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Salute

Ucraina, la circolare del ministero della Salute: tamponi e vaccini ai profughi

ROMA (ITALPRESS) – Le Asl locali pronte a fare tamponi e vaccini anti-Covid ai profughi ucraini in arrivo in Italia. Il ministero della Salute ha diffuso una circolare alle Aziende Sanitarie Locali ai fini di “predisporre risorse necessarie all’esecuzione di test diagnostici – tamponi oro/rinofaringei antigenici e molecolari- per infezione da SARS-CoV-2 ed alla somministrazione di vaccini anti-COVID-19 ed altre vaccinazioni di routine per tale popolazione a rischio. Le ASL dovranno, inoltre, assicurare le necessarie attività di sorveglianza, prevenzione e profilassi vaccinale anche in relazione alle altre malattie infettive”. Il ministero della Salute chiede, nella circolare, di prestare attenzione “in particolare alla precoce identificazione delle persone con esigenze particolari e specifiche vulnerabilità, si pensa ad esempio ai minori stranieri non accompagnati, alle donne in stato di gravidanza, ai nuclei familiari monoparentali. Tutti coloro che verranno individuati come casi o contatti di caso (esempio allo screening nei Punti di accoglienza) andranno gestiti secondo la normativa vigente adottando le misure di profilassi e tracciamento più idonee”.
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Covid, 41.500 nuovi casi e 185 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Tornano a crescere, dopo giorni di continua discesa, i casi Covid in Italia. Il numero dei nuovi positivi, secondo il ministero della Salute, è pari a 41.500, in aumento rispetto ai 36.429 del 2 marzo, con 431.312 tamponi processati, e che determina un tasso di positività in aumento del 9,6%. In calo i decessi: 185 (-29).
Gli attualmente positivi, a quota 1.041.462, registrano un calo di 20.148 unità; i guariti nelle ultime 24 ore registrano un numero di 62.551. Calano pure i ricoveri nei reparti ordinari: attualmente sono ospitati 9.599 pazienti (ieri erano 9.954); 654 (-27) i pazienti accolti nelle terapie intensive con 52 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 1.031.209 persone. Per quanto riguarda le regioni il Lazio è primo per numero di nuovi positivi (4.771), seguito Sicilia da (4.411) e Lombardia (4.386).
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Vaccino, Altems “Serve integrazione per i profughi ucraini in arrivo”

ROMA (ITALPRESS) – Analizzando le vaccinazioni con prima dose, la Regione associata al tasso di copertura più elevato per la fascia d’età 50-79 anni sia il Lazio (93,2%) mentre la Regione con la percentuale minore di vaccinati nella stessa fascia risulta essere il Piemonte (87,2%). Per quanto concerne la fascia d’età 5-19 anni, la Regione associata al tasso di copertura più elevato è il Molise (71,3%), mentre la regione/P.A. con la percentuale minore di vaccinati nella stessa fascia risulta essere la P.A. di Bolzano (50,9%). Sul territorio nazionale, la copertura vaccinale delle 1°dosi nella fascia d’età 50-79 anni è dell’89,4%, mentre nella fascia d’età 5-19 anni è del 61,4%. E’ quanto emerso dalla 87ma puntata dell’Instant Report Covid-19 – https://altems.unicatt.it/altems-covid-19 – una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale.
“Bene la campagna vaccinale in Italia che sta segnando importanti valori nelle percentuali di vaccinazione tra la popolazione sia nelle varie fasce d’età che nelle varie Regioni”, afferma il professor Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (ALTEMS).
“Sul territorio nazionale, la copertura vaccinale delle prime dosi nella fascia d’età 50-79 anni è dell’89,4%, mentre nella fascia d’età 5-19 anni è del 61,4%. E’ ormai chiaro – continua – che il 31 marzo ci sarà la fine dello stato di emergenza e a tal riguardo qualche giorno fa il Commissario straordinario Figliuolo ha inviato agli organi di Governo centrali e regionali una missiva con le predisposizioni per la risposta ad eventuali “recrudescenze” pandemiche in previsione della chiusura dello stato d’emergenza”.
