ROMA (ITALPRESS) – Ricercatori dell’Istituto di analisi dei sistemi ed informatica “Antonio Ruberti” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iasi), dell’Università degli Studi dell’Aquila e dell’Università di Milano-Bicocca hanno sviluppato una tecnica da utilizzare per la progettazione di un pancreas artificiale per pazienti diabetici di tipo 2. Questa tipologia rappresenta circa il 90% dei casi di diabete, che è una malattia metabolica caratterizzata da elevate concentrazioni di glucosio nel sangue (iperglicemia), tipicamente in un contesto di insufficiente secrezione endogena e/o di resistenza all’azione dell’insulina, che è l’ormone regolatore del glucosio. Il pancreas artificiale rappresenta oggi la tecnologia all’avanguardia per la regolazione automatica della glicemia nei pazienti diabetici.
“L’approccio si basa sui cosiddetti modelli simbolici, che sono approssimazioni finite di sistemi dinamici complessi. Nel nostro caso il modello tiene conto della dinamica della concentrazione di glucosio nel sangue, della somministrazione di insulina dall’esterno per via sottocutanea, e dell’assunzione di pasti -spiega Alessandro Borri del Cnr-Iasi -. La metodologia è stata validata in silico (cioè mediante simulazione numerica) su un modello di paziente virtuale approvato dalla Food and Drug Administration come sostituto della sperimentazione animale nei test preclinici di strategie di controllo della glicemia ad anello chiuso”.
Lo studio, pubblicato sulla rivista IEEE Transactions on Control Systems Technology, “conferma il potenziale dell’approccio. In particolare, considerando una popolazione di 10mila pazienti virtuali, si evidenzia che il controllore simbolico è in grado di compensare il comportamento iperglicemico e congiuntamente di evitare pericolosi episodi di ipoglicemia, fornendo, rispetto a tecniche standard, significativi miglioramenti delle prestazioni, valutate secondo indici di efficacia definiti a livello internazionale”, conclude Borri. “Inoltre, l’approccio simbolico è in grado di adattarsi in modo robusto a variazioni casuali nella quantità e nella composizione dei pasti e alla eterogeneità della popolazione considerata”.
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Studio, un pancreas artificiale per il diabete di tipo 2
Vaccino, in Italia 124 milioni di somministrazioni
ROMA (ITALPRESS) – Raggiunge quota 124.031.696 il numero delle vaccinazioni somministrate in Italia, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute e aggiornati alle di oggi, domenica 23 gennaio 2022 alle ore 19.15. Totale con almeno una dose 48.764.636, 90,29% della popolazione over 12 (persone con almeno una somministrazione). Totale ciclo vaccinale 47.055.801, 87,12 % della popolazione over 12 (persone che hanno completato il ciclo vaccinale). Totale guariti 737.257, 1,37% della popolazione over 12 guarita da al massimo 6 mesi. Totale con almeno una dose + guariti da al massimo 6 mesi 49.501.893, 91,65% della popolazione over 12. Totale dose addizionale/richiamo (booster) 30.127.051, 76,19% della popolazione potenzialmente oggetto di dose addizionale o booster che hanno ultimato il ciclo vaccinale da almeno cinque mesi. Somministrazione platea 5-11 anni: Totale con almeno una dose 1.036.028, 28,34% della popolazione 5-11 (persone con almeno una somministrazione). Totale ciclo vaccinale 269.560, 7,37% della popolazione 5-11 (persone che hanno completato il ciclo vaccinale). Totale guariti 265.490, 7,26% della popolazione 5-11 guarita da al massimo 6 mesi.
Le regioni con la percentuale maggiore di somministrazioni rispetto alla dotazione sono Valle d’Aosta (105%), Provincia di Trento (103,8%), Emilia-Romagna (102,4 %), Piemonte (101,4%), quella con la minore percentuale è la Sardegna (94%). Ecco nel dettaglio le singole regioni: Abruzzo (96,9%), Basilicata (99,1%), Calabria (99,5%), Campania (99,8%), Emilia-Romagna (102,4 %), Friuli Venezia-Giulia (97,8%), Lazio (96%), Liguria (101%), Lombardia (101,1%), Marche (99%), Molise (100,6%), Provincia autonoma Bolzano (94,5%), Provincia di Trento (103,8%), Piemonte (101,4%), Puglia (100,9%), Sardegna (94%), Sicilia (98%), Toscana (100,7%), Umbria (101,1%), Valle d’Aosta (105%), Veneto (100,4%).
