ROMA (ITALPRESS) – Sono triplicati rispetto a ieri i casi Covid in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. I nuovi contagiati sono 99.457, contro i 30.710 fatti segnare ieri, ma con 660.708 tamponi processati si determina un tasso di positività in leggera crescita al 15%. Aumentano anche i decessi, 177 contro i 95 delle 24 ore precedenti. Crescono gli attualmente positivi a 1.266.647, mentre si registra una significativa crescita dei ricoveri nei reparti ordinari, dove si trovano ricoverati in 9.740 (+246). Stabili i degenti in terapia intensiva 487 con 46 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.256.651 persone. La Lombardia è la prima regione per numero di contagi(12.518), seguita da Campania (11.755) e Lazio (11.430).
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Covid, nuovi casi in decisa crescita e 177 decessi
Covid, 30.710 nuovi casi e 95 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) -Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi sono 30.710 (rispetto ai 59.555 di ieri). I tamponi processati sono 211.535 che portano il tasso di positività al 14,5%. Oggi si registrano 95 decessi (ieri erano 82). I guariti sono 40.300 mentre per gli attualmente positivi si registra un decremento di 8.835 unità per un totale di 1.254.056.
Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, sono 9.494 i degenti mentre in terapia intensiva i pazienti sono 487 con 39 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.244.073 persone. Il Lazio è la prima regione per numero di contagi (4.418), seguita da Campania (3.723) e Emilia Romagna (3.187).
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Intesa tra il Pontificio Consiglio della Cultura e Università Cattolica
ROMA (ITALPRESS) – Un accordo di collaborazione tra il Pontificio Consiglio della Cultura e l’Università Cattolica del Sacro Cuore è stato firmato oggi presso la Santa Sede dal Prefetto Cardinale Gianfranco Ravasi e dal Rettore dell’Ateneo Professor Franco Anelli.
Con la firma del memorandum d’intesa le due istituzioni concordano di stabilire un quadro organico di collaborazione all’interno del quale collocare le diverse iniziative già in essere e le nuove progettualità di interesse comune ispirate ai valori e agli obiettivi di dialogo e confronto su temi culturali, sociali e di rilevanza strategica nell’ambito del dibattito culturale pubblico e della missione educativa.
Con la firma del memorandum d’intesa le due istituzioni concordano di stabilire un quadro organico di collaborazione all’interno del quale collocare le diverse iniziative già in essere e le nuove progettualità di interesse comune ispirate ai valori e agli obiettivi di dialogo e confronto su temi culturali, sociali e di rilevanza strategica nell’ambito del dibattito culturale pubblico e della missione educativa.
«Questo accordo di collaborazione ha già alle spalle un lungo e intenso percorso: da tempo, infatti, il Pontificio Consiglio della Cultura e l’Università Cattolica hanno sviluppato in comune una serie di dialoghi e di incontri culturali, soprattutto nell’ambito del “Cortile dei Gentili”. Ora si apre un nuovo orizzonte che comprende una rete più sistematica di rapporti per la realizzazione di eventi attorno a temi culturali generali, antropologici, etici e sociali. E’ naturale che l’intesa coi suoi progetti sarà assunta in pienezza anche dal nuovo Dicastero per la Cultura e l’Educazione definito dalla Costituzione Praedicate Evangelium», ha affermato il Cardinale Gianfranco Ravasi.
«Con le sue 12 facoltà distribuite in cinque campus, le alte scuole e le articolate strutture di ricerca e una trama di intense relazioni con istituzioni accademiche di tutto il mondo, l’Università Cattolica è oggi, a cento anni dalla sua costituzione, un laboratorio culturale e formativo multidisciplinare, con una dimensione nazionale e una proiezione globale. Grazie all’accordo concluso oggi l’Ateneo ha la grande opportunità di rendere organico un rapporto già ricco e solido con un’istituzione culturale, il Pontificio Consiglio, tra le più prestigiose al mondo; per l’Università sarà un’ulteriore forma di servizio alla Chiesa, alla quale metteremo a disposizione l’articolato sistema di competenze dell’Ateneo, e soprattutto una fonte di arricchimento culturale e spirituale. L’intesa si pone in una prospettiva di lungo periodo ed è mossa dalla convinzione che le conoscenze specifiche dell’Accademia unite al patrimonio millenario di sapienza della Chiesa e alla sua visione universale sui grandi problemi dell’umanità possano insieme produrre frutti duraturi e tra questi il primo al quale oggi inevitabilmente corre il pensiero è la pace, un bene che anche in Europa vediamo tanto drammaticamente messo di nuovo a repentaglio», ha dichiarato il Rettore Franco Anelli.
