TOMA (ITALPRESS) – Aumenta l’incidenza settimanale a livello nazionale. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Cabina di Regia dell’Istituto Superiore di Sanità. L’incidenza sale a 510 ogni 100.000 abitanti (04/03/2022 -10/03/2022) contro 433 ogni 100.000 abitanti (25/02/2022 -03/03/2022), dati flusso ministero Salute.
Nel periodo 16 febbraio 2022 – 1 marzo 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,83 (range 0,73 – 0,95), in aumento rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero: Rt=0,82 (0,79-0,85) al 1/03/2022 vs Rt=0,77 (0,75-0,79) al 22/02/2022.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 5,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 10 marzo) vs il 6,6% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 03 marzo).
Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 12,9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 03 marzo) vs il 14,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 03 marzo).
Cinque Regioni/PPAA sono classificare a rischio Moderato, di cui una ad alta probabilità di progressione verso il rischio alto. Le restanti Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso secondo il DM del 30 aprile 2020. Nove Regioni/PPAA riportano almeno una singola allerta di resilienza.
Una Regione/PA riporta molteplici allerte di resilienza. La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (17% vs 16% la scorsa settimana). E’ in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (37% vs 35%), mentre diminuisce quella dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (46% vs 49%). L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento.
(ITALPRESS).
ISS, aumenta l’incidenza settimanale del Covid a livello nazionale
Covid, Sileri: “Fase di transizione verso la fine dell’emergenza”
ROMA (ITALPRESS) – “L’arrivo dei vaccini, l’ampia capacità di distribuzione e somministrazione ha rappresentato il momento di svolta per uscire dalla fase più acuta della pandemia. Quella di adesso è una fase di transizione”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Gli ultimi due anni caratterizzati dalla pandemia sono stati molto duri. Il Covid ci ha colpiti di sorpresa, abbiamo attraversato diverse ondate che abbiamo fronteggiato anche a fatica ma siamo riusciti a gestire la situazione – ha aggiunto -. Ricordo a marzo 2020, quando il virus entrò in Italia con prepotenza e noi siamo stati additati come la Wuhan di Europa e criticati per la gestione, quando altri Paesi avrebbero avuto i nostri stessi problemi dopo poco. Vaccinazione e utilizzo progressivo del green pass hanno permesso all’Italia una gestione della pandemia quanto più vicina alla normalità”, ha detto ancora Sileri.
“Non può esserci un green pass per sempre – ha sottolineato Sileri -. Nelle sue varie forme è stato di ausilio per contrastare le fasi della pandemia e le diverse varianti che abbiamo fronteggiato. Quando l’emergenza verrà meno, il green pass sarà rimodulato fino a scomparire. Il venir meno dell’emergenza non dipende da una data ma dalla circolazione del virus e dalle ospedalizzazioni”.
“Il 31 marzo termina lo stato di emergenza e non vediamo il rischio per una proroga – ha ribadito Sileri -. Al tempo stesso si procederà a progressivi e, auspico, veloci allentamenti delle varie regole legate ai tre perni della lotta al virus: distanza, mascherine e vaccino. Comincerei con il diminuire le misure di distanza, rivalutare isolamento e quarantene per vaccinati e asintomatici per poi togliere la mascherina al chiuso. Inoltre, contestualmente alla circolazione del virus rimodulerei il green pass sul luogo di lavoro”.
Di Covid si parla anche in relazione all’accoglienza dei profughi ucraini che scappano dalla guerra. “Al loro arrivo sul territorio si fa il tampone, chi è positivo viene isolato, i contatti dei positivi vengono messi in quarantena e si offre loro la vaccinazione secondo le stesse regole vigenti per gli italiani – ha spiegato il sottosegretario -. Dovremo spingere per vaccinare quanti più profughi possibile e spero che la comunità ucraina in Italia ci possa aiutare in questo. I profughi che scappano dalla guerra in Ucraina hanno un livello molto basso di vaccinazione, solo un terzo della popolazione è vaccinato con vaccini simili ai nostri. Il passaggio del Covid in Ucraina è stato simile a quello del resto d’Europa, il numero dei positivi è sicuramente superiore a quello dichiarato ma questo vale un pò ovunque”.
