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Giornata di Raccolta del Farmaco, coinvolte 5mila farmacie

ROMA (ITALPRESS) – Si rinnova, anche per il 2022, l’impegno dei farmacisti italiani al fianco del Banco Farmaceutico per aiutare le persone più indigenti che non hanno la possibilità di acquistare i medicinali. La 22^ Giornata di Raccolta del Farmaco (GRF22) coinvolgerà 5mila farmacie e oltre 17mila farmacisti in tutta Italia, che da domani 8 febbraio fino a lunedì 14, saranno impegnati nella raccolta dei farmaci da banco donati dai cittadini a beneficio delle persone bisognose.
In Italia, nel 2021, circa 600mila persone in condizione di povertà sanitaria non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno e sono state costrette a rinunciare a visite mediche e prestazioni sanitarie per motivi economici.
“La Giornata di Raccolta del Farmaco in questi anni ha registrato un successo crescente, coinvolgendo un numero sempre maggiore di farmacie e riscuotendo sempre maggiori adesioni da parte dei cittadini. Tutta la professione è da sempre vicina a questa iniziativa in cui si esprime in modo perfetto la vicinanza del farmacista alla comunità e che testimonia quanto sia forte lo spirito di solidarietà nel nostro Paese – dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti (Fofi) -. E’ necessario fare fronte comune per contrastare il drammatico fenomeno della povertà sanitaria che interessa sempre più famiglie, anche per effetto della crisi economica causata dalla pandemia. Ringrazio tutti i colleghi che si sono messi a disposizione e i cittadini che doneranno i medicinali necessari a sostenere chi è più vulnerabile”.
(ITAPRESS).

Cimo-Fesmed “Rendere più attrattiva l’attività intramoenia”

ROMA (ITALPRESS) – “Di certo non stupisce, il crollo dei ricavi dell’intramoenia fotografata dalla “Relazione sullo stato di attuazione dell’esercizio dell’attività libero-professionale intramuraria” relativa all’anno 2020 e trasmessa dal ministero della Salute al Parlamento nei giorni scorsi: nel 2020, i ricavi sono diminuiti del 29,1% rispetto all’anno precedente (da 1,152 miliardi a 816,934 milioni di euro), ed il numero dei medici che esercitano l’attività intramuraria è passato dai 55.500 del 2013 ai 45.434 del 2020″. Lo sottolinea in una nota Cimo-Fesmed, sottolineando che “è vero che senz’altro l’emergenza da Covid-19 ha influenzato questi numeri, considerando l’impegno straordinario cui ha costretto personale e strutture sanitari; ma si tratta comunque dell’epilogo di un trend di decrescita in atto già da alcuni anni e più volte denunciato dalla Federazione CIMO-FESMED”.
“D’altro canto – si legge – ci chiediamo dove un medico che già spesso lavora più di 48 ore a settimana per colmare i buchi di organico e garantire le attività istituzionali dovrebbe trovare il tempo da dedicare all’intramoenia. E soprattutto perchè dovrebbe farlo, considerando gli ostacoli burocratici da affrontare e le “gabelle” sempre maggiori imposte dalle aziende a chi tenta di dedicarsi a tale attività. L’intramoenia viene ancora considerata erroneamente e da più parti la causa delle liste d’attesa, dimenticando forse i tagli a personale, strutture, ambulatori e posti letto che portano le aziende a ridurre l’offerta sanitaria, e che ogni iniziativa adottata contro la libera professione dei medici dipendenti del SSN si tramuta di fatto in un vantaggio per la sanità privata. E forse, viene quindi da chiedersi, è proprio questo l’obiettivo ultimo per qualcuno”.
Secondo la Federazione “si dovrebbe piuttosto tornare a considerare l’intramoenia come una risorsa per pazienti e strutture, favorendo la libera professione ad integrazione delle attività istituzionali per consentire di ampliare l’offerta sanitaria e di contribuire quindi all’abbattimento dei tempi di attesa. Si dovrebbe pensare all’intramoenia come un’utile arma per combattere il disagio diffuso tra gli ospedalieri emerso in maniera drammatica dall’indagine condotta nei giorni scorsi dalla Federazione CIMO-FESMED. Si dovrebbe quindi incentivare l’intramoenia, riducendone le penalizzazioni economiche e gli ostacoli burocratici che la rendono non competitiva. Sarebbe inoltre un modo per incentivare i professionisti non solo da un punto di vista economico, ma soprattutto professionale, nell’ottica del recupero del rapporto fiduciario medico-paziente e della necessità di rendere più attrattiva una realtà, quella ospedaliera, da cui ad oggi vorrebbe fuggire il 72% dei medici”.
Sempre secondo Cimo-Fesmed “i pazienti, dal canto loro, potrebbero contare su un’offerta sanitaria più ampia, a fronte di un contributo economico in ogni caso più contenuto rispetto a quanto richiesto dalle strutture private, che al contrario richiedono il pagamento integrale delle prestazioni. L’imminente taglio del tariffario, tra l’altro, porterà molte strutture private a dover rinunciare alle convenzioni e ad erogare quindi alcune prestazioni totalmente a pagamento. In assenza di interventi strutturali sull’attività ospedaliera e con l’approssimarsi di una vera e propria nuova emergenza sanitaria causata dall’aver trascurato per due anni tutte le malattie non Covid, incentivare l’intramoenia può essere un’opportunità per medici, strutture e pazienti”, conclude la nota.
(ITALPRESS).

