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Iss, In calo incidenza, Rt medio e trasmissibilità Covid

ROMA (ITALPRESS) – Diminuzione dell’incidenza settimanale, dell’Rt medio ed anche della trasmissibilità. Questi in sintesi i dati principali del monitoraggio della Cabina di Regia dell’Istituto Superiore di Sanità sul Covid-19. Si osserva, infatti, una diminuzione dell’incidenza settimanale a livello nazionale: 1362 ogni 100.000 abitanti (28/01/2022 -03/02/2021) vs 1823 ogni 100.000 abitanti (21/01/2022 -27/01/2021), dati flusso ministero Salute. Nel periodo 12 gennaio 2022 – 25 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,9 – 0,98), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,89 (0,88-0,9) al 25/01/2022 vs Rt=0,96 (0,94-0,99) al 18/01/2022. Si sottolinea però che diverse Regioni/PPAA hanno segnalato problemi nell’inserimento dei dati del flusso individuale ed in particolare nella segnalazione della presenza di sintomi in tutti i casi diagnosticati.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 14,8% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 3 febbraio) vs il 16,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 27 gennaio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 29,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 3 febbraio) vs il 30,4% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 27 gennaio).
Tre Regioni/PPAA sono classificate a rischio Alto, secondo il DM del 30 aprile 2020, a causa dell’impossibilità di valutazione per incompletezza dei dati inviati; 3 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio Moderato. Tra queste, una Regione/PA è ad alta probabilità di progressione a rischio Alto secondo il DM del 30 aprile 2020. Le restanti 15 Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso. 10 Regioni/PPAA riportano almeno una singola allerta di resilienza. Una Regione/PA riporta molteplici allerte di resilienza.
Diminuisce il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (553.860 vs 652.401 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggera diminuzione (17% vs 18% la scorsa settimana). E’ stabile invece la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38% vs 38%) ed anche la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (45% vs 45%).
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Covid, Sileri “Con i vaccini e calo dei numeri green pass scomparirà”

ROMA (ITALPRESS) – “Credo che questa combinazione fra la variante Omicron e il fatto che agisca su una popolazione vaccinata consentirà una progressiva ripresa delle attività. E’ chiaro che prima calano i numeri, prima calano i decessi, prima sarà possibile rimodulare in senso meno restrittivo l’uso del green pass. Con il calo delle terapie intensive, avendo una larga parte della popolazione vaccinata e con il virus che circola in maniera trascurabile, il green pass ad un certo punto scomparirà. Quando, è difficile saperlo, ma il trend è quello”. A dirlo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Dritto e rovescio su Rete4.
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Nuova identità visiva per Sanofi, cambiano brand e logo

ROMA (ITALPRESS) – Sanofi svela oggi una nuova identità visiva audace e unica, emblematica della modernizzazione e della trasformazione che l’azienda ha avviato nel dicembre 2019.
Negli ultimi 50 anni, Sanofi si è profondamente diversificata ed è cresciuta fino a diventare un leader globale della salute, con alle spalle molte scoperte scientifiche al servizio dei pazienti. Lungo la sua storia, Sanofi ha sviluppato i primi trattamenti per molte malattie rare, così come farmaci per il diabete e le malattie cardiovascolari che oggi rappresentano lo standard di cura. L’impegno di Sanofi nei confronti della salute pubblica ha protetto milioni di persone dall’influenza ogni anno per decenni e ha aiutato a eradicare virtualmente la polio, mentre la sua visione della scienza ha portato a innovazioni rivoluzionarie nel trattamento delle malattie infiammatorie.
Risultato della fusione di più aziende, Sanofi è oggi una miscela di diverse culture, identità e brand.
La sua nuova identità visiva attinge alle radici di questo patrimonio e, per la prima volta, riunisce le diverse entità che hanno scritto la sua storia sotto un unico marchio. Questo passo nell’evoluzione dell’azienda è un simbolo della sua ambiziosa strategia per il futuro.