(ITALPRESS).
Melanoma, arriva a Palermo la campagna di Novartis “Oltre la pelle”
PALERMO (ITALPRESS) – Controllo periodico dei nei e protezione della pelle dai danni causati dai raggi solari sono strumenti fondamentali per la prevenzione del melanoma, il tumore della pelle più aggressivo e più frequente nelle persone al di sotto dei 50 anni di età, che negli ultimi anni ha fatto registrare un incremento nelle diagnosi.
Negli ultimi due anni, a causa della pandemia Covid-19, gli italiani hanno trascurato la prevenzione del melanoma, come ha dimostrato una indagine condotta nel marzo 2021 da Doxapharma e promossa da Novartis, secondo la quale nel 2020 quasi l’80% degli intervistati non ha ritenuto importante fissare una visita per la mappatura dei nei, il 43% ha dichiarato di non aver mai fatto uno screening, e tra coloro che erano abituati a controllarsi periodicamente, la frequenza è diminuita. Solo il 7% ha pianificato nei mesi successivi un controllo dei nei.
L’indagine ha rilevato come sia diminuita anche la quota di persone che dichiarano di conoscere bene il melanoma e quella di chi ritiene fondamentale la diagnosi precoce per aumentare le possibilità di guarigione.
Per riportare l’attenzione delle persone sull’importanza della prevenzione del melanoma, la campagna di Novartis Oltre la pelle – La prevenzione al centro torna anche nel 2022 con una nuova iniziativa presso i centri specialistici di alcune città italiane, per invitare la cittadinanza a controllarsi grazie a screening gratuiti, a dialogare e confrontarsi con i clinici per conoscere, prevenire e affrontare insieme il melanoma.
L’iniziativa Incontriamoci, partita lo scorso novembre con gli appuntamenti di Benevento e Roma, per la sua terza tappa arriva a Palermo, al Policlinico Paolo Giaccone e proseguirà per tutto l’anno coinvolgendo altri centri distribuiti sul territorio nazionale.
La giornata prevederà un momento informativo con gli esperti del Centro per parlare dell’importanza della prevenzione primaria e secondaria e della necessità di controlli periodici. I partecipanti all’incontro informativo potranno effettuare al termine dell’evento uno screening gratuito dei nei.
Per partecipare all’incontro ed effettuare la visita gratuita è necessaria la prenotazione: tutti i dettagli sono disponibili sul sito www.oltrelapelle.it nella sezione dedicata Parliamone insieme. Sarà possibile prenotare fino ad esaurimento posti.
“Il melanoma è un tumore maligno che origina dai melanociti, cellule della cute e delle mucose. Negli ultimi decenni, l’epidemiologia della neoplasia ha assunto le caratteristiche dell’emergenza sanitaria, mostrando un’incidenza in crescita costante in tutto il mondo. Anche in Sicilia, il trend di incidenza annuale è in aumento significativo. L’esposizione ai raggi UV, sia naturali che artificiali, rappresenta il più importante fattore di rischio ambientale. Il melanoma nelle sue forme più comuni tende, infatti, a essere associato a un’esposizione solare intensa e intermittente e a ustioni solari, soprattutto nei primi anni di vita. Evitare l’eccessiva esposizione al sole rappresenta il primo passo della prevenzione primaria, in particolare in Sicilia dove le condizioni atmosferiche consentono di vivere all’aria aperta per la maggior parte dell’anno. L’autovalutazione, insieme a controlli periodici dermatologici, è un elemento fondamentale della prevenzione in quanto mira alla diagnosi tempestiva di lesioni sospette – dichiara Maria Rita Bongiorno, Professore Ordinario Responsabile UOC di Dermatologia e MTS AOUP Paolo Giaccone -. E l’obiettivo di questa giornata è proprio quello di sensibilizzare tutti sull’importanza della prevenzione del melanoma”.
