALPRESS) – “La 54esima edizione rappresenta la Barcolana della ripartenza, ma la forza della regata è stata espressa anche nelle edizioni passate durante la pandemia quando nonostante le difficoltà organizzative non si è fermata. Oggi, grazie a quegli sforzi, possiamo riprendere con una regata della ‘normalizzazionè con tutte le aspettative in termini di partecipazione che ci auguriamo di ottenere”. Lo ha affermato il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, in occasione della conferenza stampa di presentazione della 54. edizione della Barcolana che ha preso il via oggi e che regalerà dieci giorni di eventi a terra e in mare. Nel Salone degli incanti a Trieste erano presenti, fra gli altri, l’assessore regionale allo Sport, Tiziana Gibelli, il prefetto di Trieste, Annunziato Vardè, il presidente della Svbg Mitja Gialuz e il sindaco della città Roberto Dipiazza.
Per il governatore questa edizione “è strategica così come lo sono gli altri tre grandi eventi del Friuli Venezia Giulia (Friuli Doc, Gusti di frontiera e Pordenonelegge) perchè riescono a destagionalizzare il turismo richiamando molte presenze”. “I numeri sul 2022 – ha aggiunto Fedriga – mostrano come il Friuli Venezia Giulia sia la regione che ha recuperato di più in termini di richiamo turistico rispetto al periodo pre-pandemico a livello nazionale, dimostrando come il settore sia in salute”.
Un comparto che per Fedriga deve continuare a rafforzarsi “viste anche le difficoltà legate alla crisi energetica e all’aumento dell’inflazione”. Secondo il governatore, infatti, potendo contare su una base solida, e il turismo ha un ruolo importante in questo senso, si possono affrontare nel miglior modo possibile i momenti impegnativi che inevitabilmente ci coinvolgeranno.
L’assessore regionale allo Sport Tiziana Gibelli a margine della presentazione si è detta “particolarmente fiera di svolgere questo ruolo nell’esecutivo del Friuli Venezia Giulia per molteplici motivi a partire dalle piccole squadre delle associazioni locali che costruiscono i grandi campioni. Ma oggi – ha detto – lo sono in modo particolare perchè la Barcolana rappresenta la più grande regata al mondo come numero di partecipanti e offre delle immagini di un golfo suggestivo che amo ricordare con le parole di Diana Bracco ‘io quando arrivo a Trieste guardo giù vedo il golfo e mi si apre il cuorè”.

foto: ufficio stampa Regione FVG

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Fedriga “FVG con Novartis per la costruire della medicina del futuro”

TRIESTE (ITALPRESS) – “Un obiettivo che guarda a un futuro più vicino di quello che si immagini, nel quale le innovazioni in campo medico permetteranno di prevedere le patologie e di intervenire con la prevenzione, evitando in questo modo l’insorgenza della malattia e abbassando la pressione sulle strutture ospedaliere”. Lo ha dichiarato il governatore dMassimiliano Fedriga oggi a Trieste che – assieme al vicegovernatore Riccardo Riccardi, all’assessore alla Ricerca Alessia Rosolen e all’amministratore delegato di Novartis Italia Valentino Confalone – ha presentato i primi due progetti frutto della collaborazione tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la multinazionale farmaceutica. Come ha spiegato Fedriga, si tratta di una partnership che ha il coraggio di guardare oltre alla contingenza e di costruire le basi di un cambiamento “essenziale per affrontare le sfide del futuro legate all’aumento della longevità della popolazione e quindi alla necessità di avere un sistema sanitario in grado di offrire risposte di salute di qualità”.
L’auspicio, come ha sottolineato il governatore, è che questa esperienza in atto in Friuli Venezia Giulia rappresenti una buona prassi da replicare a livello nazionale. “Unire ricerca, innovazione e impresa con l’avvio di startup direzionate a intervenire nel miglioramento del sistema sanitario è una delle finalità di questa collaborazione che guarda al futuro”.
Sul piano economico il massimo esponente della Giunta ha ricordato i 45 milioni di euro (sulla parte di spesa corrente) nel triennio destinati alla collaborazione pubblico-privato, a testimonianza della volontà programmatica dell’Amministrazione.
Da parte sua il vicegovernatore Riccardi ha focalizzato il proprio intervento sui due progetti individuati in questa prima fase della collaborazione con Novartis. “L’adeguamento del sistema organizzativo della sanità alle nuove sfide connesse in particolare alle cronicità e alle acuzie, da un lato, e intervenire in maniera innovativa sulla prevenzione, dall’altro, rappresentano i campi di azione su cui le direzioni regionali e la parte privata stanno lavorando concretamente per creare il domani della sanità del Friuli Venezia Giulia”.
Come ha detto, poi, l’assessore Rosolen, “avere ricostruito un quadro complessivo in cui potersi muovere e aver individuato delle linee di sviluppo nelle quali le startup possono inserirsi rappresenta un lavoro mai fatto in maniera così trasparente e puntuale nel passato”. Tornando alla parte economica Rosolen ha rimarcato il fatto che aver previsto più annualità nella distribuzione delle risorse rappresenta un elemento di forza che garantisce continuità alla collaborazione. Infine l’ad di Novartis, Valentino Confalone, ha parlato del percorso virtuoso compiuto con la Regione Friuli Venezia Giulia, “che oggi si rafforza ancora di più attraverso progettualità concrete, dimostrando l’importanza del partenariato pubblico-privato per offrire risposte innovative ed efficaci alla domanda di salute dei cittadini. Grazie al lavoro svolto in questi mesi, saremo infatti in grado di avviare la sperimentazione di modelli che guardano al futuro della sanità territoriale, in aree di cruciale importanza per i pazienti come la prevenzione, l’integrazione ospedale-territorio e la medicina predittiva. E proprio in quest’ultimo ambito – ha concluso – uno dei due progetti della partnership si focalizza come progetto pilota nell’ambito cardiovascolare”.