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Covid, 138.860 nuovi casi e 227 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 138.860 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 171.263) a fronte di 933.384 tamponi effettuati su un totale di 163. 206.585 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 227 i decessi (ieri 333), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 143.523. Con quelli di oggi diventano 9.923.678 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 2.734.906 (+10.957), 2.713.594 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 19.627 di cui 1.685 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 7.045.249 con un incremento di 131.303 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (21.700), poi l’Emilia-Romagna (19.603), il Veneto (14.976) e il Lazio (12.651).
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Covid, 171.263 nuovi casi e 333 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 171.263 i nuovi casi di coronavirus in Italia (179.106 il 21 gennaio) a fronte di 162.273.201 tamponi effettuati su un totale di 1.043.649 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. Nelle ultime 24 ore sono stati 333 i decessi (373 il 21 gennaio), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 143.296. Con quelli del 22 gennaio diventano 9.781.191 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 2.723.949 (+28.246), 2.702.831 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 19.442 di cui 1.676 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 6.913.946 con un incremento di 148.756 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (31.164), poi il Veneto (18.773), l’Emilia-Romagna (17.887) e il Lazio (14.821).
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Covid, 179.106 nuovi casi e 373 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Si registra ancora un rallentamento della curva per quanto riguarda l’impatto della pandemia di Covid-19 in Italia. Il numero dei nuovi positivi è pari a 179.106, in flessione rispetto ai 188.797 del 20 gennaio nonostante un numero maggiore di tamponi effettuati, 1.117.553, determinando un tasso di positività in discesa al 16%. Leggero decremento dei decessi, 373 (-12).
I guariti sono 171.565; il numero degli attualmente positivi si incrementa di 13.662 raggiungendo un numero totale di 2.695.703. Per quanto riguarda l’impatto sugli ospedali, si evidenzia un calo pari a 174 pazienti con un numero complessivo di 19.485; al contrario crescono le terapie intensive, dove sono ricoverati 1.707 pazienti (+9) con 148 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 2.674.511 persone. Per quanto riguarda le regioni, la Lombardia si conferma prima per numero di nuovi casi (32.677); a seguire Emilia Romagna (20.654) e Veneto (19.117).
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Covid, 1.913 i medici sospesi per mancata vaccinazione
ROMA (ITALPRESS) – Sono 1.913 i medici e gli odontoiatri attualmente sospesi dagli Albi dei Medici e degli Odontoiatri italiani per mancato rispetto dell’obbligo vaccinale: lo 0,4% degli iscritti, che sono in tutto 467.611. A comunicarlo, la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini. Il DL 172, per il quale la Camera ha approvato ieri in via definitiva il disegno di legge di conversione, pone in capo agli Ordini degli esercenti le professioni sanitarie, per il tramite delle rispettive Federazioni nazionali, la verifica automatizzata – attraverso la Piattaforma nazionale del Digital green certificate – del possesso delle certificazioni verdi comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione, comprensiva della dose booster. L’ultima interrogazione, effettuata questa mattina dalla Fnomceo, indica che il 7,2% dei medici e odontoiatri italiani (33.534) non adempirebbe alla legge.
“Si tratta di un dato grezzo, che non fotografa la reale situazione dei sanitari inottemperanti – spiega il Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – e che comprende, ad esempio, anche i colleghi che non possono vaccinarsi o che devono differire la dose per motivi di salute, quelli che sono risultati positivi al Covid e devono quindi posticipare l’appuntamento, quelli che sono in attesa del booster avendo già la prenotazione. E poi, quelli che si sono vaccinati all’estero, e che non sono stati registrati sulla piattaforma italiana”.
“Una volta ricevute le segnalazioni, gli Ordini invitano via pec gli iscritti a fornire, entro cinque giorni dalla ricezione della richiesta, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione, o il certificato di esenzione o di differimento, o la prenotazione per la dose, che deve poi essere effettuata entro 20 giorni. In quest’ultimo caso, il sanitario dovrà, entro tre giorni dalla somministrazione, inviare il certificato vaccinale”.