“Apprestandoci a compiere il nostro 50° anniversario, abbiamo intrapreso la trasformazione e la modernizzazione più significativa della nostra storia – dice Paul Hudson, Chief Executive Officer di Sanofi -. Nel 2019, abbiamo lanciato la nostra strategia Play to Win che punta a sfruttare appieno le nostre capacità di innovare per produrre trattamenti e vaccini first-in-class o best-in-class. La nostra nuova identità è un’estensione naturale di questa strategia e un passo importante che simboleggia gli sforzi congiunti che l’azienda intraprenderà per raggiungere la propria ambizione di trasformare la pratica della medicina”.
Un’unica società, un’unica identità. Le entità Sanofi Pasteur e Sanofi Genzyme, rispettivamente specializzate nell’area dei vaccini e delle cure specialistiche, così come tutti gli altri brand acquisiti dalla società, rientreranno in un unico nome e in un’unica identità – quella Sanofi. Per anni hanno rappresentato l’impatto che l’innovazione può avere sulla vita dei pazienti. Pensare, agire ed esprimerci all’unisono, spinti da un’unica ambizione e con un’unica identità, permetterà a Sanofi di avere un impatto maggiore e di sfruttare in modo più strategico le risorse che l’azienda ha a disposizione per innovare e imprimere un reale cambiamento.
Un logo emblematico del viaggio della scoperta scientifica Il nuovo logo incarna una ragion d’essere e un’ambizione rinnovate di Sanofi, e si ispira a codici semplici ma dinamici, tipico delle nuove tecnologie. I due punti viola simboleggiano il viaggio della scoperta scientifica, da un punto di partenza – la curiosità, la volontà di sfidare lo status quo e di esplorare lo spettro di tutte le possibilità – a un traguardo, il momento in cui vengono sviluppate soluzioni innovative in grado di trasformare la vita dei pazienti.
“Con questa nuova identità, abbiamo cercato di dare ai nostri team e ai nostri partner, così come ai pazienti e agli operatori sanitari, un’idea chiara e potente di chi siamo e di ciò che vogliamo raggiungere – spiega Josep Catllà, Direttore Corporate Affairs Sanofi -. L’atteggiamento di Sanofi è umile e sincero, e originale al tempo stesso. Crediamo che la nostra nuova identità e il nostro logo daranno un’impronta unica nel settore della salute, in grado di rappresentare appieno la nostra ambizione di sfidare i confini della scienza per migliorare la vita delle persone”.
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Covid, 118.994 nuovi casi e 414 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Leggero calo dei contagi da Covid-19 in Italia. Secondo il bollettino del ministero della Salute, sono 112.691 i nuovi casi, in flessione rispetto ai 118.994 dell’ultima rilevazione con 915.337 tamponi processati determinando un tasso di positività quasi stabile al 12,31%. Tornano a crescere i decessi, 414.
I guariti sono oggi 191.938, gli attualmente positivi scendono di 79.396 unità a 2.328.230. Segno meno anche sul fronte ospedaliero: nei reparti ordinari i ricoverati sono 19.324 (-226); in calo pure le terapie intensive, con 1.457 degenti ospitati (-67) e 95 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 2.307.449 persone. Sul fronte dell’impatto della pandemia sulle regioni, si evidenzia che la Lombardia si riconferma prima per numero di nuovi contagiati, 14.989, seguita da Emilia-Romagna (12.012) e Veneto 11.902.
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In Sicilia un master sulle Arti Terapie contro le dipendenze giovanili

CALTANISSETTA (ITALPRESS) – Il CEFPAS – Centro di Formazione sanitaria, con sede a Caltanissetta, promuove il Master sulle Arti Terapie per prevenire il disagio psicologico e le dipendenze giovanili.