foto: ufficio stampa Regione FVG

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Contributo Regioni a Pnr-Pnrr, 6.314 i provvedimenti

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ROMA (ITALPRESS) – La Conferenza delle Regioni, riunita questa mattina, ha ratificato il documento annuale del Contributo delle Regioni e delle Province autonome al Programma Nazionale di Riforma (PNR), che quest’anno è inglobato all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il documento, composto dal 2012, viene dunque presentato in maniera integrata rispetto al dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) del PNRR da ogni stato membro dell’Unione Europea, assolvendo alla funzione programmatica e di monitoraggio. Pertanto, il Contributo delle Regioni al PNR – PNRR 2022 è stato strutturato sulla base dell’azione di monitoraggio attivato dalla Conferenza delle Regioni a febbraio e comprende tutti gli interventi normativi e attuativi realizzati da gennaio 2021 fino a febbraio 2022, coerentemente con le richieste dell’Europa in relazione al PNRR.
I dati e le analisi del Contributo delle Regioni al PNR – PNRR 2022 sono dunque parte integrante del PNRR in accordo con l’obbligo per ogni stato membro UE di fornire periodicamente le risposte alle sfide principali e alle riforme prioritarie, che negli ultimi mesi sono legate per lo più alla crisi energetica. Il Country Report italiano fornisce un focus specifico su “gap analysis di sfide esistenti e nuove, non sufficientemente coperte nei PNRR”, e per stilare il documento la Conferenza delle Regioni ha tenuto conto del documento nazionale del PNRR, con le relative 6 Missioni e le linee di intervento e riforma a esse collegate. Nel dettaglio, per il Contributo delle Regioni al PNR – PNRR 2022 sono state utilizzate le quattro dimensioni della competitività sostenibile previste nell’Analisi annuale di crescita sostenibile 2022, per mezzo della predisposizione di 4 Matrici, i quadri sinottici degli interventi regionali, con le seguenti misure classificatrici: sostenibilità ambientale (transizione energetica, mobilità sostenibile, biodiversità, infrastrutture verdi e misure di adattamento al cambiamento climatico, gestione sostenibile delle risorse naturali, in particolare idriche, sviluppo territoriale ed economia circolare); produttività: competitività e imprese (accesso al credito), competitività territoriale, investimenti in ricerca e innovazione, agenda digitale – connettività rurale, apertura del mercato e concorrenza – appalti pubblici; equità: sistema sanitario, mercato del lavoro (lavoro flessibile, adattabilità strumenti a sostegno del reddito, formazione professionale, politiche attive, occupazione giovani e femminile ecc.), istruzione (diritto allo studio, competenze, competenze digitali, edilizia scolastica, ecc.), contrasto alla povertà e inclusione sociale; stabilità macroeconomica: politiche di bilancio, interventi fiscali, efficienza della giustizia, contrasto alla corruzione e promozione della trasparenza, efficienza della pubblica amministrazione. Scendendo nei dettagli, quest’anno i provvedimenti inviati dalle Regioni e Province autonome e oggetto dell’analisi di monitoraggio e programmazione integrata sono stati in tutto 6.314, dagli 838 del Lazio ai 76 del Molise, passando per i 333 della Sicilia e i 548 della Lombardia. 1.911 provvedimenti riguardano la sostenibilità, 1.322 provvedimenti la produttività, 2.620 e 461, rispettivamente, per le matrici di equità e stabilità (per le quali le Marche non hanno usufruito di nessuna misura).