“Gli Ordini hanno adempiuto subito alle loro responsabilità, anche se questo ha causato un forte aggravio di lavoro per gli uffici e per il personale – continua Anelli -. La prima estrazione dei dati, fatta il 20 dicembre, ha segnalato oltre 60mila nominativi, che si sono oggi dimezzati: segno che molti colleghi hanno comunicato di essersi messi in regola. Sono partite anche, dopo gli opportuni accertamenti, le prime sospensioni e altre sono in arrivo”.
“Ringraziamo gli Ordini territoriali per il loro lavoro e, come Federazione, siamo sempre pronti a sostenerli nelle difficoltà applicative che dovessero incontrare – conclude Anelli – con circolari, Faq, ‘question timè dedicati. Si tratta di un grosso onere che è però collegato alla responsabilità propria degli Ordini, quella della tenuta degli Albi. L’intento non è punitivo – tanto che la sospensione non ha natura disciplinare ma dichiarativa -. L’obiettivo è, come afferma la legge, quello di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza. Se poi vengono rilevate anche infrazioni deontologiche, come accade, ad esempio, con i sanitari che diffondono messaggi no-vax o non fondati su evidenze scientifiche, in parallelo saranno aperti anche dei procedimenti disciplinari”.
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Studio, terapia genica efficace contro la leucodistrofia metacromatica
MILANO (ITALPRESS) – La terapia genica ha il potenziale di cambiare la storia clinica dei bambini affetti da una rara e letale malattia neurodegenerativa di origine genetica, la leucodistrofia metacromatica (MLD). A dimostrarlo sono i risultati a lungo termine – pubblicati oggi sulla prestigiosa rivista The Lancet – che descrivono il profilo di sicurezza ed efficacia, in 29 bambini affetti da MLD, del primo farmaco a base di terapia genica per questa patologia, approvato dalla Commissione europea nel dicembre 2020 e commercializzato come Libmeldy. Libmeldy è prodotto da Orchard Therapeutics ed è frutto di oltre 20 anni di ricerca condotta presso l’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica di Milano (SR-Tiget).
Lo studio – coordinato dal professor Alessandro Aiuti, vice-direttore di SR-Tiget e professore ordinario di pediatria presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano – suggerisce l’importanza di intervenire precocemente: la maggior parte dei pazienti sono stati trattati prima che la malattia si manifestasse e hanno mostrato uno sviluppo fisico e cognitivo in linea con quelli dei bambini sani.
La ricerca è stata condotta grazie all’alleanza strategica tra Fondazione Telethon, IRCCS Ospedale San Raffaele e Orchard Therapeutics e si è avvalsa della collaborazione di altri ospedali e istituti italiani, tra cui l’Università degli Studi di Perugia per le analisi biochimiche. Lo studio clinico è stato coordinato sino alla fine del 2015 dalla professoressa Alessandra Biffi, attualmente ordinaria di pediatria e direttore della divisione di oncoematologia pediatrica dell’Università degli Studi di Padova, che insieme al professor Luigi Naldini, direttore di SR-Tiget, ha contribuito allo sviluppo originale della terapia.
Lo studio pubblicato su Lancet è il primo a lungo termine sulla terapia genica per la leucodistrofia metacromatica. Include 29 pazienti e dimostra efficacia e sicurezza di Libmeldy nel prevenire la disabilità grave in questi bambini.
I medici e ricercatori hanno utilizzato molteplici indicatori, sia molecolari che clinici, per misurare il successo del trattamento: innanzitutto il livello di attecchimento delle cellule modificate nel midollo osseo dei pazienti e la quantità di enzima presente nel liquido cerebrospinale; ma anche lo sviluppo del sistema nervoso centrale – monitorato tramite risonanza magnetica – e l’evoluzione delle capacità cognitive e motorie dei bambini, valutate tramite test clinici standardizzati.
“Su 29 pazienti trattati, 25 hanno avuto un percorso di sviluppo sia fisico sia cognitivo del tutto simile a quello di bambini sani o hanno mostrato un rallentamento nella progressione del danno rispetto a quanto atteso. La terapia si è dimostrata ben tollerata e gli effetti collaterali più importanti sono stati collegati al trattamento chemioterapico che precede l’infusione delle cellule corrette”, affermano Francesca Fumagalli e Valeria Calbi, rispettivamente neurologa ed ematologa presso l’Unità di Ricerca Clinica di SR-Tiget e prime autrici dello studio.
