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In Toscana via libera alla misura di sostegno al benessere animale

FIRENZE (ITALPRESS) – La giunta regionale ha disposto il via libera all’attivazione alla misura “Benessere degli animali” introdotta con l’ultima modifica del Programma di Sviluppo Rurale della Toscana 2014-2022. Recependo una forte esigenza manifestata dal mondo degli allevatori, a inizio anno la Regione ha avviato la procedura di modifica del PSR 2014-2022 introducendo la misura 14 appunto “Benessere degli animali”, procedura che si è conclusa nel mese di agosto con l’approvazione da parte della Commissione Europea della modifica del PSR. La misura favorisce le operazioni in grado di incrementare in modo significativo il benessere degli animali, individuando specifici ed oggettivi interventi zootecnici e prevede l’erogazione di una premialità (a capo) per le aziende che hanno un livello migliorato di benessere animale rispetto al livello previsto dalla normativa in materia.
Oltre al benessere animale la misura produce significativi effetti positivi anche sull’ambiente. Il prossimo step sarà l’uscita del bando prevista per il mese di ottobre prossimo, ed il budget totale assegnato alla misura è di 3 milioni di euro per un anno d’impegno. Come ha sottolineato la vicepresidente e assessora all’agroalimentare, il futuro della zootecnia toscana, sia da latte che da carne, passa anche dalla qualificazione distintiva del sistema toscano di allevamento che da sempre ha tenuto presente la sostenibilità ambientale, sociale e la cura e il benessere animale. Oggi con questa misura la Regione lo riconosce e ne dà conto approvando un riconoscimento a tutti gli allevamenti che superano il livello medio obbligatorio di benessere previsto per legge. Un bel risultato e un incentivo a raggiungere standard sempre più alti.

foto: agenziafotogramma.it

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Alzheimer, la corsa del bus viola a Trieste. Alleanza Ssr-terzo settore Fvg

TRIESTE (ITALPRESS) – Per lo studio e la presa in carico dei cittadini affetti da Alzheimer, la Regione ha sviluppato molteplici azioni. Oltre 460mila euro in tre anni saranno impiegati per l’implementazione e il monitoraggio dell’attuazione del Piano nazionale delle demenze (Pnd) calato, in Fvg, nel Piano triennale regionale Alzheimer e demenze. Lo ha sottolineato il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia che questa mattina è intervenuto a Trieste in occasione dell’iniziativa “E se perdi il bus dei ricordi?” promosso dall’associazione De Banfield in occasione della Giornata internazionale dell’Alzheimer. Attraverso una speciale corsa viola della Trieste Trasporti, è stato stato spiegato cosa significhi convivere con la demenza e come può essere il rapporto tra la persona malata e il cargiver, grazie a un percorso tra alcuni dei luoghi di maggiore interesse della città. Il vicegovernatore con delega alla Salute ha spiegato che con i fondi messi a disposizione dalla Regione si va a migliorare la protezione sociale delle persone affette da demenza e si va a garantire la diagnosi precoce, oltre alla presa in carico tempestiva delle persone affette dalla malattia di Alzheimer. Lo si farà anche tramite l’acquisto di apparecchiature sanitarie dedicate. Ha detto poi che oggi più che mai è necessario intervenire su questo fronte, per la mutata composizione della comunità del Friuli Venezia Giulia sotto il profilo anagrafico: la nostra è infatti la seconda regione in Italia per anzianità.
Vivere di più significa adeguare il sistema (soprattutto sanitario, ma non solo) a questi nuovi assetti demografici, per dare una risposta adeguata e appropriata di salute. In questo il Sistema sanitario regionale ha stretto un fortissimo legame con il terzo settore, percorrendo la via della de-ospedalizzazione per le cronicità. Una prima linea di intervento attivata dalla Regione per la cura delle demenze riguarda la sperimentazione, valutazione e la diffusione di interventi di tele-riabilitazione per migliorare la partecipazione, l’inclusione e la qualità della vita del paziente. Una seconda linea riguarda la sperimentazione, la valutazione e la diffusione dei trattamenti psicoeducazionali, cognitivi e psicosociali nella demenza: studi clinici hanno messo in evidenza, infatti, come i cosiddetti “trattamenti non farmacologici” abbiano un impatto positivo sui sintomi neuropsichiatria, sulla cognitività e sulla qualità della vita, migliorando l’interazione del paziente con l’ambiente e riducendo i livelli complessivi di disabilità.
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– foto ufficio Stampa Regione Fvg –