“E’ importante che i cittadini sappiano che il melanoma si può curare. Prima di tutto cercando di individuare precocemente le lesioni sospette così da poter risolvere il problema con la sola chirurgia”, spiega Adriana Cordova, Professore ordinario di chirurgia plastica università degli studi di Palermo e Direttore UOC chirurgia plastica AOUP Paolo Giaccone. “L’asportazione chirurgica del melanoma è sempre indispensabile e rappresenta la prima tappa del percorso del paziente. Ma se la diagnosi è precoce e il tumore non ha caratteristiche pericolose può essere risolutiva”.
“Ma anche quando questo non sia possibile, sono oggi disponibili terapie efficaci che riescono a rallentare la progressione della malattia se non addirittura a cronicizzarla – dichiara Tania Rinaldi, Dirigente medico AOUP Paolo Giaccone UOC Oncologia medica -. Il nostro centro è un punto di riferimento per chi vive in Sicilia che qui può trovare un servizio di diagnostica eccellente, il trattamento con farmaci innovativi e un’attenzione alle diverse esigenze del paziente, che per noi deve essere sempre al centro del nostro lavoro”.
“I dati della ricerca Doxapharma hanno dimostrato come la pandemia e la generale scarsa attenzione alla salute della pelle abbiano influito negativamente sui controlli dei nei e sulla prevenzione del melanoma – conclude Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia. – Sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e riportare le persone ad effettuare i controlli nei centri è l’obiettivo della nostra campagna, in linea con l’impegno di Novartis di offrire soluzioni che vadano anche oltre la terapia, che consentano di re-immaginare la medicina e che si traducano in servizi concreti di supporto alla salute delle persone”.
Oltre la pelle è la campagna di sensibilizzazione realizzata da Novartis per fornire informazioni, approfondimenti e consigli sulla prevenzione e la gestione del melanoma.
Dal 2021, con l’iniziativa Oltre la pelle – la prevenzione al centro, la campagna ha avviato una serie di attività specifiche sull’importanza della prevenzione del melanoma per promuovere le visite dermatologiche per il controllo dei nei, quale strumento principale e fondamentale di prevenzione. Un ricco programma di attività per conoscere e prevenire il melanoma, sviluppato anche grazie al contributo di esperti, medici e pazienti, attraverso la pagina Facebook @OltreLaPelleMelanoma, una community attiva da oltre due anni, e una pagina dedicata all’interno del portale Alleati per la Salute.
La campagna Oltre la pelle – La prevenzione al centro è promossa da Novartis con il patrocinio di Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica (ADOI), Associazione Italiana Malati di Melanoma (A.i.Ma.Me.), Melanoma Italia Onlus (MiO), Associazione Pazienti Italia Melanoma (APAiM), Emme Rouge Onlus e MelanomaDay.
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Nel 2020 uso antibiotici in calo ma situazione preoccupante
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2020 il consumo complessivo, pubblico e privato, di antibiotici in Italia è stato pari a 17,7 dosi ogni mille abitanti, in forte riduzione rispetto al 2019 (-18,2%).
Con 692,1 milioni di euro gli antibiotici hanno rappresentato il 3% della spesa e l’1,2% dei consumi totali a carico del Ssn.
