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Covid, Stabili i casi nell’ultima settimana. In calo terapie intensive

ROMA (ITALPRESS) – L’incidenza di nuovi casi di infezione da Covid in Italia è sostanzialmente stabile rispetto alla scorsa settimana. Rimane contenuto l’impatto sugli ospedali con tassi di occupazione dei posti letto nelle aree mediche e in Terapia Intensiva in lieve diminuzione. E’ quanto emerge dal bollettino settimanale emesso dal Ministero della Salute. I dati evidenziano una incidenza in diminuzione e pari a 276 per 100.000 abitanti, rispetto alla settimana precedente che era 331 per 100.000 abitanti. La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale per 100.000 abitanti è la fascia d’età 70-79 anni con un’incidenza pari a 352 casi per 100.000 abitanti, in diminuzione rispetto alla settimana precedente. Continua a diminuire l’incidenza in tutte le fasce di età. L’età mediana alla diagnosi è di 54 anni, stabile rispetto alla settimana precedente. Nel periodo 19 ottobre-01 novembre 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,83 (range 0,77-0,91), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica. In lieve diminuzione il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva a livello nazionale, che si situa al 2,4% (219/9.187), rispetto al 2,5% (232/9.186) della scorsa settimana. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in lieve diminuzione da 232 (01/11/2022) a 219 (08/11/2022). In lieve diminuzione il tasso di occupazione in aree mediche, che era al 10,0% (6.379/63.656) il giorno 08/11/2022, rispetto al 10,5% (6.658/63.606) il giorno 1/11/2022. Il numero di persone ricoverate in queste aree è diminuito da 6.658 (01/11/2022) a 6.379 (08/11/2022) con una diminuzione relativa del 4,2%. Nessuna Regione è classificata a rischio. (ITALPRESS).

A Marsala un corso dedicato alle malattie del pancreas

MARSALA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Un corso di due giorni dedicato alle malattie del pancreas, loro diagnosi e cura. Si svolge a Marsala “Pancreas 2000”, un appuntamento biennale della Società Europea di Pancreatologia. Un appuntamento prestigioso che ha visto nella cittadina trapanese riunirsi alcuni dei migliori esperti internazionali del settore. Sono circa 50 i medici arrivati da Marsala da tutta Europa, si tratta di professionisti impegnati in attività di ricerca e formazione. L’organizzazione in Italia è stata affidata ad IRCCS ISMETT-UPMC per la parte scientifica. Organizzazione perfetta anche grazie al sindaco e all’amministrazione comunale di Marsala. “Una scelta – sottolinea Cinzia Di Benedetto, direttore sanitario di ISMETT – che ci inorgoglisce e che evidenzia il ruolo di leadership dell’Istituto di Palermo nel trattamento endoscopico e chirurgico dei tumori del pancreas. Il nostro centro, infatti, è uno dei centri più attivi nella cura e nel trattamento delle neoplasie di fegato e pancreas”. ISMETT, inoltre, è il solo centro in Italia – insieme al San Raffaele di Milano – ad essere accreditato presso la Società Europea di Pancreatologia (insieme al San Raffaele di Milano). “Pancreas 2000” è un corso itinerante, quello di Marsala è stato il secondo appuntamento europeo di quest’anno, prima della tappa siciliana il corso si è svolto a Stoccolma.

– foto: screenshot sito Achpt –
(ITALPRESS).

Covid, incidenza stabile ma in calo Rt medio e trasmissibilità

ROMA (ITALPRESS) – Resta sostanzialmente stabile l’incidenza settimanale a livello nazionale: 307 ogni 100.000 abitanti (4-10 ottobre) rispetto a 283 ogni 100.000 abitanti (28 ottobre-3 novembre). E’ quanto emerge dai dati della Cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel periodo 19 ottobre-1 novembre l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,83 (range 0,77-0,91), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero diminuisce e si trova sotto la soglia epidemica: Rt=0,84 (0,81-0,87) all’1 novembre rispetto a Rt=0,90 (0,87-0,93) al 25 ottobre. Il tasso di occupazione in terapia intensiva scende al 2% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 10 novembre) rispetto al 2,4% (rilevazione al 3 novembre).
Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 10% (rilevazione al 10 novembre) rispetto al 10,4% (rilevazione al 3 novembre). Nessuna Regione è classificata a rischio alto, quattro sono a rischio moderato e 17 classificate a rischio basso. Dodici Regioni/PPAA riportano almeno una allerta di resilienza, due riportano molteplici allerte di resilienza.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Tumori, Salutequità “Recuperare il terreno perso su prevenzione e cure”