Le evidenze scientifiche hanno dimostrato il ruolo determinante delle arti per la promozione della salute e per la prevenzione dei cosiddetti “comportamenti disadattivi”, comuni nei disturbi mentali, di personalità e dell’umore che si manifestano soprattutto tra le fasce giovanili della popolazione, come pure a supporto dei processi di cura di molte patologie neurologiche o oncologiche. Recenti studi, come quello pubblicato dalla rivista scientifica ‘JAMA Pediatrics’ che ha incluso 29 ricerche condotte su un campione di 80 mila giovani, hanno dimostrato come la pandemia abbia notevolmente inciso sui disturbi comportamentali degli adolescenti, alimentando l’incidenza di ansia e depressione che sono raddoppiate rispetto a prima dell’era Covid. Con l’obiettivo di prevenire l’insorgenza delle dipendenze patologiche e delle dipendenze senza sostanza (gioco d’azzardo, shopping compulsivo, dipendenza da TV, internet, social network e videogame) e sviluppare tra i giovani le abilità sociali, cognitive e personali, il CEFPAS avvierà il 15 febbraio prossimo il master “Formazione al Metodo delle Arti Terapie”, previsto nell’ambito del progetto di Piano Sanitario Nazionale 2017 “OffiCine” – Laboratorio permanente di ArteTerapia per lo sviluppo delle life skills e la Promozione della Salute.
Il master, promosso in collaborazione con la cooperativa ArtiTerapie L’Arcobaleno (referente per la Regione Sicilia del network ARTEDO), è rivolto ai referenti scolastici di educazione e promozione degli istituti superiori della Sicilia e agli operatori socio-sanitari delle Aziende Sanitarie Provinciali della regione. La durata del percorso formativo è di 250 ore (suddivise in 136 ore di formazione teorica in FAD e 114 ore di laboratori didattici che si svolgeranno presso il CEFPAS). Il team docenti del master è composto da arteterapeuti, musicoterapeuti, psicoterapeuti, attori teatrali esperti di espressione corporea, neurologi, neuropsicologi e tecnici della riabilitazione psichiatrica.
“Grazie alla ricchezza del linguaggio espressivo delle Arti e agli innovativi ambiti di sperimentazione del metodo arteterapeutico, con la proposta di questo nuovo master puntiamo a sviluppare conoscenze multidisciplinari e competenze specifiche utili agli operatori socio-sanitari per supportare i ragazzi nello sviluppo delle abilità di vita, le life skills, che caratterizzano l’intelligenza emotiva – spiega Daniela Falconeri, Dirigente della Programmazione Formazione del CEFPAS e responsabile progettuale -. E’ molto importante investire sulle competenze emotive, sin dall’infanzia”.
“Si tratta – aggiunge – di abilità che possono essere apprese e affinate, partendo dalla capacità di ognuno di entrare in contatto con le proprie emozioni, di riconoscerle e di gestirle, frenando gli impulsi e superando le frustrazioni, per poi rivolgersi efficacemente alla comprensione degli altri, quella capacità che chiamiamo empatia. Le Arti coinvolgono l’emisfero destro del nostro cervello, quello della creatività e dell’immaginazione, evocano le emozioni, dando voce e forma anche a quelle più sopite. Quando entriamo in contatto con le nostre emozioni facciamo conoscenza ed esperienza del nostro mondo interiore e, gradualmente, acquisiamo consapevolezza per fronteggiare al meglio le sfide e le prove che la vita ci pone, in termini individuali e nel nostro essere in relazione con gli altri. Con questo progetto che coinvolge nell’esperienza formativa gli operatori sanitari e i referenti scolastici, il CEFPAS si farà promotore di una rete regionale interistituzionale per sperimentare e diffondere nuovi modelli, tecniche e strumenti di prevenzione ed educazione alla salute”, conclude Falconeri.
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In Lombardia presentata la prima flebo “intelligente”

MILANO (ITALPRESS) – Presentata a Palazzo Pirelli la prima flebo elettronica, un dispositivo intelligente che consente una grande innovazione delle terapie infusionali per migliorare la qualità di vita dei pazienti, incrementare cure sempre più personalizzate e l’efficacia del sistema sanitario.
All’appuntamento, durante il quale è stata eseguita una dimostrazione di utilizzo del dispositivo, sono intervenuti, insieme all’assessore Fabrizio Sala, il presidente della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Alessandro Venturi, e il Rettore dell’Università di Pavia, Francesco Svelto.