E’ quanto emerge dal Rapporto Nazionale 2020 sull’uso degli antibiotici in Italia di Aifa. Anche se ci sono dei segni di miglioramento, sull’uso degli antibiotici emerge un quadro “fortemente preoccupante e una situazione a macchia di leopardo per le resistenza. L’Italia è paese ad alto tasso di resistenza, tra le regioni europee con il più alto tasso”, afferma Nicola Magrini, direttore generale Aifa, nel corso della presentazione del Rapporto, consigliando “parsimonia” e “una maggiore volontà di agire in comune nei diversi ambiti, a partire da quello umano. Ci sono alcuni ambiti specifici in cui l’utilizzo è particolarmente inappropriato: l’ambito dermatologico, dentistico, infezioni delle vie urinarie e alte vie respiratorie”, ha concluso.
Dall’analisi dei dati della Medicina Generale sulle prescrizioni ambulatoriali di antibiotici per specifiche patologie infettive è emersa una prevalenza di uso inappropriato che supera il 25% per quasi tutte le condizioni cliniche studiate (influenza, raffreddore comune, laringotracheite, faringite e tonsillite, cistite non complicata). Nel 2020 circa 3 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici e in media ogni paziente è stato in trattamento per circa 14 giorni nel corso dell’anno, con una prevalenza d’uso che aumenta all’avanzare dell’età, superando il 50% nella popolazione ultra-ottantacinquenne. Si conferma – secondo il Rapporto – un maggior consumo di antibiotici nelle fasce estreme, in cui si registra anche un più frequente utilizzo per gli uomini, mentre la maggior prevalenza d’uso nelle donne si riscontra nelle fasce di età intermedie. Nel 2020 il 26,2% (nel 2019 era il 40,9%) della popolazione italiana fino ai 13 anni di età ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici sistemici, con una media di 2 confezioni per ogni bambino trattato, in forte diminuzione rispetto al 2019. Il maggior livello di esposizione si rileva nella fascia compresa tra 2 e 5 anni, in cui circa un bambino su tre riceve almeno una prescrizione di antibiotici. Il tasso di prescrizione è superiore nei maschi rispetto alle femmine soprattutto nella fascia 0-1 anno. Nel 2020 quasi il 45% della popolazione ultrasessantacinquenne ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici sistemici, con il Sud che registra i valori di esposizione maggiori (56,5%), seguito dal Centro (46,8%) e dal Nord (33,4%). Nel 2020 sono state osservate importanti riduzioni rispetto al 2019 sia in termini di DDD/1000 abitanti die (-17,9%) sia in termini di prevalenza d’uso (-15,2%). I livelli di consumo degli antibiotici sistemici aumentano progressivamente all’avanzare dell’età, passando da 17 DDD/1000 abitanti die nella fascia 65-69 anni fino ad arrivare a 27,6 DDD/1000 abitanti die negli ultranovantenni, più elevati negli uomini rispetto alle donne in tutte le fasce di età. Nel periodo pandemico l’uso degli antibiotici nell’ambito dell’assistenza convenzionata nel primo semestre 2021 è stato pari a 10,5 DDD/1000 ab die, in riduzione del 21,2% rispetto al primo semestre del 2020. Dalla valutazione dell’andamento mensile nel periodo da gennaio 2019 ad agosto 2021, si rilevano in tutti i mesi del 2020 consumi minori rispetto al 2019, con differenze più accentuate nel periodo aprile-giugno (caratterizzato nel 2020 da lockdown) e a dicembre (mese in cui sono state potenziate le misure per ridurre gli spostamenti tra regioni). I consumi dei primi 8 mesi del 2021 appaiono molto simili a quelli di fine anno 2020, con una media mensile di 10,2 DDD, un livello minimo di 9,6 DDD nei mesi di maggio e agosto e un massimo di 12,1 DDD registrato a marzo. Nell’ambito dell’assistenza convenzionata l’azitromicina è l’unico principio attivo, insieme alla fosfomicina, per cui i consumi complessivi del 2020 (1,3 DDD/1000 abitanti die) non sono diminuiti rispetto al 2019.