ROMA (ITALPRESS) – A causa del Covid-19 sono 10 le Regioni che nel 2021 hanno visto peggiorare rispetto al 2019 la loro capacità di eseguire entro il termine di 30 giorni gli interventi chirurgici di classe A per tumori maligni: Liguria, Puglia, Marche, Molise, Veneto, Calabria, Umbria, Piemonte, Emilia-Romagna, P.A. Trento.
Secondo un’indagine Iqvia, nel 2021 le nuove diagnosi sono diminuite dell’8% rispetto al 2019; anche l’accesso ai nuovi trattamenti si è contratto (-9%) così come i ricoveri per la somministrazione delle terapie (-13%).
Importante contrazione anche per gli screening oncologici organizzati. Nel periodo gennaio 2020-maggio 2021 la riduzione di donne esaminate per cancro della cervice uterina è stato pari al -35,60% rispetto al 2019, -28,5% di donne esaminate per screening mammografico e -34,30% di soggetti esaminati per screening colorettale. E’ quanto emerge dal 9° Report di Salutequità “Equità di accesso in oncologia” nell’ambito dell’Osservatorio permanente sullo stato dell’assistenza ai pazienti non-covid e presentato nel corso del seminario realizzato con il contributo non condizionato di Merck Serono SPA.
“Per garantire qualità, sicurezza ed equità di accesso alle cure oncologiche con l’Intesa Stato-Regioni del 30-10-2014 è stata prevista l’istituzione delle Reti Oncologiche Regionali (ROR), ma nel 2020 sono ancora 4 le Regioni che non le hanno formalizzate con un proprio atto regionale: P.A. Trento, Abruzzo, Molise e Basilicata – spiega Salutequità -. Solo Piemonte, Toscana e Veneto nel 2020 hanno formalizzato un piano economico-finanziario che assicuri la sostenibilità della continuità operativa delle Reti oncologiche, così come solo Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna e Calabria dichiarano di redigere annualmente un report sui risultati del monitoraggio dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) sviluppati dalle reti e degli audit effettuati”.
“E’ necessario recuperare velocemente il terreno perso su prevenzione e cure oncologiche a causa del Covid-19 e abbattere quanto più possibile i tempi di accesso alle prestazioni. Per questo è fondamentale che nella prossima Legge di Bilancio siano rifinanziate le misure per il recupero delle liste di attesa. Si approvi velocemente il “Decreto tariffe sui nuovi Lea” al fine di ridurre le disuguaglianze e permettere un nuovo aggiornamento dei LEA, includendo ad esempio i Next Generation Sequencing (NGS) e le terapie di supporto nutrizionale per i pazienti oncologici – dichiara Tonino Aceti, Presidente di Salutequità -. L’accesso ai farmaci deve essere più tempestivo continuando a ridurre i tempi di approvazione dell’AIFA, quelli di trasmissione in Gazzetta Ufficiale ed eliminando i Prontuari Terapeutici Ospedalieri Regionali (PTOR) vincolanti. Infine, c’è bisogno che l’Italia si doti velocemente di una solida strategia sul cancro attraverso l’approvazione del Piano Oncologico Nazionale 2022-2027, il quale però dovrà poter contare su uno specifico finanziamento finalizzato alla sua attuazione”.
Per l’accesso ai farmaci i pazienti devono ancora confrontarsi con tempi di approvazione da parte dell’AIFA pari in media a 251 giorni nel 2020 (per quelli non generici), ai quali vanno aggiunti ulteriori 64,5 giorni per la trasmissione in Gazzetta Ufficiale e ulteriori mesi per la concreta messa a disposizione delle Regioni.
Per garantire sostenibilità ed equità di accesso i pazienti possono contare su due Fondi nazionali per i farmaci innovativi oncologici e non oncologici (dal 2022 i fondi sono unificati) dei quali però nel 2021, in piena fase di recupero delle cure mancate a causa della pandemia, non stati spesi rispettivamente circa 40 milioni di euro e oltre 307 milioni.
Inoltre, oggi possiamo contare fortunatamente anche su “terapie oncologiche mirate” attraverso l’esecuzione di Next Generation Sequencing (NGS), test che individuano la presenza di eventuali alterazioni genetiche che possono essere bersaglio proprio di queste terapie, garantendo allo stesso tempo un importante livello di appropriatezza terapeutica.
Dall’indagine nazionale svolta dalla Società Italiana di Patologia (SIAPeC) NGS Network emerge però che più della metà dei centri (57%) che eseguono NGS si trova a Nord mentre circa l’80% al Centro-Nord: 14 laboratori si trovano all’interno di Centri di Ricerca Universitari, 8 negli ospedali maggiori, 7 fanno parte di IRCCS e uno in un centro privato.