Covid, 41.247 nuovi casi e 326 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi al Covid-19 sono 41.247 (rispetto ai 78.952 del 6 febbraio). I tamponi processati sono 393.663 che portano il tasso di positività al 10,5%. Si registrano 326 decessi (il 6 febbraio erano 229). I guariti sono 123.823 mentre per gli attualmente positivi si registra un decremento di 82.547 unità per un totale di 1.990.701.
Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, sono 18.675 i degenti mentre in terapia intensiva i pazienti sono 1.423 con 70 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.970.603 persone. Il Lazio è la prima regione per numero di contagi (5.313), seguita da Emilia Romagna (5.203) e da Campania (4.041).
(ITALPRESS).

Al Giglio di Cefalù un braccialetto elettronico monitora i pazienti

CEFALU’ (PALERMO) (ITALPRESS) – Un braccialetto elettronico dotato di sensore bluetooth verrà posto al polso di tutti i pazienti delle aree chirurgiche della Fondazione Giglio per monitorare i percorsi e i tempi clinici dal reparto di degenza alla sala operatoria sino al ritorno in corsia, all’ospedale di Cefalù, nel Palermitano.
“Uno strumento tecnologico che ci consentirà – ha spiegato il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – di efficientare i percorsi del paziente, di ridurre i tempi di attesa e di organizzare al meglio la logistica del blocco operatorio”.
“Non solo, ha poi aggiunto il responsabile del controllo di gestione Rosario Curcio: “il sistema permette di alimentare automaticamente il registro orario di sala operatoria digitale, che verrà integrato, per i dati non rilevabili, attraverso gli schermi touch già presenti in sala. Verrà eliminato il registro cartaceo”.
Il progetto è stato realizzato dall’azienda TapMyLife di Bergamo ed è stato presentato, quest’oggi dal project manager Matteo Zuliani.
Un ulteriore implementazione favorirà il rapporto con i familiari attraverso un’applicazione per i telefonini da cui è possibile accedere ad informazioni calmierate e ricevere una notifica con l’inizio e la fine della procedura chirurgica.
“La digitalizzazione dell’istituto – ha concluso il presidente Albano – è stato sin dall’inizio un obiettivo di questo management siamo partiti dall’introduzione del ‘ris pacs’ per la radiologia, al rinnovo di tutta l’infrastruttura software e concluderemo questo percorso con la cartella clinica elettronica. Oggi possiamo dire di conoscere in tempo reale e costantemente cosa avviene in sala operatoria e assumere delle decisioni su dati certi”. Alla presentazione sono intervenuti il direttore amministrativo Gianluca Galati e il direttore sanitario facente funzione Massimiliano Spada.
Il primo reparto in cui sarà introdotto il braccialetto bluetooth è l’ortopedia e da marzo sarà esteso a tutte le aree chirurgiche dell’ospedale di Cefalù.
(ITALPRESS).

Covid, 77.029 nuovi casi e 229 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 77.029 i nuovi casi di coronavirus in Italia (93.157 il 5 febbraio) a fronte di 686.544 tamponi effettuati su un totale di 176.176.489 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. Nelle ultime 24 ore sono stati 229 i decessi (il 5 febbraio 375), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 148.771. Diventano 11.621.736 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 2.073.248 (-55.295), 2.053.319 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 18.498 di cui 1.431 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 9.399.717 con un incremento di 134.009 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è il Lazio (8.483), poi la Lombardia (8.370), la Campania (7.955) e il Veneto (7.470).
(ITALPRESS).

Covid, 93.157 nuovi casi e 375 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 93.157 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 99.522) a fronte di 846.480 tamponi effettuati su un totale di 175.489.945 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 375 i decessi (ieri 433), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 148.542. Con quelli di oggi diventano 11.542.793 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 2.128.543 (-89.801), 2.108.517 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 18.615 di cui 1.411 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 9.265.708 con un incremento di 182.618 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (11.136), poi il Veneto (10.012), il Lazio (9.161) e la Campania (8.702).
(ITALPRESS).

Covid, 99.522 nuovi casi e 433 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi al Covid-19 sono 99.522 (rispetto ai 112.691 del 3 febbraio). I tamponi processati sono 884.893 che portano il tasso di positività al 11,24%. Il 4 febbraio si registrano 433 decessi (il 3 febbraio erano 414). I guariti sono 210.353 mentre per gli attualmente positivi si registra un decremento di 109.886 unità per un totale di 2.218.344.
Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, sono 19.000 i degenti mentre in terapia intensiva i pazienti sono 1.440 con 114 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 2.197.904 persone. La Lombardia è la prima regione per numero di contagi (11.340), seguita dall’Emilia-Romagna (10.779) e dal Lazio (10.546).
(ITALPRESS).

Tumori, Farmindustria “Oltre 1.300 i progetti in sviluppo nel mondo”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono oltre 1.300 i progetti in sviluppo nel mondo nel settore oncologico. L’oncologia è la prima area di ricerca a livello globale, con una pipeline indirizzata a più di 40 tipologie di tumore e con terapie sempre più mirate e personalizzate. E anche in Italia è al primo posto per numero di sperimentazioni cliniche autorizzate. Infatti, secondo gli ultimi dati Aifa, i trial nell’area ‘neoplasiè nel 2019 sono stati 268 (il 40% del totale). Risultati importanti che testimoniano da una parte il grande sforzo delle imprese del farmaco, dall’altra la presenza di un ecosistema di ricerca – dai centri clinici alle Università – di assoluto valore”. Lo afferma in occasione del World Cancer Day Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria.
“Puntare sulle Life Sciences e su un rodato e collaborativo network pubblico-privato può rappresentare una carta vincente per dare il giusto peso a un settore strategico come quello della salute – aggiunge -. E servirà anche ad attrarre sempre nuovi investimenti, considerando che tra il 2020 e il 2026 saranno spesi in R&S nel mondo 1.600 miliardi di dollari”.
(ITALPRESS).