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Un nuovo approccio per affrontare le malattie neurologiche
ROMA (ITALPRESS) – Si stima che nell’arco della propria vita una persona su tre sia destinata a sviluppare una malattia neurologica, ed è stato calcolato che negli ultimi trent’anni il numero di decessi attribuibili a questa causa sia cresciuto del 39%. In Italia il 12% della popolazione soffre di emicrania, ogni anno si verificano 200 mila casi di ictus cerebrale, i pazienti affetti da epilessia sono circa 500 mila mentre la malattia di Parkinson oggi interessa 250 mila persone, destinate a raddoppiare nei prossimi anni. Inoltre, l’Italia con 120 mila persone affette da sclerosi multipla e 1.800-2.000 nuovi casi l’anno è considerata area ad alto rischio per questa malattia rispetto ad altre aeree d’Europa. Da noi, infine, le malattie neurologiche rare presentano una prevalenza di 5 casi per 100.000 abitanti.
Ma un esempio eloquente dell’impennata di malattie neurologiche che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi anni è rappresentato dalle previsioni sulla malattia di Alzheimer, che oggi colpisce 600 mila persone e la cui incidenza passerà dai 204.584 nuovi casi all’anno del 2020 ai 288.788 del 2040.
Questi dati indicano una complessità delle malattie neurologiche tale che la Società Italiana di Neurologia (SIN) – in una lettera indirizzata al Ministro della Salute Roberto Speranza e firmata anche dal Segretario della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera, Fabiola Bologna – ritiene necessaria l’istituzione di un Tavolo inter-istituzionale permanente che porti al varo di un Piano nazionale per il riordino del settore e il disegno delle future strategie per la neurologia.
Le direttrici per il rinnovamento dell’assistenza neurologica italiana sono indicate dalla SIN nel Rapporto Next – Neuroscience Exploring Tomorrow 2021, realizzato in collaborazione con Roche Italia e presentato alla stampa nella sede del Ministero della Salute.
La necessità di un Tavolo istituzionale è stata sottolineata sia dal Presidente della SIN, professore Alfredo Berardelli, che dalla deputata Fabiola Bologna. “Vogliamo collaborare con le Istituzioni per rispondere ai bisogni posti dalla diffusione delle malattie neurologiche, caratterizzate da una complessità clinica e da una importante cronicità come le patologie neurodegenerative – ha affermato Berardelli – per la gestione delle quali la risposta obbligata è l’organizzazione dei servizi in rete, che a sua volta deve fare perno sull’unitarietà dell’Unità operativa di Neurologia”.
“Il Pnrr – ha osservato Fabiola Bologna – porterà risorse per investimenti che dovremo mantenere nel tempo, sia con un ritorno a una specifica programmazione sanitaria sia con una adeguata organizzazione dei servizi, e affinchè nel campo neurologico possa rispondere efficacemente ai bisogni dei malati, è necessario costituire un tavolo istituzionale permanente ed ‘estesò che prosegua il lavoro del Rapporto Next e includa rappresentanti ministeriali e parlamentari per una condivisione di obiettivi e soluzioni organizzative concrete”.
Secondo il professore Gioacchino Tedeschi, past President della Società Italiana di Neurologia, “per rispondere adeguatamente alle molteplici istanze è necessario agire su quattro diversi livelli: aumentare il numero dei neurologi; potenziare le Unità Operative Complesse di Neurologia; incrementare a 5 anni la durata della scuola di specializzazione in Neurologia; aumentare i centri di eccellenza per il trattamento delle patologie neurologiche con copertura omogenea del territorio nazionale”. L’innovazione organizzativa che si propone “è quella di riorganizzare il sistema ospedaliero alla luce dell’alta complessità e prevedere una serie di azioni a partire dall’individuazione degli ospedali di primo, secondo e terzo livello”.