Il documento fornisce infine il numero di provvedimenti attuati dalle Regioni per ciascuna misura dei macrotemi. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale: Misura 1 – Transizione energetica: 401, Misura 2 – Mobilità sostenibile: 376, Misura 3 – Arrestare la perdita di biodiversità: 234, Misura 4 – Infrastrutture verdi e misure di adattamento al cambiamento climatico: 189, Misura 5 – Garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali, in particolare idriche: 234, Misura 6 – Sviluppo territoriale: 252, Misura 7 – Economia circolare: 225. Per quel che concerne la Produttività: Misura 1 – Potenziamento del sistema delle garanzie pubbliche per favorire l’accesso al credito delle PMI: 95, Misura 2 – Strumenti finanziari per favorire l’accesso al credito e la competitività delle PMI: 152, Misura 3 – Interventi per la competitività territoriale: 503, Misura 4 – innovazione delle imprese: 208, Misura 5 – Sistemi regionali dell’innovazione: 94, Misura 6 – Infrastrutture della ricerca: 28 , Misura 7 – Agenda Digitale: 173, Misura 8 – Apertura del mercato e concorrenza: 35, Misura 9 – Promozione di una maggiore sostenibilità negli appalti pubblici: 34. Per l’Equità: Misura 1 – Operatori sanitari: 103, Misura 2 – Prodotti medici essenziali: 49, Misura 3- Infrastrutture sanitarie: 345, Misura 4 – Governance mercato del lavoro e servizi per il lavoro: 114, Misura 5 – Interventi per lo sviluppo occupazionale: 77, Misura 6 – Interventi per l’adattabilità: 27, Misura 7 – Interventi a sostegno dei lavoratori e delle imprese: 191. Misura 8 – Rafforzamento delle politiche attive: 105, Misura 9 – Formazione del capitale umano: 119, Misura 10 – Apprendistato di II livello – tirocini extracurricolari: 38, Misura 11 – Interventi sull’occupazione femminile: 86, Misura 12 – Contrasto alla povertà e innovazione sociale: 469, Misura 13 – Social Housing: 84, Misura 14 – Inclusione sociale cittadini di paesi terzi e comunità emarginate: 142, Misura 15 – Qualificazione servizi e infrastrutture di cura e socioeducativi: 84, Misura 16 – Economia sociale: 62, Misura 17 – Diritto allo studio: 138, Misura 18 – Interventi formativi rivolti ai giovani a rischio di esclusione scolastica e socio-lavorativa: 126, Misura 19 – Apprendistato di I livello: 20, Misura 20 – Edilizia scolastica: 68, Misura 21 – Orientamento: 20, Misura 22 – Sistema duale: 16, Misura 23 – Percorsi ITS, Poli tecnico-professionali e Percorsi annuali IFTS: 54, Misura 24 – Finanziamenti e diritto allo studio universitario o terziario equivalente: 72, Misura 25 – Apprendistato di II livello: 11. Infine, per la Sostenibilità: Misura 1 – Promuovere la stabilità macroeconomica globale attraverso il coordinamento e la coerenza politica: 35, Misura 2 – Politiche fiscali: 59, Misura 3 – Efficienza della giustizia: 5, Misura 4 – Misure di contrasto alla corruzione: 5, Misura 5 – Efficienza della Pubblica Amministrazione: 309.
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Lo sfruttamento dell’idrogeno nuova frontiera per Friuli Venezia Giulia