Purtroppo, due pazienti trattati – i cui sintomi si erano manifestati prima della somministrazione della terapia – sono deceduti a causa della progressione della malattia. “I risultati dello studio clinico sottolineano l’importanza di intervenire il prima possibile: servono alcuni mesi, dopo l’infusione delle cellule corrette, perchè i livelli dell’enzima ARSA tornino normali. La terapia può infatti prevenire la degenerazione a carico del sistema nervoso o rallentarla se somministrata nelle fasi più precoci, ma non può porvi rimedio se la malattia è già in rapida progressione,” concludono le due ricercatrici.
Lo screening neonatale è un test semplice e non invasivo: consiste in un prelievo di sangue fatto dal tallone del neonato e permette di riconoscere oltre 40 malattie genetiche metaboliche per cui oggi abbiamo una risposta mirata. Il test è gratuito e viene fatto direttamente in ospedale entro 72 ore dalla nascita. Purtroppo l’alterazione responsabile di MLD non è ancora parte del test in Italia.
“Ora che è disponibile una terapia efficace per la Leucodistrofia Metacromatica, sarà fondamentale avviare il prima possibile i programmi di screening alla nascita per questa patologia – afferma Alessandro Aiuti, coordinatore dello studio – In assenza di un test di screening neonatale è impossibile sapere che la patologia è presente prima che si manifesti – quando, cioè, è spesso troppo tardi – a meno che non ci sia un fratello o una sorella maggiore a cui è già stata diagnosticata. E questo è il dispiacere più grande: il fatto che per ogni bambino che siamo stati in grado di curare con successo prima della comparsa dei sintomi, e che può potenzialmente avere una vita a tutti gli effetti normale, c’è un fratello o una sorella più grande che non ne hanno potuto giovare. Lo screening neonatale può cambiare tutto questo”.
MLD è malattia metabolica rara con un caso ogni 100.000 nuovi nati circa. E’ causata da mutazioni in un gene chiamato ARSA, che codifica per un enzima fondamentale nell’eliminazione dei sulfatidi.
Nei bambini con le forme più gravi della malattia, l’enzima non è presente o non funziona e i sulfatidi si accumulano in diversi organi, tra cui il sistema nervoso centrale e periferico, portando a una rapida neurodegenerazione e alla perdita delle principali funzioni motorie e cognitive.
La terapia genica Libmeldy a base di cellule staminali del sangue modificate, prodotta da Orchard Therapeutics e basata sulla ricerca dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica di Milano, funziona correggendo le cellule prelevate dai pazienti attraverso vettori lentivirali inattivati. I vettori inseriscono dentro le cellule copie funzionanti del gene ARSA e queste vengono poi infuse nuovamente nel paziente, dove una volta attecchite passano il gene terapeutico alle generazioni di cellule successive.
“Una delle caratteristiche fondamentali di questa terapia è che le cellule geneticamente modificate, una volta infuse nel paziente ed attecchite nei tessuti, non si limitano a produrre l’enzima mancante, ma riescono a distribuirlo alle cellule circostanti che vengono così corrette nel loro difetto metabolico. Ciò permette di distribuire il beneficio terapeutico nei tessuti del paziente, incluso il sistema nervoso, e di prevenire così la loro degenerazione, purchè si agisca in modo precoce”, spiega Alessandra Biffi.
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Vaccino, in una settimana 4,2 milioni di somministrazioni
ROMA (ITALPRESS) – La campagna vaccinale nazionale nella settimana 14-20 gennaio ha fatto registrare oltre 4,2 milioni di somministrazioni (di cui più di 3,4 milioni di dosi booster), con una media di oltre 610 mila somministrazioni al giorno (di cui oltre 490 mila dosi booster). Lo rende noto la Struttura Commissariale per l’emergenza Covid-19.
Di queste, più di 1,7 milioni hanno riguardato la fascia over 50, per la quale le prime dosi sono attestate a oltre 117 mila e le dosi booster più di 1,5 milioni. Le somministrazioni ai bambini di età compresa tra i 5 e 11 anni, sono state oltre 325 mila (di cui circa 215 mila prime dosi e 109 mila seconde).
La performance settimanale complessiva è in linea con i target indicati dalla Struttura Commissariale alle Regioni/Province autonome.
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