Inoltre, attualmente il SSN non ha ancora inserito i test NGS all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza, limitandosi invece a stanziare fondi inadeguati alla loro esecuzione (5 mln di euro nel 2022 e 5 mln nel 2023).
Circa 1 paziente su 3 al momento della diagnosi di tumore presenta una condizione di malnutrizione. Secondo la Società Italiana di Nutrizione clinica e Metabolismo (SINuC) 1 paziente
su 5 muore di malnutrizione prima che di tumore e il 9% dei pazienti è già malnutrito in prima visita oncologica, ovvero ancora prima di iniziare le terapie antitumorali.
Purtroppo, però, anche in questo caso, l’accesso da parte dei pazienti oncologici alle terapie di supporto nutrizionale è disomogeneo tra Regioni e all’interno delle Regioni, oltre al fatto che non sono ancora inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza.
Per quanto riguarda il cancro nell’infanzia e nell’adolescenza, tra il 2016 e il 2020 sono stati diagnosticati in Italia 7.000 neoplasie nei bambini e 4.000 negli adolescenti (15-19 anni).
Al di sotto dei 14 anni, circa 1 caso su 3, riguarda una nuova diagnosi di leucemia.
Riguardo al trapianto di midollo che rappresenta un importante trattamento per i tumori ematologici il reclutamento dei donatori interessa in misura maggiore la P.A. di Trento e
il Veneto; seguono con significativo margine Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Puglia. Fanalino di coda alcune regioni del Sud (Calabria, Basilicata e Sicilia) mentre al Centro è particolarmente negativo il dato dell’Umbria.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Cattani “Serve una nuova governance per il farmaco”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi le industrie pagano 1,2 miliardi di payback perchè il fabbisogno di salute e di farmaci non è più quello reale della popolazione che invecchia. Nel comparto ospedaliero si concentra la maggior parte della spesa farmaceutica, con farmaci che hanno anche un valore innovativo e un alto costo. Dobbiamo adeguare il finanziamento sulla parte ospedaliera e iniziare a utilizzare quegli avanzi che arrivano dalla parte convenzionata, che oggi escono dalla spesa farmaceutica”. Lo ha detto Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, nel corso di un’intervista all’Italpress.
“Quindi serve una nuova governance che renda il sistema attrattivo e in linea per sostenere le spese e i fabbisogni reali di salute dei cittadini”.
“Il settore farmaceutico italiano – ha aggiunto – ha una posizione di forza a livello europeo, è prima insieme con la Germania, con 34,5 miliardi di produzione nel 2021. Una forza basata sulle competenze e sulla tecnologia della filiera: dalla ricerca e sviluppo alla produzione e distribuzione”.
Sulle proposte che la categoria fa al Governo, a proposito del caro energia, il presidente di Farmindustria ha sottolineato che “è necessario calmierare il prezzo attraverso un price cap europeo, cosa che ci consentirebbe di ridurre gli impatti”. Altro tema rilevante è quello delle difficoltà nel reperimento delle materie prime. “Oggi il 70 per cento degli ingredienti attivi che compongono i farmaci provengono da Cina e India, dobbiamo avere una strategia di medio-lungo periodo per riportare la produzione degli ingredienti attivi, ma anche per potenziare la filiera degli imballaggi, carta, vetro, alluminio, che oggi concorrono a determinare le carenze dei farmaci”, ha spiegato Cattani.
“In Italia servono circa 14 mesi per introdurre nuovi farmaci, nella negoziazione con Aifa – ha sottolineato il presidente di Farmindustria -. E’ troppo tempo, rispetto agli altri Paesi europei, e crea un gap tra i cittadini europei per accedere all’innovazione. E in più abbiamo da 4 a 16 mesi a livello regionale. Non è più sostenibile. Inoltre dobbiamo favorire la valorizzazione del sistema salute attraverso il concetto che è un investimento e non un costo, e quindi andare a rendere ancora più flessibili e articolati i sostegni all’occupazione, ai contratti di sviluppo, a tutti quei programmi che possono concorrere all’innovazione di filiera. Abbiamo bisogno anche di nuove competenze, per rendere ancora il sistema più efficiente e attrattivo, dobbiamo lavorare sugli incentivi alla ricerca e alla produzione”, ha concluso Cattani.