NOVA GORICA (SLOVENIA) (ITALPRESS) – “Lo sfruttamento delle opportunità legate all’idrogeno è la nuova frontiera in campo energetico nell’attuale situazione geopolitica e la Regione Friuli Venezia Giulia continuerà a collaborare con le repubbliche di Slovenia e Croazia per lo sviluppo di questo settore nevralgico”. E’ questo il messaggio lanciato oggi a Nova Gorica, in Slovenia, dall’assessore regionale all’Energia, Fabio Scoccimarro, alla seconda conferenza Hydrogen Ecosystem North Adriatic 2022 co-organizzata da Clean Hydrogen partnership e Hycubes, che prosegue il cammino avviato lo scorso anno, quando rappresentanti istituzionali, del mondo scientifico e dell’industria del Friuli Venezia Giulia, della Slovenia e della Croazia hanno gettato le basi per la realizzazione di un’iniziativa unica volta a costruire una Valle dell’idrogeno del Nord Adriatico su scala transnazionale. A conferma della rilevanza all’evento di oggi hanno partecipato, tra gli altri, il segretario di Stato del Ministero dell’ambiente dell Slovenia Uros Vajgl, il delegato del Ministero dell’economia e dello sviluppo sostenibile della Croazia Vjekoslav Jukic e il vicepresidente di Confindustria Udine Anna Mareschi Danieli.
Scoccimarro ha evidenziato che “sono stati mossi rilevanti passi in avanti grazie all’impegno di tutti gli attori coinvolti, a livello politico e tecnico. La ferma volontà politica, suggellata a Zagabria a marzo di quest’anno attraverso la sottoscrizione di una lettera congiunta sottoscritta da Regione, Slovenia e Croazia, ha fatto maturare un prezioso lavoro di scambio di conoscenze tra i tre territori. Stiamo elaborando una visione di medio e lungo periodo per lo sviluppo di un’economia su scala macroregionale basata sull’idrogeno. E’ possibile produrre idrogeno da fonti rinnovabili quali fotovoltaico ed eolico, senza emissione di inquinanti e di gas clima alteranti ed è possibile estendere la capacità di stoccaggio, permettendo uno sfruttamento più esteso ed efficiente delle fonti rinnovabili di energia.
L’idrogeno riveste quindi il cruciale ruolo di acceleratore nella transizione energetica”.
“Gli obiettivi proposti a livello europeo per uscire gradualmente dalla dipendenza dai combustibili fossili e per aumentare la resilienza del sistema energetico sono ambiziosi: il piano REPowerEU stabilisce un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotte internamente e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importate entro il 2030, oltre alla realizzazione di nuove infrastrutture per la produzione, il trasporto e la distribuzione di idrogeno – ha spiegato l’assessore -. In questo contesto il Friuli Venezia Giulia, grazie alla forte presenza di centri di ricerca e alla propensione all’innovazione, contribuirà perciò significativamente alla costruzione della Valle dell’idrogeno”.
L’assessore ha precisato che “tale risultato può essere perseguito anche attraverso le scelte strategiche compiute dalle realtà industriali in settori come la siderurgia e la cantieristica navale, per i quali le tecnologie avanzate basate sull’idrogeno sono fondamentali per la decarbonizzazione dei processi produttivi. Per raggiungere l’obiettivo saranno però fondamentale anche il supporto di un tessuto manifatturiero composto da piccole e medie imprese in continua trasformazione rispetto ai nuovi parametri di sostenibilità e digitalizzazione e a realtà scientifiche, quali gli atenei regionali e l’Ogs, che avanzano nelle scoperte e nella ricerca di soluzioni tecnologiche applicate al vettore idrogeno”.
“Un altro importante tassello si è aggiunto nel processo in corso che la nostra Regione sta compiendo con gli amici sloveni e croati – ha aggiunto Scoccimarro -. La scorsa settimana è stata presentata la proposta progettuale North Adriatic Hydrogen Valley nel quadro del Programma quadro di ricerca e innovazione Horizon Europe, quale risposta congiunta di Slovenia, Croazia e Friuli Venezia Giulia all’invito europeo lanciato per la selezione di Valli dell’idrogeno di larga scala capaci di produrre e consumare oltre 5.000 tonnellate di idrogeno all’anno. Una proposta che punta a decarbonizzare i settori dei trasporti, dell’industria e dell’energia pensata per essere un forte catalizzatore di investimenti privati. Inoltre, la collaborazione tra enti scientifici e di ricerca e comparto produttivo sarà fornito di un sostegno condiviso alla formazione di qualificati profili professionali, che aprirà a nuove possibilità occupazionali”.
L’assessore ha quindi ribadito la necessità di “proseguire in questa direzione, grazie al contributo delle università, dei centri di ricerca, dell’industria, del settore energetico e della mobilità e dei trasporti. La Regione continuerà quindi a investire convintamente per far decollare questo progetto comune che darà vita a un ecosistema industriale, economico e sociale nel Nord Adriatico, che risulterà maggiormente sostenibile e resiliente grazie alle tecnologie basate sull’idrogeno”.
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-foto ufficio stampa Regione Fvg-

Protezione Civile Marche “Alluvione del 15 settembre evento millenario”