Il Progetto è finanziato all’interno del bando ‘Call Hub Ricerca e Innovazionè promosso dall’assessore alla Ricerca della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, e mira allo sviluppo di tecnologie e dispositivi ‘intelligentì per l’infusione, portatili, estremamente precisi e affidabili per un’assistenza clinica sempre più personalizzata, tempestiva, monitorata ed efficace, sia in regime ospedaliero che al domicilio del paziente.
Miglioramento della qualità della vita dei pazienti, benefici al sistema sanitario, ma non solo. La visione è anche quella di creare il primo Hub internazionale per la fluidica per le Scienze della Vita.
‘Digital Smart Fluidics’ l’acronimo di questo progetto che ha come capofila l’azienda milanese Fluid-o-Tech e un partenariato composto dalla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, l’Università di Pavia e le aziende MC2, Sidam, PRIMA Lab.
“Questo progetto – ha spiegato Fabrizio Sala – è l’esempio concreto di come innovazione si traduca in miglioramento della vita per i cittadini, che è l’obiettivo primario del nostro bando Call Hub”. “Con questa flebo elettronica – ha proseguito Fabrizio Sala – saremo infatti in grado di incentivare la delocalizzazione delle cure sul territorio, diminuendo radicalmente i numeri di accessi alle strutture ospedaliere. Basti pensare che potremo abilitare, di fatto, un accesso così capillare a cure specifiche fuori dagli ospedali che oggi non sarebbe possibile, perchè i costi sarebbero venti volte superiori. Abbiamo sostenuto questa innovazione con oltre 3 milioni di euro, incentivando le reti e gli hub di ricerca e si è confermata una strategia vincente”.
Il valore complessivo del progetto è circa di 7,7 milioni di euro di cui 3,3 da Regione Lombardia grazie ai fondi POR FESR 2014-2020.
“La Regione persegue con convinzione nell’obiettivo di fare della Lombardia un luogo ideale dove sviluppare idee e fare ricerca scientifica, sostenendo la vocazione dei nostri territori per l’innovazione” ha commentato Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia in merito all’importante innovazione. “Questo progetto sarà molto utile nel favorire l’obiettivo della sanità del futuro della casa come primo luogo di cura”.
“Ricerca e innovazione sono il volàno della crescita e dello sviluppo di un Paese – ha chiosato Venturi – e Pavia, con un’università plurisecolare e un IRCCS come il Policlinico San Matteo, è un luogo dove ci sono grandi competenze ed è terreno fertile per la ricerca clinica che permette di offrire ai malati le migliori cure, con assistenza clinica e approcci terapeutici sempre più precisi e personalizzati. Il progetto presentato oggi va proprio in questa direzione”.
“Guidare questo progetto è per noi motivo di grande orgoglio e responsabilità – ha sottolineato Diego Andreis, Managing Director di Fluid-o-Tech, capofila dell’iniziativa. Significa poter avere un impatto sul miglioramento della qualità della vita delle persone e sull’efficacia del sistema sanitario del nostro territorio con l’ambizione di andare presto su scala internazionale”.
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Giornata Tumore, Tortora “In Italia mortalità tra le più basse”

ROMA (ITALPRESS) – Per molti rimane ancora la grande ‘C’, la parola che solo a pronunciarla mette i brividi. Ma in realtà grazie ai progressi della ricerca e della terapia tante cose stanno cambiando; ricevere oggi una diagnosi di tumore non equivale più ad una sentenza capitale, perchè il cancro si può cronicizzare e, in molti casi, anche guarire (oltre il 60 per cento dei pazienti è vivo a 5 anni dalla diagnosi, secondo gli ultimi dati AIRTUM). “I progressi della terapia da 30 anni a questa parte – ricorda il professor Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – sono stati incredibili e negli ultimi dieci anni c’è stata un’ulteriore accelerazione, legata all’immunoterapia e alle terapie a bersaglio molecolare. Nei prossimi anni la velocità di crescita in questo settore sarà ancora maggiore. Ma già oggi l’Italia intanto fa registrare una mortalità per tumore tra le più basse in Europa e un numero di lungo-sopravviventi al tumore tra i più alti”.