“E’ necessario – conclude Cicchetti – che tali indicazioni siano integrate alla luce dello stato emergenziale relativo alla guerra in Ucraina e all’imminente arrivo dei profughi ucraini in Italia per garantire al meglio l’accoglienza e le cure sanitarie secondo quei valori umani che hanno sempre contraddistinto il nostro Paese”.
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Riparte la Carovana della Prevenzione di P&G e Susan G. Komen

ROMA (ITALPRESS) – Oltre 3000 delle 56mila donne con un tumore al seno hanno avuto, nello scorso anno, una diagnosi in ritardo: nel 2021 la pandemia ha infatti determinato una riduzione media del 35% negli screening, rivelando una situazione che coinvolge soprattutto le donne più svantaggiate che, in periodi di difficoltà come questo del post pandemia, dedicano meno attenzione alla propria salute. Per questo, nell’ambito del programma di cittadinanza d’impresa “P&G per l’Italia”, con cui sta realizzando progetti di responsabilità sociale e ambientale in tutto il Paese, Procter & Gamble ha scelto di sostenere con il progetto “Insieme siamo più forti”, la Carovana della Prevenzione di Susan Komen Italia, il Programma Nazionale Itinerante di Promozione della Salute che offre visite gratuite di prevenzione delle principali patologie oncologiche che colpiscono le donne per dare un aiuto concreto alle persone in difficoltà socioeconomica in tutto il Paese.
Sono stati oltre 1250 gli esami diagnostici gratuiti erogati nelle 10 tappe avviate nel 2021 grazie a P&G, che ribadisce il proprio impegno nel 2022 accanto a Komen Italia col sostegno di nuovi appuntamenti della Carovana della Prevenzione.
Il primo, realizzato in collaborazione con Carrefour Italia, è in programma a Roma il 9 e 10 marzo (piazzale del Centro Commerciale Tor Vergata, Via Luigi Schiavonetti 436) e si aggiunge ad ulteriori 10 tappe che Komen e P&G hanno in programma nei prossimi mesi nei comuni di 7 regioni italiane come parte del programma “P&G per l’Italia”: Lazio: Ladispoli e Cassino; Abruzzo: Teramo; Campania: Napoli; Basilicata: Potenza, Ferrandina (MT), Puglia: Bari; Sicilia: Gravina (CT), Furci Siculo (ME); Sardegna: Tonara (NU).
Inoltre, dal 7 al 21 marzo per sensibilizzare ulteriormente le donne sull’importanza della prevenzione del tumore del seno, P&G (tramite i marchi AZ, Oral B, Head & Shoulders, Pantene, Gillette, Venus, Braun, Olaz, Herbal Essence) e Carrefour Italia daranno visibilità all’iniziativa “Insieme per la Prevenzione” all’interno dei punti vendita Market e Iper di tutta Italia con l’obiettivo concreto di realizzare la tappa romana della Carovana della Prevenzione del 9-10 marzo.
“Siamo molto lieti di proseguire anche quest’anno la collaborazione con un partner eccellente come P&G: grazie a P&G nel 2021 siamo riusciti a recuperare un pò di tempo perduto causato dallo stop della pandemia e a realizzare più di 1250 screening diagnostici offerti gratuitamente a donne con maggiori difficoltà socioeconomiche. Per noi questo rinnovo di fiducia significa moltissimo, grazie di cuore a P&G e al progetto “Insieme siamo più forti” che nell’ambito del programma “P&G per l’Italia”, continuerà a supportarci nello sforzo che da sempre sosteniamo volto ad aiutare le donne, dovunque si trovino, ad avere accesso a strumenti di prevenzione. E’ grazie a partner d’eccezione come P&G che riusciamo a realizzare la nostra mission”, ha dichiarato Bianca Casieri, Head Programmi Donne in Rosa e Sviluppo Territoriale di Komen Italia.
“Siamo estremamente felici di ripartire con il progetto “Insieme siamo più forti” insieme a Susan G. Komen Italia. Lo scorso anno grazie alla Carovana della Prevenzione abbiamo potuto offrire visite gratuite di screening del tumore del seno, ginecologico e dermatologico a molte donne che a causa della pandemia avevano rinunciato alla prevenzione. In tal senso c’è ancora molto da fare e c’è bisogno dell’aiuto e del coinvolgimento di tutti ed è per questo che voglio ringraziare il nostro partner Carrefour Italia per la grande sensibilità e collaborazione dimostrata nel voler unirsi a noi e sostenere una tappa in più del percorso della Carovana che va ad aggiungersi alle 10 che realizzeremo come parte del programma “P&G per l’Italia”, ha commentato Riccardo Calvi, Direttore Comunicazione di P&G Italia.