La collaborazione tra Pontificio Consiglio della Cultura e Università Cattolica del Sacro Cuore si svilupperà in tre ambiti: temi sociali, culturali e di particolare rilevanza strategica, attraverso ricerche congiunte, pubblicazioni scientifiche, convegni a livello nazionale e internazionale, proposte formative, anche di formazione continua.
Queste le le linee di collaborazione tra le due Istituzioni, come riportate nel Memorandum d’intesa:
Tematiche sociali. Trasformazioni demografiche e mutamenti sociali, con focus sulle nuove generazioni e le criticità e opportunità connesse: i giovani nel lavoro, nei consumi, nella politica, il fenomeno dei Neet (Not in Education, Employment or Training), il rapporto tra le generazioni.
Fenomeni migratori e mobilità umana contemporanea: politiche e strategie di integrazione, effetti socioeconomici dell’integrazione, giustizia globale, minoranze sociali e religiose.
Tecnologie innovative e loro impatto sulle diverse dimensioni dell’esperienza umana: le interazioni tra l’umano e la robotica, la governance algoritmica, il rapporto tra intelligenze umane e artificiali, i risvolti etici e valoriali dell’esperienza legata alla tecnologia, la comunicazione digitale.
Tematiche culturali. Cultural Diplomacy: le interazioni tra cultura, comunicazione e diplomazia, declinata in public diplomacy e relazioni internazionali; digital diplomacy; business diplomacy.
Esperienze di dialogo interdisciplinare: il ponte che collega il diritto con la letteratura (ciclo “Giustizia e letteratura”): riflessioni e interpretazioni di testi pertinenti al tema della giustizia per affinare la sensibilità culturale e il “senso di giustizia” degli appartenenti al mondo delle professioni.
Il rapporto con il mondo arabo attraverso l’esperienza del Festival della lingua e della cultura araba: un’occasione di conoscenza del patrimonio culturale e artistico del mondo arabo nella ricchezza della sua varietà espressiva (cultura, filosofia, religione, narrativa, poesia, musica, teatro, danza, cinema, arte calligrafica), nella prospettiva della elaborazione di strumenti di dialogo.
Tematiche di particolare rilevanza strategica nell’ambito del contributo culturale offerto dall’Università Cattolica alla Chiesa e alla società italiana, attraverso i Centri di Ateneo:
Bioetica e Scienze della Vita: le questioni etiche legate alle scienze mediche e biologiche, l’antropologia, la filosofia della medicina e della salute. Famiglia: approccio relazional-simbolico di comprensione dei fenomeni familiari secondo una prospettiva multidisciplinare: psicologica, sociologica, demografica, economica, filosofica, giuridica.
Dottrina sociale della Chiesa: secondo una dimensione antropologica e sociale che mette in dialogo teologi e filosofi, studiosi di questioni sociali e studiosi delle hard sciences e life sciences.
Solidarietà internazionale: riflessione teorica e sviluppo di progettualità nell’ambito di un processo volto a ridurre le disuguaglianze e combattere le discriminazioni attraverso il dialogo e il confronto con le realtà e le competenze locali.
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Covid, Damiano “Preoccupa il dato sulla ripresa dei contagi”
“La crescita dei contagi da Covid non si ferma: anche la settimana dal 20 al 26 marzo si chiude con un + 5,6% ed è il terzo aumento settimanale consecutivo. La nota positiva è dovuta al fatto che si registra un rallentamento nella crescita: passiamo da un + 29,3% (dal 6 al 12 marzo), al + 43,3% (dal 13 al 19 marzo), al + 5,6% della scorsa settimana.
La nota negativa è dovuta, invece, ad un rialzo, per la prima volta dopo sei settimane di discesa, della curva dei decessi: + 10,8%. Anche se lo avevamo messo in conto, il dato ci preoccupa. Ci auguriamo di trovarci di fronte ad un picco, ma non possiamo esimerci dal considerare troppo affrettato l’allentamento delle misure di prevenzione e di cautela voluto dal Governo. Soprattutto perché questo segnale disincentiva le vaccinazioni sia di chi non ha ricevuto neanche una dose sia di chi deve completare il ciclo vaccinale. Infatti, è significativo il calo delle dosi somministrate: siamo passati dal picco della settimana dal 9 al 15 gennaio (media giornaliera delle dosi somministrate: 678.755), al minimo della settimana dal 20 al 26 marzo, con 47.399 dosi medie giornaliere. Si deve anche segnalare l’incremento dell’1,3% del tasso di positività medio, sempre della scorsa settimana (esiti positivi sul totale dei tamponi effettuati), che si è attestato al 15%”. Così Cesare Damiano nel Report dell’Osservatorio Covid-19 del Centro Studi di Lavoro&Welfare e dello Studio Labores.