Sono i risultati dei continui progressi della ricerca e di un lavoro di squadra, sempre più allargato, che punta a sconfiggere il cancro sul suo stesso terreno, quello della genetica. Il tumore infatti è una malattia del DNA, dovuta a geni ‘corrottì, alterati, ‘mutatì, in grado di innescare la crescita incontrollata di cellule, che non hanno più altra funzione che replicare sè stesse, fino a distruggere l’organismo che le ospita, sfuggendo anche ai radar del sistema immunitario che ogni giorno fanno pulizia di queste cellule impazzite. “E’ per questo – spiega il professor Tortora – che, accanto alle armi tradizionali delle cure oncologiche (chemioterapia, radioterapia, chirurgia), stanno prendendo sempre più piede l’immunoterapia da una parte e le terapie a bersaglio molecolare dall’altra. Con l’immunoterapia (nelle sue varie declinazioni: dagli anticorpi monoclonali contro i checkpoint immunitari ‘bloccatì dal tumore, alle CAR-T) si fa in modo di riabilitare le nostre difese immunitarie per ‘armarlè contro il tumore; con le terapie a bersaglio molecolare si cerca di colpire il tumore nella sua stanza dei bottoni, cioè a livello di quei geni ‘mutatì che ne provocano la crescita incontrollata”.
Ma le conoscenze sui meccanismi alla base del tumore sono ormai così avanzate che c’è bisogno di un vero e proprio ‘consiglio di guerrà per discutere alcuni casi e assegnare loro la terapia più appropriata. “Un compito affidato ai Molecular Tumor Board (MTB), come quello attivato presso la nostra struttura – ricorda il professor Giampaolo Tortora, presidente del MTB di Fondazione Policlinico Gemelli – dei quali fanno parte tanti specialisti (genetisti, epidemiologi, bio-informatici, anatomo-patologi, clinici di fase 1, farmacista, psicologi), oltre naturalmente ad oncologi, radioterapisti e chirurghi. Da questo lavoro di squadra emergono non solo indicazioni per trattamenti già approvati dall’autorità regolatoria, ma anche la possibilità di partecipare ad un trial clinico che vaglia una terapia sperimentale, coerente con le alterazioni molecolari riscontrate in un determinato paziente. Si può trattare di farmaci sviluppati ad hoc contro un determinato bersaglio molecolare, ma anche di farmaci ‘riposizionatì contro quel bersaglio, sebbene nati per il trattamento di altri tumori. Ovviamente, la discussione al MTB è riservata a quei casi portatori di alterazioni geniche, che possono tradursi in opportunità terapeutiche e che sono ancora una minoranza di tutti i casi di tumore. Ma con il miglioramento delle tecnologie, ci aspettiamo che nel prossimo futuro si allargherà il numero dei casi che potranno essere trattati in maniera mirata, in base delle alterazioni genetiche individuate”.
Il trattamento del tumore oggi e domani. “La rivoluzione dei trattamenti oncologici è partita da almeno vent’anni – ricorda il professor Tortora – è difficile per chi non lo ha vissuto immaginare cosa fosse un ambulatorio di terapia oncologico prima; avevamo pochissimi farmaci a disposizione e quelli che usavamo avevano profili di tossicità altissimi. Per alcune patologie, come il tumore del rene, non avevamo alcuna terapia. Oggi, per tutte le neoplasie, abbiamo a disposizione una solida chemioterapia, con farmaci anche nuovi e una grande ricerca in questo settore; accanto a questi, un ampio numero di farmaci a bersaglio molecolare di vario genere (dalle piccole molecole, agli anticorpi monoclonali) e infine l’immunoterapia.