La gestione delle malattie neurologiche, oltre che sul fronte ospedaliero, va affrontata anche da altri versanti: “Sono indispensabili un’adeguata prevenzione a cominciare dagli stili di vita, l’accesso equo ed uniforme sul territorio nazionale alla diagnosi ed a cure personalizzate ed innovative, il rafforzamento dell’assistenza territoriale e domiciliare”, ha affermato Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva. “Se pensiamo ai pazienti affetti da Alzheimer e da altre patologie che causano non autosufficienza – ha aggiunto – occorre dar loro risposte di sistema, anche grazie ai fondi disponibili con il PNRR, che organizzino in un’ottica unitaria gli aspetti sociali e sanitari dell’assistenza, e privilegino la possibilità per i pazienti di essere curati presso il domicilio. A livello organizzativo si dovrebbe puntare a replicare il modello virtuoso delle stroke unit per i pazienti colpiti da ictus”.
Anche la riorganizzazione dell’area medico-sanitaria della Neurologia, quindi, deve fare i conti con le insufficienti risorse messe a disposizione dal SSN. “Nel caso di una patologia neurologica ad alto impatto in termini di prevalenza o complessità elevate, e quindi pesante sia per la salute dei cittadini sia per il SSN, bisogna parlare di un investimento in salute e quindi considerare il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale, come un costo di investimento perchè produce effetti prolungati nel tempo”, ha spiegato Paolo Bonaretti, Founder e Ceo di Strategies and Solutions. “Un ruolo fondamentale in questo contesto – ha aggiunto – spetta alla diagnosi precoce delle malattie: il fattore diagnostico diventa essenziale per determinare un quadro di certezza dell’investimento in salute, del conseguente impatto economico e dei risultati in termini di riduzione degli eventuali costi di assistenza”.
Una spinta verso il futuro della neurologia viene dalla digital health, che non è limitata alla telemedicina, dove si sono compiuti enormi progressi, ma si serve anche della genomica e dell’intelligenza artificiale. In Italia però si stenta ad abbracciare le innovazioni, in tutti i soggetti c’è ancora una certa diffidenza verso le tecnologie digitali applicate alla medicina.
“C’è la necessità – sottolinea il professore Luca Pani dell’Università di Modena e Reggio Emilia – di far comprendere non solo agli utilizzatori finali ma anche ai decisori politici, le enormi opportunità della digital health che consente di ridurre i carichi di lavoro, di aumentare l’efficienza e di ottimizzare i costi. Ma è anche utile – aggiunge il Prof. Pani – realizzare una sorta di cartello sulle malattie neurologiche in chiave digitale che favorisca la condivisione delle esperienze e consenta di elaborare modelli comuni da proporre agli organismi istituzionali, oltre che promuovere le partnership pubblico-privato che hanno dimostrato di essere una carta vincente nello sviluppo dei vaccini anti-Covid19”.
(ITALPRESS).
Covid, 54.230 nuovi casi e 136 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Ricrescono i casi Covid in Italia nelle ultime 24 ore. I nuovi contagiati sono – secondo il bollettino del Ministero della Salute – 54.230, contro i 48.483 di ieri, con 453.341 tamponi processati determinando un tasso di positività pari all’11,9%. I decessi sono 136 (-20).
I guariti sono 85.787. Continua a calare il numero degli attualmente positivi, con 30.767 unità in meno attestandosi su un totale di 971.155. Calo dei ricoverati nei reparti ordinari; 8.414 (ieri 8.575) i pazienti ricoverati; i degenti in terapia intensiva sono 545 (-18) con 48 nuovi ingressi. Le persone in isolamento domiciliare sono 962.196.
(ITALPRESS).
Covid, 48.483 nuovi casi e 156 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – In calo i casi Covid in Italia nelle ultime 24 ore. I nuovi contagiati sono 48.483, in discesa rispetto ai 60.191 delle 24 ore precedenti con 433.961 tamponi processati determinando un tasso di positività pari all’11,1%. I decessi sono 156 (-28).