Tumore del colon retto, in Sicilia trapianto di fegato su paziente metastatico
PALERMO (ITALPRESS) – Il tumore metastatico del colon retto si può curare col trapianto. Accade all’ISMETT di Palermo dove è stato eseguito – per la prima volta in Sicilia – un trapianto di fegato su un paziente che presentava metastasi epatiche a causa di un tumore al colon retto.
Ad essere sottoposto al delicato intervento un paziente proveniente da Roma, di 62 anni. L’uomo – già sottoposto a diversi interventi chirurgici e cicli di chemioterapia – non poteva più essere sottoposto a resezione epatica, il trattamento che resta quello ideale in caso di metastasi, e per questo si era rivolto ad ISMETT.
“Anche nel Sud Italia – spiega il professore Salvatore Gruttadauria – si offre finalmente questa opzione terapeutica non convenzionale per la cura delle metastasi epatiche da tumore del colon-retto non resecabili. Una nuova opportunità terapeutica efficace dopo trattamenti di chemioterapia tradizionale e precedenti interventi resettivi”.
A Palermo, il paziente è stato valutato ed inserito in lista trapianto. L’intervento che gli ha dato una nuova speranza di vita è stato eseguito a metà marzo dall’èquipe chirurgica diretta da Salvatore Gruttadauria, Direttore del Dipartimento per la Cura e lo Studio delle Patologie Addominali e dei Trapianti Addominali. L’uomo adesso sta bene ed ha lasciato l’ospedale pochi giorni dopo l’operazione.
Sempre più ricerca in campo oncologico. Attualmente, ISMETT partecipa ed aderisce a diversi studi multicentrici – come il Protocollo COLT per il caso specifico delle metastasi da tumore colon-retto – e ad altri anche per trovare nuove speranza di cura per pazienti con colangiocarcinoma non resecabile. ISMETT, inoltre, presto inaugurerà il Servizio di Oncologia Medica dedicato ai pazienti che afferiscono alla propria struttura. L’Istituto ha già nominato un Responsabile del Servizio di Oncologia e si prepara ad offrire cure anche in questo campo ai pazienti trapiantati o con gravi insufficienze d’organo che ne hanno necessità.
“L’Istituto siciliano – spiega Sergio Rizzo, Responsabile del Servizio di Oncologia Medica di ISMETT – è adesso impegnato in sinergia con la rete oncologica regionale per potenziare le indicazioni oncologiche al trapianto. Il nostro obiettivo è quello di una integrazione che consenta ai pazienti di ricevere in Sicilia un percorso di cure coerente con le più moderne strategie terapeutiche”.
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Covid, Fnomceo “Dal 24 febbraio oltre 5 mila decessi”
ROMA (ITALPRESS) – “Dal 24 febbraio, giorno di inizio del conflitto in Ucraina, ad oggi abbiamo superato la soglia dei 5000 morti per Covid: con i dati odierni arriviamo a 5018 nuovi decessi. Non dobbiamo dimenticarci di quest’altra guerra, che fa meno rumore ma che continua a mietere tante, troppe vittime”. E’ il monito del Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli.
“Incoraggiamo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, a spingere per l’adozione di tutte le misure necessarie per raffreddare le curve, abbattere i contagi e, di conseguenza, ridurre la mortalità, ancora troppo elevata – aggiunge -. Invitiamo il Governo a non abdicare al ruolo di rendere sicuri i rapporti sociali, in nome di una certo auspicata ma non ancora raggiunta fine della pandemia”.
“Gli italiani si sono vaccinati, con coperture così alte, proprio per poter svolgere serenamente e in sicurezza una vita sociale – spiega -. Oggi invece rischiamo di trovarci accanto sui mezzi pubblici, a teatro, al cinema, un positivo; senza saperlo. Il sistema di tracciamento rischia di saltare: dal primo maggio, senza più obbligo di green pass, non ci sarà più un’incentivazione a fare tamponi presso le strutture autorizzate. C’è una forte probabilità di una gestione “fai da te”, che eluda la registrazione dei risultati e quindi il tracciamento dei contatti e la comprensione dei meccanismi di diffusione”.