“Siamo molto fieri di collaborare con P&G Italia e Komen Italia, contribuendo ad aggiungere una ulteriore tappa a Roma della Carovana della Prevenzione e raggiungere sempre più donne con questo importante servizio di screening. Carrefour Italia già da diversi anni è impegnata attivamente a sostegno del mondo femminile. La nostra presenza capillare sul territorio e al fianco delle comunità locali ci consente di arrivare a un alto numero di persone nei momenti di quotidianità come quello della spesa, per questo siamo attivi nel promuovere diversi percorsi di sensibilizzazione e informazione nei punti vendita su temi cruciali quali la lotta alla violenza, l’adozione di stili di vita sani e, appunto, il ruolo della prevenzione” ha sottolineato Greta Bonsignore, Direttrice Comunicazione Esterna e Interna, Relazioni Istituzionali e CSR di Carrefour Italia.
Le tappe della Carovana della Prevenzione sono state selezionate privilegiando le periferie delle principali città italiane o aree regionali con minor accesso a servizi sanitari di eccellenza, in particolare nelle regioni con maggiori disparità nell’accesso a servizi di screening mammografico e/o in cui si sono registrate le maggiori riduzioni di screening a causa della pandemia.
La Carovana della Prevenzione, infatti, vuole raggiungere quei territori dove si evidenzia una maggiore necessità di servizi sanitari di prossimità, come la prevenzione senologica, ginecologica e orientamento ai corretti stili di vita. Per ogni tappa, saranno disponibili 4 unità mobili: due Unità Mobili di Prevenzione Senologica, allestite con due spazi ambulatoriali e con strumenti tecnologici di ultima generazione (mammografo digitale, ecografo portatile, workstation di refertazione, strumenti di teleradiologia), utili a consentire l’effettuazione di tutti gli esami di diagnostica senologica clinica e strumentale per la diagnosi precoce dei tumori del seno; una Unità Mobile di Prevenzione secondaria Ginecologica, con uno spazio ambulatoriale multifunzionale per visite specialistiche ginecologiche, ecografie pelviche trans-vaginali e Pap-test e altri esami finalizzati alla diagnosi precoce dei principali tumori femminili; infine una Unità Mobile Polifunzionale di Prevenzione Primaria e Secondaria, allestita con due spazi ambulatoriali per offrire visite specialistiche per la prevenzione delle patologie della tiroide o del melanoma e dei tumori cutanei.
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Riduzione del danno nella lotta al fumo, si amplia il fronte del sì

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ROMA (ITALPRESS) – Seguendo quanto fatto in molti Paesi appare oramai evidente come anche in Europa serva un nuovo approccio più ampio alle politiche di controllo del fumo. Il semplice divieto, o la tassazione, non sortiscono effetti. Basti dire che nel Regno Unito, l’anno scorso il 36% dei fumatori ha provato a smettere, ma solo il 25% tra loro ce l’ha fatta, quindi, il restante 91% continua a fumare. Nel mondo sono ancora un miliardo i fumatori, che generano un costo sui sistemi sanitari divenuto insostenibile.
Per uscire da questa impasse esistono enti come Scohre, un’associazione scientifica internazionale di esperti indipendenti sul controllo del fumo e sulla riduzione dei danni, secondo cui le strategie di controllo del fumo dovrebbero essere riformulate per includere la riduzione del danno attraverso l’uso di prodotti alternativi potenzialmente a rischio ridotto, come le sigarette elettroniche o i prodotti a base di tabacco riscaldato. Il dibattito è aspro, tra chi non vede alternative e chi crede in questo approccio. Però alcune evidenze sono già disponibili e sono state illustrate al Congresso panellenico di salute pubblica 2022 ad Atene nel corso della sessione “Un nuovo sguardo di salute pubblica”.