Programmazione regionale Fesr e Fse in Abruzzo, piena conferma dell’impianto dalla Commissione Ue

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PESCARA (ITALPRESS) – Una piena condivisione dell’impianto della programmazione regionale dei Fondi Fesr e Fse+ da parte della Commissione europea: è il risultato emerso nell’incontro dei giorni scorsi organizzato dal Dipartimento di Presidenza della Giunta regionale dell’Abruzzo con i rappresentanti del partenariato istituzionale, sociale ed economico. Il confronto partenariale, in corso fin da dicembre 2019, rientra nel percorso previsto per la stesura dei programmi regionali, così come dettato dal Codice di condotta del Partenariato europeo e dal Codice abruzzese per il partenariato diffuso ed inclusivo. Il partenariato rappresenta una parte interlocutrice fondamentale in tutte le fasi della programmazione regionale unitaria 21-27, ed è in tale ottica di condivisione e partecipazione consapevole e condivisa della Programmazione regionale a valere sui fondi FESR ed FSE+ 2021-2027 che l’incontro odierno ha inteso fare il punto sui contributi partenariali pervenuti e sulle osservazioni da parte degli uffici della Commissione. “Siamo estremamente soddisfatti dei tanti contributi giunti in questa fase così articolata e complessa di interlocuzione, a testimonianza della congruità di un nuovo metodo di governance che ha il suo punto di forza nel confronto con il territorio” ha sottolineato il direttore del Dipartimento della Presidenza, Emanuela Grimaldi. Tutti i contributi pervenuti sono stati oggetto di analisi e di confronto con i Dipartimenti regionali, come ha spiegato l’Autorità di Gestione, Carmine Cipollone. “Per quanto riguarda il Fesr, le proposte hanno riguardato soprattutto l’Obiettivo di policy 1, relativo alla Ricerca e allo Sviluppo e all’OP 2, su Energia e Ambiente, mentre per il Fondo Sociale Europeo è soprattutto il segmento dell’istruzione e della formazione ad aver suscitato maggior interesse. Contiamo di ripresentare i programmi entro ottobre, rispondendo ad alcune osservazioni della Commissione europea, che tra le altre, ci chiede un forte impegno sul rafforzamento amministrativo di tutti gli attori coinvolti nella fase attuativa dei programmi, compreso il partenariato”. Nelle prossime settimane il confronto con il partenariato proseguirà con nuovi appuntamenti che riguarderanno le strategie territoriali abruzzesi articolate in aree interne e aree urbane funzionali intercomunali.
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-foto agenziafotogramma.it-

Fvg, per Ert stagione del rilancio in vista di Go!2025

UDINE (ITALPRESS) – La stagione di quest’anno sarà quella del rilancio che dovrà guardare alla grande opportunità offerta da GO!2025, quando il Friuli Venezia Giulia vivrà 365 giorni di cultura a livello internazionale. Lo ha detto oggi a Udine l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli in occasione della presentazione della stagione 2022/23 dell’Ente regionale teatrale (Ert). Come ha spiegato l’esponente della Giunta regionale, il lavoro svolto dall’Ert è estremamente prezioso in quanto dà la possibilità a molti Comuni di poter allestire delle stagioni teatrali di qualità, favorendo in questo modo una diffusione della cultura in molte parti del territorio regionale.
In questo senso, l’assessore ha detto di aspettarsi un’importante risposta da parte del pubblico, in quanto desideroso di recuperare, dopo le ristrettezze imposte dalla pandemia, gli spazi di condivisione e di partecipazione nell’ambito culturale. “Da non dimenticare, come ha sottolineato la rappresentante dell’Esecutivo regionale, il supporto che la Regione ha offerto alle realtà culturali – intese come vere e proprie imprese – per gestire l’emergenza, nel garantire le condizioni di sicurezza sanitaria. Tornando a Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della Cultura 2025, l’assessore ha parlato di un’onda positiva che il territorio ha il dovere di saper cavalcare, perchè tutti gli occhi dell’Europa saranno puntati sul Friuli Venezia Giulia. Di questo però, come ha osservato l’esponente della Giunta, non c’è ancora piena consapevolezza. Infine, dopo aver salutato il direttore uscente dell’Ert Renato Manzoni, l’assessore – facendo riferimento ai problemi legati alla crisi energetica – ha confidato con una punta d’ironia che il numero e il calore degli applausi del pubblico contribuiranno a tenere alta la temperatura nei teatri regionali.