– foto Italpress –

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Eseguito a Palermo un trapianto di fegato grazie ad un prelievo effettuato in Lettonia

PALERMO (ITALPRESS) – In volo da Palermo a Riga per dare speranza ad un uomo siciliano. È arrivato dalla Lettonia, l’organo che ha dato una nuova possibilità di vita ad un paziente di 50 anni. Il ricevente del trapianto era in insufficienza epatica terminale e le sue condizioni di salute erano estremamente gravi. L’intervento reso possibile grazie ad una perfetta macchina organizzativa messa in moto da IRCCS ISMETT, dall’utilizzo di tecniche all’avanguardia e da un circuito di collaborazione nazionale ed europea che ha visto coinvolto il Centro Regionale Trapianti della Sicilia, il Centro Nazionale Trapianti e l’Euro Transplant. Per eseguire questo tipo di interventi, infatti, il tempo, l’organizzazione e l’esperienza sono indispensabili.

La squadra di prelievo di IRCCS ISMETT-UPMC ha impiegato circa 4 ore di volo e poi un tragitto di mezz’ora in ambulanza per coprire i 2300 km di distanza fra la Sicilia e l’ospedale in Lettonia, dove è intervenuta direttamente per prelevare il fegato del donatore. Arrivato l’organo a Palermo dopo circa sette ore di ischemia, per testare ed ottimizzare la funzione dell’organo, il team di ISMETT guidato dal prof. Salvatore Gruttadauria ha deciso di utilizzare la tecnica di “ricondizionamento ipotermico” per poter così trapiantare l’organo con maggiore sicurezza.
È stata, quindi, utilizzata la macchina di perfusione, un sistema che serve per “ricondizionare” l’organo da trapiantare.
Il ricondizionamento del fegato da destinare a trapianto è possibile utilizzando apparecchiature molto complesse, in grado di migliorare le condizioni degli organi espiantati. A tal fine, l’organo espiantato viene perfuso alcune ore prima del trapianto così da migliorare le sue condizioni.
“La pratica di utilizzare le macchine di perfusione rende possibile trapiantare organi estremamente marginali ed è indispensabile per mantenere gli organi in condizioni di trapiantabilità qualora le tempistiche del trapianto dovessero essere superiori allo standard” spiega il prof. Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento per la Cura e lo Studio delle Patologie Addominali e dei Trapianti Addominali. “Questo – sottolinea ancora – determina diversi vantaggi, quali aumentare significativamente il numero di organi marginali utilizzabili e riduce in tal modo i tempi di attesa in lista per trapianto e la distanza fra il numero di organi disponibili ed il numero di pazienti candidati al trapianto”.
Il fegato è stato, quindi, perfuso in macchina per 5 ore e poi trapiantato in un paziente siciliano, S. R., dal team guidato da Gruttadauria. Un trapianto perfettamente riuscito. “Il paziente – racconta Gruttadauria – sta bene ed è in ottime condizioni generali, tanto che è stato già dimesso “

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Giornata Internazionale Radiologia, una storia di #umanaprofessionalità