Dimitri Richter, a capo del dipartimento di cardiologia all’ospedale Euroclinico di Atene, parlando dei diversi approcci sulla riduzione del danno, ha spiegato come negli Usa “ci sia un buon programma, che andrebbe esteso anche in Europa. Solo se si dimostra che un nuovo prodotto comporta benefici per la salute pubblica nel suo complesso, può essere approvato.
L’approccio non è quello di avere nuovi fumatori, ma fumatori classici che passano ai nuovi prodotti”. In Europa invece si viaggia ancora con regole diverse da Paese a Paese e con una direttiva del 2016. Ecco perché, secondo Richter, “sarebbe utile un approccio simile a quello degli Usa anche in Europa”.
Ci sono poi Paesi che utilizzano approcci radicali, come la Nuova Zelanda, che ha reso definitivo il divieto di fumo per alcune fasce di età, ma per chi fumatore lo è già, ha scelto e incentivato le strategie di riduzione del danno. L’obiettivo, ambizioso, è di arrivare al 5% di fumatori nel 2025.
Ignatios Ikonomidis, professore di cardiologia all’università nazionale e Kapodistrian di Atene, nel suo intervento ha evidenziato proprio questo paradosso, secondo cui “esistono politiche europee sulla corretta alimentazione, per ridurre danni alla salute, ad esempio per ridurre il consumo di zucchero e i problemi cardiaci, ma sulle sigarette si va in ordine sparso”.
Nonostante la riduzione del danno funzioni, come confermano gli studi svolti in Paesi anche molto diversi a livello culturale come Svezia e Giappone, come ha raccontato Karl Fagerström, professore emerito e presidente di una società di consulenza. “Le malattie derivanti dal fumo calano, e senza interventi di comunicazione pubblica, o costi per gli enti pubblici, è qualcosa di misurabile”. Come sono misurabili le imposte che gravano sulla nicotina, che spesso sono identiche nelle sigarette tradizionali e in quelle elettroniche o nei prodotti a base di tabacco riscaldato, nonostante un’evidente minor rischio per la salute, come denunciato da Andrzej Fal, presidente della società di sanità pubblica polacca. L’impegno di Scohre va anche in questa direzione, con l’obiettivo di continuare a fare chiarezza, e soprattutto ridurre i danni sulla salute determinati dalle sigarette basate sulla combustione.
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Covid, a febbraio forte riduzione dei contagi e picco superato

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ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di febbraio vi è stato una forte riduzione del numero dei contagi: questi rimangono numericamente molto elevati (1,8 milioni), ma la brusca riduzione rispetto al mese precedente (-59%) conferma che abbiamo superato il picco della pandemia verificatosi nello scorso mese di gennaio. E’ quanto emerge dal Report dell’Osservatorio Covid-19 del Centro Studi di Lavoro & Welfare e dello Studio Labores di Cesare Damiano sull’analisi ed elaborazioni dei dati di Ministero della Salute e Inail sulla progressione della pandemia nel mese di febbraio 2022. “Nel mese di gennaio 2022 i contagi avevano raggiunto uno storico picco di quasi cinque milioni di casi; febbraio ha segnato un calo molto forte, con la registrazione di poco meno di un milione e 800mila persone affette dal covid-19, quasi il 60% in meno. Un numero ancora rilevante, ma che indica che il picco è stato scavallato. I decessi diminuiscono di quasi mille unità”, ha detto Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e presidente di Lavoro&Welfare.
“Il Rapporto sul mese di febbraio redatto da Piero Pessa -aggiunge – mostra come il tasso di mortalità sia sceso progressivamente nel corso dell’ultimo anno, fino a un valore medio dello 0,6%: 6 vittime su mille contagiati. Questo dimostra quanto sia stata necessaria ed efficace la campagna vaccinale, la quale ha impedito che il massimo storico mensile di contagi raggiunto in gennaio si trasformasse in un dato catastrofico sul piano dei decessi. I dati Inail relativi ai contagi da Covid sul lavoro, riferiti a gennaio 2022 – ha proseguito – ci danno un’altra informazione confortante: al momento non si registra nessun caso mortale, mentre le morti sul lavoro a gennaio 2022 aumentano del 12,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Quanto all’andamento della campagna vaccinale, febbraio fa registrare un sensibile rallentamento dovuto a una varietà di fattori. In senso generale, si può dire che ci avviamo alla fine della campagna vaccinale, potendo supporre che marzo 2022 vedrà il raggiungimento dell’obiettivo: l’immunizzazione del 90 per cento della popolazione. Quando, dunque, ad aprile, cadranno le norme emergenziali, potremo registrare un grande successo per il nostro Paese. Il quale, come si può osservare nella tabella che registra la graduatoria dei Paesi europei per dosi somministrate, si trova ai vertici di tale classifica. Possiamo cominciare a essere certi del buon lavoro fatto dall’Italia”, ha concluso Damiano.