In prospettiva, nel futuro immediato, vedremo ancora uno sviluppo dell’immunoterapia con farmaci che hanno la capacità di bloccare più bersagli (anticorpi monoclonali coniugati, anticorpi bispecifici) e singoli immunoterapici ‘multi-tasking’, cioè in grado di bloccare più bersagli. Un pò più lontano nel tempo, avremo le CAR-T (che oggi sono già una realtà consolidata per i tumori del sangue) per i tumori solidi, alle quali faranno seguito le CAR-NK (Natural Killer), e le CAR-M, terapie ‘cellularì manipolate geneticamente per attaccare dei bersagli tumorali. Da ultimo c’è il filone dei ‘vaccinì, promettente ma ancora sperimentale.
Capire le ‘causè del tumore e intercettarlo sul nascere. L’individuazione delle cause ‘infettivè di molti tumori, ha consentito di abbattere la loro mortalità. E’ il caso dell’eradicazione dell’Helicobacter pylori per il tumore dello stomaco, del vaccino contro il Papillomavirus per il cancro della cervice uterina, del vaccino contro l’epatite B e della terapia eradicante contro l’epatite C, per l’epatocarcinoma. Ma il principale fattore di rischio evitabile resta il fumo di sigaretta, responsabile da solo del 27% dei decessi per tumore in Europa. Importanti fattori di rischio da combattere per contenere la comparsa di queste e altre patologie sono inoltre l’abuso di alcol, il sovrappeso/obesità, la sedentarietà, la sindrome metabolica e il diabete. Fondamentale resta poi l’implementazione degli screening per la diagnosi precoce; in Italia sono a disposizione gratuitamente quelli per i tumori del colon retto (sangue occulto nelle feci e colonscopia), mammella (mammografia) e cervice uterina (Pap test).
“Purtroppo – ricorda il professor Tortora – la pandemia di Covid-19 ha fatto saltare molti screening negli ultimi due anni, con il risultato che stiamo vedendo diagnosi di tumore in fasi più avanzate, soprattutto nel caso del tumore della mammella e del colon. Molti tumori infine, come quelli del pancreas e dell’ovaio, purtroppo non hanno ancora uno screening dedicato e questo rappresenta un ostacolo alla diagnosi precoce.”
Tumore del pancreas: le nuove strategie terapeutiche. Una delle neoplasie per le quali sono stati registrati successi terapeutici parziali e che è difficile diagnosticare in fase precoce è quella del pancreas, che intanto è salita al terzo posto nella classifica della mortalità per tumore. Ma la ricerca non si ferma. “Stiamo lavorando alla possibilità di ricondizionare il microambiente del tumore del pancreas che rappresenta l’ostacolo maggiore al successo di qualunque trattamento, sia che si parli della penetrazione di un chemioterapico, che dell’immunosensibilità; questo è uno dei pochissimi tumori che non rispondono all’immunoterapia perchè il suo microambiente lo ‘schermà completamente, rendendolo quasi uno stealth, un aereo invisibilè. Team di ricercatori di tutto il mondo stanno dunque cercando di capire come ‘ricondizionarè questo microambiente, attraverso gli approcci più vari: dall’uso di nuovi farmaci immunomodulatori, anche per iniezione locale, alla rottura di alcune barriere attraverso mezzi fisici-meccanici, elettrici (elettroporazione). Se si riesce a far saltare il microambiente, quel muro di protezione che il tumore si è costruito intorno, si liberano antigeni tumorali che reclutano cellule immunitarie e riusciremo a far arrivare a destinazione i farmaci e a far penetrare le cellule ‘armatè del sistema immunitario all’interno del tumore”.
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Roche, nel 2021 in crescita il fatturato e la ricerca

MILANO (ITALPRESS) – Il fatturato del gruppo farmaceutico svizzero Roche lo scorso anno è cresciuto dell’8% a 62,8 miliardi, trainato in particolare dalla divisione diagnostica che ha visto aumentare le vendite del 29%. L’utile, invece è calato dell’1% a 14,9 miliardi di franchi svizzeri (14,3 miliardi di euro). Il gruppo è specializzato nella cura del diabete e dei tumori.