foto: ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia

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Inaugurato secondo acceleratore lineare radioterapia Policlinico Chieti

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CHIETI (ITALPRESS) – Il secondo acceleratore lineare al servizio della radioterapia del Policlinico SS.Annunziata di Chieti è stato inaugurato, questa mattina, alla presenza del presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verí, del direttore generale della ASL Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, e dell’Arcivescovo della Diocesi di Chieti -Vasto Mons. Bruno Forte. Si tratta di un acceleratore lineare che porterà ad otto il numero degli acceleratori lineari (LINACS) che saranno operanti negli ospedali pubblici abruzzesi. L’obiettivo è quello di ridurre le lunghe liste di attesa che finiscono per generare importante mobilità passiva.
L’investimento finanziario per la Radioterapia di Chieti, pari a 2 milioni 700mila euro, deriva dal fondo ministeriale del 2017 attraverso cui è stato possibile acquisire altri due LINACS, uno a Pescara, già operativo ed uno all’Aquila, in fase di installazione. “Si tratta di un intervento frutto del duro lavoro condotto in questi mesi, dalla Giunta regionale e, in particolare, dall’assessorato alla Salute – ha dichiarato il presidente Marsilio – per portare la sanità abruzzese e quella del territorio chietino ai livelli che i cittadini meritano di avere. Non è stato semplice lavorare a questa ricostruzione dei fondi, talvolta dimenticati dentro qualche cassetto ministeriale. Ma l’abbiamo fatto – ha aggiunto – in maniera trasparente, per potenziare, attraverso risorse pubbliche e sulla base di una pianificazione puntuale dei fabbisogni, il reparto di radioterapia dell’ospedale di Chieti. C’è ancora tanto da fare ma, intanto, questi sono soldi ben spesi poiché ci consentono di alleggerire le liste di attesa e al tempo stesso di ridurre quella mobilità passiva che finisce per gravare sul bilancio della nostra sanità”.

L’assessore Verì, dal canto suo, ha sottolineato che “questo ulteriore intervento rappresenta un tassello importante a conclusione di un processo avviato nel giugno 2020 con una specifica delibera nella quale i fondi pubblici a disposizione sono stati finalizzati proprio alla riqualificazione ed all’ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologica. Questa apparecchiatura di ultima generazione che sarà presto operativa a Chieti – ha proseguito – ci consentirà di abbattere le liste di attesa ma è non ancora sufficiente a soddisfare tutte le esigenze dei pazienti oncologici. C’è, infatti, un ulteriore impegno per l’acquisto di un altro acceleratore lineare. L’obiettivo finale – ha concluso l’assessore – è l’innalzamento, soprattutto in questo ambito, della qualità dell’offerta delle prestazioni sanitarie e questo passa attraverso la reingegnerizzazione dell’intero presidio ospedaliero teatino”.

foto: ufficio stampa Regione Abruzzo

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Dieci morti e 3 dispersi il tragico bilancio dell’alluvione nelle Marche

ANCONA (ITALPRESS) – Dieci morti e tre dispersi è, per il momento, il tragico bilancio dell’alluvione che nelle scorse ore ha colpito le Marche. Lo rende noto la Prefettura di Ancona aggiornando il precedente dato e sottolineando che ci sono ancora tre persone disperse. Le vittime sono state tutte identificate. Strade interrotte, auto inghiottite dal fango, ponti crollati, alberi abbattuti, case allagate e senza corrente elettrica, aree inagibili e corsi d’acqua straripati: un violento nubifragio ha colpito il territorio marchigiano. La provincia di Ancona, in particolare Senigallia, e l’Alto Pesarese sono le zone più colpite. “Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per la Regione Marche”, ha annunciato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in conferenza stampa dopo il Cdm di oggi e prima di recarsi nei luoghi colpiti. “È previsto – ha spiegato – lo stanziamento di 5 milioni per i primi interventi per la popolazione”. Draghi ha espresso “profondo cordoglio per le vittime dell’alluvione delle Marche e la vicinanza mia e del governo – ha detto – ai familiari delle vittime e a tutti i feriti”. Il premier ha poi riferito di aver sentito il presidente della Regione, Francesco Acquaroli: “Ho assicurato che il governo farà tutto ciò che è necessario”, ha affermato. Draghi ha ringraziato, tra gli altri, “tutti i soccorritori per la professionalità, la dedizione e il coraggio che stanno dimostrando nelle operazioni di assistenza”.