Per quanto riguarda i decessi, infatti, si rileva che nel mese di febbraio la media giornaliera è leggermente aumentata rispetto al mese precedente. In sostanza, il picco dei decessi si registra nel mese di febbraio per la nota differenza temporale tra la curva dei contagi e quella dei decessi. In ogni modo i numeri dei decessi restano elevati, anche se inferiori ai picchi delle ondate precedenti. Si deve considerare che, negli ultimi 12 mesi, il tasso di letalità (rapporto tra decessi e contagi) ha continuato a ridursi, raggiungendo il valore medio dello 0,6% (6 decessi ogni 1000 contagiati). Ovviamente questo è il dato medio del periodo, mentre il tasso di letalità si è progressivamente ridotto negli ultimi sei mesi allo 0,3% (3 decessi ogni 1000 contagiati). Si registra, quindi, una progressiva riduzione del tasso di letalità al crescere del numero dei vaccinati. Sulla base degli ultimi dati dell’Inail si possono aggiornare alcuni effetti del Covid 19 sul mondo del lavoro al 31 gennaio 2022. Nel mese di gennaio 2022 sono state 57.583 le denunce totali di infortunio presentate (+47% rispetto a gennaio 2021), di cui 46 con esito mortale (+12,2%). Di queste, nel mese di gennaio 2022, sono stati 16.779 casi i di contagi riconducibili al Covid denunciati all’Inail. Per il momento non si registrano infortuni mortali nel mese di gennaio 2022, salvo denunce tardive. La campagna vaccinale ha avuto una significativa riduzione in questo ultimo mese poiché, probabilmente -prosegue il Rapporto – dobbiamo registrare che il segmento primario si sta avviando alla fine. L’obiettivo di vaccinare il 90% della popolazione sopra i 12 anni sarà raggiunto nel mese di marzo, quando saranno vaccinati i circa 1,26 milioni di persone che sono in attesa della seconda dose. Si deve considerare che nel mese di gennaio sono stati 1,5 milioni quelli che hanno completato il ciclo delle due vaccinazioni, mentre per vaccinare il 90% della popolazione mancano ancora all’appello circa 300mila persone. Al 28 febbraio le dosi dei vaccini somministrate sono state 134,1 milioni. 49,4 milioni di persone sono state completamente vaccinate, l’83,3% della popolazione o l’89,4% se escludiamo i minori di 12 anni. Inoltre 37,5 milioni di persone hanno ricevuto la terza dose, il 63,3% della popolazione. Nel mese di febbraio, 4 milioni di persone hanno ricevuto la terza dose. In ogni modo, sono circa 4,7 milioni le persone con 12 o più anni di età che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino, l’8,7% di questa popolazione. Rispetto al precedente mese di gennaio, la quota dei non vaccinati è diminuita di 300mila unità. Inoltre, 1,77 milioni di persone con 50 o più anni di età non hanno iniziato il ciclo vaccinale, nonostante gli obblighi normativi. Per quanto riguarda la fascia di età 5-11 anni, attualmente sono 1,1 milioni quelli che hanno completato il ciclo delle due vaccinazioni; 224mila sono in attesa della seconda dose. Nonostante il rallentamento della campagna vaccinale, l’Italia continua ad essere nelle prime posizioni nella graduatoria dei paesi europei.