ROMA (ITALPRESS) – La Giornata internazionale della Radiologia-International Day of Radiology è un evento annuale organizzato dalle Associazioni e Società scientifiche di tutto il mondo, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sul valore della radiodiagnostica e della radioterapia per una presa in carico efficace e sicura del paziente, nonchè sul ruolo chiave svolto dai professionisti sanitari di area radiologica nel contesto sanitario.
La data scelta per questa ricorrenza è l’8 novembre, giorno in cui Wilhelm Conrad Rontgen scoprì l’esistenza dei raggi X nel lontano 1895: tale ricorrenza diventa simbolo di unione, di crescita e di consapevolezza in nome della medicina e della scienza. La scoperta rivoluzionaria di Rontgen, infatti, stimola una nuova consapevolezza delle straordinarie potenzialità mediche, scientifiche e persino artistiche dell’imaging biomedico e dell’importanza dei professionisti operanti nell’èquipe radiologica, tra cui Medici radiologi, Tecnici sanitari di radiologia medica e Fisici medici, che contribuiscono a mantenere elevati standard formativi e professionali per il benessere della persona assistita.
Carmela Galdieri, Presidente della Commissione di albo nazionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica della Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP, commenta così la Giornata internazionale: “Noi Tecnici sanitari di radiologia medica non ci fermiamo mai, soprattutto in occasione di una data così rilevan-te per la nostra professione. Cerchiamo continuamente di superare noi stessi e le nostre possibilità, guidati dall’evolversi della tecnologia, e ci confrontiamo con prospettive sempre nuove: intelligenza artificiale, automazione, big data, mezzi diagnostici sempre più sofisticati”.
“Siamo arrivati al punto, paradossale, in cui le nostre competenze e le possibilità offerte dalla tecnologia si scontrano con l’obsolescenza degli strumenti con cui ci troviamo, di fatto, a lavorare – spiega -: proprio per questo, una delle principali proposte che abbiamo presentato come Cda nazionale, anche in vista di una piena attuazione delle missioni del PNRR, è il rinnovamento del parco macchine nelle aziende sanitarie.
In occasione dell’ultimo Congresso nazionale dei TSRM, svoltosi a Vicenza lo scorso settembre, abbiamo guardato avanti ancora una volta e abbiamo visto che la strada è ancora lunga: soprattutto per professionisti come noi, incapaci di fermarsi e di accontentarsi. Ritengo che questa sia una delle nostre qualità distintive, che a volte può farci sentire affaticati, o addirittura esasperati, ma che contribuisce a renderci una professione unica nel suo genere. Il futuro ci chiama e il compito della Cda nazionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica, quello che ci siamo assunti insieme, è allineare gli orizzonti lavorativi, formativi, legislativi alle sue richieste”.
Nei due anni dall’elezione della Cda nazionale, sono molte le progettualità che hanno preso l’avvio e altrettante quelle per cui sono state gettate le fondamenta: la parola d’ordine, come ben si addice a una professione così attiva, è movimento, ma un movimento consapevole, che tiene traccia della strada già percorsa. Le principali direttrici di questo movimento, come preannunciato in occasione del Congresso di settembre 2022, sono la formazione universitaria, l’approfondimento degli aspetti giuridici e medico-legali legati alla professione, la revisione del Codice deontologico e il consolidamento di reti con le realtà scientifiche e le associazioni di riferimento dei TSRM.
“Per muoversi nella giusta direzione, tuttavia, occorrono le coordinate di valori solidi e condivisi, valori che parlano alla nostra umanità – spiega la Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP -. Il poster elaborato dalla Commissione di albo nazionale per quest’anno, intitolato “#umanaprofessionalità”, celebra appunto il fattore umano, le persone dietro alla professione: donne e uomini con volti e nomi, che dialogano quotidianamente con i pazienti, aiutandoli ad attraversare i momenti difficili, condividendo, grazie all’empatia e all’ascolto, tutte le fasi del percorso di diagnosi e terapia.
In conclusione, se è vero che si cresce solo se si viaggia insieme e nella stessa direzione, oggi più che mai i TSRM si stanno muovendo verso un orizzonte di #umanaprofessionalità”.

– foto ufficio stampa FNO TSRM e PSTRP –

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Salute, in libreria “Il codice della longevità sana”

ROMA (ITALPRESS) – Possiamo diventare ultracentenari in perfetta forma fisica e mentale? Camillo Ricordi, direttore capo del Diabetes Research Institute e del Centro Trapianti Cellulari dell’Università di Miami, tra i più importanti centri di eccellenza per la cura del diabete e medicina rigenerativa, è convinto di sì. Come e perchè Ricordi lo spiegherà durante l’incontro che si terrà al Salone d’Onore del CONI l’11 novembre alle 11, per la presentazione del bestseller Mondadori: “Il codice della longevità sana”. “Superare i 100 anni sentendosi giovani: ecco cosa intendo per longevità sana” spiega l’autore. Invertire l’orologio dell’invecchiamento sfruttando nuove tecniche emergenti, da molecole protettive a cellule staminali, assieme a nutrizione, attività fisica e stile di vita corretti. Come spiega nel suo libro, una dieta anti-infiammatoria, attività fisica, sono importanti ma non bastano. E’ infatti impossibile assumere una sufficiente dose di sostanze protettive soltanto tramite una nutrizione corretta o stimolarne la nostra produzione naturale mediante esercizio fisico.
Tra i pilastri della longevità sana troviamo acidi grassi Omega-3, Vitamina D3, polifenoli, attivatori delle sirtuine, e molto di più. Durante l’incontro verranno discusse le problematiche attuali legate alle grandi sfide di questo secolo: le epidemie delle malattie autoimmuni, virali e croniche degenerative legate alla longevità malata. Problematiche che godono di un terreno fertile di fattori di rischio in gran parte prevenibili. Oltre a risparmiare sofferenze umane, ogni anno aggiunto alla Longevità Sana produrrebbe un risparmio di Euro 37.000 Miliardi (37 Trilioni). Investire in prevenzione è ormai diventato un obbligo etico e morale, oltre che di sostenibilità economica per ogni società che desideri definirsi responsabile e eticamente corretta, per permettere anche di re-investire i risparmi enormi che ne deriverebbero in altre sfide criticamente importanti del nostro secolo.

(ITALPRESS).