Durante il nubifragio, molte persone hanno trovato riparo ai piani alti e i Vigili del Fuoco hanno fatto sapere di aver salvato nella notte decine di persone che si erano rifugiate sui tetti delle abitazioni e sugli alberi. Per il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che si è recato sul posto, “la quantità di acqua che è caduta è veramente notevole”. “Più di 400 mm in alcune aree – ha aggiunto parlando a Sky TG24 -, che corrispondono a un terzo di quello che normalmente cade durante tutto l’anno”. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha descritto quanto accaduto come “una tragedia di enormi proporzioni”. “Il dolore per quanto accaduto è profondo ma la comunità marchigiana è forte e saprà reagire”, ha affermato Acquaroli. “Il pensiero – ha aggiunto – va alle persone scomparse e alle loro famiglie, a cui esprimo cordoglio e vicinanza”.

In una lettera indirizzata al capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, per chiedere lo stato di emergenza nel territorio marchigiano, Acquaroli ha ricordato che il nubifragio, nel corso del quale sono caduti in circa tre ore 420 millimetri di pioggia, la metà di quello che piove in un anno nella regione, si è principalmente riversato nelle province di Pesaro Urbino e Ancona. Oltre Senigallia, particolarmente colpiti sono stati i comuni dell’entroterra nel nord della regione. Tra questi ci sono: Cantiano, Cagli, Frontone, Pergola, Serra Sant’Abbondio in provincia di Pesaro Urbino e Sassoferrato, Arcevia, Ostra, Serra de Conti, Barbara, Trecastelli, Corinaldo in provincia di Ancona.
“Lo straordinario sforzo operato dal sistema di protezione civile, volontariato, vigili del fuoco e forze dell’ordine sino a qui compiuto – ha affermato Acquaroli – si sta rivelando tempestivo: si è attuato un massiccio dispiegamento di risorse umane e materiali anche con la collaborazione della Difesa, che ha messo a disposizione elicotteri con capacità operative nelle ore notturne”.

Per le giornate di oggi e domani è stato proclamato il lutto su tutto il territorio regionale, con le bandiere esposte a mezz’asta sugli edifici istituzionali della Regione.
Nel primo pomeriggio, secondo i dati diffusi dalla Prefettura di Ancona, erano circa 150 gli sfollati impossibilitati a rientrare nelle loro case, la maggior parte dei quali nel comune di Senigallia. In base ai numeri dell’ufficio del governo di Ancona, inoltre, sul territorio sono state impegnate 200 unità dei Vigili del Fuoco, 100 dei Carabinieri, 50 della Polizia di Stato e 30 della Guardia di Finanza, mentre per la giornata di domani è prevista allerta gialla per rischio idrogeologico e idraulico.