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Bimba ucraina in fuga dalle bombe al Gemelli per curare il suo tumore

ROMA (ITALPRESS) – Sette anni sono pochi per portare sulle spalle una storia come quella di Anna (nome di fantasia), una bimba di 7 anni fuggita con la mamma da Kiev e dalla guerra, per approdare con la sua malattia e una relazione scritta in cirillico al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Anna ha un tumore renale con metastasi, diagnosticato a fine gennaio; ha già iniziato la chemioterapia a Kiev ma lo scoppio della guerra ha portato all’interruzione delle terapie necessarie per curare la sua patologia. Inizia dunque una lunga odissea, un cammino per fortuna costellato di tanti buoni samaritani, anonimi eroi della quotidianità, che hanno aiutato Anna e la mamma nel viaggio fino al reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Gemelli.
La storia di Anna comincia all’inizio di quest’anno, quando le viene diagnosticato un tumore del rene (nefroblastoma), già esteso ai polmoni. La piccola comincia un ciclo di chemioterapia presso l’International Cancer Center di Kiev. Poi scoppia la guerra. L’ultimo ciclo di chemio le verrà somministrato direttamente dalla mamma, a casa. Ma lì non sono più al sicuro e soprattutto la terapia non può più essere garantita tra i bombardamenti, che diventano sempre più insistenti. Anna e la mamma fuggono a casa dei nonni, che abitano poco fuori Kiev; intanto prendono contatto con l’altra nonna, che lavora vicino Roma come badante e che si mette in contatto con l’èquipe dell’oncologia pediatrica del Gemelli e con l’Associazione Genitori Oncologia Pediatrica (AGOP). E’ l’inizio della lunga odissea che le porterà in Italia. Anna saluta dunque nonni e con la mamma sale su un autobus che, dopo un viaggio di 30 ore, le lascia ai confini con la Romania.
Le due attraversano la frontiera a piedi; ad attenderle trovano i volontari della Croce Rossa e una famiglia romena, che si offre non solo di ospitarle in casa, ma di acquistare per loro il biglietto aereo Ia?i-Fiumicino. Mamma e figlia salgono su quell’aereo che le porterà tra le braccia della nonna che lavora in Italia; ad accoglierle a Fiumicino ci sono anche i volontari dell’AGOP che le trasferiscono subito in ospedale, presso il reparto di Oncologia Pediatrica.
“Qui da noi – spiega il professor Antonio Ruggiero, direttore UO di Oncologia Pediatrica della Fondazione Policlinico Gemelli – Anna proseguirà il suo programma di cure che prevede la prosecuzione della chemioterapia per circa 2 settimane; successivamente verrà programmato l’intervento chirurgico per rimuovere il rene malato e, se possibile, anche le metastasi polmonari. Quello di Anna è un tumore pediatrico che, anche in fase avanzata, ha spesso una prognosi positiva e quindi siamo fiduciosi sull’esito dei nostri trattamenti”.
Intanto medici, infermieri e volontari dell’AGOP comunicano con Anna e la sua mamma con il traduttore dello smartphone, quando non è presente il mediatore culturale o la nonna. Ma a raccontare le storie più belle sono i sorrisi che abbracciano le due ospiti ucraine, accolte in un reparto che sa ancora di Carnevale con i festoni colorati e i disegni nei corridoi e nelle stanze. Ad Anna e alla sua mamma è stata assegnata la stanza ‘Grecià perchè in questo reparto le stanze sono contraddistinte dal nome dei diversi Paesi europei. All’appello, manca ancora la stanza ‘Ucrainà, ma Anna e la mamma hanno già precorso i tempi in quella direzione.
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Covid, 36.429 nuovi casi e 214 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Significativo calo dei nuovi contagi Covid in Italia. E’ quanto emerge dal bollettino dal Ministero della Salute. Sono infatti 36.429 i nuovi positivi, in flessione rispetto ai 46.631 del primo marzo ma con meno tamponi effettuati, 415.288. Stabile il tasso di positività all’8,7%. Leggero calo dei morti: 214 (-19).
Gli attualmente positivi sono 1.061.610, in discesa di 11.620 unità; i guariti nelle ultime 24 ore registrano un numero pari a 49.352. Nuovo calo dei ricoveri nei reparti ordinari, dove si trovano ospitati 9.954 degenti (contro i 10.456 del passato rilevamento), 681 (-27) i pazienti accolti nelle terapie intensive con 40 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 1.050.975. Sul fronte delle regioni emerge la Lombardia prima regione per numero di nuovi positivi (4.713), a seguire Campania (3.650) e Sicilia (3.450).
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