“Anche l’eliminazione di quei meccanismi che differenziavano i vaccinati dai non vaccinati non è per ora auspicabile, sia dal punto di vista medico, perchè comunque i dati dimostrano che il vaccino protegge dalla malattia grave, sia per una premialità che incentivi la vaccinazione stessa – conclude Anelli -. Invitiamo dunque il Governo e il Parlamento a intervenire, nell’iter di conversione del Decreto – Legge 24, perchè siano introdotti emendamenti volti a una maggior prudenza e gradualità nell’uscita dall’emergenza. La convivenza con il virus non deve costarci un prezzo troppo alto in termini di salute”.
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Il 118 compie trent’anni, Fnopi: “Infermieri in prima linea”
ROMA (ITALPRESS) – Il numero unico 118, il soccorso sanitario, compie oggi, 27 marzo 2022, trent’anni di vita. Un’occasione da ricordare, ma utile anche per immaginare l’evoluzione del sistema di emergenza-urgenza, in senso moderno e senza legami con vecchi modelli e stereotipi ormai obsoleti.
“La storia e l’evidenza – afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – hanno dimostrato, con trent’anni di esperienza sul campo, che la risposta in emergenza ai bisogni dei cittadini richiede diversi livelli di intervento, senza alcuna dominanza dell’uno sull’altro, a seconda della situazione e un approccio multiprofessionale”.
Secondo Mangiacavalli, a determinare i diversi livelli di risposta sono soprattutto le competenze che i professionisti esprimono, attraverso la specializzazione della singola professione, ma soprattutto nell’integrazione delle stesse competenze nel lavoro del team che consente di aumentare la capacità di risposta.
Il DPR 27 marzo del 1992, afferma ancora la presidente degli infermieri, che ha istituito il sistema attuale risulta ancora innovativo nella visione complessiva del soccorso, ma ha la necessità di essere adeguato all’evoluzione tecnologica (teleassistenza, tele monitoraggio) e di competenze delle figure che a vario titolo sono parte integrante del sistema. “Appare imprescindibile – dice – la necessità di garantire l’integrazione delle varie componenti del Ssn per garantire le migliori prestazioni possibili nell’ambito dell’emergenza urgenza”.
Il sistema 118 e tutta la rete dell’emergenza urgenza è uno dei pochi settori dove, nella carenza normativa generale, la specializzazione infermieristica è già applicata.
“Ora – dichiara Mangiacavalli – sono necessari protocolli chiari, omogenei, condivisi e inderogabili a livello nazionale per le varie tipologie di intervento, per non creare i presupposti per azioni strumentali di rivalsa da parte di qualunque delle professioni coinvolte, come invece è spesso accaduto, lasciando una parte importante dell’organizzazione dell’emergenza-urgenza alle scelte della magistratura”.
“Senza alcuna invasione di campo per ciò che attiene compiti e ruoli propri di altre professionalità – aggiunge -, ma con il giusto e corretto riconoscimento del nostro status giuridico di professionisti sanitari e con le competenze previste dal nostro profilo professionale, perchè sostenuto dall’ordinamento giuridico nazionale ed europeo oltre che da linee guida internazionali e da specifici protocolli”.
Mangiacavalli ricorda che infermieri e medici del servizio di emergenza 118 operano in integrazione In un settore ricco di tecnologia e interconnessioni continue in remoto con tutte le professionalità, l’autonomia si può esercitare in èquipe, in costante collegamento con la centrale operativa e bisogna essere messi in condizione di esprimere il massimo delle competenze spendibili da tutti, soprattutto in un ambito come quello del 118 che deve essere dinamico, flessibile e con interventi modulabili in sicurezza secondo le singole competenze e con i conseguenti standard formativi della componente tecnica del sistema di soccorso secondo precisi e imparziali indicatori.
“Gli Infermieri e la Federazione che li rappresenta – conclude la presidente FNOPI – sono sempre disponibili a partecipare a un confronto che metta a disposizione le competenze delle diverse professionalità coinvolte”.
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Covid, 59.555 nuovi casi e 82 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 59.555 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (73.357 il 26 marzo) a fronte di 384.323 tamponi effettuati su un totale di 199.024140 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. Nelle ultime 24 ore sono stati 82 i decessi (il 26 marzo 118), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 158.782. Diventano 14.364.723 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 1.262.891 (+8.508), 1.253.246 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 9.181 di cui 464 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 12.943.050 con un incremento di 52.022 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Campania (7.471), poi Lazio (7.409), Lombardia (6.783), Puglia (6.145) e Sicilia (4.881).
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