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ANCONA (ITALPRESS) – La Protezione Civile Regionale ha pubblicato il rapporto di evento relativo alla alluvione che ha colpito le Marche tra il 15 e il 16 settembre. Sono descritti i fenomeni meteorologici avvenuti, che evidenziano l’eccezionalità delle caratteristiche di un evento atmosferico di tale portata, che ha una probabilità di accadimento una volta oltre 1000 anni.
Segue una nota di sintesi di spiegazione tecnica degli eventi atmosferici descritti nel rapporto.
I tempi di ritorno delle cumulate di pioggia negli intervalli di tempo 3 h e 6h hanno raggiunto valori che potremmo definire “fuori scala” rispetto alle metodologie utilizzate, sicuramente superiori a 1000 anni.
Tale fatto è confermato dall’estensione delle aree alluvionate dal fiume che hanno occupato anche terreni deposti come minimo in epoca medioevale.
A livello puntuale la stazione pluviometrica di Colle situata tra Montecarotto e Serra de Conti ha superato negli intervalli 3 e 6 ore con 162,4 mm e 186,4 mm i record storici di precipitazione di tutta la serie registrata nelle Marche a partire dal 1929.
“A questo si aggiunga che è noto che le precipitazioni registrate ai pluviometri, essendo puntuali, potrebbero sottostimare i quantitativi areali”, si legge in una nota.
Gli idrometri della rete di monitoraggio installati nei bacini di Misa e Nevola per seguire l’andamento dei livelli idrici, eccettuato quello di Bettolelle, situato a valle della confluenza tra i due fiumi, sono stati danneggiati o spazzati via da una improvvisa ondata di piena che ha sormontato i sensori senza dargli neanche il tempo di segnalare l’aumento dei livelli registrati. Questo ha reso impossibile il monitoraggio strumentale di quanto si stava verificando. In un intervallo di un’ora all’incirca tra le 20,30 e le 21,30 si è in pratica passati da una situazione misurata di pochi centimetri di acqua in alveo, ad una situazione di assenza del dato.
Il rapporto è pubblicato sul sito della Regione Marche.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Protezione Civile, mostra terremoti a Trieste Next, FVG esempio ricerca

TRIESTE (ITALPRESS) – La nostra è una regione presa come riferimento non solamente in Italia ma anche nel resto del mondo per il modello di ricostruzione post terremoto 1976. Da quell’esperienza è nata la Protezione civile e si sono sviluppati filoni di indagine e ricerca incentrati su temi importanti: su come si possa ad esempio intervenire in maniera efficiente ed efficace per salvaguardare le comunità in occasione di eventi sismici e su come ricostruire con le modalità più sicure e appropriate. Lo ha sottolineato questa mattina il vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi che è intervenuto a Trieste al Molo IV, nella sala auditorium, in occasione della presentazione di Festival Trieste Next – Festival della ricerca scientifica e della cinquantaquattresima Barcolana, portando il saluto del governatore e della Giunta regionale. L’evento, che ha preso avvio ieri e che si protrarrà fino al 9 ottobre prossimo, è sostenuto dalla Protezione civile in accordo di collaborazione tra università e Ogs.
Nell’occasione il vicegovernatore ha annunciato che, su richiesta del Dipartimento nazionale di Protezione civile, la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia ha dato la sua disponibilità a fornire supporto alle popolazioni colpite dall’alluvione nelle Marche e si prepara a partire. Questo pomeriggio, nella sede della Protezione civile della Regione, a Palmanova, si terrà un briefing per definire i dettagli. All’interno della kermesse “Trieste Next” è stata allestita la mostra itinerante “Terremoti d’Italia”, un’esposizione di carattere scientifico, storico e artistico. L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini, e in particolare il mondo della scuola, rispetto a questa tematica, come ha sottolineato il vicegovernatore. E’ previsto anche l’utilizzo di una pedana vibrante, gestita dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, che simula le vibrazioni che produce una scossa e le sensazioni che il nostro corpo avverte in quei frangenti.
Il vicegovernatore ha sottolineato quanto sia importante portare avanti e trasmettere i valori della Protezione civile: disponibilità verso gli altri nel momento del bisogno, che siano concittadini oppure persone in difficoltà di altre regioni d’Italia o di altri Paesi, generosità, abnegazione e sacrificio.
Valori di cui andare fieri e di cui abbiamo bisogno, oggi ancor più di ieri, per il difficile momento storico che stiamo attraversando. Un plauso dall’esponente della Giunta a tutti i volontari di Protezione civile che in questa occasione hanno dato la loro disponibilità per coordinare gli accessi al festival e al Gruppo comunale di Protezione civile di Tavagnacco che ha illustrato a cittadini e scolaresche i comportamenti da tenere in caso di rischio sismico. Un grazie, infine, ai gruppi comunali di Trieste e provincia per l’illustrazione del piano di emergenza dei comuni, dettagliato anche con depliant e diverse attività divulgative.

foto: ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia

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