In questo contesto, molto positivi i risultati di Roche Italia che, come ha ricordato il presidente e amministratore delegato Maurizio de Cicco, costituisce una presenza storica per il gruppo elvetico, considerando che gli uffici italiani sono stati aperti 125 anni fa e rappresentano la prima proiezione internazionale dell’azienda. Lo scorso anno il fatturato è stato di 796 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto al 2020. Traguardo raggiunto nonostante la perdita di “brevetto di alcuni prodotti di punta, la rinegoziazione dei prezzi e l’evoluzione pandemica”, spiega la società.
Come ha ricordato de Cicco gli investimenti in ricerca clinica sono stati pari a 47 milioni (+4% rispetto ai due anni precedenti). Nel 2021 sono stati registrati 249 studi clinici, grazie alla collaborazione di 190 centri di ricerca, di cui hanno beneficiato 19 mila pazienti attraverso un percorso di cura all’avanguardia privo di costi a carico delle famiglie. Il gruppo farmaceutico ha dovuto anche spesare 200 milioni di euro a saldo del payback ospedaliero. Un onere, pari al 20% del fatturato, che toglie risorse alla ricerca, ha spiegato de Cicco nel corso della presentazione: “Il tema dei tetti di spesa e del payback – ha detto – rimane un punto dolente del sistema Paese che rischia di rimanere indietro e di non dare ai propri pazienti le stesse garanzie degli altri cittadini europei”. Tuttavia la Roche non cambierà strategia: “Continueremo a favorire la collaborazione con il pubblico”, ha annunciato.
Come segno tangibile di apertura verso le Regioni, “abbiamo deciso di non presentare ricorso contro il payback ospedaliero anche se si tratta di una sistema insostenibile che va rivisto”.
L’emergenza sanitaria è stata l’occasione per “siglare un nuovo patto pubblico-privato che si è dimostrato vincente nel semplificare il processo di attivazione delle sperimentazioni cliniche e nel velocizzare i tempi dell’approvazione dei farmaci”, evidenzia il capo delle operazioni di Roche in Italia.
“Sono orgoglioso – aggiunge – che in un momento storico come quello che stiamo vivendo la nostra risposta sia stata quella di consolidare la leadership in ricerca e sviluppo di soluzioni innovative per migliorare la vita dei pazienti”.
E’ stato poi ricordato il costo economico e sociale dei ritardi nella ricerca. Un’analisi della Bocconi ha evidenziato che ogni euro investito per la cura dei tumori consente al Servizio Sanitario di risparmiarne 2,2. Un modello per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche stima che grazie all’impegno in ricerca clinica, l’azienda contribuisca ogni anno a far risparmiare al Servizio Sanitario Nazionale circa 180 milioni di euro.
Nel filone di avanguardia si inserisce anche il progetto di ricerca compassionevole. Riguarda il trattamento con farmaci non registrati che in Italia interesse tremila pazienti cui viene data una speranza in più. De Cicco ha ricordato anche il progetto in corso con Fuji Film. Prevede la donazione di dieci mammografi per aiutare la prevenzione. Sono stati collocati nelle aree meno attrezzate. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Amazon. Il pubblico femminile che acquistava beni per la salute veniva sensibilizzato a fare gli esami di prevenzione.
Per quanto riguarda la lotta alla pandemia il ceo del gruppo Severin Schwan, ha annunciato il lancio di un nuovo sistema di analisi per distinguere il Covid dall’influenza.
Come procederà l’emergenza sanitaria è difficile da prevedere – ha spiegato -. Il test è uno strumento chiave. Dovessero esserci segnali di nuove ondate, dovremo, infatti, essere molto veloci nel fornire test diagnostici per distunguere le diverse malattie”.
La ricerca proseguirà pur a fronte di un prevedibile calo del fatturato legato al Covid. “Nel 2021 abbiamo registrato vendite legate al Covid per circa 7 miliardi di franchi svizzeri. Per il 2022 prevediamo che scenderanno di 2 miliardi”, ha annunciato il direttore finanziario, Alan Hippe.
Il gruppo prevede fra il 2021 e il 2022 diciannove lanci tra nuove molecole ed estensioni di indicazioni, in ambito oncologico e di patologie rare, di cui potranno beneficiare oltre 25.000 pazienti in attesa di nuove soluzioni terapeutiche.
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