I guariti sono 59.258. Torna a calare il numero degli attualmente positivi, con 9.599 unità in meno attestandosi su un totale di 1.001.922. Calo dei ricoverati nei reparti ordinari; 8.575 (-201) i pazienti ricoverati; i degenti in terapia intensiva sono 563 (-29) con 43 nuovi ingressi. Intanto scende sotto il milione il numero degli attualmente positivi; per l’esattezza sono 992.784. Intanto, per quanto riguarda l’impatto del Covid nelle regioni, si evidenzia come il Lazio sia la prima regione per numero di nuovi positivi (5.642), seguita da Lombardia (5.583) e Sicilia (4.884).
(ITALPRESS).
L’Hub Acea Ostiense apre ai profughi ucraini
ROMA (ITALPRESS) – Vaccini anti-Covid, tamponi e non solo. L’hub Acea Ostiense, dopo quello della stazione Termini, si prepara ad accogliere i profughi in arrivo dall’Ucraina, dove, secondo i dati ufficiali, solamente il 34,5% della popolazione è protetta dal vaccino con doppia dose. Il centro è aperto da un anno e ha una struttura modulare che consente molto rapidamente di adattare gli spazi: dal 1° marzo, infatti, hanno rimodulato lo spazio per l’arrivo di Novavax, mentre in un solo pomeriggio per l’accoglienza. “Questo percorso prevede la possibilità di ricevere un codice Stp, quindi un codice di straniero temporaneamente presente, che permette l’accesso a moltissimi dei servizi offerti dal Servizio Sanitario Nazionale”, ha spiegato il coordinatore del servizio accoglienza ucraini Asl Roma 1, Paolo Parente. “Dopodichè – ha proseguito – c’è la possibilità di effettuare uno screening per il Covid-19, quindi di sottoporsi a tampone per la verifica di eventuali casi di positività. Se riscontriamo dei positivi, come è successo, fortunatamente in un numero non eccessivamente elevato, queste persone vengono prese in carico dal nostro servizio di igiene e sanità pubblica ed eventualmente, se lo necessitano, vengono portati in delle strutture protette per il Covid”.
L’hub sarà aperto dalle ore 8 alle 18 e oltre alle vaccinazioni per Covid con Pfizer, Moderna e Novavax sia per adulti che per bambini, i rifugiati ucraini potranno effettuare vaccinazioni di profilassi nei confronti della epatite, per la poliomielite, il morbillo e tutte quelle che fanno parte del calendario vaccinale italiano.
“Stiamo costruendo adesso un servizio di screening anche per la tubercolosi – ha aggiunto il coordinatore – poi c’è la prima parte del colloquio con medici e pediatri. Tutte le persone che arrivano qui si interfacciano con loro, verifichiamo eventuali problematiche di natura sanitaria che devono essere prese in carico e poi c’è la possibilità di ricevere vaccinazioni”. “Alla fine del processo c’è un indirizzamento, se necessario verso la rete istituzionale di offerta sanitaria” e ha annunciato che “stiamo mettendo su, sia a Termini che qui, uno sportello di consulenza, di supporto psicologico post traumatico, che possa in qualche modo aiutare queste persone ad avere un sostegno in questa fase complessa della loro vita”.
In questa prima giornata l’hub Acea Ostiense è stato aperto dalle ore 8:30 alle 14 circa e ha visto poca affluenza, a parte una mamma con due bambine minori accompagnate da una signora residente in Italia, ma “mano mano questi numeri cresceranno nel momento in cui sapranno che c’è quest’altra opportunità” – ha spiegato Parente – “”Da quando l’hub di Termini è partito sono state oltre 800 le persone prese in carico nella struttura. Il primo giorno di Termini erano arrivate solo 20-30 persone, noi oggi ci aspettavamo di iniziare più bassi, mentre su Termini ci siamo assestati negli ultimi giorni a circa 300 persone che hanno richiesto questo tipo di supporto”.
(ITALPRESS).