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-foto vigili del fuoco –

Il Friuli rilancia la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi

TRIESTE (ITALPRESS) – L’ottimo lavoro fatto nell’ultimo anno rilancerà l’azione della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi, la quale deve riassumere il compito che le compete: quello di unico soggetto di produzione lirica in Friuli Venezia Giulia. Un ruolo che l’Amministrazione della Regione ritiene fondamentale.
In quest’ottica si può guardare con soddisfazione alla nuova stagione del Verdi che giustamente ha deciso di riproporre i grandi classici. Questo il concetto espresso oggi dall’assessore regionale alla Cultura intervenuto alla presentazione della stagione lirica e di balletto 2022-2023 che sarà aperta il prossimo 4 novembre da Otello, titolo fondante per la storia musicale di Trieste e assente in cartellone da ben 12 anni. Per l’esponente della Giunta è estremamente importante combattere il morbo orribile della cosiddetta “cancel culture”. Per gli aderenti a questa setta, che pretende di rivedere con gli occhi di oggi quanto creato in precedenza, per esempio – ha affermato l’assessore – non si dovrebbe più rappresentare Otello perchè mette in scena un femminicidio. Stessa sorte avrebbero la Bohème, nella quale i fragili non vengono assistiti in modo adeguato, ma anche la Turandot con i suoi enigmi e premi inappropriati. Per la Regione cercare di cancellare parte della memoria e delle grandi espressioni artistiche del passato è una forma di barbarie.
Così come c’è stata una insurrezione contro le distruzioni da parte dei talebani dei Buddha in Afghanistan, per l’esponente dell’esecutivo del Friuli Venezia Giulia allo stesso modo oggi si deve contrastare chi vuole cancellare l’arte, la memoria e la storia. Secondo l’assessore tutti sono chiamati, nei diversi ruoli che rivestono, a combattere questa immensa sciocchezza. La società è infatti già costretta ad affrontare veri e propri drammi come la pandemia, la guerra, l’emergenza climatica e la crisi economica. Tutto questo rende difficile recuperare le necessarie risorse per la cultura che deve rimanere vitale ed essenziale per le nostre vite. La nuova stagione del Verdi, che in cartellone presenta un balletto e sei opere, sarà chiusa dalla Turandot, una rappresentazione sempre molto apprezzata dal pubblico.
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-foto ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia-

Tre milioni per le foreste in Toscana

FIRENZE (ITALPRESS) – Certificare e pianificare le superfici forestali: è questo l’obiettivo principale su cui la Regione Toscana ha deciso di centrare l’appena approvato “Piano di lavoro e delle attività” che saranno avviate nel 2022 per l’attuazione della Strategia Forestale Nazionale.
Il piano avrà una prima dotazione di 3 milioni di euro, che sarà ripetuta negli anni a venire, risorse messe a disposizione dal Ministero delle Politiche Agricole
Di questi 3 milioni, oltre 1 milione di euro sarà indirizzato alla predisposizione dei Piani forestali di indirizzo territoriale, strumenti innovativi introdotti dal Testo unico forestale del 2018, a partire dalle aree che afferiscono alla Strategia nazionale delle aree interne, ed al completamento della pianificazione delle superfici del patrimonio agricolo forestale che costituiscono il 10% dell’intera superficie forestale regionale.
Ulteriori 300 mila euro sono destinati alla certificazione di una prima parte della superficie forestale di proprietà regionale mediante i due sistemi PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) e FSC (Forest stewardship Council®).
La vicepresidente e assessora all’agricoltura commenta che la certificazione forestale rappresenta un impegno e una garanzia per la promozione e applicazione di una gestione corretta dei boschi e della tracciabilità dei materiali legnosi fino al prodotto finito, oltre a rappresentare un utile strumento volontario di marketing che permette di attribuire maggiore competitività ai prodotti forestali e alle filiere, e un’opportunità di riconoscere l’impegno imprenditoriale verso l’ambiente con l’obiettivo di tutelare, conservare e migliorare le risorse forestali.
In Toscana le foreste che hanno ricevuto il riconoscimento della certificazione della gestione forestale sostenibile (dati forniti da FSCItalia e da PEFC Italia) sono in aumento, essendo passate da circa 18.800 ettari nel 2016 a circa 23.100 ettari nel 2019 e riguardano sia proprietà pubbliche sia private.
L’obiettivo della Regione è quello di raggiungere la certificazione di oltre 1 milione di ettari di foreste entro il 2024.
Una parte rilevante delle risorse disponibili per il 2022, per oltre 1,1 milioni di euro, sarà inoltre destinato ad interventi selvicolturali di prevenzione degli incendi e ad azioni di ripristino delle aree percorse dal fuoco e danneggiate dalle fitopatie che saranno attuati dalle Unioni di Comuni.
Saranno infine destinati ulteriori 260mila euro ad un incremento delle risorse messe a bando per il recupero dei castagneti da frutto.
Ulteriori risorse sono destinate alla formazione in ambito forestale e all’avvio della stesura della cartografia forestale regionale.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-